Dai contributi per le famiglie passati quasi inosservati ai mancati ristori per gli incendi del 2025, fino all'auditorium chiuso da oltre due anni e alla porta della SAUB in attesa di riparazione da tre anni: c'è chi continua a chiedersi se le vere priorità della città siano davvero quelle che vengono raccontate ai cittadini.
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La porta con pedana disabili della Saub (lato via Nanni) in disuso da tre anni dopo aver subito le conseguenze per un'auto incendiata nelle vicinanze.
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Nonostante si parli spesso di trasparenza amministrativa, esistono informazioni utili e importanti che difficilmente raggiungono la maggior parte dei cittadini.
Mentre eventi, festival e manifestazioni vengono pubblicizzati con grande enfasi sui social network, sugli organi di informazione e attraverso ogni canale di comunicazione disponibile, molte opportunità che riguardano direttamente le famiglie finiscono per essere pubblicate quasi esclusivamente sul sito istituzionale del Comune, uno strumento che solo una parte limitata della popolazione consulta regolarmente.
È il caso del progetto "Una casa per tutti", che consentiva alle famiglie a basso reddito che vivono in affitto di ottenere un contributo fino a 500 euro. Il bando, scaduto il 29 maggio scorso, è passato quasi sotto silenzio. Eppure avrebbe potuto rappresentare un aiuto concreto per numerosi nuclei familiari in difficoltà.
Fortunatamente, grazie al passaparola, alcune famiglie sono riuscite a presentare domanda e potranno beneficiare del contributo. Resta però una domanda: quante altre persone avrebbero potuto usufruirne se l'informazione fosse stata diffusa con la stessa intensità riservata ad altri eventi?
Ma c'è un'altra vicenda che merita attenzione.
Chi ricorda gli incendi che il 21 e 22 luglio dello scorso anno devastarono il territorio di Roccella? Secondo Legambiente, il territorio roccellese risultò tra quelli maggiormente colpiti in Calabria in rapporto alla superficie distrutta dalle fiamme.
All'indomani di quella emergenza era stata avanzata la richiesta che il Comune si attivasse presso la Regione Calabria per il riconoscimento dello stato di calamità, considerando i danni ambientali ed economici subiti da molte famiglie e da numerose attività.
La richiesta, formalmente inoltrata, non ha però prodotto alcun risultato concreto. Alla Regione è rimasta senza seguito e, da quanto risulta, non vi sarebbero stati ulteriori solleciti capaci di riportare il problema al centro dell'attenzione istituzionale.
È difficile non provare amarezza di fronte a questa situazione. Per alcune iniziative si trovano risorse e finanziamenti, mentre per chi ha subito danni reali e documentati dagli incendi non è arrivato alcun sostegno.
Nei giorni scorsi, durante un colloquio con il responsabile dell'Ufficio Tecnico comunale, l'ingegnere Schirripa, sono emerse due notizie che riguardano questioni da tempo al centro dell'attenzione dei cittadini.
La prima riguarda l'Auditorium comunale. Nei giorni scorsi era emersa la possibilità di una prossima riapertura della struttura, chiusa dal febbraio 2024 a seguito delle prescrizioni dei Vigili del Fuoco legate alla sicurezza antincendio.
Tuttavia, da una comunicazione ufficiale rilasciata proprio oggi emerge che la struttura "non è ancora fruibile" poiché sono ancora in corso le procedure autorizzative presso gli enti competenti. Nella stessa nota viene precisato che tutte le richieste di prenotazione sono da considerarsi improcedibili fino a nuova comunicazione.
Tradotto in termini pratici, al primo giugno non esiste ancora una data certa per la riapertura dell'Auditorium. Una situazione che penalizza inevitabilmente associazioni, scuole di danza del territorio, costrette a programmare con anticipo le proprie attività.
Dopo oltre due anni di chiusura, anche la stagione degli spettacoli e dei saggi di fine anno è ormai compromessa, poiché eventuali autorizzazioni che dovessero arrivare nelle prossime settimane giungerebbero quando la programmazione delle attività sarà già conclusa, e non potendo aspettare le attività saranno state programmate altrove.
La seconda notizia riguarda invece la SAUB e un problema che avrebbe dovuto essere risolto da tempo.
Dietro una mia precisa richiesta di chiarimenti, mi è stato comunicato che, probabilmente, si sta finalmente procedendo alla sostituzione del vetro della porta d'accesso danneggiata dalle fiamme di un'autovettura quasi tre anni fa.
Non si tratta di un intervento marginale. Quella porta ospita infatti la pedana utilizzata per consentire l'accesso alle persone con disabilità e a chi si muove in carrozzina. Un elemento essenziale per una struttura che ospita il servizio di riabilitazione e che viene frequentata da utenti con particolari esigenze motorie.
Se l'intervento verrà effettivamente completato, sarà certamente una buona notizia. Ma resta difficile comprendere come una problematica che riguarda l'accessibilità di una struttura sanitaria abbia potuto attendere quasi tre anni prima di trovare una soluzione.
È forse questo l'aspetto che più colpisce.
A Roccella sembra spesso che le questioni realmente importanti debbano affrontare percorsi lunghi e complessi prima di essere risolte. I servizi essenziali, la sicurezza, l'accessibilità, il sostegno alle famiglie e la tutela di chi ha subito danni sembrano procedere con una lentezza esasperante.
Nel frattempo, però, altre iniziative trovano sempre spazio, visibilità e promozione.
Nessuno mette in discussione il valore degli eventi culturali, turistici o ricreativi. Ma una buona amministrazione si misura anzitutto dalla capacità di risolvere i problemi concreti dei cittadini.
Perché una comunità cresce quando funzionano i servizi, quando vengono tutelati i più fragili e quando le informazioni che possono migliorare la vita delle persone arrivano davvero a tutti.
Il resto verrebbe dopo. Ma evidentemente chi ci amministra la pensa diversamente.