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sabato 4 aprile 2026

Strade dissestate e pali pericolanti: serve un intervento immediato


Le piogge degli ultimi giorni hanno aggravato una situazione già da tempo insostenibile: quella delle nostre strade cittadine, compromesse, dissestate e prive di una manutenzione seria e costante. Gli interventi effettuati negli anni si sono limitati, nella maggior parte dei casi, a rattoppi sporadici e spesso inefficaci, che non risolvono il problema ma lo rimandano.


A rendere ancora più grave il quadro è quanto accaduto recentemente nei pressi dell’ex ospedaletto, dove un giovanissimo ragazzo è caduto dal motorino, riportando gravi conseguenze che hanno reso necessario un delicato intervento all’occhio. A lui va il nostro pensiero, con l’auspicio che tutto sia andato per il meglio.

Alla luce di episodi come questo, e considerando la superficialità e la negligenza con cui si continua ad intervenire sulla viabilità cittadina, mi sento di rivolgere un invito a tutti i cittadini: prestare la massima attenzione. Lungo le strade si sono formate buche insidiose, non sempre estese ma spesso profonde, che rappresentano un serio pericolo soprattutto per motociclisti e automobilisti. A ciò si aggiunge il grave stato delle grate per lo scolo dell’acqua, molte delle quali risultano danneggiate o compromesse, oltre ai lavori lasciati incompleti da ditte operanti nei cantieri.

Tra le situazioni più critiche, si segnalano:

  • via XXV Aprile, nei pressi dell’ex cinema;
  • via Umberto, a circa dieci metri dall’auditorium;
  • via Matteotti, quasi all’incrocio con via Trastevere;
  • la strada che va dal passaggio a livello di contrada Melissari fino al Porto;
  • La fine di via Colombo e tutta la strada adiacente al liceo scientifico;
  • le strade delle frazioni, già più volte segnalate, in particolare contrada Maria e contrada Randaconi.

Proprio in contrada Randaconi si invita a prestare la massima attenzione nel tratto in cui è collassato il guard-rail: dopo la segnalazione di questo blog, l’area è stata soltanto circoscritta ma non ancora messa in sicurezza, rappresentando un pericolo concreto per chi transita.


Ma non è tutto. Accanto all’emergenza delle buche stradali, si evidenzia un’altra problematica altrettanto grave e urgente: la stabilità dei pali dell’illuminazione pubblica. Non si tratta di un rischio teorico: un palo è già crollato tempo fa nei pressi dell’ufficio postale, mentre più recentemente altri due hanno ceduto lungo la Nazionale, in via Carrera.

La base arrugginita
dei pali
dell'illuminazione
Pubblica

Nella stessa via, così come in via Cannolaro e via Lacchi, numerosi pali presentano evidenti segni di ruggine alla base, condizione che ne compromette la stabilità e che potrebbe causarne il cedimento improvviso.

È evidente che siamo di fronte a una situazione che richiede interventi urgenti e non più rinviabili. Provvederò a formalizzare una segnalazione ufficiale, ma già da ora questo appello vuole essere uno stimolo affinché chi ha responsabilità amministrative possa prendere coscienza del problema e agire tempestivamente.


venerdì 3 aprile 2026

Roccella si prepara alla magia della Pasqua: torna la ‘Ncrinata




La tradizione, la fede e l’identità di un popolo si incontrano ancora una volta in uno dei momenti più attesi dell’anno.

A Roccella Jonica torna la suggestiva ‘Ncrinata di Pasqua, l’antico rito che racconta, attraverso gesti e simboli, la gioia della Resurrezione.

Un momento intenso e carico di emozione, curato con dedizione dall’Arciconfraternita di San Giuseppe, custode di una tradizione che si tramanda da generazioni.

La giornata avrà inizio con la Santa Messa di Pasqua, che sarà celebrata presso la Chiesa Matrice alle ore 10:30, per poi lasciare spazio alla sacra rappresentazione dell’incontro tra il Cristo Risorto e la Madonna.

Un rito unico nel suo genere: San Giovanni annuncia per tre volte la Resurrezione, fino alla corsa finale che conduce all’abbraccio simbolico tra Madre e Figlio, tra applausi, musica e commozione.

Subito dopo la ‘Ncrinata, prenderà il via la processione delle tre Effigi, che attraverserà le vie del paese, per poi concludersi con il rientro e la tradizionale corsa finale verso la Chiesa Matrice.

Un invito rivolto a tutta la comunità e ai visitatori: partecipare alla ‘Ncrinata significa vivere da vicino una delle espressioni più autentiche della nostra storia, tra fede, cultura e appartenenza.

Appuntamento in Largo San Giuseppe - Ore 11:30 circa.




Fede, tradizione ed emozione: Domenica il gran finale della Passio Christi

Dopo le forti emozioni della prima parte, Roccella si prepara a vivere il momento più intenso della Passio Christi: domenica sera il gran finale, tra fede, pathos e la suggestiva scena della Resurrezione.




Grande successo e intensa partecipazione emotiva hanno accompagnato la prima parte della Passio Christi, andata in scena lunedì sera presso il suggestivo Santuario della Madonna delle Grazie a Roccella Ionica.

Merito di uno straordinario gruppo, quello dell’Associazione Culturale A.L.Ph.A., che ha saputo offrire una rappresentazione di altissimo livello, capace di coinvolgere profondamente il pubblico.

Ogni scena è stata vissuta con autenticità e trasporto, trasmettendo pathos, spiritualità ed emozioni forti, in un crescendo che ha saputo toccare il cuore dei presenti.

Un lavoro corale, fatto di passione, impegno e dedizione, che ha reso questa prima tappa della rappresentazione un momento di grande valore culturale e religioso per tutta la comunità.

L’invito è ora rivolto a tutta la cittadinanza e ai visitatori a partecipare al secondo e conclusivo appuntamento, che si terrà proprio la sera della Domenica di Pasqua (5 Aprile 2026) a partire dalle ore 20:00 in due scenari:

Viale XXV Aprile (ex Comune) – "Ponzio Pilato". 

Da qui prenderà il via il corteo con Gesù che porta la Croce, uno dei momenti più toccanti e simbolici dell’intera rappresentazione.

Il percorso proseguirà lungo:

Viale della Libertà, dove si svilupperanno le scene finali della Passione:

Pietro e Giuda, l’impiccagione, la crocifissione, la deposizione e la pietà, fino al momento più alto e carico di significato: la Resurrezione.

Proprio la Resurrezione, inserita quest’anno come parte conclusiva, sarà il culmine della rappresentazione: un momento altamente suggestivo, capace di trasportare il pubblico in un’esperienza intensa e profonda, tra fede, riflessione ed emozione.

Sarà un’occasione unica per vivere insieme un evento che unisce tradizione, spiritualità e comunità, lasciando nel cuore di tutti un segno indelebile di emozione.

“Una vita di amore e gentilezza: Clelia Mazzaferro”


Oggi la nostra comunità si stringe con profonda commozione attorno alla famiglia per la scomparsa della cara Signora Clelia Mazzaferro, esempio autentico di bontà, gentilezza e amore per la vita.

Clelia è stata una donna premurosa, sempre sorridente, capace di donare a tutti una parola buona, un gesto di conforto, una presenza discreta ma preziosa. La sua dolcezza d’animo e la sua disponibilità verso gli altri resteranno un ricordo indelebile in quanti hanno avuto il privilegio di conoscerla.

Ha dedicato la sua vita alla famiglia con grande senso del dovere e dell’onestà, trasmettendo valori solidi e profondi al figlio e ai suoi amati nipoti, che oggi rappresentano il frutto più bello del suo insegnamento: persone perbene, stimate da tutti, cresciute sotto la guida saggia e amorevole di una madre e nonna esemplare.

Se ne va un’altra colonna portante di un tempo fatto di sacrifici, sudore e valori autentici. Una Signora d’altri tempi, che ha vissuto con rispetto, rettitudine e un sincero amore per il prossimo.

Il suo esempio, silenzioso ma prezioso, resterà vivo nel ricordo di chi l’ha conosciuta, come testimonianza di un modo di vivere fondato sull’onestà e sull’altruismo.

In questo momento di dolore, rivolgiamo le più sentite condoglianze al caro Luca Marrapodi, vice segretario del Comune di Roccella Jonica, persona di rara gentilezza ed efficienza, e a tutta la sua famiglia, certi che l’esempio e l’amore della Signora Clelia continueranno a vivere nei loro cuori.

I funerali avranno luogo sabato 4 aprile 2026, alle ore 16:00, presso la Chiesa Matrice di Roccella Jonica. La salma giungerà direttamente in chiesa alle ore 15:00.

In questo tempo di Venerdì Santo, carico di significato e raccoglimento, eleviamo una preghiera:

Signore, accogli tra le tue braccia la Signora Clelia, dona a lei la pace eterna e alla sua famiglia conforto e speranza. Fa’ che la luce della Resurrezione illumini questo momento di dolore, trasformandolo in fede e affidamento al tuo amore infinito. Amen.

Riposi in pace, Signora Clelia.

giovedì 2 aprile 2026

REFERENDUM, ANALISI E STEREOTIPI

Il voto del 22-23 marzo va oltre il quesito sulla giustizia e si configura come un segnale politico complesso: tra protesta contro il Governo, rifiuto degli stereotipi sui territori e nuovi equilibri tra Nord e Sud, emerge un’Italia attraversata da disagi profondi e richieste di cambiamento che la politica non può ignorare.


di Vito Pirruccio


L’esito referendario del 22-23 marzo è indiscutibilmente frutto di un voto contro l’attuale Governo e racchiude al suo interno una serie di elementi che lo hanno reso politico a tutto tondo. La stessa affluenza alle urne dimostra che una certa narrazione dettata da alcuni esponenti della maggioranza è stata giustamente percepita come insidia agli equilibri dei poteri dello Stato democratico. I temi posti dal referendum (La separazione delle carriere e il sorteggio dei componenti il CSM) sono serviti da detonatore per far esplodere l’opposizione verso scelte politiche del governo non solo in materia di giustizia, ma, anche, sui temi caldi che assillano la quotidianità di noi cittadini. Certamente nel voto dato al NO non sono mancati coloro i quali hanno operato una scelta entrando consapevolmente e con competenza nel cuore e nel merito del quesito, ma tutti i flussi delle agenzie specializzate ci parlano di un NO che ha racchiuso nei suoi confini malesseri plurimi provenienti da una società provata sotto tutti gli aspetti.


Dico la mia in questo articolo cercando di non ripetere quanto è stato detto e ridetto da commentatori autorevolissimi e competenti. In particolare, prendo lo spunto dalla precisazione e richiesta di rettifica inviata dall’ex sindaco di Platì, il dott. Rosario Sergi, al Fatto Quotidiano, dal post pubblicato su Facebook dal sindaco di Sant’Agata del Bianco dott. Domenico Stranieri e aggiungo qualcosa di mio.

Giustamente sia l’ex sindaco di Platì Sergi e sia l’attuale sindaco di Sant’Agata del Bianco Stranieri lamentano una visione stereotipata sul voto dato al SÌ nei comuni aspromontani, tesa a rafforzare quel marchio ‘ndranghetista che tanto male ha prodotto alle nostre comunità e alla stragrande maggioranza della gente onesta e laboriosa che vive sui nostri territori. Peraltro, usando da parte di molti commentatori due pesi e due misure rispetto al dato scaturito nella Regione Calabria (NO 57,26% e SÌ 42,74%, risultato incredibilmente equivalente a quello dell’Emilia-Romagna) e principalmente a quello espresso in molti Comuni nei quali il fenomeno malavitoso ha fiaccato le comunità al pari dei paesi aspromontani. Un racconto infarcito di pregiudizi duri a morire che non tiene conto di due aspetti che, a mio parere, hanno avuto una forte incidenza nel voto reggino. Il primo, un grido di protesta verso uno Stato al quale viene chiesto di mostrare non solo il suo volto repressivo, ma soprattutto quello propositivo e di speranza. Quella stragrande maggioranza di donne e uomini onesti, dobbiamo ripetercelo fino alla noia, presente nelle nostre comunità, reclama certamente Giustizia forte e indispensabile, ma non compiuta con formula “reti a strascico” che ha prodotto troppi errori giudiziari per essere l’Italia uno Stato di Diritto (La cifra pagata per “ingiusta detenzione” che campeggia sui siti autorevoli non è un bel vedere!). Occorre, per esempio, giustamente ripensare la legge sullo scioglimento dei Consigli Comunali, perché deve suonare allarmante la serie di persone perbene che non ha avuto scampo a causa di una Giustizia che non ha assimilato in pieno il passo evangelico della zizzania, cioè separare il grano dal loglio. Soprattutto, questo il secondo punto, grido di protesta storicamente inascoltato che reclama giustizia sociale e opportunità di riscatto. Un grido che non può avere solo il volto giudiziario specie se questo è esposto, in contesti complessi dal punto di vista economico-sociale come quelli richiamati, a molti margini di errori. 

Venendo alla giusta precisazione dell’ex Sindaco Sergi, l’aver rimarcato nei commenti il dato dei Comuni aspromontani prevalentemente a favore del SÌ, oscurando i NO e gli stessi SÌ espressi in altre aree del paese ferite dalla criminalità, non rende l’analisi obiettiva e corretta e induce a rafforzare gli stereotipi che, spesso, diventano marchi di vero e proprio razzismo. Non ho sentino, per esempio, una voce di accostamento narrativo post-referendum del paese di Brescello (Provincia di Reggio Emilia) alla nostra Platì. A Brescello, comune sciolto per infiltrazione mafiosa nella progressista Emilia-Romagna e teatro della famosa saga “Don Camillo e Peppone” di Giovannino Guareschi, il SÌ ha prevalso sul NO. Nessuno, però, si è azzardato di legare il risultato referendario espresso in quella comunità al fenomeno delinquenziale.

Ma veniamo alla seconda riflessione che esula dal discorso fin qui svolto e si focalizza sul risultato referendario del Nord.

Il SÌ ha prevalso in Veneto, Lombardia, Friuli-Venezia Giulia, in tutte le Province del Piemonte, tranne quella di Torino, nella piccola Provincia d’ Imperia in Liguria e nelle Province di Ferrara (SÌ 50,44% e No al 49,56%) e di Piacenza (SÌ 56,16% e NO 43,84%) nella rossa Emilia-Romagna. Anche su questo SÌ la narrazione post-referendum è, a mio modesto avviso, lacunosa. Una palese “distrazione” frutto di stereotipo è quella di non evidenziare che nella Regione Emilia-Romagna, pur col suo indiscutibile 56,27% al NO, esiste un’enclave colorata di SÌ coincidente con le Province di Piacenza (Compresa la città capoluogo) e di Ferrara (Città capoluogo esclusa). 

Ma il dato più importante che non può passare sotto silenzio è la vittoria del SÌ in Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia Giulia e larga parte del Piemonte. Un voto che racchiude una complessità simile per la denuncia del disagio che sottende, ma assolutamente non uguale per problematiche, a quello espresso nella Provincia di Reggio Calabria. Lo hanno riassunto bene, secondo la loro visione, gli amministratori leghisti per il tramite del Governatore della Lombardia Attilio Fontana: “L’Autonomia non è sufficiente, puntare a uno Stato federale”. Dentro quel SÌ Lombardo-Veneto-Friulano con propaggini piemontesi ed emiliane sono racchiuse, infatti, difficolta e sofferenze reali (Crisi della media e piccola impresa nel motore economico dell’Italia, ondate emigratorie incontrollate, mancanza di sicurezza e crescita esponenziale della microcriminalità, sofferenza delle politiche di inclusione e pressioni notevoli sul modello socio-sanitario realizzato). L’Autonomia Differenziata, ad esempio, non si pensi di averla accantonata nel disastrato Titolo V della Costituzione del 2001 che, lo ripeto fino alla noia, non ha creato, purtroppo, nessun sommovimento oppositivo di larga portata nel Paese simile al No del 22-23 marzo. Il tema caro alla Lega, riproposto dal Presidente della Lombardia Attilio Fontana nell’intervista al Corriere della Sera di giovedì 26 u.s., è un macigno che parte della destra del SÌ e, principalmente, la sinistra che si candida con buone chance alla guida dell’Italia devono subito mettere in conto di affrontare. Si ritroverà su questo problema dirimente per l’avvenire dell’Italia la stessa chiamata a salvaguardia della Costituzione come sul Referendum sulla Giustizia? Me lo auguro! 

Lo scampato pericolo del 22-23 marzo, come trionfalmente è stato riassunto l’esito del Referendum sulla Giustizia, se non sostenuto da una politica attenta ai campanelli d’allarme provenienti dal Nord a guida leghista e dal Sud (Il voto calabrese racchiude più di un allarme sia nel massiccio voto assegnato al NO sia in quel SÌ di contrasto emerso nella Città Metropolitana di Reggio Calabria), rischia di passare alla Storia come l’ennesima occasione mancata che gli elettori, accorsi questa volta massicciamente alle urne, hanno voluto dare alla politica travalicando i precisi confini racchiusi nel quesito posto dal Referendum sulla Giustizia.


martedì 31 marzo 2026

L' articolo pubblicato sulla Gazzetta del Sud in merito al progetto di riqualificazione delle banchine del Porto.


Il movimento "Roccella in Comune", dopo aver visionato il progetto del Comune finanziato con fondi europei, evidenzia come si sia scelta la strada della semplice manutenzione e degli interventi di facciata, rinunciando invece a una visione più ampia e strategica che possa portare sviluppo al territorio.

Ancora una volta si perde l’occasione di creare un mercato ittico locale e di trasformare il porto in un vero polo commerciale, capace di sostenere concretamente la nostra marineria e generare economia.



lunedì 30 marzo 2026

Bilancio 2026: un castello di carta tra tasse al massimo e zero futuro per i giovani

Dura presa di posizione in Consiglio comunale: “Roccella è arrivata al vicolo cieco annunciato. Tra opere faraoniche, entrate gonfiate e nessun investimento sulle persone, questo bilancio scarica il peso sui cittadini e spegne ogni prospettiva di sviluppo.”

Di seguito pubblico il mio intervento integrale in Consiglio comunale.


RELAZIONE AL BILANCIO DI PREVISIONE 2026.


Presidente, Sindaco, colleghi Consiglieri.

Torniamo oggi su questo Bilancio di Previsione con la stessa onestà che ci ha guidati negli anni passati. 

Un bilancio non è solo un atto contabile dovuto, ma è il manifesto politico di chi governa. L’anno scorso vi avevamo avvisati: una pressione fiscale al massimo consentito, unita a una totale mancanza di sensibilità verso chi è in difficoltà, avrebbe portato Roccella in un vicolo cieco. Oggi, i documenti che discutiamo — e il verbale del Revisore dei Conti in particolare — certificano che quel vicolo cieco è stato raggiunto. I nodi sono venuti al pettine.

Il vostro Documento Unico di Programmazione (DUP) e le tabelle allegate parlano di investimenti faraonici.

Abbiamo una spesa in conto capitale di oltre 28 milioni di euro. 

Questi sono fondi, in gran parte PNRR o vincolati, che rischiano di diventare un boomerang. Chi gestirà queste opere? Ci chiediamo chi pagherà le manutenzioni tra qualche anno, quando i nastri saranno tagliati e le luci dei riflettori spente.

Mentre spostate milioni di euro come fossero pedine di una scacchiera, alla Missione 6, Programma 2 (Politiche Giovanili), leggiamo la cifra della vergogna: 0,00 euro. Non un euro per l'orientamento al lavoro, non un euro per i centri di aggregazione, non un euro per incentivare i nostri figli a restare. Investite sulle pietre, ma avete dimenticato le persone.

Entriamo nel cuore tecnico del bilancio, dove i nostri dubbi trovano conferma nel parere del Revisore.

Il Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità (FCDE) supera i 4,1 milioni di euro. È la prova regina del vostro fallimento. Nonostante le aliquote al massimo (IMU e TARI), nonostante il pugno di ferro, il Comune non incassa. Perché? Perché i cittadini sono stremati.

Avete impegnato 22.500 euro per la società Assist S.p.A. per la riscossione coattiva. È un paradosso morale: spendiamo soldi pubblici per pagare un "esecutore" che deve andare a pignorare i beni di cittadini che sono già al limite. Invece di investire sulla mediazione, sullo stralcio fiscale, investite in vessazione.

Un'amministrazione virtuosa internalizzerebbe il servizio, creerebbe uno sportello di ascolto e rateizzazioni sostenibili. Voi preferite dare la caccia al contribuente, spendendo soldi dei cittadini per colpire i cittadini stessi.

Ci sono punti in questo bilancio che non tornano sotto il profilo della logica finanziaria:

Interessi Attivi: Prevedete entrate per circa 34.000 euro da interessi attivi. In regime di Tesoreria Unica, con i conti presso la Banca d'Italia a fruttuosità nulla, ci dovete spiegare — tecnicamente — da dove arrivano questi soldi. 

Abbiamo chiesto chiarimenti sulla voce 'Interessi Attivi' e ci è stato detto che 13.500 euro arriverebbero da interessi su conti correnti postali. Al tasso attuale dei conti correnti postali per la Pubblica Amministrazione, per maturare 13.500 euro di interessi, il Comune di Roccella dovrebbe avere una giacenza media di svariati milioni di euro. Chiedo all'Assessore: abbiamo questi milioni liquidi? E se li abbiamo, perché il Revisore vi esorta a una 'maggiore attenzione nella contrazione di nuovi debiti' e alla rinegoziazione dei mutui? Se siamo così ricchi di interessi, perché non abbassiamo la TARI?

I restanti 20.000 euro iscritti alla voce interessi attivi sarebbero rimborsi della Regione per i mutui Cassa Depositi e Prestiti. Ma un rimborso regionale è un trasferimento vincolato, non un interesse attivo! State classificando come 'rendita' quello che è un semplice 'giro di fondi'. Speriamo di ricevere delle risposte più dettagliate nel merito.

Prevedete 85.551 euro di avanzo di amministrazione presunto prima ancora di approvare il rendiconto. È una forzatura contabile dettata dalla necessità di coprire buchi correnti. State spendendo soldi che "presumete" di avere, mettendo a rischio la stabilità futura dell'ente.

Roccella non ha più una visione, ma solo fallimenti, uno dietro l'altro.

Al primo posto dei fallimenti c'è Il Festival Jazz. Lo diciamo da anni: un festival di nicchia va programmato con mesi di anticipo. Oggi sembra solo un mezzo per intercettare contributi pubblici, non un volano né turistico né culturale, visto che a fronte di centinaia di migliaia di euro di assistenzialismo non corrisponde che “una manciata” di spettatori presenti ad ogni concerto!

Discorso Teatro al Castello: È inaccettabile che il teatro sia in mano di fatto a privati. Avete raddoppiato le tariffe per penalizzare le compagnie locali che fanno volontariato sociale, per avvantaggiare un agente privato che ha monopolizzato in Agosto la struttura.

È un mondo alla rovescia: aiutate chi incassa centinaia di migliaia di euro che, come ormai notorio, non lascia che briciole a Roccella, e colpite le scuole di danza o le compagnie teatrali locali i cui spettacoli, turisti e i visitatori che vengono a Roccella, farebbero piacere a vedere.

Il porto resta in un mare di contraddizioni. State sperperando 900 Mila euro per rimuovere la sabbia dall'imboccatura del porto eseguendo un ripascimento nella prossimità della stessa imboccatura, sabbia che già con una mezza mareggiata nei giorni scorsi ha riportato laddove è stata tolta. 

Siamo alla follia.

E poi, su 679 Mila euro del nuovo finanziamento Feampa, zero investimenti per creare un mercato ittico o una filiera produttiva locale. Non avete affatto nessuna visione di economia, sviluppo e creazione di nuove opportunità di lavoro.

E a proposito di questo finanziamento emerge un dato che mette in dubbio l’attendibilità e la veridicità delle previsioni di entrata di questo bilancio. Voi iscrivete in bilancio una previsione di entrata di 750.000 euro, ovvero il tetto massimo finanziabile. Tuttavia, risulterebbe che il finanziamento effettivamente accertato e concesso all'Ente sia di 678.000 euro. C'è una differenza di ben 72.000 euro che manca all'appello. State basando la vostra capacità di spesa su risorse virtuali che non esistono nei decreti. Iscrivere 72 mila euro in più per far quadrare i conti non è solo un errore tecnico, è una sgrammaticatura contabile che viola il principio di prudenza. 

E lo fate sapendo di essere sotto la lente di ingrandimento della Corte dei Conti, dalla quale aspettiamo la sentenza di tutti gli errori contabili commessi dal 2015 ai giorni nostri!

Andiamo avanti. Puntate tutto su Wedding & Conference al Castello e sulla scalinata di San Giuseppe, ma la realtà è che da quando c'è la grande bruttezza di quella scala non si sposa più nessuno a San Giuseppe; il Musmir è un altro grande fallimento perché non invoglia nessuno a visitarlo.

Nonostante fiumi di denaro pubblico e di cemento, non si è creato nulla di nuovo che identifichi Roccella, e la stagione turistica continua a durare solo 20 giorni ad agosto.

Noi siamo orgogliosamente alternativi a questo modo assistenziale, improduttivo e vessatorio di gestire la cosa pubblica.

Chiediamo ufficialmente:

Di prevedere dei fondi per le Politiche Giovanili, tagliando i contributi facili ai grandi imprenditori dello spettacolo.

L'abbassamento delle aliquote IMU e delle tariffe TARI, partendo dall'eliminazione delle costose società di riscossione esterna.

Un piano di rateizzazione straordinaria per chi è in difficoltà oggettiva, distinguendo chi non può pagare da chi non vuole.


Questo bilancio è un castello di carta basato su residui inesigibili e opere pubbliche senza futuro. 

Amiamo Roccella, ed è per questo che oggi non possiamo che votare CONTRO, denunciando una gestione che sta togliendo ossigeno alle famiglie e speranza ai giovani.






In queste foto il "folle" ripascimento della spiaggia effettuato in prossimità dell'imboccatura del porto dove si sta effettuando il dragaggio. Sabbia, posizionata con l'utilizzo di ingenti risorse pubbliche, che alla prima lieve mareggiata è stata riportata laddove è stata tolta!!

Il Liceo Mazzini guida la rivoluzione dei corretti stili di vita: al via la lotta all’obesità infantile

 Educazione, prevenzione e comunità al centro di un progetto innovativo che coinvolge studenti, famiglie e docenti, trasformando il Liceo Mazzini di Locri in un laboratorio attivo di benessere e promozione di stili di vita sani.



Il Liceo “Giuseppe Mazzini”, guidato dalla Dirigente Scolastica Rosalba Zurzolo, si conferma centro attivo di educazione e innovazione sociale grazie all’adesione al progetto “Lotta all’Obesità Infantile”, ideato da Vincenzo Ursino.

L’iniziativa coinvolge in maniera capillare l’intera comunità scolastica: circa mille alunni, i loro genitori e il corpo docente, coordinati dalla referente scolastica Girolama Polifroni insieme alle docenti Laura De Fiores, Leonilde Mazzone, Carmela Benedetta Romeo e Lucia Minniti. Un lavoro sinergico che trasforma la scuola in un vero laboratorio di prevenzione e sensibilizzazione.

In un momento storico in cui le abitudini alimentari scorrette e la sedentarietà rappresentano una crescente emergenza tra i più giovani, il progetto assume un valore strategico fondamentale. Non si tratta solo di informare, ma di educare concretamente a stili di vita sani, promuovendo il benessere fisico e psicologico degli studenti e, attraverso loro, dell’intero territorio.

La scuola diventa così protagonista attiva nella diffusione di messaggi positivi e duraturi, fungendo da ponte tra istituzioni, famiglie e comunità locale. Gli studenti, infatti, non sono semplici destinatari, ma ambasciatori di buone pratiche che si riflettono nelle loro case e nella società.

“La nostra scuola ha accolto questo progetto con grande entusiasmo – dichiara la Dirigente Scolastica Rosalba Zurzolo – perché crediamo fortemente nel ruolo educativo che va oltre la didattica tradizionale. Formare cittadini consapevoli significa anche guidarli verso scelte di vita sane. Il coinvolgimento attivo di studenti, docenti e famiglie è la chiave per generare un cambiamento reale e duraturo.”

Sulla stessa linea il promotore del progetto, Vincenzo Ursino, sottolinea: “La lotta all’obesità infantile è una sfida che riguarda tutta la società. Portare questo progetto nelle scuole significa intervenire alla radice, educando i giovani a prendersi cura di sé stessi. Il Liceo Mazzini rappresenta un esempio virtuoso di come la scuola possa diventare motore di cambiamento per l’intero territorio.”

Attraverso attività formative, momenti di confronto e percorsi educativi mirati, il progetto “Lotta all’Obesità Infantile” si configura come un modello replicabile, capace di incidere concretamente sulle abitudini quotidiane e sulla cultura della salute.

Il Liceo “Giuseppe Mazzini” di Locri dimostra ancora una volta come la scuola possa essere non solo luogo di apprendimento, ma fulcro di crescita sociale, promotrice di valori e punto di riferimento per il benessere delle nuove generazioni.

Roccella rivive la Passione di Cristo: questa sera la prima al Santuario delle Grazie

 Al via la Passio Christi: due serate tra fede, tradizione e grande partecipazione popolare.



C’è un momento dell’anno in cui Roccella Jonica si raccoglie, rallenta e riscopre il senso più profondo della propria identità. È quello della Passio Christi, una rappresentazione che non è solo evento, ma memoria viva, partecipazione e fede condivisa.

Questa sera, 30 marzo alle ore 20.00, prende il via la prima serata della sacra rappresentazione presso il Santuario della Madonna delle Grazie, location confermata, dove andranno in scena i momenti iniziali della Passione: dal Sinedrio all’Ultima Cena, fino all’arresto e alla condanna.

Un appuntamento atteso e sentito, reso possibile grazie all’impegno dell’associazione culturale A.L.Ph.A. e dei tanti figuranti che, con passione e dedizione, trasformano il racconto evangelico in un’esperienza intensa e coinvolgente per tutta la comunità.

La manifestazione proseguirà poi il 1° aprile, con la seconda e conclusiva serata.

Mercoledì l’appuntamento iniziale sarà in via XXV Aprile, sulla scalinata dell’ex sede municipale, da cui prenderà avvio il corteo che attraverserà le vie cittadine fino alla rappresentazione della crocifissione, deposizione e resurrezione.

Due serate che uniscono spiritualità e tradizione, capaci ogni anno di coinvolgere l’intero paese in un percorso di riflessione, partecipazione e comunità.

L’invito è rivolto a tutti i cittadini: partecipare significa non solo assistere a una rappresentazione, ma condividere un momento autentico di fede e identità collettiva che appartiene a tutta Roccella, vivendo emozioni intense e profonde che rendono questa tradizione ancora più significativa.

domenica 29 marzo 2026

Pannelli fotovoltaici mai entrati in funzione e oggi rimossi: presentata interrogazione consiliare


In 17 anni in cui ho seguito le vicende amministrative del nostro Comune, mai mi era capitato di registrare un livello così elevato di inefficienza, superficialità e arroganza politica.

Oggi, a distanza di oltre venticinque anni di questa gestione amministrativa, siamo arrivati probabilmente al momento più buio di sempre, con vicende che appaiono sempre più assurde e, per certi versi, inverosimili.

L’ultimo caso riguarda l’Auditorium comunale “Unità d’Italia”.

Siamo di fronte a una vicenda che non può essere archiviata con leggerezza e che merita, invece, risposte chiare, puntuali e soprattutto responsabilità.

Sull’Auditorium comunale “Unità d’Italia”, qualche anno fa, è stato installato un impianto fotovoltaico finanziato con risorse pubbliche per un importo rilevante, quantificabile in oltre 300 mila euro.

Un investimento che avrebbe dovuto produrre energia, ridurre i costi per l’Ente e contribuire alla sostenibilità ambientale.

E invece, secondo quanto emerso anche nel corso dell’ultimo Consiglio comunale, quell’impianto non avrebbe mai prodotto energia in maniera significativa.

Oggi, a distanza di anni, quei pannelli vengono rimossi e smantellati, mentre si procede con un nuovo intervento, anch’esso finanziato con ulteriori risorse pubbliche.

Siamo di fronte a un fatto gravissimo.

Perché se un impianto costato centinaia di migliaia di euro non ha mai funzionato ed è stato oggi dismesso senza aver prodotto alcun beneficio, si configurerebbe un evidente e serio danno erariale a carico della collettività.

Non è accettabile liquidare tutto parlando genericamente di “errori dei tecnici” o di “criticità dell’impianto”.

Quando si utilizzano risorse pubbliche esistono responsabilità precise, controlli obbligatori, collaudi che devono garantire il funzionamento delle opere.

Per questo ho presentato subito una richiesta di accesso agli atti, con la quale chiedo il tipo, l'entità e la data del finanziamento con la quale è stato installato l'impianto fotovoltaico sull'auditori, i tempi e modalità di realizzazione, i soggetti coinvolti (progettisti, imprese, direttori dei lavori, collaudatori), l'effettiva produzione energetica dell’impianto, cause del mancato funzionamento, i motivi del ritardo negli interventi correttivi per poter individuare eventuali responsabilità amministrative e tecniche.

I cittadini hanno diritto a sapere.
E soprattutto hanno diritto a non vedere dissipate risorse pubbliche senza conseguenze.


Una vicenda che non è isolata

Quello dei pannelli fotovoltaici non è un episodio isolato, ma si inserisce in un quadro sempre più preoccupante.

Una lunga serie di opere pubbliche che presentano criticità evidenti:

  • le piastrelle divelte al Porto;
  • il manto stradale nel lungomare privo di adeguate pendenze;
  • le balaustre pericolose sempre sul lungomare;
  • il ripascimento della spiaggia, effettuato proprio a ridosso dell'imboccatura del porto, già compromesso da una lieve mareggiata  che ha riportato la sabbia dove è stata tolta.
  • le abitazioni di via Micare’, di recente realizzazione, già interessate da infiltrazioni e allagamenti;
  • le piastrelle di via XXV Aprile, diventate pericolose per i pedoni, dove anche gli addetti ai lavori rimangono basiti nello smantellare piastrelle di ottimo stato per impiantare delle nuove che sono peggiori!
  • e uno stato diffuso di degrado delle strade cittadine e periferiche e soprattutto delle contrade, ormai ridotte a un colabrodo.

Qui non siamo più di fronte a semplici errori o a episodi isolati.

Qui siamo davanti a una gestione delle opere pubbliche che, nei fatti, sta producendo sprechi, inefficienze e situazioni di rischio per i cittadini.

Il caso dell’impianto fotovoltaico dell’auditorium è emblematico: centinaia di migliaia di euro di soldi pubblici investiti, nessun risultato, e oggi la rimozione totale dell’impianto.

Questo è un fallimento amministrativo che, se confermato dagli atti, assume i contorni di un possibile danno erariale su cui non si può e non si deve tacere.

Non basta minimizzare. Non basta scaricare responsabilità in modo generico.

Serve verità. Serve trasparenza.
Servono responsabilità precise.

Perché amministrare significa rispondere delle proprie scelte.
E su queste vicende, qualcuno dovrà rispondere davanti ai cittadini.


2 agosto 2020 - 2 agosto 2021: Un anno senza Ludovico

2 agosto 2020  - 2 agosto 2021: Un anno senza Ludovico
2 Agosto 2020 - 2 Agosto 2021: un anno senza Ludovico. Il ricordo di Ludovico Lombardo ad un anno dalla sua tragica scomparsa. Sempre nel cuore dei tuoi amici e sempre nel cuore dei roccellesi.

JEU SUGNU CALABRISI - Sigla ufficiale Musica Etnosong 2019 Premio Mia Martini

La vera storia dei nostri emigranti che, per motivi di lavoro, sono stati "costretti" a lasciare la Terra in cerca di lavoro ma col cuore rivolto SEMPRE nell'estremo lembo della "nostra" Penisola: la CALABRIA!

ROCCELLA JONICA VISTA DA GERACE

ROCCELLA JONICA VISTA DA GERACE
Foto di Angelo Lagana'

DUE STRAORDINARI SCATTI DI ANGELO LAGANA'

Un Lungomare così, a Reggio, non si vedeva da tanti tanti anni. Le Frecce Tricolori hanno richiamato in città decine di migliaia di persone da tutte le province calabresi e da gran parte della Sicilia. La via Marina, completamente chiusa al traffico in occasione della seconda “domenica sostenibile”, s’è gremita di circa 100.000 persone che nel pomeriggio hanno assistito incantate allo spettacolo dell’Air Show “Scilla & Cariddi” con l’esibizione delle celebri Frecce Tricolore.

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VINCENZO MILANO CI REGALA L'ECLISSI SOLARE VISTA DAL CASTELLO

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Oggi 20 marzo, nonostante le nuvole, abbiamo potuto assistere, dalle nove e mezza fino alle undici, all'eclissi di sole. Qui da noi il sole, "coperto" dall'ombra della luna, si è oscurato soltanto per il 41%. La prossima eclissi parziale avverrà nel 2026 mentre per avere un'altra eclissi solare totale dovremmo "attendere" fino al 2081.
Questo straordinario evento è stato filmato dal videomaker Vincenzo Milano del Laboratorio DreamLab Studio di Roccella Jonica dalla postazione della Torre di Pizzofalcone. Un video, montato e musicato con grande sapienza, capace di trasmettere un brivido di emozione.

FESTIVAL JAZZ: DALLA GRANDE ILLUSIONE ALL'IMPIETOSA REALTA'

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Il regalo di Natale del M°. Angelo Laganà

OLTRAGGIO ALLA CITTA'

OLTRAGGIO ALLA CITTA'
OLTRAGGIO ALLA CITTA'. Foto di Angelo Laganà


ECCO PERCHE' POCO PIU' DI UN ANNO FA PESTAVA I PUGNI SUL TAVOLO DEL CONVENTO DEI MINIMI

ECCO PERCHE' POCO PIU' DI UN ANNO FA PESTAVA I PUGNI SUL TAVOLO DEL CONVENTO DEI MINIMI
Quale sindaco mai oltre a lui stesso o a chi per lui avrebbe consentito una liquidazione cosi rapida a suo favore? Un ulteriore una tantum prelevato da un fondo "segreto e nascosto". Cari elettori meditate...Dedicato a tutte quelle associazioni che partecipano alle riunioni con l'amministrazione la quale puntualmente ricorda pressappoco cosi: "Non chiedete soldi perchè non ce ne sono!"

I VINCITORI DI ROCCELLA ON YOUTUBE

Tre straordinari video sono saliti sul podio in questa 2° edizione del Concorso curato da Mariagrazia Curciarello. Tre video, diversi fra loro, che li accomuna solo la volontà di valorizzare al massimo le risorse naturalistiche di Roccella Jonica, obiettivo riuscito appieno grazie alle idee che hanno sbizzarrito la fantasia degli autori, ma anche del montaggio del video, agli "attori" e agli ambienti.
Meritato primo posto per l'invenzione "Scirobetta" dal nome dei due cortiggiani del re Carafa che nel caldo estivo roccellese ha trovato rinfresco solo con questa speciale bibita a base dei nostri limoni... Simpaticissimi e bravissimi davvero tutti i ragazzini-attori che hanno recitato nel video. Con questo video credo che si mostra per la prima volta l'interno del nostro castello in via di restauro in rete. 10 e lode a Francesco Cappelleri, complimenti vivissimi.
Solo un'idea cosi innovativa poteva battere il vincitore dello scorso anno. Alessandro Neumann, dopo il simpaticissimo "U Pirozzu" con cui ha trionfato nella prima edizione, ha girato il secondo atto che si chiama "U tarantozzu" ed è ancora una volta uno strepitoso successo. Le suggestive immagini dal basso dei passi di taranta, dimostrano l'estro e il talento dell'autore che conferma molti dei protagonisti-attori de "U Pirozzu, che diventano delle vere e proprie macchiette. Non vedo già l'ora di vedere la terza parte il prossimo anno...
Da museo il terzo video classificato girato e montato da due giovani, Antonio Dimasi e Felice Guarneri, con lo zampino dei reperti "storici" fotografici dell'archivio dell'associazione "Roccella com'era". "Fra i ricordi di un passato" è la storia di due bambini che, attraverso stupende immagini del passato di Roccella Jonica che sembrano animarsi grazie agli effetti speciali degli autori, raccontano la vita di 50 anni fa del loro paese e alla fine, oggi, si chiedono... "Chissà come sarà fra 50 anni?" Bellissima colonna sonora e un invito a tutti di guardarlo, agli adulti per fargli rivivere meravigliose emozioni e ricordi e ai giovani per fargli scoprire la semplicità insieme al sorriso genuino che c'era una volta. Da pelle d'oca...
E adesso non ci resta che... ammirarli.

1° classificato Roccella on youtube "A SCIRUBETTA" di Francesco Cappelleri.

2° classificato Roccella on youtube "U TARANTOZZU" di Alessandro Neumann

3° classificato "FRA I RICORDI DI UN PASSATO" di Antonio Dimasi e felice Guarneri