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mercoledì 22 aprile 2026

NESSUNA PIAZZA DI PROTESTA PER L'OFFESA DI TRUMP AL PAPA

di Vito Pirruccio



La volgarità del miliardario megalomane Trump non risparmia nessuno. Era, però, lontanamente ipotizzabile ascoltare dalla bocca del rappresentante della più grande potenza mondiale parole offensive e blasfeme nei confronti del Papa e di qualsiasi altra autorità religiosa. 

Nei confronti di Leone XIV, guida e capo della Chiesa Universale di Cristo con 1 miliardo e 406 milioni di fedeli in tutto il mondo, abbiamo ascoltato parole incise a chiare lettere sul marmo della vergogna della Storia: “Se io non fossi alla Casa Bianca, lui non sarebbe in Vaticano” … “Papa Leone è debole sul crimine, pessimo in politica estera”…. E, a chiudere la giornata delle offese, il post, poi cancellato, con l’immagine generata dall’Intelligenza Artificiale del presidente americano trasformato in Gesù Cristo. Vergogna! La vergogna più assoluta.

L’indignazione delle autorità politiche del mondo libero e di tutte le persone di buon senso la trovo scontata, tanto è ripugnante un essere indefinibile che si lascia andare ad ogni piè sospinto alle più bieche espressioni che recano offesa alla dignità di chi, anche inavvertitamente, si pone in ascolto.

Ma c’è dell’altro che mi lascia sgomento. 

In questi anni turbolenti sui confini dell’Europa, in Medio Oriente e in tante altre parti del mondo, divenuti esplosivi dopo l’ascesa alla presidenza americana del tycoon (Parola giapponese che ha più significati, tra questi "grande signore", ma che nel nostro caso di “signore” non ha nulla), si è scesi in piazza per/contro quasi tutto. In particolare, si è molto e giustamente protestato contro il genocidio palestinese; molto di meno per l’invasione imperialista dei russi in Ucraina. 

Rimango, però, basito nel non vedere scendere in piazza e sventolare la protesta contro il Trump aggressore del Papa né i resistenti per la libertà di qualsiasi colore politico e culturale né i cattolici, messi questa volta, tramite il Pontefice, in cima allo stigma trumpiano. 

Dove sono i manifestanti indignati per le offese di Trump a Leone XIV? Dov’è quell’esercito pacifico di un miliardo e mezzo di cattolici disseminato sui cinque continenti? Non meritava Leone XIV la sua “Flotilla umana” nelle piazze del mondo ad iniziare da quelle americane? 

Meritava e merita certamente l’indignazione di massa l’oltraggio reso al Papa che sa rispondere, però, a muso duro all’arrogante miliardario: “Non ho paura di lui, io non faccio politica ma parlo del Vangelo … Non penso che il messaggio del Vangelo debba essere abusato nel modo in cui alcune persone stanno facendo”.

Leone XIV parla con le parole del Vangelo che sono spade che non si piegano all’arroganza e al potere della forza. Ma c’è l’arma dell’indignazione di massa che in questa fase, come nei confronti dell’aggressione russa all’Ucraina, inspiegabilmente viene tenuta nella custodia. 

Mi aspettavo che la spada dell’esercito pacifista scintillasse a protezione dell’uomo che ha adottato accanto al motto lo stemma tratto dall’immagine della conversione di Sant’Agostino: "Vulnerasti cor meum Verbo tuo", "Hai trafitto il mio cuore con la tua Parola".

Si è, ancora, in tempo per farlo.

Festa di San Giuseppe a Roccella Ionica: Fede, Tradizione e Comunità



Roccella Ionica si prepara a celebrare uno dei momenti più sentiti della sua tradizione religiosa: il Triduo e la Festa di San Giuseppe. Un appuntamento voluto fortemente dai parroci e dall'arciconfraternita di San Giuseppe, che unisce la devozione spirituale al piacere dello stare insieme, tra musica, sapori locali e folklore.



Ecco il programma dettagliato degli eventi che si terranno presso la Chiesa di San Giuseppe:

Il Programma Religioso

La preparazione spirituale inizierà con il Triduo, per culminare nella giornata celebrativa del 3 maggio:
  • Dal 30 Aprile al 2 Maggio:
    • Ore 17:30: Santo Rosario e orazioni al Santo.
    • Ore 18:00: Santa Messa.
  • Domenica 3 Maggio (Il culmine della festa):
    • Ore 17:30: Rosario e orazioni.
    • Ore 18:00: Santa Messa solenne.
    • A seguire: La tradizionale Processione per le vie del paese, accompagnata dalla recita dei "7 dolori e gioie di San Giuseppe".

Il Programma Civile: Musica e Tradizione

Dopo il rientro della processione, la serata del 3 maggio si animerà con festeggiamenti per tutta la comunità:
  • Ore 20:30: Grande concerto del Complesso Bandistico "Associazione giovani musicisti" di Mammola.
  • Sapori Tipici: Non mancheranno i classici della festa! Potrete gustare il mitico panino con salsiccia e le immancabili zeppole.
  • Gran Finale: La serata si concluderà con l'emozionante spettacolo pirotecnico e la caratteristica "Ballata del ciuccio", un momento di folklore imperdibile che chiude i festeggiamenti in bellezza.
Vi aspettiamo per condividere insieme queste giornate di gioia e devozione!
Un particolare ringraziamento a tutti i cittadini che, con devozione e affetto, hanno contribuito per la realizzazione della Festa.

martedì 21 aprile 2026

Un Papa semplice fino alla fine: il ricordo di Papa Francesco nel primo anniversario

 di Angelo Laganà 




Caro Papa Francesco, oggi 21 aprile 2026, ricorre la data del primo anno  quando, il 21 aprile 2025, alle 7.35 nella residenza di Santa Marta, sei ritornato alla Casa del Signore lasciando tutti nello sgomento. 

Era il giorno della Festa dell'Angelo ed io, il giorno prima, nella domenica della Santa Pasqua, ero venuto a Piazza San Pietro per assistere alla tua Benedizione Apostolica dedicata a più di 250.000 fedeli che erano arrivati da ogni parte del mondo. Ricordo, come fosse ora, che pur non essendo in buone condizioni di salute, non eri voluto mancare alla grande manifestazione.

 Seduto sul balcone centrale della Basilica di San Pietro, ti eri alzato per benedire tutti i fedeli raccolti dentro il Colonnato del Bernini. 



Quello è stato il tuo ultimo atto d'amore  nei confronti del mondo cattolico e poi la mattina seguente la brutta notizia che eri volato in cielo. Il 15 aprile, sono venuto alla Basilica di Santa Maria Maggiore per visitare la tua tomba ed ho scattato la prima foto per fare in modo che i tuoi affezionati fedeli possano ammirare quel luogo da te prescelto che non è di un Papa ma di un uomo semplice che anche, dopo la morte, aveva chiesto sobrietà, non marmi pregiati, di lusso, sfarzo, ma solo una semplice copertura in cemento su cui si legge il nome: FRANCISCUS. 

Sei stato il Sommo Pontefice che ha veramente voluto bene alla gente "povera", umile, ai malati, ai drogati dando loro aiuti economici. Hai amato profondamente i bambini del mondo e ti eri speso, con tutte le forze, per scrivere la parola fine alle guerre che hanno e stanno causando morti e distruzioni. 

Ti ringrazio per la benevolenza che mi hai dimostrato per averti dedicato 3 cd e sono orgoglioso e contento di aver ricevuto 4 lettere nelle quali, oltre a scrivere ed impartire la Benedizione Apostolica, mi mandavi la tua foto unita al marchio dello Stato Vaticano. 

Papa Francesco, grazie di tutto, prega per noi e riposa in pace.



Informazione e intelligenza artificiale: il dibattito arriva alla Festa del Libro di Caulonia




C’è un futuro che bussa alle porte dell’informazione, e passa da una domanda che oggi non possiamo più ignorare: che ruolo avrà l’intelligenza artificiale nel giornalismo?

Se ne parlerà a Caulonia, venerdì 24 aprile alle ore 19:00 in Piazza Seggio, nell’ambito della IV edizione della Festa del Libro, con la presentazione del volume “Giornalisti robot? L’IA generativa e il futuro dell’informazione” di Domenico Talia.

L’iniziativa è promossa dall’Associazione “I Care – Museo della Scuola”, con il patrocinio del Comune di Caulonia, all’interno di un cartellone che punta a valorizzare la lettura come strumento di crescita culturale e civile.

Un appuntamento che mette al centro un tema attualissimo e decisivo: l’impatto delle nuove tecnologie sul modo di raccontare la realtà, tra opportunità, rischi e trasformazioni già in atto.

Ad aprire l’incontro saranno i saluti istituzionali del sindaco Francesco Cagliuso e dell’assessore alla cultura Antonella Ierace. Introduce Giovanni Spanò, presidente dell’associazione “I Care”, con l’intervento di Francesco Rosa. Sarà presente l’autore.

Un’occasione preziosa per riflettere insieme su come cambia il mondo dell’informazione e su quale futuro ci attende, da cittadini e da lettori, nell’era dell’intelligenza artificiale.

Ricordando Papa Francesco

 Di Angelo Laganà.




Oggi è una data storica per la Chiesa Cattolica perché ricorre il primo anno della dipartita di Jorge Mario Bergoglio, meglio conosciuto come: PAPA FRANCESCO.

Il 21 aprile 2025, giorno in cui ricorreva la Festa dell’Angelo, alle ore 7.35, nella sua residenza di Santa Marta si spegneva, ad 88 anni, uno dei Papi più amati della Storia pontificia.

Nato a Flores, quartiere centrale di Buenos Aires, il 17 dicembre del 1936, era figlio di genitori italiani. Il padre Mario faceva il ferroviere in un paesino della provincia di Asti, in Piemonte, mentre la madre, Regina Maria Sivori, era casalinga.

Jorge Mario Bergoglio è stato il primogenito di cinque figli.

Nella Storia della Chiesa Cattolica, era il 266° Papa e Vescovo di Roma e l’8° Sovrano dello Stato e della Città del Vaticano.

Era stato nominato Vescovo da Papa Giovanni Paolo II, il 20 maggio del 1992 e Cardinale, sempre ad opera di Papa Giovanni Paolo II, il 21 febbraio del 2001.

La sua candidatura è durata 12 anni e 39 giorni, durante i quali aveva effettuato 47 viaggi apostolici visitando 66 Paesi.

Oggi, Nella Basilica di Santa Maria Maggiore in Roma, alle ore 18.00 sarà celebrata una messa in suffragio di Papa Francesco, messa preceduta dalla recita del Santo Rosario alle 17.00, orario in cui la porta della Basilica sarà chiusa perché l’orario di entrata è a partire dalle 15.00

La celebrazione prevede la lettura del messaggio da parte d Papa Leone XIV impegnato in viaggio apostolico in Africa. La celebrazione sarà trasmessa anche sul maxischermo sistemato sul fronte della Basilica, in Piazza Santa Maria Maggiore per poter far assistere, in diretta, tutti coloro che non hanno trovato posto in Basilica.

L’evento sarà trasmesso da Vatican Media (Radio Vaticana e Vatican News), da TV 2000 e da Telepace sui canali social.

Anche a Verona, il Vescovo Domenico Pompili presiederà, nella Cattedrale di Verona, la messa di suffragio e ringraziamento per Papa Francesco che ha vissuto una delle sue ultime visite pastorali nel Veneto, il 18 maggio 2024.


A Papa Francesco mi lega una lunga corrispondenza epistolare nella quale creavo diverse iniziative che il Sommo Pontefice aveva gradito molto tant’è che, non esitava di farmi pervenire le risposte, come potete vedere dalle fotocopie delle lettere a me inviate.

Il 13 marzo 2013, quando era stato nominato Papa, avevo indirizzato una lettera di congratulazioni per aver raggiunto l’apice che ogni sacerdote, che veste l’abito talare, desidera.



Il 17 dicembre 2016, quando Papa Francesco aveva compiuto 80 anni, avevo creato un cd composto da brani strumentali eseguiti con la mia fisarmonica tra i quali: “Amapola”, “Caminito”, “Besame mucho”, “Orfeo negro”, “La Comparsa”, “Solamente una vez”, brani famosi in tutto il Sud America assieme ad alcuni di valore internazionale come: “ ’O sole mio”, “Pensami” ed altri di mia composizione.


Quando Jorge Mario Bergoglio aveva compiuto 10 anni di pontificato, il 13 marco 2023, assieme a Gianfranco Grottoli ed Andrea Vaschetti, avevo composto la musica-inno: “Papa Francesco, uno di noi” con testo di Marco Amerio cantata da Nico Calvano.


In seguito, essendo nato a Flores, abbiamo creduto opportuno comporre anche il testo in lingua spagnola: “El Papa de hoy”, composto e cantato da Alessandro Arena.


Per quanto creato, avevo spedito lettere al Sommo Pontefice ricevendo risposte, ultima in cui si dichiarava contento della mia iniziativa ed impartiva la Benedizione apostolica a tutti gli autori.


Cosa dire di Papa Francesco? Parlano i fatti. Sui social, è invocato dai fedeli di tutto il mondo cui si rivolgono per chiedere grazie e benedizioni.

In questi ultimi giorni, a partire dal 13 aprile 2026, sono stato più volte nella Città del Vaticano per consegnare una vasta documentazione a Papa Leone XIV, in partenza per l’Africa, a Mons. Leonardo Sapienza, alla Sala Stampa Vaticana, al Dr. Massimiliano Menichetti, direttore responsabile della Radio Vaticana, al Dr. Luca Collodi, caporedattore di Radio Vaticana, il quale ha promesso che dopo il 25 aprile, al rientro da Papa Leone XIV, mi farà un’intervista su Radio Vaticana mandando in onda il brano in spagnolo: “El papa de Hoy” per ricordare la figura di Papa Francesco.



Dulcis in fundo, il 15 aprile 2026, essendomi recato nella Basilica di Santa Maria Maggiore dove è sepolto Papa Francesco per una mia visita d’obbligo, ho consegnato personalmente le buste al Cardinale Rolandas Makrickas, arciprete che ha il ruolo centrale della gestione della Basilica di Santa Maria Maggiore, nominato da Papa Francesco, Cardinale Makrickas che ha avuto un ruolo di primaria importanza nella preparazione della tomba del Sommo Pontefice.


Stessa cosa ho fatto con il dottor Roberto Romano, delegato per l’amministrazione del capitolo della Basilica Papale di Santa Maria Maggiore dopo essere stato, per decenni, Capo ufficio nella direzione dei Musei, dei Beni Culturali e del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano anche lui nominato da Papa Francesco, il 31 luglio del 2024.




Nei seguenti link, i filmati di:

 “Papa Francesco, Uno di Noi”:

https://youtu.be/fFDelNMyKaE

e di “El Papa de hoy”

https://youtu.be/n9tTE1HH1gc



lunedì 20 aprile 2026

Immacolata Iervasi nel nuovo videoclip di Mimmo Cavallaro: il battito della Calabria tra memoria e futuro

Dalla passione per la musica popolare calabrese al set di “Nchianu a Gozza”: la giovane musicista roccellese protagonista di un’esperienza intensa tra memoria, identità e futuro.



C’è un filo invisibile ma fortissimo che lega la tradizione al presente, ed è lo stesso che nei giorni scorsi ha condotto Immacolata Iervasi sul set dell’ultimo videoclip di Mimmo Cavallaro, intitolato "Nchianu a Gozza".


Per chi segue da tempo questo blog, Immacolata non è certo una sorpresa. Più volte abbiamo raccontato la sua straordinaria passione per la musica popolare calabrese, la sua capacità di suonare con naturalezza gli strumenti simbolo della tarantella – dall’organetto al tamburello – e soprattutto il suo impegno nel trasmettere questo patrimonio ai più giovani.



Ed è proprio questo amore autentico per la tradizione che l’ha portata a vivere un’esperienza tanto significativa quanto emozionante: la partecipazione alle riprese del nuovo videoclip di Cavallaro, uno dei principali interpreti della musica etnica calabrese contemporanea.

"Nchianu a Gozza" è molto più di una semplice tarantella. È un racconto musicale che attraversa i ricordi, i legami affettivi e una delle ferite più profonde del nostro tempo: lo spopolamento dei borghi del Sud Italia.



Tra suoni ancestrali e immagini evocative, il brano restituisce l’anima di una Calabria che resiste, che si racconta e che continua a vivere attraverso chi ne custodisce la memoria. 

Le terre che si svuotano, il silenzio che prende il posto delle voci, diventano nel videoclip una narrazione intensa e profondamente identitaria.

In questo contesto così ricco di significato, la presenza di Immacolata Iervasi acquista un valore ancora più profondo. Non solo musicista, ma anche guida e punto di riferimento per tanti giovani appassionati.



Al suo fianco, in questa esperienza, il compagno Vincenzo Tropeano e soprattutto i suoi piccoli allievi: un gruppo sempre più numeroso di bambini e ragazzi che, grazie al suo impegno, stanno riscoprendo la bellezza della musica popolare.

Una vera e propria “scuola di tradizione” che negli anni ha già regalato momenti emozionanti anche a Roccella, come le esibizioni nel suggestivo Chiostro della Chiesa di San Giuseppe, dove le note dell’organetto e il ritmo dei tamburelli hanno saputo incantare il pubblico.


Partecipare al videoclip di Cavallaro, insieme a un folto gruppo di figuranti e musicisti – tra cui anche collaboratori di rilievo come Gabriele Albanese – rappresenta per Immacolata non solo un traguardo personale, ma anche il riconoscimento di un percorso costruito con passione, sacrificio e autenticità.


Quella vissuta da Immacolata è  la dimostrazione concreta di come le tradizioni sono un patrimonio vivo, capaci di rinnovarsi e parlare alle nuove generazioni.

Nel suo percorso, nella sua musica e nel suo impegno quotidiano con i giovani, c’è tutta la forza di una Calabria raccontata attraverso i suoni, i gesti e le storie di chi la ama davvero.

E questo videoclip, ormai prossimo all’uscita su tutte le piattaforme digitali, si preannuncia come un prodotto artistico di grande valore, una testimonianza autentica di identità, memoria e appartenenza.

E dentro quelle immagini, dentro quella musica, c'è anche il cuore di una giovane musicista roccellese che, con semplicità e passione, continua a tenere acceso il fuoco della nostra tradizione.



domenica 19 aprile 2026

Roccella riscopre le sue radici: viaggio nella storia della Chiesa di San Giuseppe con il prof. Antonio Simone


Un incontro partecipato e ricco di contenuti ha guidato cittadini e professionisti alla scoperta della Chiesa di San Giuseppe, del convento francescano e dell’antico cimitero risalente all’epoca dei Carafa, tra memoria, testimonianze e passione per la storia locale.



Questa mattina a Roccella si è vissuto un momento di autentica crescita culturale grazie all’iniziativa del prof. Antonio Simone, storico roccellese e presidente dell'associazione "Roccella com'era", che ha promosso un incontro dedicato alla riscoperta delle radici della nostra comunità.

Protagonista dell’approfondimento è stata la Chiesa di San Giuseppe con l’annesso convento dei Frati Minori Francescani, luogo ricco di storia e memoria. 


Un sito che nel corso dei secoli ha assunto un ruolo centrale nella vita del paese, diventando anche area cimiteriale sin dai tempi dei principi Carafa di Roccella. 

Le testimonianze ancora visibili – dalle lapidi alle fotografie storiche – raccontano le trasformazioni di questo spazio, restituendoci uno spaccato vivido della nostra identità collettiva.


Attraverso un racconto preciso, appassionato e coinvolgente, il prof. Simone ha saputo guidare i presenti in un vero e proprio viaggio nel tempo, permettendo a tutti di comprendere più a fondo il valore storico e culturale di questi luoghi.

Un sentito ringraziamento al prof. Antonio Simone per la competenza, la passione e la disponibilità con cui ha reso possibile questo momento di condivisione. 

Iniziative come questa rappresentano un’occasione preziosa per trasmettere e custodire la memoria del nostro paese, rafforzando il legame con le nostre radici e con la storia che ci appartiene.

Segnalare per cambiare: contro l’immobilismo, dalla parte dei cittadini


Denunciate inefficienze e disattenzioni dell’amministrazione: dalle strade dissestate al dragaggio del porto, fino agli scarichi del depuratore. Un impegno costante per trasformare le segnalazioni in soluzioni concrete e restituire dignità al paese.



L'altissimo gradino di sabbia che la mareggiata ha causato nel luogo dove è stato effettuato il
Ripascimento di fronte al porto (con la sabbia di risulta dal Dragaggio). Sabbia riportata là dove era stata tolta rendendo inutili lavori e buttando al vento soldi pubblici.

Purtroppo la minoranza non ha il potere di intervenire direttamente per risolvere le problematiche del paese e rispondere alle esigenze più urgenti della comunità. Esigenze che, troppo spesso, vengono ignorate da chi amministra, ormai assuefatto dopo trent’anni di gestione più orientata alla propaganda che alla concretezza.

Il mio ruolo, però, non è quello di restare in silenzio. Si può — e si deve — segnalare, denunciare, portare alla luce negligenze e criticità. Ogni volta si deve valutare lo strumento più efficace: segnalazioni formali, interrogazioni, richieste di accesso agli atti, esposti agli enti competenti. L’obiettivo è sempre lo stesso: ottenere risposte e, soprattutto, soluzioni.

Negli ultimi mesi lo si è fatto più volte.

Sulle strade delle contrade, ridotte a un colabrodo, siamo  intervenuti segnalando una situazione gravissima. Il risultato? Un semplice nastro di plastica a segnalare un guard-rail franante sulla strada per il Mancino. Un nastro che, dopo appena un giorno, era già strappato. E intanto le buche restano lì, pericolose e sempre più profonde.

Sul dragaggio del Porto delle Grazie, finanziato con ben 900 mila euro, abbiamo sollevato dubbi precisi: il ripascimento, secondo indicazioni tecniche, andava effettuato dal Cavone verso sud, non a ridosso del porto come inizialmente fatto. La realtà ci ha dato ragione: una mareggiata ha riportato in mare — proprio davanti all’imboccatura del porto — tutta la sabbia appena posizionata. Soldi pubblici letteralmente buttati a mare.

Abbiamo quindi presentato richiesta di accesso agli atti. E guarda caso, subito dopo, i lavori sono stati corretti e il ripascimento è partito dal Cavone verso sud.

Un’altra segnalazione ha riguardato il depuratore e lo scarico delle acque reflue in contrada Canne. Andando a verificare di presenza ho riscontrato una situazione preoccupante: il tubo che doveva convogliare le acque a largo non esisteva più, abbandonato sulla spiaggia, mentre lo scarico avveniva a cielo aperto. Senza clamore mediatico, ho segnalato agli organi competenti. Dopo pochi giorni, tornando sul posto, ho trovato una situazione diversa: acque visibilmente più pulite e uno scarico ripristinato tramite tubo.

Questo dimostra una cosa: segnalare serve.

Ma non è facile. Siamo di fronte a un muro. A due visioni completamente opposte: da una parte chi vive di annunci e propaganda, dall’altra chi vuole risposte concrete e soluzioni reali.

Noi non ci tiriamo indietro. Sentiamo forte la responsabilità verso questa comunità. Perché tacere significherebbe diventare complici.

Per questo rivolgo un appello sincero a tutti i cittadini: alzate la testa, ritrovate l’orgoglio, partecipate. Solo insieme possiamo trasformare questo paese in un luogo normale, dove i problemi si affrontano e si risolvono, e dove torna a vivere quel senso di appartenenza che oggi sembra smarrito.


sabato 18 aprile 2026

Il dottor Rocco Colombo, medico di vocazione e uomo di profonda umanità


Professionista stimato e padre amorevole, ha vissuto la medicina come servizio e missione. Il ricordo di una persona concreta, riservata e autentica, che ha lasciato un segno indelebile nella sua famiglia e in quanti lo hanno conosciuto.


Ci sono persone che non hanno bisogno di tante parole per lasciare un segno.

Il dottor Rocco Colombo è stato una di queste.

Medico per vocazione prima ancora che per professione, ha vissuto la sua missione con discrezione, serietà e senso del dovere. Non era uomo di grandi discorsi, ma di fatti concreti: di mani tese, di presenza silenziosa, di lavoro quotidiano svolto con responsabilità e umanità.

Nel suo cammino professionale ha incarnato quel modo autentico di essere medico che non si limita alla cura della malattia, ma si prende carico della persona. Un riferimento sicuro per tanti, un professionista che ha saputo farsi stimare per la sua competenza e, soprattutto, per la sua correttezza.

Ma accanto al medico c’era l’uomo.

Un uomo riservato, essenziale, capace di comunicare più con i gesti che con le parole. Un padre presente, punto fermo per la sua famiglia, che ha saputo trasmettere valori solidi, esempi concreti, amore sincero.

Tra le sue passioni, la fotografia: uno sguardo attento sul mondo, forse il riflesso più autentico del suo modo di essere. Osservare, cogliere l’essenziale, fermare attimi di vita senza bisogno di protagonismo.

Oggi lo salutiamo con rispetto e gratitudine.

Resta il ricordo di un uomo perbene, di un professionista serio, di un padre amorevole.

Desidero esprimere la mia particolare e sentita vicinanza alla moglie, Vanda Surace, e ai figli Annalisa, Giuseppe e Marta, ai quali mi lega un sincero e profondo sentimento di affetto.

Ai familiari tutti – ai nipoti, ai parenti e a quanti gli hanno voluto bene – giungano le più sentite condoglianze, con la consapevolezza che il bene seminato dal dottor Colombo continuerà a vivere nei cuori di chi lo ha conosciuto.

I funerali si terranno sabato 18 aprile alle ore 16:00 presso la chiesa di San Nicola ex Aleph in Roccella Jonica, partendo dalla sua abitazione.

In questo momento di dolore, affidiamo la sua anima alla misericordia di Dio.

Signore, accoglilo nella Tua pace, donagli il riposo eterno e fa’ che la luce perpetua illumini il suo cammino.


venerdì 17 aprile 2026

Angelo Laganà a Santa Maria Maggiore: memoria, fede e musica nel segno di Papa Francesco


Il maestro musicista racconta la consegna delle lettere al Cardinale Rolandas Makrickas e l’omaggio artistico dedicato al Pontefice, con l’auspicio di un ricordo musicale nel primo anniversario della scomparsa.


Un’esperienza intensa, carica di significato umano, spirituale e artistico. È quella vissuta dal maestro musicista Angelo Laganà il 15 aprile scorso, quando si è recato a Roma, presso la Basilica di Santa Maria Maggiore, con un obiettivo preciso: consegnare una preziosa documentazione epistolare legata al suo rapporto con Papa Francesco.


Ad accoglierlo è stato il Cardinale Rolandas Makrickas, Arciprete della Basilica papale, figura centrale nella gestione di uno dei luoghi simbolo della cristianità e profondamente legata allo stesso Pontefice. Proprio nella Basilica Liberiana, infatti, riposa Papa Francesco, rendendo ancora più significativo il gesto compiuto dal maestro.

La busta consegnata conteneva anni di corrispondenza con il Santo Padre, testimonianza di un legame autentico, costruito nel tempo, fatto di parole, attenzione e sensibilità. Un patrimonio umano che Laganà ha voluto affidare direttamente a chi oggi custodisce anche la memoria viva del Pontefice.



Nel corso della visita, il maestro ha avuto modo di incontrare anche il dottor Roberto Romano, economista di lungo corso, già Segretario Generale dei Musei Vaticani e figura di primo piano nella valorizzazione del patrimonio artistico vaticano. Anche nelle sue mani è stata affidata parte del materiale, inclusi i CD contenenti le opere musicali dedicate a Papa Francesco.


Ed è proprio la musica uno degli elementi più toccanti di questa storia. Angelo Laganà ha infatti dedicato al Santo Padre tre lavori discografici: il primo in occasione degli 80 anni di Papa Francesco; gli altri due in occasione dei dieci anni di pontificato, con le canzoni-inno “PAPA FRANCESCO, UNO DI NOI” e “EL PAPA DE HOY”. Due brani che raccontano, anche attraverso il linguaggio universale della musica, la straordinaria vicinanza umana del Pontefice alla gente comune.


I testi, firmati da Marco Amerio, si uniscono alle musiche composte dallo stesso Laganà insieme a Gianfranco Grottoli e Andrea Vaschetti, mentre le voci sono quelle di Nico Calvano e Alessandro Arena. Un progetto artistico corale che mira a fissare nella memoria collettiva non solo la figura del Papa, ma anche il suo messaggio.

Il Cardinale Makrickas, nominato Arciprete il 4 luglio 2025 dopo un lungo percorso ecclesiastico e diplomatico — dalla Pontificia Accademia Ecclesiastica alla nomina ad Arcivescovo nel 2023 e Cardinale nel 2024 — ha mostrato vivo apprezzamento per il materiale ricevuto. Non a caso, il suo ruolo è stato determinante anche nella preparazione della tomba di Papa Francesco, segno di un legame profondo e diretto con il Pontefice.


Il gesto di Laganà, dunque, non è stato solo una consegna formale, ma un atto simbolico di restituzione e memoria. Un modo per affidare alla storia personale e collettiva ciò che è stato costruito negli anni attraverso la fede, l’arte e l’incontro umano.

Da qui nasce anche una speranza: che proprio nella Basilica di Santa Maria Maggiore, il 21 aprile 2026 — primo anniversario della scomparsa di Papa Francesco — possano risuonare le note di quei brani a lui dedicati. Sarebbe un modo semplice ma potente per ricordare un Papa che, come recitano i versi di Marco Amerio, è stato “come il vicino di casa cui chiedere il sale”.

Un’immagine che racchiude forse meglio di ogni altra l’essenza di un Pontefice capace di farsi prossimo, lasciando un segno indelebile nella storia e nel cuore di milioni di persone.




2 agosto 2020 - 2 agosto 2021: Un anno senza Ludovico

2 agosto 2020  - 2 agosto 2021: Un anno senza Ludovico
2 Agosto 2020 - 2 Agosto 2021: un anno senza Ludovico. Il ricordo di Ludovico Lombardo ad un anno dalla sua tragica scomparsa. Sempre nel cuore dei tuoi amici e sempre nel cuore dei roccellesi.

JEU SUGNU CALABRISI - Sigla ufficiale Musica Etnosong 2019 Premio Mia Martini

La vera storia dei nostri emigranti che, per motivi di lavoro, sono stati "costretti" a lasciare la Terra in cerca di lavoro ma col cuore rivolto SEMPRE nell'estremo lembo della "nostra" Penisola: la CALABRIA!

ROCCELLA JONICA VISTA DA GERACE

ROCCELLA JONICA VISTA DA GERACE
Foto di Angelo Lagana'

DUE STRAORDINARI SCATTI DI ANGELO LAGANA'

Un Lungomare così, a Reggio, non si vedeva da tanti tanti anni. Le Frecce Tricolori hanno richiamato in città decine di migliaia di persone da tutte le province calabresi e da gran parte della Sicilia. La via Marina, completamente chiusa al traffico in occasione della seconda “domenica sostenibile”, s’è gremita di circa 100.000 persone che nel pomeriggio hanno assistito incantate allo spettacolo dell’Air Show “Scilla & Cariddi” con l’esibizione delle celebri Frecce Tricolore.

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VINCENZO MILANO CI REGALA L'ECLISSI SOLARE VISTA DAL CASTELLO

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Oggi 20 marzo, nonostante le nuvole, abbiamo potuto assistere, dalle nove e mezza fino alle undici, all'eclissi di sole. Qui da noi il sole, "coperto" dall'ombra della luna, si è oscurato soltanto per il 41%. La prossima eclissi parziale avverrà nel 2026 mentre per avere un'altra eclissi solare totale dovremmo "attendere" fino al 2081.
Questo straordinario evento è stato filmato dal videomaker Vincenzo Milano del Laboratorio DreamLab Studio di Roccella Jonica dalla postazione della Torre di Pizzofalcone. Un video, montato e musicato con grande sapienza, capace di trasmettere un brivido di emozione.

FESTIVAL JAZZ: DALLA GRANDE ILLUSIONE ALL'IMPIETOSA REALTA'

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Il regalo di Natale del M°. Angelo Laganà

OLTRAGGIO ALLA CITTA'

OLTRAGGIO ALLA CITTA'
OLTRAGGIO ALLA CITTA'. Foto di Angelo Laganà


ECCO PERCHE' POCO PIU' DI UN ANNO FA PESTAVA I PUGNI SUL TAVOLO DEL CONVENTO DEI MINIMI

ECCO PERCHE' POCO PIU' DI UN ANNO FA PESTAVA I PUGNI SUL TAVOLO DEL CONVENTO DEI MINIMI
Quale sindaco mai oltre a lui stesso o a chi per lui avrebbe consentito una liquidazione cosi rapida a suo favore? Un ulteriore una tantum prelevato da un fondo "segreto e nascosto". Cari elettori meditate...Dedicato a tutte quelle associazioni che partecipano alle riunioni con l'amministrazione la quale puntualmente ricorda pressappoco cosi: "Non chiedete soldi perchè non ce ne sono!"

I VINCITORI DI ROCCELLA ON YOUTUBE

Tre straordinari video sono saliti sul podio in questa 2° edizione del Concorso curato da Mariagrazia Curciarello. Tre video, diversi fra loro, che li accomuna solo la volontà di valorizzare al massimo le risorse naturalistiche di Roccella Jonica, obiettivo riuscito appieno grazie alle idee che hanno sbizzarrito la fantasia degli autori, ma anche del montaggio del video, agli "attori" e agli ambienti.
Meritato primo posto per l'invenzione "Scirobetta" dal nome dei due cortiggiani del re Carafa che nel caldo estivo roccellese ha trovato rinfresco solo con questa speciale bibita a base dei nostri limoni... Simpaticissimi e bravissimi davvero tutti i ragazzini-attori che hanno recitato nel video. Con questo video credo che si mostra per la prima volta l'interno del nostro castello in via di restauro in rete. 10 e lode a Francesco Cappelleri, complimenti vivissimi.
Solo un'idea cosi innovativa poteva battere il vincitore dello scorso anno. Alessandro Neumann, dopo il simpaticissimo "U Pirozzu" con cui ha trionfato nella prima edizione, ha girato il secondo atto che si chiama "U tarantozzu" ed è ancora una volta uno strepitoso successo. Le suggestive immagini dal basso dei passi di taranta, dimostrano l'estro e il talento dell'autore che conferma molti dei protagonisti-attori de "U Pirozzu, che diventano delle vere e proprie macchiette. Non vedo già l'ora di vedere la terza parte il prossimo anno...
Da museo il terzo video classificato girato e montato da due giovani, Antonio Dimasi e Felice Guarneri, con lo zampino dei reperti "storici" fotografici dell'archivio dell'associazione "Roccella com'era". "Fra i ricordi di un passato" è la storia di due bambini che, attraverso stupende immagini del passato di Roccella Jonica che sembrano animarsi grazie agli effetti speciali degli autori, raccontano la vita di 50 anni fa del loro paese e alla fine, oggi, si chiedono... "Chissà come sarà fra 50 anni?" Bellissima colonna sonora e un invito a tutti di guardarlo, agli adulti per fargli rivivere meravigliose emozioni e ricordi e ai giovani per fargli scoprire la semplicità insieme al sorriso genuino che c'era una volta. Da pelle d'oca...
E adesso non ci resta che... ammirarli.

1° classificato Roccella on youtube "A SCIRUBETTA" di Francesco Cappelleri.

2° classificato Roccella on youtube "U TARANTOZZU" di Alessandro Neumann

3° classificato "FRA I RICORDI DI UN PASSATO" di Antonio Dimasi e felice Guarneri