Cari familiari, amici e comunità tutta,
Cari familiari, amici e comunità tutta,
In attesa delle prossime iniziative che il nostro movimento promuoverà per informare la cittadinanza in modo ancora più dettagliato e trasparente, voglio rivolgermi direttamente a ciascuno di voi.
Con questa situazione non è più possibile andare avanti.
Oggi vi chiedo con forza di tirare fuori l'orgoglio! Non dobbiamo avere paura, né tantomeno scoraggiarci. Vi chiedo di scendere in campo, di darci una mano per mettere fine a questo modo di gestire spregiudicato e irresponsabile. Solo cambiando radicalmente l'atteggiamento e il modello di gestione avremo la possibilità di risanare i conti e di ripartire davvero.
Se non lo facciamo ora, se non facciamo sentire la nostra voce e non ci mettiamo in gioco in prima persona, il tramonto di questo paese è purtroppo già segnato.
Amiamo questo paese. Facciamo valere il nostro orgoglio e cambiamo insieme il suo destino!
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| Lo scultore roccellese Saverio Coluccio. |
È con questo spirito che prende forma un'iniziativa di grande rilievo culturale che vede protagonisti diversi artisti della nostra Locride, pronti a stringere un vero e proprio gemellaggio artistico con la comunità di Reggio Emilia.
L’occasione nasce dalla Mostra Incontro Scultura Pittura, in programma a Salvarano (Reggio Emilia).
Un evento che porta con sé una forte impronta roccellese, grazie al lavoro firmato dalla docente dell'Accademia di Belle Arti di Bologna Caterina Coluccio e dallo scultore Saverio Coluccio.
La figura di Saverio Coluccio rappresenta un punto di riferimento fondamentale per la promozione dell'arte figurativa e scultorea del nostro territorio.
Artista originario di Roccella Ionica, Saverio incarna la capacità della nostra terra di esprimere un linguaggio plastico profondo, capace di dialogare con contesti nazionali senza mai perdere il legame identitario con le proprie radici.
Il suo impegno costante nell'organizzazione e nella valorizzazione di momenti di incontro artistico dimostra come l'arte non sia soltanto un esercizio estetico, ma uno strumento vivo di coesione e scambio sociale.
L'iniziativa di Salvarano è un'ulteriore conferma della sua sensibilità nell'aprire spazi di confronto e crescita per gli artisti calabresi.
L'idea del gemellaggio tra gli artisti della Locride e quelli reggiani è stata lanciata dall'associazione culturale Artami, presieduta dallo scultore Giuseppe Vilardo, realtà da sempre attiva nella promozione di eventi itineranti, mostre e dibattiti letterari.
Far partire da eventi come questo un dialogo istituzionale e culturale tra regioni diverse dimostra ancora una volta la vitalità e la visione dell'associazionismo e dei maestri d'arte del nostro territorio. Un plauso va a Saverio Coluccio e a tutti i promotori per aver trasformato la passione per la scultura e la pittura in un'occasione concreta di unione tra popoli e comunità.
Cari concittadini,
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| Dettaglio di un danno su un'autovettura nuova subito in via Vittorio Emanuele da un nostro concittadino. |
56 ANNI DI SACERDOZIO, 42 DEI QUALI VISSUTI AL SERVIZIO DI ROCCELLA.
Don Giuseppe Raco è parte della storia del nostro paese. Lui ci ha vissuto, ha incontrato migliaia di persone, accompagnato intere generazioni, condiviso gioie e dolori, visto crescere bambini diventati poi ragazzi, uomini e donne.
Don Giuseppe Raco il 21 Settembre ha compiuto 80 anni.
Un traguardo importante che arriva dopo 56 anni di sacerdozio, iniziato l'8 agosto 1970, e dopo 42 anni vissuti a Roccella come parroco e padre spirituale della nostra comunità, dal 1978 al 2020. Quarantadue anni.
Per capire cosa significhino davvero, bisogna pensare a quante generazioni di roccellesi sono passate davanti a lui.
Bambini accompagnati al catechismo. Ragazzi cresciuti nell'Oratorio. Giovani che hanno trovato nella parrocchia un luogo dove stare insieme, fare comunità, coltivare amicizie e valori.
E proprio l'Oratorio è una delle immagini che più raccontano la sua esperienza a Roccella: un vecchio e fatiscente dormitorio ferroviario trasformato, con determinazione e non poche difficoltà, in uno spazio vivo, accogliente, destinato ai giovani e alle associazioni.
Don Giuseppe è il nostro caro sacerdote operaio che, quando c'erano lavori da fare, non si limitava a guardarli da lontano.
Durante il restauro della Chiesa Marina e della Chiesa di Sant'Antonio, era lì, accanto agli operai, ai tecnici, ai restauratori. Seguiva personalmente i lavori, passo dopo passo, con quella concretezza che tanti roccellesi ricordano ancora.
E poi ci sono le porte della sua chiesa. Quelle della Chiesa Marina, ma soprattutto quelle della sua casa e del suo cuore.
Porte che, per 42 anni, sono rimaste aperte alle famiglie, agli anziani, ai giovani, a chi aveva bisogno di un consiglio, di una parola, di una preghiera o semplicemente di qualcuno disposto ad ascoltare.
Nel 2020, quando concluse il suo lungo ministero parrocchiale a Roccella, padre Francesco Carlino lo salutò ricordando proprio quella che era stata la caratteristica più bella della sua missione: una vita sacerdotale come una porta spalancata per tutti.
E forse è proprio questa l'immagine più bella per raccontare Don Giuseppe.
Una porta aperta a tutti, senza distinzione, con discrezione, con quella sua mitezza che tanti ricordano, ma anche con la determinazione necessaria per realizzare ciò in cui credeva.
Per questo oggi, nel giorno dei suoi 80 anni vogliamo fargli gli auguri ma anche dirgli grazie.
Grazie per i 56 anni dedicati al sacerdozio. Grazie per i 42 anni dedicati anche alla nostra Roccella. Grazie per i bambini diventati grandi, per i giovani, per le famiglie, per gli anziani, per le tante persone che hanno trovato in lui una guida e un punto di riferimento.
Grazie per l'Oratorio, per la Chiesa Marina, per Sant'Antonio, per gli Scout, per le tante iniziative e soprattutto per le relazioni umane costruite in una vita intera.
E grazie anche per una cosa che forse non si può scrivere su un curriculum e non si può misurare con i numeri: aver lasciato un pezzo di sé nel cuore di tanti roccellesi.
Buon 80° compleanno, Don Giuseppe.
Che il Signore continui ad accompagnare il tuo cammino e vi regali ancora tanti anni di serenità.
Auguri Don Giuseppe. E grazie di cuore.
Nel corso del Consiglio Comunale di ieri pomeriggio, come gruppo di opposizione abbiamo posto una questione prima di tutto di rispetto istituzionale e senso morale: in un Comune costretto a un pre-dissesto da oltre 3 milioni di euro e che chiede ai cittadini enormi sacrifici per i prossimi 10 anni (tasse al massimo, nuovi autovelox e tagli ai servizi), perché chi governa non fa nemmeno un piccolo passo indietro sui costi della politica?
Il Sindaco ha cercato di liquidare la nostra proposta affermando che "i costi della politica non figurano in nessun posto nel Piano di Riequilibrio".
FALSO! I dati ci sono, hanno cifre ben precise e smentiscono la sua narrazione.
1. DOVE SONO E A QUANTO AMMONTANO I COSTI DELLA POLITICA?
(Pagina 47 del Piano di Riequilibrio - Sezione Prima, punto 15: "Spesa degli organi politici istituzionali")*
Andando a leggere direttamente la pagina 47 del Piano ufficiale redatto dall'Amministrazione, si scopre che la spesa per gli organi politici non solo è presente, ma è persino IN AUMENTO nel triennio 2024-2026:
Spesa Totale Organi Politici: Anno 2024: € 125.794,47
Anno 2025: € 111.614,75
Anno 2026: € 134.153,00
Di cui Indennità Amministratori (Giunta): € 128.153,00 previsti per il solo 2026 (rispetto ai 105.652,80 euro del 2025).
Gettoni Consiglieri Comunali e Commissioni: € 2.000,00.
Spese di Funzionamento della Giunta: € 4.000,00.
I costi della politica quindi esistono e sono scritti nero su bianco: nel 2026 la spesa complessiva per la Giunta e la politica locale salirà a oltre 134 mila euro**!
2. DOVE HA SCELTO DI TAGLIARE L'AMMINISTRAZIONE?
Mentre il Comune dichiara nella revisione della spesa di aver individuato ben € 488.083,66 di economie e tagli concentrati sui capitoli dei servizi e delle manutenzioni ai cittadini (Macroaggregati 3 e 4), sui costi della politica non risulta indicata alcuna riduzione.
Mentre si sforbiciano i capitoli dei servizi per la collettività, i capitoli destinati alle indennità degli amministratori restano blindati e crescono a quota 134.153 euro.
3. LA RISPOSTA SULLE INDENNITÀ E LA PROPOSTA DELL'OPPOSIZIONE
Al Sindaco che si giustifica dicendo che le indennità sono coperte da fondi statali e non si possono ridurre, rispondiamo con la massima chiarezza:
1. Gli oneri accessori e l'IRAP sulle indennità escono direttamente dalle casse del Comune di Roccella. Ridurre gli emolumenti avrebbe prodotto un risparmio immediato di denaro pubblico comunale.
2. Se ci fosse stata la reale volontà di dare il buon esempio, la Giunta avrebbe potuto incassare la quota statale e devolvere volontariamente, ogni mese, una percentuale della propria indennità a un Fondo Comunale di Solidarietà per aiutare i cittadini di Roccella stangati dalle tributi innalzati al massimo (Imu e tari su tutti!)
IL NODO DELLA QUESTIONE
Lo abbiamo detto chiaramente anche in aula: una riduzione della spesa per gli organi politici non avrebbe certo risolto il problema del disavanzo da 3 milioni di euro, ma avrebbe rappresentato un segnale fondamentale di responsabilità, di sensibilità e di buona volontà.
Prima di chiedere sacrifici a famiglie, commercianti e lavoratori di Roccella, chi ha amministrato ed è responsabile di questo buco di bilancio aveva il dovere morale di fare per primo la propria parte.
La memoria oltre ad essere il ricordo di ciò che è stato, è anche uno strumento per comprendere il presente e trasmettere alle nuove generazioni la conoscenza di una pagina importante e dolorosa della nostra storia.
È questo il significato della “Giornata in memoria degli Internati Militari Italiani nei campi di concentramento tedeschi”, in programma giovedì 24 settembre 2026, alle ore 9.00, presso l’Auditorium Angelo Frammartino di Caulonia.
Una mattinata dedicata alla storia degli IMI – Internati Militari Italiani, i militari italiani che, dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, furono catturati dalle forze tedesche e deportati nei campi di internamento in Germania e nei territori occupati. Migliaia di uomini vissero condizioni durissime e, anche di fronte alla possibilità di aderire alla Repubblica Sociale Italiana e tornare a combattere al fianco dei tedeschi, scelsero in larga parte di non farlo, pagando quella scelta con la prigionia.
L’iniziativa, rivolta alla cittadinanza e particolarmente significativa per il coinvolgimento delle scuole, sarà introdotta e moderata dal vicesindaco di Caulonia Giovanni Maiolo e dal giornalista Ilario Camerieri.
Interverranno Francesco Cagliuso, sindaco di Caulonia, Lucia Pagano, dirigente scolastica dell’Istituto comprensivo “Falcone-Borsellino”, Carlo Milidone, dirigente scolastico del Polo Tecnico Professionale “Dea Persefone Zanotti Bianco”, Stefano Amato dell’ANPI, Maria Paola Sorace, presidente della Cooperativa Pathos, e Cristiano Maria Fanto, amministratore della Cooperativa Pathos.
A concludere i lavori sarà Nicola Marazzita, presidente della sezione di Reggio Calabria dell’Associazione Nazionale ex Internati.
La presenza degli studenti e delle istituzioni scolastiche dà all’iniziativa un significato particolare. Conoscere la storia degli Internati Militari Italiani significa infatti restituire un volto e una voce a uomini che vissero la guerra, la deportazione e la prigionia, ma anche una scelta personale compiuta in uno dei momenti più drammatici della storia italiana.
Una giornata per ricordare, conoscere e trasmettere. Perché la memoria, quando viene condivisa, continua a vivere.
C'è un appuntamento elettorale importante alle porte e, parlando con le persone, mi sono accorto che ancora in tanti non ne sono a conoscenza.
Domenica 27 e lunedì 28 settembre 2026 si vota per le elezioni suppletive della Camera dei deputati nel Collegio uninominale 05 – Reggio di Calabria.
Ma cosa significa "suppletive"?
Significa che, essendo rimasto vacante un seggio della Camera, gli elettori del collegio sono chiamati nuovamente alle urne per scegliere chi dovrà rappresentarli a Montecitorio.
Il seggio è quello lasciato libero da Francesco Cannizzaro, dopo le sue dimissioni da deputato conseguenti alla sua elezione a sindaco di Reggio Calabria.
Non si tratta, dunque, di un'elezione simbolica o di un semplice appuntamento di metà legislatura.
Si sceglie un parlamentare della Repubblica.
E anche se Roccella Jonica non è il Comune capoluogo del collegio, è importante che i cittadini conoscano l'appuntamento e comprendano che anche questo voto riguarda la rappresentanza del nostro territorio.
La competizione è tra quattro candidati:
🔴 Francesco Antonio "Frank" Benedetto, sostenuto da Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Casa Riformista, nell'ambito dell'alleanza di centrosinistra definita "campo largo".
🔵 Fabio Roscioli, candidato sostenuto dalla coalizione composta da Fratelli d'Italia, Lega, Noi Moderati, UDC e Forza Italia-PPE.
🟢 Domenico Giannetta, candidato di Futuro Nazionale con Vannacci. Giannetta è stato in precedenza capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale della Calabria.
⚪ Francesco Toscano, candidato di Democrazia Sovrana Popolare.
Una particolarità politica di questa elezione è rappresentata dalla candidatura unitaria del centrosinistra: le forze che sostengono Frank Benedetto hanno trovato una convergenza su un unico candidato.
Sul fronte opposto, invece, oltre alla candidatura sostenuta dalla coalizione ufficiale di centrodestra, è presente la candidatura di Domenico Giannetta per Futuro Nazionale con Vannacci.
Al di là delle appartenenze politiche e delle preferenze personali, c'è una cosa che vorremmo dire a tutti.
Andate a votare.
Informatevi sui candidati, leggete i programmi, ascoltate le loro proposte e poi scegliete liberamente secondo la vostra coscienza.
Perché ogni voto conta perché serve a eleggere un rappresentante alla Camera dei deputati e perché votare significa dire: io ci sono.
Significa dire: io partecipo; io mi interesso di ciò che accade; io voglio contribuire a decidere; io sono parte della mia comunità e del futuro del mio territorio.
Troppo spesso ci lamentiamo che le decisioni vengono prese senza di noi.
Ebbene, quando abbiamo la possibilità di esprimere la nostra scelta, non rinunciamo a farlo.
Non lasciamo che siano sempre gli altri a decidere.
Il 27 e 28 settembre prendiamoci qualche minuto, andiamo al seggio e facciamo sentire la nostra voce.
Perché una democrazia viva ha bisogno non solo di candidati, partiti e campagne elettorali ma ha bisogno soprattutto di cittadini che partecipano.
Anche un solo voto può essere la differenza tra esserci e non esserci.
E noi, alla vita della nostra città, della nostra Regione e del nostro Paese, vogliamo esserci.
Nel 2020 lo Stato aveva trasferito gratuitamente l’immobile al Comune. Quattro anni dopo, senza alcun intervento realizzato, il bene è tornato al Demanio. Oggi è lo Stato a rimetterlo a bando per cercare chi possa finalmente recuperarlo.
C'è una storia che occorre rimarcare dietro il nuovo bando dell'Agenzia del Demanio.
È quella dell'ex Agenzia delle Dogane e dell'ex Guardia di Finanza, uno storico edificio costruito nel 1870, con circa 600 metri quadrati di superficie, situato nella zona Dogana, nel cuore del nostro paese
Oggi quell' immobile è nuovamente patrimonio dello Stato.
Nel 2020, nell'ambito del federalismo demaniale, l'edificio venne trasferito a titolo non oneroso al Comune di Roccella Jonica.
Un'opportunità importante: un immobile storico, in posizione centrale, che l'Amministrazione avrebbe potuto recuperare e destinare a una funzione utile alla comunità.
Ma nei quattro anni successivi non è stato realizzato alcun intervento di recupero o rifunzionalizzazione.
Il Comune non è riuscito a trasformare quella disponibilità in un progetto concreto, né a reperire le risorse necessarie per dare all'edificio una nuova vita.
Il risultato è stato il ritorno del bene al suo proprietario originario.
Nel 2024, infatti, l'immobile è stato retrocesso al Demanio.
Non serve entrare nelle giustificazioni o nelle difficoltà incontrate dall'Amministrazione. I fatti sono sufficienti.
Nel 2020 Roccella riceve gratuitamente un immobile storico. Per quattro anni ne ha la disponibilità, ma non riesce a individuare una soluzione concreta per recuperarlo e utilizzarlo. Nel 2024 lo restituisce allo Stato.
È difficile non considerarlo un fallimento nella capacità di valorizzare un'opportunità che era stata messa nelle mani del Comune.
Perché amministrare significa anche questo: avere un bene a disposizione, immaginare come possa essere utile alla comunità, costruire un progetto e andare alla ricerca delle risorse per realizzarlo.
Con l'ex Guardia di Finanza questo non è accaduto!
Ed eccoci alla notizia di oggi.
L'Agenzia del Demanio ha inserito l'ex Guardia di Finanza di Roccella Jonica nel nuovo bando di concessione di valorizzazione degli immobili dello Stato.
Il termine per la presentazione delle offerte è fissato all'11 dicembre 2026 alle ore 12.
Sarà quindi il Demanio a cercare un soggetto interessato a investire sul recupero dell'edificio e a restituirgli una funzione.
Quella che il Comune non è riuscito a trasformare in realtà diventa così una nuova possibilità affidata al mercato e alla capacità progettuale di chi vorrà partecipare al bando.
La speranza è che questa volta qualcuno riesca a fare ciò che negli anni precedenti non è stato possibile: recuperare quelle mura, restituirle alla vita e trasformare un patrimonio oggi inutilizzato in una risorsa per Roccella.
Alla Mostra del Cinema, nell’ambito delle iniziative di “Laudato Creato”, la cantautrice roccellese ha presentato il vinile del brano con cui ha conquistato il secondo posto nella categoria Big al Premio Internazionale “Il Vinile d’Argento”. Un nuovo prestigioso capitolo di un percorso artistico che da anni porta con sé Roccella, la sua sensibilità e le sue storie.
Tiziana Scimone è una di quelle roccellesi che hanno scelto di trasformare la musica in qualcosa di più di una semplice espressione artistica.
La sua voce, negli anni, ha raccontato dolore, memoria, accoglienza, solidarietà e rinascita.
Ma il riconoscimento più bello è il significato stesso di questa canzone, simbolo di chi attraversa il fuoco e riesce a tornare alla vita.
E Tiziana questa metafora l'ha cantata ma anche trasformata in un progetto artistico legato alla prevenzione, alla consapevolezza e alla capacità di trasformare il dolore in una nuova possibilità.
Per comprendere fino in fondo il suo percorso bisogna però tornare indietro. Bisogna tornare proprio a Roccella Jonica.
Non è casuale, quindi, che una parte importante della sua produzione artistica sia legata alla memoria e alle storie delle persone.
Tiziana ha inoltre dedicato la propria sensibilità artistica alla memoria delle vittime della strage di Bologna con un brano toccante dal titolo "Tra le labbra del silenzio", partecipando a quel grande percorso civile e culturale che ha trasformato il ricordo in arte, perché la musica può raccontare ciò che le parole, a volte, non riescono a dire.
E allora lasciateci essere orgogliosi. Orgogliosi di Tiziana Scimone, una roccellese che porta lontano il nome della nostra città attraverso la sua arte, senza dimenticare le proprie radici.
Perché dietro quel vinile presentato a Venezia c'è una bellissima canzone, ma anche una storia, una donna, un percorso artistico costruito con passione e sensibilità.
Complimenti Tiziana. Continua a far volare la tua Fenice e continua a portare con te quella Roccella che è parte della tua storia ed oggi è orgogliosa del tuo percorso artistico.
Perché quando una figlia della nostra terra riesce a trasformare il dolore in musica e la musica in un messaggio di rinascita, a vincere sei tu Tiziana ma anche la comunità dalla quale quella voce è partita.