di Vito Pirruccio
La volgarità del miliardario megalomane Trump non risparmia nessuno. Era, però, lontanamente ipotizzabile ascoltare dalla bocca del rappresentante della più grande potenza mondiale parole offensive e blasfeme nei confronti del Papa e di qualsiasi altra autorità religiosa.
Nei confronti di Leone XIV, guida e capo della Chiesa Universale di Cristo con 1 miliardo e 406 milioni di fedeli in tutto il mondo, abbiamo ascoltato parole incise a chiare lettere sul marmo della vergogna della Storia: “Se io non fossi alla Casa Bianca, lui non sarebbe in Vaticano” … “Papa Leone è debole sul crimine, pessimo in politica estera”…. E, a chiudere la giornata delle offese, il post, poi cancellato, con l’immagine generata dall’Intelligenza Artificiale del presidente americano trasformato in Gesù Cristo. Vergogna! La vergogna più assoluta.
L’indignazione delle autorità politiche del mondo libero e di tutte le persone di buon senso la trovo scontata, tanto è ripugnante un essere indefinibile che si lascia andare ad ogni piè sospinto alle più bieche espressioni che recano offesa alla dignità di chi, anche inavvertitamente, si pone in ascolto.
Ma c’è dell’altro che mi lascia sgomento.
In questi anni turbolenti sui confini dell’Europa, in Medio Oriente e in tante altre parti del mondo, divenuti esplosivi dopo l’ascesa alla presidenza americana del tycoon (Parola giapponese che ha più significati, tra questi "grande signore", ma che nel nostro caso di “signore” non ha nulla), si è scesi in piazza per/contro quasi tutto. In particolare, si è molto e giustamente protestato contro il genocidio palestinese; molto di meno per l’invasione imperialista dei russi in Ucraina.
Rimango, però, basito nel non vedere scendere in piazza e sventolare la protesta contro il Trump aggressore del Papa né i resistenti per la libertà di qualsiasi colore politico e culturale né i cattolici, messi questa volta, tramite il Pontefice, in cima allo stigma trumpiano.
Dove sono i manifestanti indignati per le offese di Trump a Leone XIV? Dov’è quell’esercito pacifico di un miliardo e mezzo di cattolici disseminato sui cinque continenti? Non meritava Leone XIV la sua “Flotilla umana” nelle piazze del mondo ad iniziare da quelle americane?
Meritava e merita certamente l’indignazione di massa l’oltraggio reso al Papa che sa rispondere, però, a muso duro all’arrogante miliardario: “Non ho paura di lui, io non faccio politica ma parlo del Vangelo … Non penso che il messaggio del Vangelo debba essere abusato nel modo in cui alcune persone stanno facendo”.
Leone XIV parla con le parole del Vangelo che sono spade che non si piegano all’arroganza e al potere della forza. Ma c’è l’arma dell’indignazione di massa che in questa fase, come nei confronti dell’aggressione russa all’Ucraina, inspiegabilmente viene tenuta nella custodia.
Mi aspettavo che la spada dell’esercito pacifista scintillasse a protezione dell’uomo che ha adottato accanto al motto lo stemma tratto dall’immagine della conversione di Sant’Agostino: "Vulnerasti cor meum Verbo tuo", "Hai trafitto il mio cuore con la tua Parola".
Si è, ancora, in tempo per farlo.










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