A Siderno una conferenza internazionale ha messo al centro ambiente, sviluppo economico e giustizia sociale. Un confronto tra istituzioni e mondo accademico per immaginare una rigenerazione socio-ambientale del territorio, con il contributo di due professionisti roccellesi, Francesco Vigliarolo e Francesco Tassone.
Quale futuro per la Locride? Come trasformare le ferite ambientali del passato in un’occasione di riscatto, coniugando sviluppo economico, tutela del territorio e giustizia sociale? Sono queste alcune delle domande al centro della conferenza internazionale “Dall’ecocidio alla sostenibilità territoriale. Sfide per una rigenerazione socio-ambientale della Locride”, svoltasi a Siderno il 16 ottobre 2026.
L’iniziativa ha rappresentato un’importante occasione di confronto tra istituzioni, università e comunità locali, affrontando questioni che riguardano da vicino il presente e il futuro del nostro territorio. Temi che non possono essere relegati al solo dibattito accademico, perché chiamano in causa le scelte politiche, economiche e amministrative dalle quali dipenderà la qualità della vita delle prossime generazioni.
La conferenza, promossa dal Comune di Siderno e dalla Cattedra UNESCO dell’Universidad Nacional de La Plata, con il patrocinio del Dipartimento MEMOTEF della Sapienza Università di Roma, si inserisce nell’ambito delle attività di Terza Missione, attraverso le quali il mondo universitario mette a disposizione conoscenze e competenze per contribuire alla crescita delle comunità.
Ad aprire i lavori è stata la sindaca di Siderno, Mariateresa Fragomeni, che ha evidenziato il valore del dialogo tra istituzioni, mondo accademico e realtà territoriali.
Tra i contributi proposti, quello della professoressa Donatella Strangio, dedicato al rapporto tra ambiente e sviluppo, e quello del professor Francesco Vigliarolo, direttore della Cattedra UNESCO dell’Universidad Nacional de La Plata, che ha approfondito il tema della rigenerazione socio-ambientale del territorio.
Proprio il richiamo alla rigenerazione rappresenta uno degli aspetti più significativi dell’iniziativa: non limitarsi a riconoscere i problemi e le criticità ereditate dal passato, ma individuare percorsi capaci di restituire valore alle risorse locali, promuovere nuove opportunità economiche e rafforzare la coesione sociale.
Una sfida che riguarda tutta la Locride
Per un territorio come la Locride, parlare di sostenibilità significa interrogarsi concretamente sul rapporto tra ambiente, lavoro, servizi, valorizzazione del patrimonio e prospettive per i giovani. Significa comprendere che la tutela delle risorse naturali non è un ostacolo allo sviluppo, ma può diventarne una delle condizioni fondamentali, se accompagnata da una programmazione seria e da una visione condivisa.
La rigenerazione territoriale richiede infatti il superamento di una logica fatta di interventi isolati e risposte contingenti. Servono strategie di lungo periodo, collaborazione tra i Comuni, coinvolgimento delle comunità e capacità di trasformare le conoscenze scientifiche in progetti concreti.
In questo senso, il dialogo tra università e territorio può svolgere un ruolo decisivo: mettere in relazione ricerca, competenze professionali e bisogni reali, affinché le riflessioni elaborate nelle sedi accademiche possano tradursi in strumenti utili per le amministrazioni e per i cittadini.
La conferenza di Siderno ha offerto uno spazio importante per avviare e rafforzare questa riflessione. La sfida, adesso, è fare in modo che il confronto non si esaurisca nella giornata di studio, ma contribuisca a costruire una prospettiva condivisa per il futuro della Locride.
Perché passare dall’ecocidio alla sostenibilità è una questione ambientale ma soprattutto una scelta di responsabilità verso il territorio, le persone che lo abitano e le generazioni che verranno.














