A Caulonia il voto decisivo evita il commissariamento del Comune, ma a lasciare il segno è l’applauso della maggioranza dopo l’attacco alla consigliera di opposizione Luana Franco: un comportamento che solleva perplessità sul rispetto del confronto politico.
Nonostante in Consiglio comunale a Roccella Jonica chi vi scrive abbia già molte questioni da affrontare — con un sindaco che sulle menzogne sembra imbattibile e una maggioranza ormai assuefatta a un sistema di potere che dura da 27 anni — e nonostante il fango che ciclicamente si tenta di gettarmi addosso, oltre alle diverse occasioni in cui il “regime” del sindaco mi ha tolto la parola, oggi voglio riferire un episodio accaduto nell’ultimo Consiglio comunale di Caulonia.
Un Consiglio comunale da record per durata: ben cinque ore, conclusosi con un accordo politico che ha consentito l’approvazione del bilancio di previsione. È noto a tutti che a Caulonia la maggioranza non esiste più da tempo: tra dimissioni e passaggi all’opposizione, gli equilibri si sono completamente sgretolati. Per evitare il commissariamento dell’ente è stato necessario il voto dell’ex vicesindaco — oggi formalmente all’opposizione — che con il suo sostegno ha di fatto consentito il salvataggio della maggioranza.
Non voglio entrare nei dettagli della vicenda politico-amministrativa di Caulonia, certamente complessa e articolata. Voglio invece soffermarmi su un episodio che considero profondamente inopportuno e poco edificante per il confronto democratico.
Tra i banchi dell’opposizione a Caulonia siede la dott.ssa Luana Franco, leader del gruppo Rinnoviamo Caulonia, che con coerenza e competenza svolge il proprio ruolo di critica alla maggioranza e di proposta alternativa, sostenuta dal suo gruppo. È proprio questa capacità di argomentare con chiarezza le criticità dell’azione amministrativa che la rende una figura temuta dalla maggioranza.
Non è un caso che la consigliera Franco sia stata anche protagonista di una vicenda finita in tribunale, relativa a una frase sessista che sarebbe stata pronunciata nei suoi confronti da un consigliere, episodio finito sui giornali e tuttavia minimizzato dalla maggioranza.
Vengo ora al fatto accaduto nell’ultimo Consiglio comunale.
Il consigliere Lancia aveva appena annunciato il suo voto favorevole al bilancio, determinante per salvare la maggioranza, quando prende la parola il consigliere Marziano — dello stesso schieramento della consigliera Franco — che esprime apertamente il proprio disappunto per quello che ha definito un comportamento da “salvagente” nei confronti della maggioranza.
Subito dopo interviene nuovamente il dott. Lancia, complimentandosi con Marziano per il suo intervento e affermando che è proprio così che si dovrebbe fare opposizione. Un passaggio che è apparso chiaramente come una sorta di lezione rivolta alla consigliera Franco, alla quale poco prima era stato rimproverato di non trovare consenso in nessun raggruppamento politico e di essere rimasta sola.
Ma l’aspetto più sconcertante è stato un altro: all’affondo del consigliere Lancia nei confronti della consigliera Franco — proprio lui che pochi minuti prima aveva consentito alla maggioranza di salvarsi — è seguito l’applauso compatto dei banchi della maggioranza.
Un applauso ambiguo, che è apparso a molti come un evidente segnale di ringraziamento nei confronti del consigliere Lancia per il voto determinante con cui ha consentito alla maggioranza di superare il passaggio più delicato del bilancio. Allo stesso tempo, quell’applauso è sembrato assumere il tono di un messaggio provocatorio indirizzato alla consigliera Franco, quasi a voler sottolineare e amplificare l’attacco politico che pochi istanti prima le era stato rivolto in aula.
Un gesto che lascia inevitabilmente perplessi e che difficilmente contribuisce ad elevare il livello del confronto istituzionale all’interno di un Consiglio comunale, luogo che dovrebbe essere dedicato al rispetto reciproco e al dibattito democratico.
Per questo motivo, dopo aver già espresso solidarietà alla consigliera Luana Franco per la frase sessista emersa nel precedente Consiglio comunale, rinnovo ancora una volta la mia vicinanza e il mio incoraggiamento a proseguire con determinazione nel suo impegno politico, anche di fronte a comportamenti e atteggiamenti che anch'io, purtroppo, conosco bene e che certamente non contribuiscono a dare una buona immagine delle istituzioni.
Perché chi svolge con serietà il ruolo di opposizione, ponendo domande, sollevando problemi e chiedendo chiarezza, non dovrebbe mai essere isolato o deriso, ma rappresentare una risorsa per la qualità della vita democratica di un Consiglio comunale.
La politica dovrebbe vivere di confronto, non di applausi di scherno. E quando un’aula istituzionale applaude per colpire qualcuno invece che per riconoscere un merito, non è l’opposizione a uscire indebolita, ma è la dignità stessa dell’istituzione a uscirne mortificata.















