Due serate da sogno, quaranta coreografie, sessantadue allievi in scena e un mare di applausi.
Attraverso gli occhi di Vanessa, mamma dell'allieva Aurora, il racconto autentico delle emozioni vissute durante il 47° Saggio-Spettacolo del Centro Studi Tersicore guidato dalla prof.ssa Lidia Strangio.
Ci sono spettacoli che si guardano. E poi ci sono spettacoli che si vivono con il cuore in gola.
Per me, mamma di Aurora, questi due giorni di saggio non sono stati semplicemente la conclusione di un anno di danza. Sono stati il racconto di nove anni di vita.
Nove anni fa ho accompagnato una bambina piena di sogni alla scuola Tersicore. Oggi, guardandola sul palco dell'Auditorium "Angelo Frammartino" di Caulonia, ho visto una giovane donna muoversi con un'eleganza, una grazia e una maturità che ancora riescono a sorprendermi.
Quest'anno è stato un anno speciale. Dopo le importanti soddisfazioni conquistate nelle competizioni CSEN, culminate nella Coppa Italia e Campionato Nazionale di Cassino, dove le coreografie della scuola hanno conquistato numerosi primi posti nazionali nella danza classica, moderna e contemporanea, vederle riproposte sul palco del saggio ha avuto un significato ancora più profondo: non erano solo balletti, erano opere premiate ai massimi livelli, frutto di un lavoro immenso, di sacrifici, disciplina e passione.
Ma il saggio è qualcosa che va oltre qualsiasi medaglia.
Circa quaranta coreografie che si sono susseguite senza un attimo di pausa, in un crescendo continuo di emozioni.
Due serate ricchissime, coinvolgenti, dove ogni cambio di musica sembrava aprire una finestra su un mondo diverso.
La cosa che più mi emoziona ogni anno è vedere sullo stesso palcoscenico le piccolissime dello studio propedeutico, con gli occhi pieni di stupore, le ragazze dei corsi avanzati che ormai danzano con una maturità artistica straordinaria, e perfino il simpaticissimo gruppo della ginnastica coreografica... il mitico "gruppo delle mamme", capace di regalare sorrisi e dimostrare che la danza non ha età.
Sessantuno allieve e un allievo. Ognuno con il proprio ruolo, la propria emozione, il proprio pezzo di storia.
E dietro tutto questo c'è una donna che da decenni costruisce molto più di una scuola di danza.
Lidia Strangio ha creato una famiglia, un luogo dove si cresce come ballerini, ma soprattutto come persone.
I risultati ottenuti negli anni, dentro e fuori dai concorsi, sono semplicemente la conseguenza naturale di una professionalità immensa e di un amore sconfinato per ciò che insegna.
Da mamma torno a casa con il cuore pieno.
Perché ogni applauso era anche un applauso ai sacrifici fatti durante l'anno. Alle lezioni finite tardi. Alle prove infinite. Ai costumi preparati con cura. Alle emozioni condivise. Alle lacrime trattenute dietro le quinte e a quelle lasciate scendere liberamente alla fine.
Grazie, Aurora, perché attraverso i tuoi occhi ho imparato che la danza non è soltanto tecnica. È disciplina che diventa libertà. È fatica che diventa bellezza. È passione che diventa arte.
E grazie a tutta la famiglia Tersicore, perché anche quest'anno ci avete ricordato che ci sono emozioni che non si possono spiegare: si possono solo vivere.
Vanessa Riitano.





Nessun commento:
Posta un commento