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giovedì 16 aprile 2026

Ambulanza incastrata in via Picatari: un problema noto che mette a rischio i soccorsi



Ancora una volta, questa sera, un’ambulanza del 118 è rimasta incastrata lungo la salita di via Picatari, ben prima dello sbocco su via Garibaldi. Un episodio grave che riporta all’attenzione una criticità già più volte segnalata e mai risolta.

Solo grazie al tempestivo intervento di alcuni residenti presenti sul posto si è riusciti a evitare il peggio: utilizzando anche un palo di ferro, hanno aiutato l’autista a liberare il mezzo, costretto poi a effettuare una difficile manovra in retromarcia per uscire dalla strettoia.



Un fatto che poteva avere conseguenze ben più serie, considerando che si trattava di un mezzo di emergenza, e che invece conferma una situazione ormai non più tollerabile.

A determinare questi episodi contribuisce anche un’errata indicazione dei percorsi: Google Maps segnala infatti via Picatari come la strada più breve per raggiungere via Garibaldi e le vie limitrofe, come via Alì, inducendo così anche i mezzi di soccorso a imboccare un tratto che, nei fatti, non è idoneo al transito.

Tuttavia, il nodo principale resta legato alle condizioni della sede stradale. Alla fine della salita è presente una sporgenza eccessiva, dovuta a una discutibile realizzazione della pavimentazione in pietra del centro storico, che provoca sistematicamente l’incastro dei mezzi.

Non si tratta, infatti, di un caso isolato: già in passato altre ambulanze sono rimaste bloccate nello stesso punto. E il problema riguarda anche i cittadini: sono numerose le autovetture che quotidianamente strisciano con la parte inferiore, danneggiando spesso la coppa dell’olio.

Piccole criticità solo in apparenza, ma che nella realtà producono disagi concreti, danni economici e, soprattutto, rischi per la sicurezza, rallentando anche interventi di emergenza che dovrebbero essere rapidi ed efficaci.

Per questo motivo, richiediamo e sollecitiamo la rimozione del problema una volta per tutte, attraverso un intervento immediato e risolutivo che metta in sicurezza il tratto interessato, garantendo la piena accessibilità e prevenendo il ripetersi di episodi come quello accaduto questa sera.

Serena: Il sorriso come bussola, la vita come missione.

Con grande dispiacere sono qui a ricordare una straordinaria insegnante ma anche onorare una donna che ha fatto della sua vita una missione di servizio e bellezza. 

Serena Bruzzese aveva 47 anni, un’età in cui si è nel pieno del cammino, eppure la traccia che ha lasciato è già profonda e indelebile.



Nello scautismo, che ha amato e vissuto con la promessa nel cuore, si impara che non si è scout per un giorno, ma per sempre: Semel Scout, Semper Scout. E Serena è stata una vera esploratrice dell'animo umano. 
Come insegnante, non ha solo trasmesso nozioni, ma ha 'preparato lo zaino' ai suoi studenti, insegnando loro a guardare oltre l'orizzonte, a non temere le salite e a cercare sempre, come diceva Baden Powell, il lato bello di ogni cosa.
Il suo sorriso, che oggi portiamo con noi, era la sua bussola. Anche nei momenti difficili, lei sapeva trovare il sentiero. Ora che ha raggiunto la sua vetta più alta, a chi ha avuto l'onore di conoscerla resta il compito di non disperdere la sua luce. Resta l'impegno di vivere con la stessa autenticità, lasciando il mondo un po' migliore di come lo abbiamo trovato, proprio come ha fatto lei.
Per chi volesse rivolgerle l'ultimo saluto, i funerali si terranno venerdì 17 aprile 2026 alle ore 16:00, presso la Chiesa Matrice di Roccella Ionica. Serena sarà esposta in chiesa dalle ore 15:30 per un momento di raccoglimento.
Cara Serena, professoressa e sorella scout, il tuo viaggio non finisce qui. Continuerai a camminare nei pensieri dei tuoi ragazzi e nel cuore di chi ha avuto la fortuna di percorrere un tratto di strada al tuo fianco.
Signore, accogli l'anima benedetta di Serena nella Tua pace infinita. Concedile di camminare sui sentieri del Tuo Regno, dove non c'è più dolore ma solo gioia eterna. Veglia sulla sua famiglia e dona loro il conforto della speranza, sapendo che Serena vive ora nella luce del Tuo amore.
Buona Strada, Serena. Il tuo sorriso è la nostra mappa.

mercoledì 15 aprile 2026

Roccella Jonica fiera della dottoressa Rosanna Lia, nuovo primario di Pediatria a Locri

Accogliamo con grande soddisfazione e orgoglio la notizia della nomina della dottoressa Rosanna Lia a primario del reparto di Pediatria dell’Ospedale di Locri.


Un incarico prestigioso che rappresenta il giusto riconoscimento di un percorso professionale costruito con impegno, studio e dedizione costante. 

Nel corso degli anni, la dottoressa Lia ha maturato una significativa esperienza in ambito pediatrico, neatologico e la cura del diabete infantile, distinguendosi per competenza e spirito di servizio.

Ma ciò che rende ancora più significativo questo traguardo è il profilo umano che accompagna quello professionale. Perché essere medico, e in particolare medico dei più piccoli, significa saper unire preparazione scientifica e sensibilità, capacità di ascolto e vicinanza alle famiglie. Qualità che la dottoressa Lia ha sempre dimostrato nel suo lavoro quotidiano.

La sua nomina rappresenta non solo un successo personale, ma anche un motivo di orgoglio per tutta la nostra comunità, che vede riconosciuto il valore di una propria concittadina in un ruolo così delicato e importante.

A Rosanna Lia giungano i più sinceri complimenti e gli auguri di buon lavoro, certi che saprà svolgere questo incarico con la stessa passione, umanità e professionalità che hanno caratterizzato il suo percorso fino ad oggi.

Roccella Jonica è fiera di lei.

Parco giochi di via Zirgone nel degrado: presentata interrogazione consiliare


Un’area pubblica abbandonata e pericolosa, lasciata aperta nonostante i rischi: chieste risposte immediate all’Amministrazione.



Ancora una volta siamo costretti a denunciare una situazione di grave degrado e totale abbandono che riguarda uno spazio pubblico destinato ai più piccoli.

Il parco giochi di via Zirgone, che dovrebbe rappresentare un luogo sicuro di incontro e svago per bambini e famiglie, oggi si presenta in condizioni inaccettabili. L’area è invasa da erbacce alte e vegetazione incolta, segno evidente di una manutenzione assente da tempo.



I giochi per bambini sono ormai logorati: il legno risulta completamente usurato e fradicio, con il rischio concreto di cedimenti o infortuni. A ciò si aggiunge una situazione ancora più grave legata all’impianto di illuminazione, che non solo non funziona, ma presenta fili scoperti, con evidenti pericoli per chiunque acceda all’area.

Non mancano ulteriori elementi di rischio: tra la vegetazione è stato individuato anche un pezzo di ferro sporgente, nascosto e quindi ancora più insidioso, che rappresenta un serio pericolo soprattutto per i bambini.


A rendere il tutto ancora più paradossale è il fatto che il cancello di ingresso risulta aperto, lasciando intendere che il parco sia regolarmente accessibile al pubblico, nonostante le condizioni pessime e pericolose in cui versa.


Uno spazio che dovrebbe essere simbolo di cura e attenzione verso l’infanzia è stato invece lasciato al degrado, diventando nel tempo anche luogo di frequentazioni improprie, lontane dalla sua funzione originaria.


Per queste ragioni, la Consigliera comunale Agnese Zajac, del movimento “Roccella in Comune – Prima le persone”, ha presentato un’interrogazione all’Assessore all’Ambiente, indirizzata anche al Presidente del Consiglio comunale e al Segretario comunale.

Con tale atto si chiede all’Amministrazione di chiarire le ragioni di questo stato di abbandono, se sia a conoscenza delle criticità evidenziate e soprattutto quali interventi urgenti intenda mettere in campo per ripristinare condizioni di sicurezza e decoro.


È stata inoltre richiesta chiarezza sui tempi di intervento, perché non è più tollerabile che un’area pubblica, frequentata da bambini, venga lasciata in una situazione di tale pericolosità.

Allo stesso tempo, è stato posto un punto fermo: se non si è in grado di garantire nell’immediato condizioni minime di sicurezza, il parco deve essere chiuso al pubblico, per evitare che possa trasformarsi in un luogo di rischio per i cittadini.

Continueremo a vigilare e a sollecitare interventi concreti, perché la sicurezza dei bambini e il decoro degli spazi pubblici non possono essere considerati aspetti secondari.




Borgo Carafa: la valorizzazione che esiste solo sulla carta


Cartellonistica, annunci e accordi: ma nei fatti il centro storico resta chiuso, abbandonato e inaccessibile.




Da qualche anno, in diverse zone del paese, sono stati installati cartelli turistici che indicano percorsi e luoghi del cosiddetto Borgo Carafa. 

Una narrazione costruita con cura, rafforzata negli ultimi tempi anche da annunci e accordi, per promuovere l’immagine del nostro centro storico.

Peccato che questa “valorizzazione” resti confinata sulla carta, nei comunicati e nei computer.

La realtà è ben diversa.

La maggior parte dei luoghi indicati nella cartellonistica è chiusa, privata, abbandonata o in condizioni di degrado. 

Non esiste un percorso realmente fruibile. Non esiste un sistema organizzato di accesso. Non esiste una vera esperienza turistica.

Ad oggi, oltre la Chiesa del Borgo e la Chiesa di San Giuseppe, non c’è praticamente nulla di visitabile.

E allora la domanda è semplice:

che senso ha promuovere itinerari che, nei fatti, non esistono?

Che figura fa il nostro paese se un turista arriva a Roccella con l’idea di visitare questi luoghi e li trova chiusi o pericolanti?

Non c’è occasione, in Consiglio comunale, in cui io non ribadisca un concetto semplice ma fondamentale:

valorizzare il centro storico non significa riempirlo di cartelli o inserirlo in qualche sito internet.

Significa altro.

Significa restaurare davvero gli immobili, aprire concretamente al pubblico i luoghi indicati, rendere accessibili chiese, palazzi e spazi storici.

Significa creare vita.

Vuol dire attivare botteghe artigiane, organizzare esposizioni e mostre permanenti, costruire itinerari reali e fruibili, capaci di offrire al visitatore un’esperienza autentica.

Perché un turista non viene per leggere un cartello.

Viene per vedere, entrare, scoprire, vivere un luogo.

E oggi, purtroppo, tutto questo a Roccella non esiste.

L’unico intervento concreto che si sta realizzando, peraltro con fondi PNRR, è  il rifacimento delle stradine attorno a Via Garibaldi, con un fondo in simil marmo che appare dubbio e del tutto inadeguato per un centro storico.

Un errore che purtroppo non sorprende.

Perché ormai siamo abituati a scelte discutibili: l’intonaco esterno del castello, lo scempio della scalinata di San Giuseppe, i marciapiedi di via XXV Aprile, fino al nuovo lungomare con le balaustre pericolose e un asfalto già dissestato per errori nelle pendenze verso le grate di scolo.

È sempre lo stesso schema: propaganda, annunci, inaugurazioni… ma pochi risultati concreti e duraturi.

Nel frattempo, basta guardare cosa accade altrove. A Tropea, ogni giorno, fiumi di turisti scendono dal treno per visitare un centro storico vivo, aperto, valorizzato davvero.

E allora la rabbia cresce.

Perché a Roccella, nonostante le risorse disponibili e i finanziamenti ottenuti, si continua a investire in opere scollegate da una visione reale di sviluppo.

Si continua a raccontare una valorizzazione che non esiste.

E quella che dovrebbe essere un’opportunità si trasforma nell’ennesima occasione persa.

LA LEGA E IL NORD DEL “SÌ” ALL'INCASSO POST-REFERENDUM

 di Vito Pirruccio


Dopo il voto referendario di marzo, il Nord accelera sull’Autonomia Differenziata mentre il Governo archivia il commissariamento della sanità calabrese: tra spinte federaliste, conti irrisolti e ombre della malagestione, resta aperta la domanda su chi pagherà davvero il prezzo delle scelte politiche.



Nel commentare il risultato referendario del 22-23 marzo mi sono permesso, dal mio piccolo angolo visuale, di richiamare l’attenzione sul voto maggioritario dato al SÌ nelle Regioni del Nord e, in particolare, a soffermare l’attenzione sulle dichiarazioni del Presidente della Lombardia e sugli esponenti della Lega all’indomani della prova referendaria. 

A proposito dell’Autonomia Differenziata, dopo il Sì delle Regioni del Nord, era facilmente intuibile che la Lega di Salvini, Calderoli, Fontana e Zaia sarebbe ritornata a pressare sull’agenda del Governo post-referendum. E, così, è stato!

Il 2 aprile scorso, a dieci giorni dal voto, la Conferenza Unificata Stato Regioni e Provincie Autonome ha dato il via libera alle pre-intese con le quattro Regioni del Nord, con il voto contrario delle sei regioni governate dal centro-sinistra (Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Sardegna, Puglia e Campania). Il punto chiave delle pre-intese sottoscritte con Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto lo ritroviamo nell’Allegato 2 del documento “Tutela della Salute – Coordinamento della finanza pubblica”(Lo schema delle pre-intese è identico per tutte e quattro le Regioni interessate), nel quale vengono elencate con chiarezza le “leve operative” riconosciute in tale materia a ciascuna Regione subordinandole “al rispetto dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) e all’equilibrio economico-finanziario del proprio sistema sanitario”. 

Il punto cardine è la Sanità e tralasciamo volutamente, per non appesantire la lettura, le altre materie oggetto di pre-intesa come il Servizio di Protezione Civile regionale.

A stretto giro arriva il provvedimento del Consiglio dei Ministri del 10 aprile u.s. che decreta la fine, dopo 17 anni, del commissariamento della sanità calabrese. La dichiarazione degli esponenti nostrani del centrodestra è così sintetizzabile: “Con la fine del commissariamento si apre ora una fase nuova per la Calabria, chiamata a dimostrare sul campo la capacità di gestire autonomamente il proprio sistema sanitario. La sfida sarà trasformare questo passaggio storico in un reale miglioramento dei servizi, rispondendo in modo efficace alle esigenze dei cittadini”. Gli esponenti di governo regionale e nazionale usano all’unisono l’aggettivo storico, per il solo fatto di aver ottenuto la fine del commissariamento a seguito della ricognizione dei debiti della sanità calabrese. Certamente un passo importante, ma che dovrebbe indurre a contenere l’enfasi, perché cosa si dirà nel momento in cui sapremo quando e come si pagherà il debito e, soprattutto, chi? 

Lo pagherà chi si è arricchito con le famose doppie e triple fatture? Lo pagheranno gli amministratori e i responsabili degli uffici che non hanno redatto i bilanci per un decennio? Lo pagheranno coloro i quali a seguito dello scioglimento per infiltrazione o condizionamento di tipo mafioso sono stati individuati (Si spera che gli scioglimenti siano serviti a questo!) responsabili del sodalizio criminale ipotizzato? 

Nel dossier 2025 pubblicato da Avviso Pubblico da pagina 57 a pagina 69 esiste un apposito capitolo “Gli scioglimenti delle Aziende Sanitarie Provinciali” – Il capitolo viene chiuso da un’interessante intervista a Santo Giuffré – nel quale emerge che “dal 2005 e al 2024 sono stati decretati otto scioglimenti per infiltrazione mafiosa di aziende sanitarie locali o provinciali. Le due regioni italiane coinvolte sono state Campania e Calabria. Nello specifico, in Campania sono stati sciolti due enti sanitari ovvero l’A.S.L. Napoli 4 e l’Azienda ospedaliera di Caserta, mentre in Calabria sono stati coinvolti 4 enti sanitari ovvero l’A.S.L. 9 Locri, l’A.S.P. Reggio Calabria (in due occasioni), l’A.S.P. Vibo Valentia (in due occasioni) e l’A.S.P. Catanzaro. Complessivamente sono state 12 le commissioni d’accesso inviate presso 9 aziende sanitarie provinciali. Quattro di questi procedimenti, ovvero quelli relativi all’A.S.L. di Pavia nel 2011, all’A.S.P. di Cosenza nel 2013, all’Azienda sanitaria di Caserta nel 2014 e all’A.S.L. Napoli 1 nel 2020, si sono conclusi con un’archiviazione”. 

Saranno i responsabili a pagare di quello che l’Avviso Pubblico elenca essere i mali della cattiva gestione (Disordine organizzativo, gestione amministrativa superficiale, gestione del personale e struttura organica fuori controllo, mancata programmazione e pianificazione delle attività, mancato rispetto delle procedure e delle misure anticorruzione e trasparenza – p. 62 del Dossier Avviso Pubblico 2025 -) o, come temiamo i cittadini comuni, i soliti noti?

Quando saranno assicurati alla giustizia e a pagare di tasca propria coloro i quali hanno favorito e intascato i benefici della malasanità a nostro danno, allora sarà appropriato usare l’aggettivo “storico”. Solo dopo l’avverarsi del motto dell’Araba Fenice “Post fata resurgam" ("Dopo la morte risorgerò") sarà lecito utilizzare l’aggettivo ”storico”. Prima, è un po’ forzato e sa di propaganda.

Ad oggi di storico abbiamo solo che in Italia è cambiata sostanzialmente (Formalmente è cambiata con la Riforma del Titolo V della Costituzione del 2001) la Forma di Stato rispetto a quella, a suo tempo, voluta dai Padri e dalle Madri Costituenti: da Stato unitario a base Regionale siamo diventati uno Stato Federale. Il disegno del “sincero democratico” Bossi (Parole del Presidente Mattarella: “L’Italia – si legge nel Comunicato del Presidente della Repubblica per la morte del Senatur - perde un leader politico appassionato e un sincero democratico”) sta diventando realtà. 

Il prezzo e il lascito politico del “sincero democratico” Bossi continueremo a pagarlo, purtroppo, noi cittadini comuni che ci rechiamo indomiti alle urne convinti di camminare sull’orlo della speranza, ma in compagnia del mitico e sacro uccello egizio che ci sussurra nella cabina elettorale: “Post fata resurgam!”.

martedì 14 aprile 2026

Nutrizione e Prevenzione: La Prof.ssa Anna Tagliabue e SINU al fianco del progetto “Obiettivo Benessere” per il futuro dei minori

 


Il benessere delle nuove generazioni passa per una scienza della nutrizione rigorosa e accessibile. In quest’ottica, il progetto “Obiettivo Benessere: i nostri figli, il nostro futuro”, curato da Vincenzo Ursino (fondatore del progetto “Lotta all’Obesità Infantile”), si arricchisce del prestigioso contributo della Prof.ssa Anna Tagliabue.

Già Professore Ordinario presso l’Università di Pavia e Presidente della SINU (Società Italiana di Nutrizione Umana) — l’istituzione che dal 1974 redige i LARN (Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti) — la Prof.ssa Tagliabue mette a disposizione la sua pluriennale esperienza per contrastare la disinformazione e promuovere corretti stili di vita.

"La collaborazione con la Prof.ssa Tagliabue rappresenta un pilastro fondamentale per il nostro impegno," dichiara Vincenzo Ursino. "In un'epoca in cui le famiglie sono bombardate da messaggi contrastanti, avere la massima autorità scientifica della SINU al nostro fianco ci permette di offrire risposte concrete e sicure. Proteggere i nostri figli dall'obesità significa, innanzitutto, dotare i genitori di strumenti basati sull'evidenza, non sulle mode."

Il contributo della Professoressa Tagliabue offre una visione sistemica della nutrizione, ponendo al centro la nuova Piramide Alimentare 2025 come bussola per la salute pubblica. Il percorso educativo parte dalla capacità critica di smascherare le fake news e i falsi miti del marketing: la scienza ci insegna che non esistono "alimenti magici" o superfood miracolosi, ma solo un equilibrio complessivo che deriva da scelte consapevoli.

In questo contesto, la Dieta Mediterranea viene riscoperta nei suoi pilastri più autentici e spesso trascurati, come la stagionalità, la convivialità e il consumo di cereali integrali e legumi, essenziali per bilanciare correttamente le proteine vegetali con quelle animali. Particolare attenzione è rivolta all'infanzia, dove la prevenzione diventa un investimento per il futuro: educare i bambini a preferire l'acqua ai succhi di frutta (spesso troppo ricchi di zuccheri) e limitare l'uso di integratori ai soli casi di necessità clinica è fondamentale per evitare rischi inutili durante la crescita.

Infine, il progetto sottolinea il ruolo cruciale degli adulti e delle istituzioni: se da un lato l’esempio dei genitori a tavola è il primo motore del cambiamento per i figli, dall'altro la scuola deve farsi portavoce di questi valori. Il consiglio della SINU è infatti quello di integrare la nutrizione in modo trasversale nelle materie curricolari, trasformandola in un pilastro culturale capace di prevenire le patologie croniche di domani attraverso le buone abitudini di oggi.

Supporto video:

https://drive.google.com/file/d/1VRZRhucpDpDTqm-qqPDYoyxwgeVywCcI/view?usp=drivesdk

Multiservizi: altro che “nuova governance”, i conti non tornano e il futuro è sempre più incerto.


Dopo la diffusione della notizia della nomina, su volontà del Sindaco, di un Consiglio di Amministrazione al posto dell’Amministratore Unico nella società Multiservizi, riproponiamo quella che è la posizione di Roccella in Comune già manifestata nel Consiglio comunale del  17 marzo scorso e ribadita in un nostro comunicato stampa.

A distanza di poche settimane dal Consiglio comunale del 17 marzo, i fatti parlano da soli. E purtroppo confermano, punto per punto, tutte le criticità che avevamo denunciato con chiarezza e responsabilità.

L’Amministrazione comunale ha ufficializzato il passaggio da Amministratore Unico a un Consiglio di Amministrazione a tre membri per la Jonica Multiservizi. Una scelta presentata come necessaria per affrontare una “fase complessa”, legata alla cessione del servizio idrico  all Sorical.

Ma è proprio qui che emerge tutta la contraddizione.

Mentre la società perde il suo asset principale — il servizio idrico — e si avvia a una progressiva riduzione del proprio perimetro operativo, il Comune decide di appesantire la governance, moltiplicando le poltrone.

Altro che “rafforzamento strategico”: siamo di fronte alla costruzione di un contenitore sempre più vuoto, gestito da un apparato sempre più pesante. 

Nel mio intervento avevo parlato di un rischio concreto: trasformare la Multiservizi in un “fantasma” di se stessa. Oggi quel rischio non solo si conferma, ma viene istituzionalizzato.

Si parla di “invarianza della spesa pubblica”. Ma senza numeri chiari, senza una relazione tecnica trasparente, senza un confronto serio sui costi reali, questa affermazione resta uno slogan. E i cittadini hanno diritto a sapere quanto pagheranno per mantenere questo nuovo assetto.

E c’è un punto che l’Amministrazione continua a omettere.

A differenza di quanto si tenta di far credere nel comunicato dell'amministrazione che descrive una società solida e in equilibrio, la realtà dei conti racconta altro: la Jonica Multiservizi ha chiuso in rosso gli ultimi esercizi finanziari. Non siamo davanti a una struttura sana, ma a una società che negli anni ha visto indebolirsi progressivamente la propria tenuta economica.

Avevamo denunciato l’assenza di una visione industriale e il rischio di uno smantellamento progressivo della società. Oggi, nello stesso comunicato ufficiale, si parla apertamente di “ridefinizione del perimetro operativo” e “trasferimento del personale”.

Esattamente quello che temevamo.

E resta ancora senza risposta la questione più grave: il futuro degli altri servizi, a partire dalla raccolta differenziata. Le voci di una possibile privatizzazione non sono mai state smentite in modo chiaro e definitivo. E questo silenzio pesa come un macigno.

Perché qui non si tratta solo di modelli organizzativi o scelte amministrative.

Qui si parla di lavoro, di dignità, di futuro.

Si parla di una società pubblica che, negli anni, è stata utilizzata più come strumento di gestione del consenso che come leva di sviluppo e di efficienza. Si parla di lavoratori tenuti in una condizione di precarietà strutturale, senza una prospettiva stabile.

E oggi, davanti a un ridimensionamento evidente e a conti in sofferenza, invece di affrontare con coraggio la realtà, si costruisce un nuovo livello decisionale che rischia di essere solo l’anticamera dello smantellamento.

La verità è semplice: questa scelta non segna un rilancio, ma una transizione. E la domanda è una sola: verso cosa?

Verso una Multiservizi più forte, oppure verso il suo definitivo ridimensionamento?

I cittadini meritano risposte chiare. I lavoratori meritano rispetto. E la politica ha il dovere di dire la verità, non di nasconderla dietro comunicati rassicuranti.


Comunicato stampa movimento politico "Roccella in Comune - Prima le persone"

https://roccellaincomune.blogspot.com/2026/03/multiservizi-ultimo-atto.html?m=1


Il mio intervento in consiglio comunale:


Intervengo per riferire dei rischi concreti che questa delibera scarica sulla città, sulle tasche dei contribuenti e sulla pelle dei lavoratori.

È necessario rinfrescare la memoria a quest'aula. La Multiservizi non è nata dal nulla: è l’erede della Jonica Sistemi Idrici, una realtà nata quando l’attuale Sindaco sedeva all’opposizione. All'epoca, quella società funzionava, eppure fu avversata ferocemente dal Sindaco e dal suo 'Sindaco ombra' con raccolte firme e ricorsi al Tar regolarmente persi. La verità è che la vostra gestione ha letteralmente affossato quel modello. Oggi, con lo scorporo del servizio idrico, la Multiservizi cessa di esistere come entità produttiva e diventa il fantasma di se stessa.

 Proporre il passaggio da un Amministratore Unico a un Consiglio di Amministrazione di tre membri proprio ora è un insulto alla logica. Mentre la società perde il suo asset principale, voi aumentate i costi della governance. 

Sindaco sappiamo che lei possiede le competenze tecniche per analizzare i bilanci e prevedere le prospettive della società. Che bisogno c’è di tre poltrone? La sensazione è che siamo davanti alla stessa strategia vista all’inizio di questa legislatura: dopo anni che lei sindaco ha gestito la delega al bilancio, non appena si è profilato l'intervento della Corte dei Conti, lei ha ceduto la 'patata bollente' all'assessore Scali. Una furbizia d'altri tempi per sfuggire alle responsabilità.

Oggi lo schema si ripete: nominate tre persone per gestire una società 'svuotata', creando un apparato pesante per un corpo aziendale che sta morendo. Questo non è solo un errore politico: è un potenziale danno erariale.

Oltre ai tecnicismi, mancano i numeri. Dov’è la relazione tecnica che dimostri la convenienza economica di mantenere in vita ciò che resta della società? La Multiservizi non ha mai brillato per lungimiranza imprenditoriale, ma si è distinta per la sua distanza siderale dai criteri di trasparenza e imparzialità che dovrebbero guidare una società pubblica. Avete trasformato il servizio pubblico in uno strumento elettoralistico. Non è né logico né dignitoso che un servizio attivo 365 giorni l'anno venga gestito quasi esclusivamente con personale stagionale a rotazione. Lo scopo è evidente: tenere centinaia di famiglie sotto scacco, elargendo briciole di lavoro in cambio di consenso. Questo calpesta il diritto costituzionale a un lavoro stabile e umilia la dignità dei lavoratori roccellesi.

Ma c’è un punto ancora più grave. Da mesi circola in paese una voce incessante, uscita proprio dalle stanze dell'amministrazione: l'intenzione di privatizzare anche il servizio di raccolta differenziata. Se questa voce fosse confermata, saremmo davanti all'atto di morte definitivo della Multiservizi. Allora lo dica chiaramente, Sindaco: questo CdA serve a soltanto a gestire lo smantellamento pezzo dopo pezzo, per passarla alla sorical e regalarla ai privati.

Questa amministrazione non ha il coraggio di assumersi la responsabilità del proprio fallimento. Vi nascondete dietro un linguaggio involuto per nascondere la fuga dalle responsabilità. Avete trasformato una società in house in un bacino di consenso precario e ora, davanti al disastro, tentate la ritirata strategica.

E veniamo al capitolo costi, perché, come dicevo, oltre al danno politico c'è la beffa economica. Nel vostro documento parlate di compensi parametrati alla spesa del 2013.

Nel 2013 la società gestiva l'intero ciclo delle acque, i tributi, le manutenzioni in pieno regime. Oggi, con un ramo d'azienda che vola verso la Sorical e l'altro che — stando alle voci — volete regalare ai privati della differenziata, voi ripristinate i costi di gestione di tredici anni fa!

Spendere il 15% in più del parametro 2013 per amministrare una società che sta diventando una scatola vuota è uno sperpero di risorse pubbliche per indennità fiduciarie.

Signor Sindaco, quanto peserà esattamente sulle tasche dei cittadini di Roccella questo nuovo 'carrozzone a tre teste' rispetto all'Amministratore Unico? Dia cifre precise, non ci legga i commi delle leggi!"

Il documento che avete scritto, inoltre, non esclude che ai singoli membri del CdA vengano affidate deleghe operative.

Se, oltre al compenso base, prevedete anche indennità per deleghe specifiche (come la gestione del personale o i rapporti con Sorical), il risparmio che sbandierate diventerà carta straccia. 

Per la mancanza di visione, per l'aumento ingiustificato dei costi e per l'oscurità che avvolge il destino dei lavoratori, il nostro voto sarà convintamente contrario.

Chiediamo formalmente al Sindaco di dichiarare qui, a verbale, quelle che sono le voci sulla privatizzazione della raccolta rifiuti. I cittadini e i dipendenti hanno il diritto di sapere se la gestione resterà pubblica o se l'ennesimo pezzo di patrimonio comune sta per essere svenduto.


Ferma difesa al Papa, dura condanna alle parole di Donald Trump

Dal comunicato della CEI la vicinanza a Papa Leone XIV, in noi la profonda preoccupazione per un mondo esposto alle scelte e ai comportamenti irresponsabili di chi detiene il potere globale.



Di fronte alle parole gravissime rivolte a Papa Leone XIV, condivido e sostengo le parole espresse nel comunicato della Conferenza Episcopale Italiana, che con equilibrio e fermezza richiama tutti al rispetto del ruolo e della missione del Santo Padre, guida spirituale e voce di pace in un tempo attraversato da conflitti e tensioni.

Allo stesso tempo, non si può che manifestare una ferma condanna nei confronti delle dichiarazioni e dei comportamenti del presidente degli Stati Uniti, , che appaiono sempre più irresponsabili e pericolosi.


Preoccupa profondamente la consapevolezza che decisioni così rilevanti per gli equilibri mondiali possano essere influenzate da atteggiamenti che nulla hanno a che vedere con il senso delle istituzioni, con il rispetto e con la ricerca della pace.

In un momento storico così delicato, è necessario riaffermare con forza i valori del dialogo, della responsabilità e della dignità delle persone, gli stessi che il Santo Padre continua instancabilmente a richiamare.


sabato 11 aprile 2026

"I CARE" si congratula con l'Alfiere della Repubblica Rocco Commisso

 



L'Associazione Museo della Scuola "I CARE" di Siderno, ispirata a Don Milani per la crescita delle nuove generazioni tramite educazione ambientale, formazione e cittadinanza attiva, applaude il piccolo Alfiere della Repubblica.



Un giornale online pubblica la notizia di un ragazzo di Roccella Jonica, Rocco Antonio Commisso, insignito dal Presidente Sergio Mattarella “Alfiere della Repubblica italiana”.

L’Associazione “I care!” si congratula col giovane Alfiere per il prestigioso riconoscimento. 


Rocco Antonio Commisso (11 anni)

Nato il 22 aprile 2014 e residente a Roccella Jonica (RC). «Per la sensibilità dimostrata nel trarre in salvo un esemplare di tartaruga Caretta Caretta, ferita e intrappolata in residui di plastica. Il suo gesto è divenuto una leva per la promozione di iniziative di educazione ambientale. Durante un'escursione in mare con il padre, Rocco ha soccorso una tartaruga Caretta Caretta ferita da alcuni residui di reti e palangari da pesca. Affidata alle cure di un'associazione di volontari, la tartaruga è stata curata e successivamente liberata in mare. Dopo questo episodio, la scuola frequentata da Rocco ha adottato una tartaruga marina di peluche come mascotte, simbolo delle attività educative dedicate alla tutela dell'ambiente e alla cultura del rispetto del mare».


2 agosto 2020 - 2 agosto 2021: Un anno senza Ludovico

2 agosto 2020  - 2 agosto 2021: Un anno senza Ludovico
2 Agosto 2020 - 2 Agosto 2021: un anno senza Ludovico. Il ricordo di Ludovico Lombardo ad un anno dalla sua tragica scomparsa. Sempre nel cuore dei tuoi amici e sempre nel cuore dei roccellesi.

JEU SUGNU CALABRISI - Sigla ufficiale Musica Etnosong 2019 Premio Mia Martini

La vera storia dei nostri emigranti che, per motivi di lavoro, sono stati "costretti" a lasciare la Terra in cerca di lavoro ma col cuore rivolto SEMPRE nell'estremo lembo della "nostra" Penisola: la CALABRIA!

ROCCELLA JONICA VISTA DA GERACE

ROCCELLA JONICA VISTA DA GERACE
Foto di Angelo Lagana'

DUE STRAORDINARI SCATTI DI ANGELO LAGANA'

Un Lungomare così, a Reggio, non si vedeva da tanti tanti anni. Le Frecce Tricolori hanno richiamato in città decine di migliaia di persone da tutte le province calabresi e da gran parte della Sicilia. La via Marina, completamente chiusa al traffico in occasione della seconda “domenica sostenibile”, s’è gremita di circa 100.000 persone che nel pomeriggio hanno assistito incantate allo spettacolo dell’Air Show “Scilla & Cariddi” con l’esibizione delle celebri Frecce Tricolore.

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VINCENZO MILANO CI REGALA L'ECLISSI SOLARE VISTA DAL CASTELLO

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Oggi 20 marzo, nonostante le nuvole, abbiamo potuto assistere, dalle nove e mezza fino alle undici, all'eclissi di sole. Qui da noi il sole, "coperto" dall'ombra della luna, si è oscurato soltanto per il 41%. La prossima eclissi parziale avverrà nel 2026 mentre per avere un'altra eclissi solare totale dovremmo "attendere" fino al 2081.
Questo straordinario evento è stato filmato dal videomaker Vincenzo Milano del Laboratorio DreamLab Studio di Roccella Jonica dalla postazione della Torre di Pizzofalcone. Un video, montato e musicato con grande sapienza, capace di trasmettere un brivido di emozione.

FESTIVAL JAZZ: DALLA GRANDE ILLUSIONE ALL'IMPIETOSA REALTA'

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Il regalo di Natale del M°. Angelo Laganà

OLTRAGGIO ALLA CITTA'

OLTRAGGIO ALLA CITTA'
OLTRAGGIO ALLA CITTA'. Foto di Angelo Laganà


ECCO PERCHE' POCO PIU' DI UN ANNO FA PESTAVA I PUGNI SUL TAVOLO DEL CONVENTO DEI MINIMI

ECCO PERCHE' POCO PIU' DI UN ANNO FA PESTAVA I PUGNI SUL TAVOLO DEL CONVENTO DEI MINIMI
Quale sindaco mai oltre a lui stesso o a chi per lui avrebbe consentito una liquidazione cosi rapida a suo favore? Un ulteriore una tantum prelevato da un fondo "segreto e nascosto". Cari elettori meditate...Dedicato a tutte quelle associazioni che partecipano alle riunioni con l'amministrazione la quale puntualmente ricorda pressappoco cosi: "Non chiedete soldi perchè non ce ne sono!"

I VINCITORI DI ROCCELLA ON YOUTUBE

Tre straordinari video sono saliti sul podio in questa 2° edizione del Concorso curato da Mariagrazia Curciarello. Tre video, diversi fra loro, che li accomuna solo la volontà di valorizzare al massimo le risorse naturalistiche di Roccella Jonica, obiettivo riuscito appieno grazie alle idee che hanno sbizzarrito la fantasia degli autori, ma anche del montaggio del video, agli "attori" e agli ambienti.
Meritato primo posto per l'invenzione "Scirobetta" dal nome dei due cortiggiani del re Carafa che nel caldo estivo roccellese ha trovato rinfresco solo con questa speciale bibita a base dei nostri limoni... Simpaticissimi e bravissimi davvero tutti i ragazzini-attori che hanno recitato nel video. Con questo video credo che si mostra per la prima volta l'interno del nostro castello in via di restauro in rete. 10 e lode a Francesco Cappelleri, complimenti vivissimi.
Solo un'idea cosi innovativa poteva battere il vincitore dello scorso anno. Alessandro Neumann, dopo il simpaticissimo "U Pirozzu" con cui ha trionfato nella prima edizione, ha girato il secondo atto che si chiama "U tarantozzu" ed è ancora una volta uno strepitoso successo. Le suggestive immagini dal basso dei passi di taranta, dimostrano l'estro e il talento dell'autore che conferma molti dei protagonisti-attori de "U Pirozzu, che diventano delle vere e proprie macchiette. Non vedo già l'ora di vedere la terza parte il prossimo anno...
Da museo il terzo video classificato girato e montato da due giovani, Antonio Dimasi e Felice Guarneri, con lo zampino dei reperti "storici" fotografici dell'archivio dell'associazione "Roccella com'era". "Fra i ricordi di un passato" è la storia di due bambini che, attraverso stupende immagini del passato di Roccella Jonica che sembrano animarsi grazie agli effetti speciali degli autori, raccontano la vita di 50 anni fa del loro paese e alla fine, oggi, si chiedono... "Chissà come sarà fra 50 anni?" Bellissima colonna sonora e un invito a tutti di guardarlo, agli adulti per fargli rivivere meravigliose emozioni e ricordi e ai giovani per fargli scoprire la semplicità insieme al sorriso genuino che c'era una volta. Da pelle d'oca...
E adesso non ci resta che... ammirarli.

1° classificato Roccella on youtube "A SCIRUBETTA" di Francesco Cappelleri.

2° classificato Roccella on youtube "U TARANTOZZU" di Alessandro Neumann

3° classificato "FRA I RICORDI DI UN PASSATO" di Antonio Dimasi e felice Guarneri