Nel Consiglio Comunale chiamato a votare la conferma delle aliquote IMU per il 2026, abbiamo espresso un voto contrario, netto e motivato.
Di seguito pubblichiamo integralmente il nostro intervento, perché i cittadini hanno il diritto di sapere perché Roccella continua a essere trattata come un Comune in emergenza, con tasse al massimo e risultati al minimo.
Oggi siamo chiamati a votare la conferma delle aliquote IMU per l’anno 2026. La proposta che l’Amministrazione ci sottopone è, purtroppo, la fotografia di una gestione che ha deciso di adagiarsi sulla strada più comoda per le casse comunali, ma più faticosa per i cittadini: quella della pressione fiscale al massimo livello. Dopo l'addizionale all'IRPEF adottata al massimo, identica cosa avviene anche per l’Imu.
Analizzando i numeri del prospetto agli atti, il dato politico è che: per la stragrande maggioranza delle categorie, il Comune applica l’aliquota dell’1,06%. Parliamo del tetto massimo consentito dalla legge. Dagli immobili locati alle aree fabbricabili, dai negozi alle seconde case, ai cittadini di Roccella non viene risparmiato un solo centesimo di quanto legalmente possibile esigere.
"C'è un paradosso di fondo in questa delibera che dovrebbe far riflettere tutti noi. A volte, guardando queste cifre, viene da chiedersi a cosa serva la politica se il risultato finale è questo.
Adottare le aliquote massime su ogni singolo tributo, senza distinzioni e senza coraggio, è l'atteggiamento tipico di una gestione commissariale o di un Comune caduto in dissesto finanziario. Ma un commissario è un tecnico inviato dallo Stato per risanare i debiti: lui non ha una visione, non deve rispondere agli elettori, ha il solo compito di fare cassa.
Voi, invece, siete un'Amministrazione eletta. Il vostro compito dovrebbe essere quello di ottimizzare la spesa e fare scelte politiche per dare ossigeno all'economia locale. Se il vostro unico progetto è quello di comportarvi come dei commissari liquidatori, applicando una tassazione d'emergenza a un paese che non dovrebbe essere in emergenza, allora state ammettendo il vostro fallimento.
Se Roccella non è ufficialmente in dissesto, perché i cittadini vengono trattati come se lo fosse? Appiattirsi sui massimi di legge non è politica, è ragioneria applicata senza anima: la differenza tra voi e un tecnico del Ministero è solo una, ovvero che il tecnico non fa propaganda, mentre voi chiedete sacrifici da 'Comune fallito' per finanziare i vostri salotti privati, i vostri clientelismi e le vostre opere pubbliche sbagliate."
E qui sorge la domanda che il gruppo "Roccella in Comune" pone con forza: dove finiscono questi soldi?
Una pressione fiscale così elevata sarebbe giustificabile solo a fronte di servizi d’eccellenza. Ma la realtà che i cittadini vivono ogni giorno racconta una storia diversa. Roccella è ferma. I servizi ordinari sono scadenti, la manutenzione del territorio è nulla e sembra che questa Amministrazione non sia capace di progettare niente che non dipenda da un finanziamento esterno.
Non ci sono investimenti nello sviluppo, non ci sono nuove opportunità per i giovani, non c'è una visione di crescita che giustifichi questo sacrificio economico chiesto alle famiglie. State chiedendo ai roccellesi di pagare tasse da "Comune di serie A" per ricevere in cambio servizi da "Comune in dismissione". Un Comune che si sta spopolando, i giovani partono scoraggiati da scelte politiche basate sul clientelismo e non nella meritocrazia, un paese che vede chiudere ogni giorno le serrande di attività commerciali, con un Corso e una piazza fantasma.
Un amministrazione completamente distratta, avete attivato un senso unico inutile in via Garibaldi quando bastava fare rispettare il divieto di sosta esistente. E lo avete attivato proprio quando nel paese c'erano i lavori stradali, creando il caos.
"Volete il massimo delle tasse? Allora pretendiamo il massimo della competenza. Invece oggi paghiamo i vostri errori: Paghiamo le piastrelle scivolose di Via XXV Aprile, messe male.Non ce n'è una in piano con un'altra! Paghiamo un lungomare sud che diventa una piscina perché qualcuno ha dimenticato le pendenze.
Paghiamo 900.000 euro per un dragaggio fatto contro natura, spostando sabbia che il mare vi restituirà con gli interessi tra tre mesi, mentre la costa a sud del Cavone scompare.
Voi non fate amministrazione, fate propaganda costosa. La nostra proposta è chiara: abbassare le tasse a chi tiene accesa una vetrina al sabato sera e smetterla di usare Roccella come un laboratorio per esperimenti di ingegneria sbagliata.”
Invece di confermare da prassi le aliquote massime, come fosse normale, quando normale invece non lo è, proponiamo una variazione basata su tre indicazioni:
1. IMU Agevolata per il Commercio ossia l'aliquota 0,76% (il minimo trattenuto dallo Stato, azzerando la quota comunale) per:
Nuove aperture ma anche per le attività commerciali che non superano i redditi di sopravvivenza, e per i proprietari che abbassano il canone di affitto ai commercianti
2. Istituzione del "Fondo Garanzia Opere a Regola d'Arte". Visti i disastri di Via XXV Aprile e del Lungomare Sud, proponiamo che una quota dei proventi IMU venga vincolata a un fondo speciale per la manutenzione straordinaria e il rifacimento delle opere eseguite male.
3. Trasparenza sui Fondi per il Porto.
Riguardo al dragaggio da 900.000 euro proponiamo l'istituzione di una Commissione Consiliare di Vigilanza che monitori l'efficacia del ripascimento.
È inaccettabile spostare la sabbia a pochi metri per vederla tornare in imboccatura alla prima mareggiata.
Chiediamo che le future operazioni di dragaggio siano programmate in base a studi sedimentologici seri e non "durante le mareggiate", per evitare che il denaro pubblico finisca letteralmente in fondo al mare.
In definitiva, questa Amministrazione ha fallito due volte.
Ha fallito la prima volta nel merito della sua azione: perché non fate nulla che vada incontro ai bisogni reali dei cittadini, delle famiglie che faticano ad arrivare a fine mese e delle attività commerciali che sono il cuore pulsante – ormai agonizzante – di Roccella. Avete scelto di essere esattori implacabili ma amministratori assenti.
E avete fallito la seconda volta nel metodo: perché siete talmente chiusi nella vostra arroganza da non saper più ascoltare. Non ascoltate le esigenze della gente, non ascoltate i consigli di chi vive il territorio e non accettate il confronto critico, preferendo rifugiarvi nelle vostre verità di facciata.
Chi governa con arroganza finisce per restare solo, circondato da opere pubbliche scadenti e da un paese che non riconosce più. Noi non saremo complici di questo declino. Continueremo a dar voce a quella Roccella che non frequenta i vostri 'circoli privati', ma che ogni giorno deve fare i conti con le vostre tasse al massimo e i vostri servizi al minimo."