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venerdì 13 marzo 2026

Il bilancio passa, l’applauso resta

A Caulonia il voto decisivo evita il commissariamento del Comune, ma a lasciare il segno è l’applauso della maggioranza dopo l’attacco alla consigliera di opposizione Luana Franco: un comportamento che solleva perplessità sul rispetto del confronto politico.


Nonostante in Consiglio comunale a Roccella Jonica chi vi scrive abbia già molte questioni da affrontare — con un sindaco che sulle menzogne sembra imbattibile e una maggioranza ormai assuefatta a un sistema di potere che dura da 27 anni — e nonostante il fango che ciclicamente si tenta di gettarmi addosso, oltre alle diverse occasioni in cui il “regime” del sindaco mi ha tolto la parola, oggi voglio riferire un episodio accaduto nell’ultimo Consiglio comunale di Caulonia.

Un Consiglio comunale da record per durata: ben cinque ore, conclusosi con un accordo politico che ha consentito l’approvazione del bilancio di previsione. È noto a tutti che a Caulonia la maggioranza non esiste più da tempo: tra dimissioni e passaggi all’opposizione, gli equilibri si sono completamente sgretolati. Per evitare il commissariamento dell’ente è stato necessario il voto dell’ex vicesindaco — oggi formalmente all’opposizione — che con il suo sostegno ha di fatto consentito il salvataggio della maggioranza.

Non voglio entrare nei dettagli della vicenda politico-amministrativa di Caulonia, certamente complessa e articolata. Voglio invece soffermarmi su un episodio che considero profondamente inopportuno e poco edificante per il confronto democratico.

Tra i banchi dell’opposizione a Caulonia siede la dott.ssa Luana Franco, leader del gruppo Rinnoviamo Caulonia, che con coerenza e competenza svolge il proprio ruolo di critica alla maggioranza e di proposta alternativa, sostenuta dal suo gruppo. È proprio questa capacità di argomentare con chiarezza le criticità dell’azione amministrativa che la rende una figura temuta dalla maggioranza.

Non è un caso che la consigliera Franco sia stata anche protagonista di una vicenda finita in tribunale, relativa a una frase sessista che sarebbe stata pronunciata nei suoi confronti da un consigliere, episodio finito sui giornali e tuttavia minimizzato dalla maggioranza.

Vengo ora al fatto accaduto nell’ultimo Consiglio comunale.

Il consigliere Lancia aveva appena annunciato il suo voto favorevole al bilancio, determinante per salvare la maggioranza, quando prende la parola il consigliere Marziano — dello stesso schieramento della consigliera Franco — che esprime apertamente il proprio disappunto per quello che ha definito un comportamento da “salvagente” nei confronti della maggioranza.

Subito dopo interviene nuovamente il dott. Lancia, complimentandosi con Marziano per il suo intervento e affermando che è proprio così che si dovrebbe fare opposizione. Un passaggio che è apparso chiaramente come una sorta di lezione rivolta alla consigliera Franco, alla quale poco prima era stato rimproverato di non trovare consenso in nessun raggruppamento politico e di essere rimasta sola.

Ma l’aspetto più sconcertante è stato un altro: all’affondo del consigliere Lancia nei confronti della consigliera Franco — proprio lui che pochi minuti prima aveva consentito alla maggioranza di salvarsi — è seguito l’applauso compatto dei banchi della maggioranza.

Un applauso ambiguo, che è apparso a molti come un evidente segnale di ringraziamento nei confronti del consigliere Lancia per il voto determinante con cui ha consentito alla maggioranza di superare il passaggio più delicato del bilancio. Allo stesso tempo, quell’applauso è sembrato assumere il tono di un messaggio provocatorio indirizzato alla consigliera Franco, quasi a voler sottolineare e amplificare l’attacco politico che pochi istanti prima le era stato rivolto in aula.

Un gesto che lascia inevitabilmente perplessi e che difficilmente contribuisce ad elevare il livello del confronto istituzionale all’interno di un Consiglio comunale, luogo che dovrebbe essere dedicato al rispetto reciproco e al dibattito democratico.


Per questo motivo, dopo aver già espresso solidarietà alla consigliera Luana Franco per la frase sessista emersa nel precedente Consiglio comunale, rinnovo ancora una volta la mia vicinanza e il mio incoraggiamento a proseguire con determinazione nel suo impegno politico, anche di fronte a comportamenti e atteggiamenti che anch'io, purtroppo, conosco bene e che certamente non contribuiscono a dare una buona immagine delle istituzioni.

Perché chi svolge con serietà il ruolo di opposizione, ponendo domande, sollevando problemi e chiedendo chiarezza, non dovrebbe mai essere isolato o deriso, ma rappresentare una risorsa per la qualità della vita democratica di un Consiglio comunale.

La politica dovrebbe vivere di confronto, non di applausi di scherno. E quando un’aula istituzionale applaude per colpire qualcuno invece che per riconoscere un merito, non è l’opposizione a uscire indebolita, ma è la dignità stessa dell’istituzione a uscirne mortificata.


giovedì 12 marzo 2026

Per sempre sì: quando una canzone può riaccendere la speranza nella musica

 

Raramente mi esprimo su argomenti che vanno oltre l’ambito dei fatti, delle iniziative e dei problemi locali. Naturalmente ho le mie opinioni su molte tematiche politiche e sociali, ma preferisco non condividerle quando mi rendo conto che il mio pensiero, in fondo, non può incidere concretamente sulla vita quotidiana di chi mi legge. Resterebbe soltanto un’opinione personale, che difficilmente cambierebbe qualcosa nel nostro vivere di tutti i giorni.

Faccio però un’eccezione a questa mia abitudine per affrontare un tema apparentemente leggero, ma in realtà molto attuale: l’influenza della musica che ascoltano i nostri giovani.

Chi è cresciuto qualche decennio fa ha avuto la fortuna di vivere una stagione straordinaria della musica italiana. Le canzoni non erano soltanto melodie da ascoltare, ma vere e proprie storie da vivere e ricordare. Intere generazioni sono cresciute con artisti straordinari come Francesco De Gregori, Antonello Venditti, Fabrizio De André o Vasco Rossi, capaci di raccontare la società, i sentimenti e le contraddizioni della vita con parole profonde e melodie indimenticabili.

Accanto a loro c’era poi una grande tradizione melodica e popolare, fatta di canzoni che ancora oggi tutti conoscono e cantano: dai Pooh a Claudio Baglioni, dagli 883 a Marco Masini. Brani che parlavano di amore, di sogni, di vita quotidiana, spesso con una semplicità capace di arrivare al cuore.

Oggi, invece, capita sempre più spesso di sentire i nostri ragazzi canticchiare canzoni di artisti della scena trap e rap i cui testi – pur avendo un enorme successo commerciale – risultano talvolta difficili da comprendere o carichi di messaggi che poco hanno a che vedere con valori positivi e costruttivi.

Non si tratta di demonizzare un genere musicale o di fare i nostalgici del passato. La musica cambia, evolve, segue i tempi. Ma è difficile non provare un certo disagio quando si percepisce una distanza così grande tra la profondità di alcune canzoni di ieri e la superficialità di molti brani che dominano oggi le classifiche.

Proprio per questo motivo il successo di Sal Da Vinci al Festival di Sanremo 2026 con la canzone Per sempre sì rappresenta, a mio avviso, qualcosa di più di una semplice vittoria musicale.


Quel brano, diventato in poche settimane un vero tormentone – oggi persino rilanciato in versione dance nelle radio e nelle discoteche – dimostra che il pubblico ha ancora voglia di melodia, parole chiare e sentimenti autentici. Una canzone che si può cantare, capire, condividere.

Ed è proprio qui che nasce una piccola speranza: che anche le nuove generazioni possano riscoprire il piacere di una musica che non ha bisogno di provocazioni o di eccessi per arrivare al pubblico, ma che riesce a farlo semplicemente attraverso la forza delle emozioni.

Se anche solo una parte dei nostri ragazzi iniziasse ad appassionarsi a questo modo di fare musica, sarebbe già un segnale importante. Perché la musica non è soltanto intrattenimento: è cultura, identità e spesso anche uno specchio della società in cui viviamo.

E allora forse Per sempre sì non è soltanto il tormentone del momento.

Potrebbe essere anche un piccolo segnale di ritorno alla musica vera. 

Roccella Jonica, studenti protagonisti della raccolta sangue: successo per la giornata promossa dall’AVIS

 

Una mattinata all’insegna della solidarietà e del senso civico quella vissuta oggi a Roccella Jonica, dove presso il centro AVIS di via E. Fermi si è svolta una significativa giornata di raccolta sangue che ha visto protagonisti soprattutto gli studenti delle classi quinte dell’Istituto di Istruzione Superiore cittadino.



L’iniziativa, organizzata in collaborazione con la scuola, rientra nel percorso di sensibilizzazione che l’AVIS comunale sta portando avanti da tempo tra i giovani del territorio. Un lavoro costante che negli ultimi anni ha permesso di diffondere sempre di più la cultura della donazione e della solidarietà, trovando una risposta generosa da parte di molti ragazzi.

A coordinare il coinvolgimento degli studenti è stata la professoressa Francesca Iervasi, referente AVIS per la scuola, che ha seguito l’organizzazione dell’incontro e accompagnato i giovani in questa importante esperienza di cittadinanza attiva. Quello di oggi rappresenta il primo appuntamento del 2026 dedicato alla donazione, ma l’associazione ha già annunciato che altri incontri verranno programmati nei prossimi mesi per continuare il percorso di informazione e partecipazione.

Accanto agli studenti hanno preso parte alla raccolta anche alcuni soci donatori dell’associazione, confermando lo spirito di comunità che da sempre caratterizza l’attività dell’AVIS roccellese.

Il presidente dell’AVIS comunale ha espresso parole di gratitudine verso tutti coloro che hanno contribuito alla buona riuscita dell’iniziativa, rivolgendo un ringraziamento particolare alla dirigente scolastica professoressa Fiorenza per la disponibilità e la collaborazione dimostrata.

La giornata di oggi conferma ancora una volta come la sensibilizzazione nelle scuole rappresenti uno strumento fondamentale per avvicinare le nuove generazioni alla donazione del sangue. L’entusiasmo e la partecipazione degli  studenti di Roccella Jonica testimoniano che tra i giovani cresce la consapevolezza dell’importanza di un gesto semplice, ma capace di salvare vite umane.

Roccella rivive la Passione di Gesù: la “Via Crucis Vivente” torna a emozionare il paese


Dalla tradizione dell’antico testo di Filippo Orioles alla suggestiva rappresentazione tra le vie cittadine: la Passio Christi torna in scena con un intenso coinvolgimento di attori, figuranti e comunità, rinnovando uno dei momenti più sentiti della spiritualità roccellese.




L'associazione culturale A.L.Ph.A. rinnovano anche quest’anno la loro attività di riscoperta delle memorie e delle tradizioni della nostra terra, curando nei minimi dettagli una delle rappresentazioni più suggestive e partecipate della tradizione religiosa roccellese: la rievocazione della Passione di Cristo.


L’opera si ispira all’antico testo del drammaturgo palermitano Filippo Orioles (1687-1793), Il riscatto di Adamo nella morte di Gesù, un’opera sacra che per secoli è stata rappresentata nel Meridione, soprattutto in Sicilia e Calabria, e che ancora oggi conserva intatta la sua forza drammatica.

La rappresentazione dell’edizione 2026 si svolgerà in due momenti:

  • 30 marzo, alle ore 20:00, presso il Santuario Maria SS. delle Grazie;
  • 1 aprile, sempre alle ore 20:00, con partenza dalle scalinate dell’ex Municipio e un suggestivo percorso lungo le vie principali del paese.


Come già accaduto nelle passate edizioni, la Via Crucis sarà animata da un numeroso gruppo di figuranti e attori in costume che daranno vita a una vera e propria sacra rappresentazione della Passione, ripercorrendo le stazioni tradizionali: le cadute di Gesù, l’incontro con la Madre, con Simone il Cireneo e con la Veronica, momenti capaci di creare un’atmosfera di profondo raccoglimento e intensa partecipazione emotiva.


La drammatizzazione si arricchisce inoltre dei monologhi di Maria Maddalena, Maria di Nazareth e dell’apostolo Pietro, segnato dal dolore per il suo rinnegamento, fino alla tragica scena del gesto di Giuda Iscariota. Il momento culminante sarà rappresentato dalla condanna di Gesù da parte di Ponzio Pilato e dalla successiva crocifissione nel luogo simbolicamente scelto per rappresentare il Golgota, nei pressi del Teatro al Castello.


Particolarmente intensa sarà la scena della Pietà, con il corpo di Cristo tra le braccia della Madre, uno dei momenti più emozionanti dell’intera rappresentazione, prima della scena conclusiva che annuncerà la vittoria della vita sulla morte con la Resurrezione.

La rappresentazione si inserisce nel solco di una tradizione che negli ultimi anni è stata ripresa e valorizzata grazie all’impegno dell’associazione promotrice e al sostegno della comunità locale.

A dimostrazione della forza evocativa di questa sacra rappresentazione resta ancora viva nella memoria l’edizione dello scorso anno, andata in scena a Largo San Giuseppe, davanti al sagrato della chiesa del rione Croce, dove numerosi roccellesi, turisti e visitatori provenienti dai paesi vicini hanno assistito con grande partecipazione alla “Passio Christi” portata in scena dalla compagnia roccellese A.l.ph.A.

In quella occasione la rappresentazione, apparsa particolarmente realistica e intensa, suscitò forti emozioni nel pubblico, che salutò gli interpreti con lunghi applausi e unanimi apprezzamenti per l’intensità della recitazione e la cura dei dettagli.

Tra i protagonisti principali si distinsero Fausto Certomà nel ruolo di Gesù, Simona Spanò nelle vesti di Maria di Nazareth, Roberta Frascà come Maria di Magdala, Nicola Capocasale nel ruolo di Giuda e Pino Curciarello nei panni dell’apostolo Pietro, affiancati da numerosi figuranti e collaboratori che hanno contribuito a rendere l’opera corale e profondamente coinvolgente.

Fondamentale, come sempre, la regia e la guida artistica di Enzo Scali, promotore della Passio Christi, che insieme a un gruppo affiatato di collaboratori continua da anni a portare avanti con passione questa tradizione, preparando lo spettacolo con settimane di prove e una grande attenzione per ogni dettaglio scenico.

La Via Crucis Vivente si conferma così non solo come una rappresentazione teatrale, ma come un momento di profonda riflessione spirituale e partecipazione comunitaria, capace di unire fede, tradizione e cultura popolare in un’unica grande esperienza condivisa.

Un appuntamento che ogni anno riesce a coinvolgere l’intero paese, grazie all’impegno e alla passione di chi dedica tempo ed energie per mantenere viva una tradizione che appartiene alla storia e all’identità di Roccella.

Per questo l’invito è rivolto a tutti i cittadini, ai visitatori e ai fedeli dei paesi vicini: partecipare alla Via Crucis Vivente significa non solo assistere a una suggestiva rappresentazione, ma vivere insieme un momento intenso di raccoglimento, memoria e comunità, lasciandosi coinvolgere dal messaggio universale di speranza che nasce dalla Passione e dalla Resurrezione di Cristo.


Le seguenti fotografie sono relative alla rappresentazione teatrale tenutasi l'anno scorso davanti al sagrato della Chiesa di San Giuseppe.








sabato 7 marzo 2026

Un roccellese che rientra grazie a un gesto di solidarietà internazionale


La Gazzetta del Sud di oggi racconta una storia che ci riguarda da vicino e che parla di solidarietà e umanità oltre i confini.

Il protagonista è Daniel Milano, informatico originario di Roccella Jonica, che da circa un anno vive e lavora in Qatar. Nei giorni scorsi, a causa della situazione di forte tensione internazionale nell’area, Daniel si è trovato nell’incertezza di non sapere come rientrare in Italia.

La possibilità di partire è arrivata grazie a un gesto inatteso di amicizia: l’ambasciata croata ha offerto un passaggio su un mezzo diplomatico diretto verso Riad, in Arabia Saudita. Da lì Daniel potrà proseguire il viaggio verso Zagabria e poi finalmente rientrare a Milano.

Una vicenda che dimostra come, anche nei momenti più complessi, possano nascere gesti di solidarietà tra persone e tra Paesi diversi.

A Daniel va l’augurio di tutta la comunità roccellese per un viaggio sicuro e un sereno ritorno a casa.


Trasporti e propaganda: servono fatti, non slogan

Ho letto le dichiarazioni del sindaco Zito sui collegamenti ferroviari tra la fascia jonica e Roma.

Un tema importante, sul quale tutti siamo d’accordo: la Locride ha bisogno di collegamenti ferroviari migliori con le grandi città italiane.

Quello che lascia perplessi, però, non è solo il linguaggio utilizzato – fatto di espressioni altisonanti come “massimalismo rivendicativo”, che poco aiutano a chiarire i problemi reali – ma soprattutto l’approccio e il metodo.

Se davvero si vuole ottenere un risultato per il territorio, non si parte con un post sui social o con un comunicato stampa.

Si coinvolgono i sindaci della Locride, si convoca l’assemblea del territorio e si costruisce una proposta condivisa da portare con forza ai tavoli regionali e nazionali.

Anche perché, a dirla tutta, quella avanzata dal sindaco non sembra affatto la proposta del secolo.

Pensare ad un solo collegamento diretto con Roma non è necessariamente la soluzione migliore.

Una strategia più efficace potrebbe essere un’altra: rafforzare il collegamento ferroviario della linea jonica con Lamezia Terme, vero nodo ferroviario della Calabria.

Se i treni della jonica – come gli attuali convogli Swing o altri servizi regionali veloci – arrivassero a Lamezia Terme Centrale in coincidenza con i numerosi Frecciarossa che ogni giorno collegano la Calabria con Roma, Milano, Torino e le principali città italiane, si potrebbero avere più collegamenti durante l’arco della giornata, non uno solo.

In questo modo si eviterebbe anche ai viaggiatori della jonica la scomodissima deviazione verso Rosarno, che oggi rappresenta uno dei principali ostacoli alla mobilità ferroviaria del nostro territorio.

Ecco perché la vera battaglia dovrebbe essere un’altra:

pretendere un collegamento efficiente tra la jonica e Lamezia Terme, integrato con l’alta velocità.

Su questo servirebbe una mobilitazione seria e condivisa del territorio, non slogan o uscite solitarie.

Nel frattempo Roccella continua ad affrontare tanti problemi concreti che richiederebbero la massima attenzione amministrativa.

La guida di una comunità non può diventare un trampolino per inseguire visibilità o ambizioni più alte: i cittadini hanno bisogno di amministratori concentrati sui problemi reali della città e del territorio.

Agorà – Il botta e risposta con i cittadini. TARI 2021, segnalazioni, dubbi e richieste di verifica

 

In questi giorni sono arrivati numerosi commenti e segnalazioni riguardo alle notifiche relative alla TARI 2021 che diversi cittadini stanno ricevendo dal Comune.

Molti raccontano di aver pagato regolarmente la tassa, conservando tutte le ricevute, e di essersi recati negli uffici comunali per chiedere chiarimenti. In alcuni casi sarebbe emerso che il problema potrebbe essere legato a errori di registrazione dei pagamenti o al nuovo software di gestione, che non riuscirebbe ad “agganciare” correttamente alcune operazioni effettuate negli anni passati.

C’è anche chi segnala casi di pagamenti registrati sull’anno sbagliato, oppure anomalie che risultano solo negli archivi comunali mentre nel cassetto fiscale del contribuente tutto appare regolare.

Oltre alla questione tecnica, diversi cittadini hanno posto anche un tema di rapporto tra uffici pubblici e utenti, chiedendo maggiore disponibilità, chiarezza e rispetto nei confronti di chi si presenta allo sportello semplicemente per verificare la propria posizione.

Le segnalazioni sono numerose e meritano attenzione.

Proprio per questo, nei giorni scorsi ho presentato una interrogazione al Consiglio Comunale, chiedendo all’amministrazione di fare piena luce su quanto sta accadendo:

  • quanti avvisi sono stati inviati;
  • se esistono errori nel sistema di gestione dei pagamenti;
  • quali verifiche siano state avviate;
  • e soprattutto quali soluzioni si intendano adottare per evitare disagi ai cittadini che hanno già pagato regolarmente.


Vi terrò informati non appena arriverà la risposta ufficiale all’interrogazione che ho presentato.

Devo purtroppo rilevare che, ad oggi, non vengono neppure rispettati i tempi di risposta previsti dal regolamento del Consiglio comunale alle interrogazioni.

Evidentemente, se la situazione dovesse continuare così, sarà necessario valutare una nuova segnalazione al Prefetto, proprio come abbiamo già fatto in passato per i tempi troppo ristretti con cui venivano convocati i Consigli comunali.

Segnalazione che, ricordo, ha prodotto un risultato concreto: da allora le sedute del Consiglio vengono convocate con un margine di tempo più ampio, nel rispetto delle regole e del ruolo dei consiglieri.

Ritornando in tema "cartelle pazze" Tari, è giusto ricordare un principio semplice: quando un cittadino paga un tributo e conserva la ricevuta, non può essere lui a dover subire le conseguenze di eventuali errori amministrativi o informatici.

Il Comune deve essere la casa dei cittadini, un luogo di servizio e non di difficoltà.

L’Agorà resta naturalmente aperta al confronto e alla partecipazione dei cittadini.

Chiedo però a tutti di utilizzare un linguaggio rispettoso e consono, evitando espressioni offensive nei confronti di chiunque. Anche quando i contenuti delle critiche sono condivisibili, basta una parola fuori posto per rendere impossibile la pubblicazione del commento.

Purtroppo il sistema del blog non consente a chi gestisce la pagina di modificare i commenti dei lettori: posso solo pubblicarli oppure eliminarli. Per questo motivo vi invito a prestare attenzione alle parole utilizzate.

Grazie a tutti per la partecipazione e per i contributi che continuate a inviare.

Buon fine settimana a tutti e, per domani, un augurio speciale di buona Festa dell’8 marzo a tutte le donne. 🌾

venerdì 6 marzo 2026

L'8 MARZO DI “I CARE” TRA STORIE DI DONNE CALABRESI CHE HANNO FATTO LA STORIA

di Vito Pirruccio 


Sul palco dell’Ariston di Sanremo Gianna Pratesi, la gelataia di 105 anni di Chiavari, ci ha riportato a quel 1946 che ha segnato la Storia del nostro Paese dopo vent’anni di dittatura fascista. 

Nelle parole lucide dell’ospite di Carlo Conti abbiamo ascoltato tutta la tensione ideale che ha animato una generazione di donne e di uomini alle prese con la rinascita del Paese e con la conquista della democrazia dopo il ventennio.

Su quel palco accanto a Gianna Pratesi c’erano idealmente 12 milioni di donne che hanno dato una  svolta epocale alla Storia dell’Italia. 

Di questo parleremo come “I Care!” l’8 marzo prossimo in occasione della Festa della Donna che celebreremo, in un caratteristico locale di cucina calabrese, con l’iniziativa “A cena con l’autore”, un mix di festa e di approfondimento storico-culturale, insieme a Bruno Gemelli coautore de “L’ape furibonda” edito da Rubbettino.

L’iniziativa di “I Care!” si inquadra nel solco della condivisione di un pezzo di Storia che ha come teatro la Calabria dentro il risveglio democratico nazionale con in testa le donne. 

Sì, le donne di Calabria, raccontate nel volume de “L’ape furibonda”, che hanno segnato un nuovo protagonismo in una terra piena di contraddizioni come la nostra Regione, capaci di camminare nel solco del progresso dentro il nuovo quadro democratico dell’Italia uscita dalla guerra e dalla dittatura fascista.

Se Gianna Pratesi ha portato sul palco dell’Ariston quel fiume di 12 milioni di donne italiane protagoniste della rinascita democratica del Paese, c’è un record nazionale ascrivibile alla Calabria tra marzo e aprile 1946, mesi prima del voto referendario del 2 giugno 1946 sulla scelta tra Repubblica e Monarchia: l’elezione di 3 donne calabresi sindaco su 11 elette in Italia e l’elezione della più giovane donna sindaco d’Italia, Caterina Tufarelli Palumbo eletta alla guida del Comune di San Sosti (CS).

La Calabria, in quel passaggio storico dell’Italia, con Caterina (Ketty) Tufarelli Palumbo, proveniente dalle fila della Democrazia Cristiana, si porrà all’attenzione del Paese. 

Ketty aveva conosciuto durante il periodo degli studi a Roma, presso il Collegio del Sacro Cuore di Trinità dei Monti, la figlia di Alcide De Gasperi e, rientrata in Calabria, si spende per la comunità di San Sosti e costituisce la sezione femminile della DC il 1° agosto del 1945. Il 17 marzo del 1946 si candida alla guida del comune cosentino e viene eletta sindaco il successivo 24 marzo. Insieme a lei in quella tornata elettorale amministrativa altre 2 donne di Calabria verranno elette: Ines Nervi, sindaca di San Pietro in Amantea (CS) e Lydia Toraldo Serra, sindaca di Tropea (VV). Tutte donne militanti nel movimento cattolico e nel partito della Democrazia Cristiana.

Accanto alla vitalità democratica delle donne calabresi, non mancano le contraddizioni in una terra storicamente alle prese con una crisi sociale che segnerà drammaticamente la storia del Paese in quegli anni: il 28 novembre 1946 Giuditta Levato di Calabricata nel Comune di Albi, oggi Sellia Marina, cadrà sotto i fucili degli agrari per la sola “colpa” di reclamare terra, pane e lavoro e il 29 Ottobre del 1949 Angelina Mauro vedrà spezzata la sua giovane vita, insieme a Francesco Nigro e Giovanni Zito, nella strage di Melissa.

Alle elezioni amministrative del 1946 la Calabria delle contraddizioni segnerà, è corretto dirlo, un record negativo in controtendenza rispetto all’elezione delle 3 donne sindaco: Zaccanopoli, in provincia di Vibo Valentia, sarà l’unico comune d’Italia in cui si verificherà l’astensione totale delle donne al voto. Una macchia che sporca la vitalità democratica del movimento femminista calabrese di quel periodo.

La Storia della Calabria e delle sue donne passato quel periodo di speranza e di entusiasmo farà molta fatica a riemergere dalla crisi socio-economica che avrà nell’emigrazione biblica del dopoguerra il suo segno distintivo. Le donne dovranno attendere il 1963 per vedere una calabrese eletta al Parlamento: Jole Giugni Lattari, professoressa di Storia e Filosofia presso il Liceo Classico “Pitagora” di Crotone, allieva di Benedetto Croce, eletta nelle fila del Movimento Sociale Italiano.

La Festa delle Donne di “I Care!”, il prossimo 8 marzo, la celebreremo, pertanto, intorno a un tavolo allestito di mimose e pietanze della nostra terra, con il racconto e i ricordi dei “sapori democratici” che donne come Caterina (Ketty) Tufarelli Palumbo hanno saputo offrire alla giovane democrazia italiana in quei passaggi cruciali e difficili di 80 anni fa.

Senza dimenticare naturalmente le 21 donne, su 556 deputati eletti alla Costituente, che daranno un’impronta indelebile alla Carta costituzionale della Repubblica italiana che qui di seguito voglio ricordare. Un dato che ad “I Care!” non può sfuggire e non può passare sotto silenzio: metà di queste Madri Costituenti sono donne di scuola:

1 Adele Bei (Partito Comunista Italiano)

2 Bianca Bianchi (Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria)

3 Laura Bianchini (Democrazia Cristiana)

4 Elisabetta Conci (Democrazia Cristiana)

5 Maria De Unterrichter Jervolino (Democrazia Cristiana)

6 Filomena Delli Castelli (Democrazia Cristiana)

7 Maria Federici (Democrazia Cristiana)

8 Nadia Gallico Spano (Partito Comunista Italiano)

9 Angela Gotelli (Democrazia Cristiana)

10 Angela M. Guidi Cingolani (Democrazia Cristiana)

11 Leonilde Iotti (Partito Comunista Italiano)

12 Teresa Mattei (Partito Comunista Italiano)

13 Angelina Livia Merlin (Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria

14 Angiola Minella (Partito Comunista Italiano)

15 Rita Montagnana Togliatti k(Partito Comunista Italiano)

16 Maria Nicotra Fiorini (Democrazia Cristiana)

17 Teresa Noce Longo (Partito Comunista Italiano)l18 Ottavia Penna (Fronte dell'Uomo Qualunque)

19 Elettra Pollastrini (Partito Comunista Italiano)

20 Maria Maddalena Rossi (Partito Comunista Italiano)

21 Vittoria Titomanlio (Democrazia Cristiana)



mercoledì 4 marzo 2026

TARI 2021: cittadini in regola ricevono atti di notifica. Chiediamo chiarezza

 

Negli ultimi giorni ho ricevuto diverse segnalazioni da parte di cittadini di che si sono visti recapitare atti di notifica per il presunto mancato pagamento della TARI anno 2021.

La cosa che preoccupa è che molte di queste persone risultano in regola. Hanno pagato regolarmente le rate e conservano le ricevute che lo dimostrano. Eppure si sono trovate davanti a una richiesta formale di pagamento, con tutto il carico di preoccupazione e disagio che un atto del genere comporta.

Non parliamo di un caso isolato. Le segnalazioni sono diverse e coincidono nella stessa dinamica: pagamento effettuato, ricevute alla mano, ma notifica arrivata lo stesso.

È legittimo chiedersi:
è possibile che vengano inviati atti senza una verifica preventiva puntuale?
È corretto generare allarme e perdita di tempo a cittadini che hanno adempiuto ai propri doveri?

Come consigliere di “Roccella in Comune – Prima le Persone” ho presentato un’interrogazione al Sindaco e all’Assessore competente per fare piena chiarezza su:

  • quanti atti siano stati notificati;
  • quali controlli siano stati effettuati prima dell’invio;
  • se la gestione sia affidata a soggetti esterni;
  • quali misure si intendano adottare per evitare il ripetersi di simili situazioni.

Il rapporto tra Comune e cittadini deve basarsi su correttezza, trasparenza e rispetto reciproco. Chi paga regolarmente non può essere trattato come un evasore per un possibile errore amministrativo.

Attendo una risposta ufficiale e una verifica puntuale delle posizioni contestate.




Alla cara Signora Elisa Gagliardi, donna di cuore, esempio di bontà e dignità.


 Ci sono persone che non fanno rumore, ma lasciano un’impronta indelebile nel cuore di chi le ha conosciute.

La Signora Elisa è stata una di queste anime preziose.

Donna dal cuore grande e dalla generosità autentica, ha vissuto la sua vita con discrezione, eleganza e profondo rispetto per gli altri. Mai una parola fuori posto, mai un gesto che non fosse accompagnato da gentilezza. Nei suoi modi garbati e cordiali c’era la forza silenziosa di chi sa amare senza chiedere nulla in cambio.

Con la nostra famiglia è cresciuto un legame vero, fatto di affetto sincero, di stima reciproca e di bene custodito nel tempo. Ci siamo voluti bene, ci siamo rispettati, ci siamo accompagnati nei momenti lieti e in quelli più difficili, come si fa tra persone che si riconoscono a pelle e col cuore.

La Signora Elisa aveva il dono raro di saper dire la parola giusta al momento giusto: una frase semplice, detta con il cuore, capace di trasformare una giornata qualunque in un momento di gioia. Il suo sorriso era accoglienza, la sua presenza era conforto.

Oggi il dolore della separazione si intreccia con un pensiero che consola: ha raggiunto l’amore della sua vita, il caro Vincenzo Frasca, uomo di profonda sensibilità, che con le sue poesie e il suo teatro ha lasciato un segno nella storia di Roccella Jonica. Un amore grande il loro, che il tempo non ha spezzato e che ora si ricompone nell’eternità.

Di Lei resterà tutto ciò che conta davvero: la bontà, l’umiltà, l’affetto donato senza misura. Resterà il suo esempio di umanità semplice e luminosa. Resterà nel cuore di tutti coloro che hanno avuto la fortuna di viverla.

A noi il compito di custodirne la memoria con gratitudine, continuando a trasmettere quei valori di rispetto, dolcezza e amore che Lei ha incarnato con naturalezza per tutta la vita.

Con profondo affetto e riconoscenza,

Nicola e famiglia Jervasi


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Condoglianze


Ci stringiamo con affetto sincero al dolore dei figli, dei nipoti e di tutti i familiari per la scomparsa della cara

Elisabetta Gagliardi ved. Frascà.


In questo momento di profonda tristezza, esprimiamo la nostra vicinanza e partecipazione, affidando la sua anima al Signore e custodendone il ricordo nella preghiera.


I funerali si terranno giovedì 5 marzo 2026 alle ore 15:30 presso la Chiesa Matrice di Roccella Jonica, con partenza dall’abitazione sita in vico III Picatari, 6.


Eterno riposo dona a lei, o Signore,

e splenda ad ella la luce perpetua.

Riposi in pace. Amen.


2 agosto 2020 - 2 agosto 2021: Un anno senza Ludovico

2 agosto 2020  - 2 agosto 2021: Un anno senza Ludovico
2 Agosto 2020 - 2 Agosto 2021: un anno senza Ludovico. Il ricordo di Ludovico Lombardo ad un anno dalla sua tragica scomparsa. Sempre nel cuore dei tuoi amici e sempre nel cuore dei roccellesi.

JEU SUGNU CALABRISI - Sigla ufficiale Musica Etnosong 2019 Premio Mia Martini

La vera storia dei nostri emigranti che, per motivi di lavoro, sono stati "costretti" a lasciare la Terra in cerca di lavoro ma col cuore rivolto SEMPRE nell'estremo lembo della "nostra" Penisola: la CALABRIA!

ROCCELLA JONICA VISTA DA GERACE

ROCCELLA JONICA VISTA DA GERACE
Foto di Angelo Lagana'

DUE STRAORDINARI SCATTI DI ANGELO LAGANA'

Un Lungomare così, a Reggio, non si vedeva da tanti tanti anni. Le Frecce Tricolori hanno richiamato in città decine di migliaia di persone da tutte le province calabresi e da gran parte della Sicilia. La via Marina, completamente chiusa al traffico in occasione della seconda “domenica sostenibile”, s’è gremita di circa 100.000 persone che nel pomeriggio hanno assistito incantate allo spettacolo dell’Air Show “Scilla & Cariddi” con l’esibizione delle celebri Frecce Tricolore.

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VINCENZO MILANO CI REGALA L'ECLISSI SOLARE VISTA DAL CASTELLO

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Oggi 20 marzo, nonostante le nuvole, abbiamo potuto assistere, dalle nove e mezza fino alle undici, all'eclissi di sole. Qui da noi il sole, "coperto" dall'ombra della luna, si è oscurato soltanto per il 41%. La prossima eclissi parziale avverrà nel 2026 mentre per avere un'altra eclissi solare totale dovremmo "attendere" fino al 2081.
Questo straordinario evento è stato filmato dal videomaker Vincenzo Milano del Laboratorio DreamLab Studio di Roccella Jonica dalla postazione della Torre di Pizzofalcone. Un video, montato e musicato con grande sapienza, capace di trasmettere un brivido di emozione.

FESTIVAL JAZZ: DALLA GRANDE ILLUSIONE ALL'IMPIETOSA REALTA'

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Il regalo di Natale del M°. Angelo Laganà

OLTRAGGIO ALLA CITTA'

OLTRAGGIO ALLA CITTA'
OLTRAGGIO ALLA CITTA'. Foto di Angelo Laganà


ECCO PERCHE' POCO PIU' DI UN ANNO FA PESTAVA I PUGNI SUL TAVOLO DEL CONVENTO DEI MINIMI

ECCO PERCHE' POCO PIU' DI UN ANNO FA PESTAVA I PUGNI SUL TAVOLO DEL CONVENTO DEI MINIMI
Quale sindaco mai oltre a lui stesso o a chi per lui avrebbe consentito una liquidazione cosi rapida a suo favore? Un ulteriore una tantum prelevato da un fondo "segreto e nascosto". Cari elettori meditate...Dedicato a tutte quelle associazioni che partecipano alle riunioni con l'amministrazione la quale puntualmente ricorda pressappoco cosi: "Non chiedete soldi perchè non ce ne sono!"

I VINCITORI DI ROCCELLA ON YOUTUBE

Tre straordinari video sono saliti sul podio in questa 2° edizione del Concorso curato da Mariagrazia Curciarello. Tre video, diversi fra loro, che li accomuna solo la volontà di valorizzare al massimo le risorse naturalistiche di Roccella Jonica, obiettivo riuscito appieno grazie alle idee che hanno sbizzarrito la fantasia degli autori, ma anche del montaggio del video, agli "attori" e agli ambienti.
Meritato primo posto per l'invenzione "Scirobetta" dal nome dei due cortiggiani del re Carafa che nel caldo estivo roccellese ha trovato rinfresco solo con questa speciale bibita a base dei nostri limoni... Simpaticissimi e bravissimi davvero tutti i ragazzini-attori che hanno recitato nel video. Con questo video credo che si mostra per la prima volta l'interno del nostro castello in via di restauro in rete. 10 e lode a Francesco Cappelleri, complimenti vivissimi.
Solo un'idea cosi innovativa poteva battere il vincitore dello scorso anno. Alessandro Neumann, dopo il simpaticissimo "U Pirozzu" con cui ha trionfato nella prima edizione, ha girato il secondo atto che si chiama "U tarantozzu" ed è ancora una volta uno strepitoso successo. Le suggestive immagini dal basso dei passi di taranta, dimostrano l'estro e il talento dell'autore che conferma molti dei protagonisti-attori de "U Pirozzu, che diventano delle vere e proprie macchiette. Non vedo già l'ora di vedere la terza parte il prossimo anno...
Da museo il terzo video classificato girato e montato da due giovani, Antonio Dimasi e Felice Guarneri, con lo zampino dei reperti "storici" fotografici dell'archivio dell'associazione "Roccella com'era". "Fra i ricordi di un passato" è la storia di due bambini che, attraverso stupende immagini del passato di Roccella Jonica che sembrano animarsi grazie agli effetti speciali degli autori, raccontano la vita di 50 anni fa del loro paese e alla fine, oggi, si chiedono... "Chissà come sarà fra 50 anni?" Bellissima colonna sonora e un invito a tutti di guardarlo, agli adulti per fargli rivivere meravigliose emozioni e ricordi e ai giovani per fargli scoprire la semplicità insieme al sorriso genuino che c'era una volta. Da pelle d'oca...
E adesso non ci resta che... ammirarli.

1° classificato Roccella on youtube "A SCIRUBETTA" di Francesco Cappelleri.

2° classificato Roccella on youtube "U TARANTOZZU" di Alessandro Neumann

3° classificato "FRA I RICORDI DI UN PASSATO" di Antonio Dimasi e felice Guarneri