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lunedì 20 aprile 2026

Immacolata Iervasi nel nuovo videoclip di Mimmo Cavallaro: il battito della Calabria tra memoria e futuro

Dalla passione per la musica popolare calabrese al set di “Nchianu a Gozza”: la giovane musicista roccellese protagonista di un’esperienza intensa tra memoria, identità e futuro.



C’è un filo invisibile ma fortissimo che lega la tradizione al presente, ed è lo stesso che nei giorni scorsi ha condotto Immacolata Iervasi sul set dell’ultimo videoclip di Mimmo Cavallaro, intitolato "Nchianu a Gozza".

Per chi segue da tempo questo blog, Immacolata non è certo una sorpresa. Più volte abbiamo raccontato la sua straordinaria passione per la musica popolare calabrese, la sua capacità di suonare con naturalezza gli strumenti simbolo della tarantella – dall’organetto al tamburello – e soprattutto il suo impegno nel trasmettere questo patrimonio ai più giovani.



Ed è proprio questo amore autentico per la tradizione che l’ha portata a vivere un’esperienza tanto significativa quanto emozionante: la partecipazione alle riprese del nuovo videoclip di Cavallaro, uno dei principali interpreti della musica etnica calabrese contemporanea.

"Nchianu a Gozza" è molto più di una semplice tarantella. È un racconto musicale che attraversa i ricordi, i legami affettivi e una delle ferite più profonde del nostro tempo: lo spopolamento dei borghi del Sud Italia.



Tra suoni ancestrali e immagini evocative, il brano restituisce l’anima di una Calabria che resiste, che si racconta e che continua a vivere attraverso chi ne custodisce la memoria. 

Le terre che si svuotano, il silenzio che prende il posto delle voci, diventano nel videoclip una narrazione intensa e profondamente identitaria.

In questo contesto così ricco di significato, la presenza di Immacolata Iervasi acquista un valore ancora più profondo. Non solo musicista, ma anche guida e punto di riferimento per tanti giovani appassionati.



Al suo fianco, in questa esperienza, il compagno Vincenzo Tropeano e soprattutto i suoi piccoli allievi: un gruppo sempre più numeroso di bambini e ragazzi che, grazie al suo impegno, stanno riscoprendo la bellezza della musica popolare.

Una vera e propria “scuola di tradizione” che negli anni ha già regalato momenti emozionanti anche a Roccella, come le esibizioni nel suggestivo Chiostro della Chiesa di San Giuseppe, dove le note dell’organetto e il ritmo dei tamburelli hanno saputo incantare il pubblico.


Partecipare al videoclip di Cavallaro, insieme a un folto gruppo di figuranti e musicisti – tra cui anche collaboratori di rilievo come Gabriele Albanese – rappresenta per Immacolata non solo un traguardo personale, ma anche il riconoscimento di un percorso costruito con passione, sacrificio e autenticità.


Quella vissuta da Immacolata è  la dimostrazione concreta di come le tradizioni sono un patrimonio vivo, capaci di rinnovarsi e parlare alle nuove generazioni.

Nel suo percorso, nella sua musica e nel suo impegno quotidiano con i giovani, c’è tutta la forza di una Calabria raccontata attraverso i suoni, i gesti e le storie di chi la ama davvero.

E questo videoclip, ormai prossimo all’uscita su tutte le piattaforme digitali, si preannuncia come un prodotto artistico di grande valore, una testimonianza autentica di identità, memoria e appartenenza.

E dentro quelle immagini, dentro quella musica, c'è anche il cuore di una giovane musicista roccellese che, con semplicità e passione, continua a tenere acceso il fuoco della nostra tradizione.



domenica 19 aprile 2026

Roccella riscopre le sue radici: viaggio nella storia della Chiesa di San Giuseppe con il prof. Antonio Simone


Un incontro partecipato e ricco di contenuti ha guidato cittadini e professionisti alla scoperta della Chiesa di San Giuseppe, del convento francescano e dell’antico cimitero risalente all’epoca dei Carafa, tra memoria, testimonianze e passione per la storia locale.



Questa mattina a Roccella si è vissuto un momento di autentica crescita culturale grazie all’iniziativa del prof. Antonio Simone, storico roccellese e presidente dell'associazione "Roccella com'era", che ha promosso un incontro dedicato alla riscoperta delle radici della nostra comunità.

Protagonista dell’approfondimento è stata la Chiesa di San Giuseppe con l’annesso convento dei Frati Minori Francescani, luogo ricco di storia e memoria. 


Un sito che nel corso dei secoli ha assunto un ruolo centrale nella vita del paese, diventando anche area cimiteriale sin dai tempi dei principi Carafa di Roccella. 

Le testimonianze ancora visibili – dalle lapidi alle fotografie storiche – raccontano le trasformazioni di questo spazio, restituendoci uno spaccato vivido della nostra identità collettiva.


Attraverso un racconto preciso, appassionato e coinvolgente, il prof. Simone ha saputo guidare i presenti in un vero e proprio viaggio nel tempo, permettendo a tutti di comprendere più a fondo il valore storico e culturale di questi luoghi.

Un sentito ringraziamento al prof. Antonio Simone per la competenza, la passione e la disponibilità con cui ha reso possibile questo momento di condivisione. 

Iniziative come questa rappresentano un’occasione preziosa per trasmettere e custodire la memoria del nostro paese, rafforzando il legame con le nostre radici e con la storia che ci appartiene.

Segnalare per cambiare: contro l’immobilismo, dalla parte dei cittadini


Denunciate inefficienze e disattenzioni dell’amministrazione: dalle strade dissestate al dragaggio del porto, fino agli scarichi del depuratore. Un impegno costante per trasformare le segnalazioni in soluzioni concrete e restituire dignità al paese.



L'altissimo gradino di sabbia che la mareggiata ha causato nel luogo dove è stato effettuato il
Ripascimento di fronte al porto (con la sabbia di risulta dal Dragaggio). Sabbia riportata là dove era stata tolta rendendo inutili lavori e buttando al vento soldi pubblici.

Purtroppo la minoranza non ha il potere di intervenire direttamente per risolvere le problematiche del paese e rispondere alle esigenze più urgenti della comunità. Esigenze che, troppo spesso, vengono ignorate da chi amministra, ormai assuefatto dopo trent’anni di gestione più orientata alla propaganda che alla concretezza.

Il mio ruolo, però, non è quello di restare in silenzio. Si può — e si deve — segnalare, denunciare, portare alla luce negligenze e criticità. Ogni volta si deve valutare lo strumento più efficace: segnalazioni formali, interrogazioni, richieste di accesso agli atti, esposti agli enti competenti. L’obiettivo è sempre lo stesso: ottenere risposte e, soprattutto, soluzioni.

Negli ultimi mesi lo si è fatto più volte.

Sulle strade delle contrade, ridotte a un colabrodo, siamo  intervenuti segnalando una situazione gravissima. Il risultato? Un semplice nastro di plastica a segnalare un guard-rail franante sulla strada per il Mancino. Un nastro che, dopo appena un giorno, era già strappato. E intanto le buche restano lì, pericolose e sempre più profonde.

Sul dragaggio del Porto delle Grazie, finanziato con ben 900 mila euro, abbiamo sollevato dubbi precisi: il ripascimento, secondo indicazioni tecniche, andava effettuato dal Cavone verso sud, non a ridosso del porto come inizialmente fatto. La realtà ci ha dato ragione: una mareggiata ha riportato in mare — proprio davanti all’imboccatura del porto — tutta la sabbia appena posizionata. Soldi pubblici letteralmente buttati a mare.

Abbiamo quindi presentato richiesta di accesso agli atti. E guarda caso, subito dopo, i lavori sono stati corretti e il ripascimento è partito dal Cavone verso sud.

Un’altra segnalazione ha riguardato il depuratore e lo scarico delle acque reflue in contrada Canne. Andando a verificare di presenza ho riscontrato una situazione preoccupante: il tubo che doveva convogliare le acque a largo non esisteva più, abbandonato sulla spiaggia, mentre lo scarico avveniva a cielo aperto. Senza clamore mediatico, ho segnalato agli organi competenti. Dopo pochi giorni, tornando sul posto, ho trovato una situazione diversa: acque visibilmente più pulite e uno scarico ripristinato tramite tubo.

Questo dimostra una cosa: segnalare serve.

Ma non è facile. Siamo di fronte a un muro. A due visioni completamente opposte: da una parte chi vive di annunci e propaganda, dall’altra chi vuole risposte concrete e soluzioni reali.

Noi non ci tiriamo indietro. Sentiamo forte la responsabilità verso questa comunità. Perché tacere significherebbe diventare complici.

Per questo rivolgo un appello sincero a tutti i cittadini: alzate la testa, ritrovate l’orgoglio, partecipate. Solo insieme possiamo trasformare questo paese in un luogo normale, dove i problemi si affrontano e si risolvono, e dove torna a vivere quel senso di appartenenza che oggi sembra smarrito.


sabato 18 aprile 2026

Il dottor Rocco Colombo, medico di vocazione e uomo di profonda umanità


Professionista stimato e padre amorevole, ha vissuto la medicina come servizio e missione. Il ricordo di una persona concreta, riservata e autentica, che ha lasciato un segno indelebile nella sua famiglia e in quanti lo hanno conosciuto.


Ci sono persone che non hanno bisogno di tante parole per lasciare un segno.

Il dottor Rocco Colombo è stato una di queste.

Medico per vocazione prima ancora che per professione, ha vissuto la sua missione con discrezione, serietà e senso del dovere. Non era uomo di grandi discorsi, ma di fatti concreti: di mani tese, di presenza silenziosa, di lavoro quotidiano svolto con responsabilità e umanità.

Nel suo cammino professionale ha incarnato quel modo autentico di essere medico che non si limita alla cura della malattia, ma si prende carico della persona. Un riferimento sicuro per tanti, un professionista che ha saputo farsi stimare per la sua competenza e, soprattutto, per la sua correttezza.

Ma accanto al medico c’era l’uomo.

Un uomo riservato, essenziale, capace di comunicare più con i gesti che con le parole. Un padre presente, punto fermo per la sua famiglia, che ha saputo trasmettere valori solidi, esempi concreti, amore sincero.

Tra le sue passioni, la fotografia: uno sguardo attento sul mondo, forse il riflesso più autentico del suo modo di essere. Osservare, cogliere l’essenziale, fermare attimi di vita senza bisogno di protagonismo.

Oggi lo salutiamo con rispetto e gratitudine.

Resta il ricordo di un uomo perbene, di un professionista serio, di un padre amorevole.

Desidero esprimere la mia particolare e sentita vicinanza alla moglie, Vanda Surace, e ai figli Annalisa, Giuseppe e Marta, ai quali mi lega un sincero e profondo sentimento di affetto.

Ai familiari tutti – ai nipoti, ai parenti e a quanti gli hanno voluto bene – giungano le più sentite condoglianze, con la consapevolezza che il bene seminato dal dottor Colombo continuerà a vivere nei cuori di chi lo ha conosciuto.

I funerali si terranno sabato 18 aprile alle ore 16:00 presso la chiesa di San Nicola ex Aleph in Roccella Jonica, partendo dalla sua abitazione.

In questo momento di dolore, affidiamo la sua anima alla misericordia di Dio.

Signore, accoglilo nella Tua pace, donagli il riposo eterno e fa’ che la luce perpetua illumini il suo cammino.


venerdì 17 aprile 2026

Angelo Laganà a Santa Maria Maggiore: memoria, fede e musica nel segno di Papa Francesco


Il maestro musicista racconta la consegna delle lettere al Cardinale Rolandas Makrickas e l’omaggio artistico dedicato al Pontefice, con l’auspicio di un ricordo musicale nel primo anniversario della scomparsa.


Un’esperienza intensa, carica di significato umano, spirituale e artistico. È quella vissuta dal maestro musicista Angelo Laganà il 15 aprile scorso, quando si è recato a Roma, presso la Basilica di Santa Maria Maggiore, con un obiettivo preciso: consegnare una preziosa documentazione epistolare legata al suo rapporto con Papa Francesco.


Ad accoglierlo è stato il Cardinale Rolandas Makrickas, Arciprete della Basilica papale, figura centrale nella gestione di uno dei luoghi simbolo della cristianità e profondamente legata allo stesso Pontefice. Proprio nella Basilica Liberiana, infatti, riposa Papa Francesco, rendendo ancora più significativo il gesto compiuto dal maestro.

La busta consegnata conteneva anni di corrispondenza con il Santo Padre, testimonianza di un legame autentico, costruito nel tempo, fatto di parole, attenzione e sensibilità. Un patrimonio umano che Laganà ha voluto affidare direttamente a chi oggi custodisce anche la memoria viva del Pontefice.



Nel corso della visita, il maestro ha avuto modo di incontrare anche il dottor Roberto Romano, economista di lungo corso, già Segretario Generale dei Musei Vaticani e figura di primo piano nella valorizzazione del patrimonio artistico vaticano. Anche nelle sue mani è stata affidata parte del materiale, inclusi i CD contenenti le opere musicali dedicate a Papa Francesco.


Ed è proprio la musica uno degli elementi più toccanti di questa storia. Angelo Laganà ha infatti dedicato al Santo Padre tre lavori discografici: il primo in occasione degli 80 anni di Papa Francesco; gli altri due in occasione dei dieci anni di pontificato, con le canzoni-inno “PAPA FRANCESCO, UNO DI NOI” e “EL PAPA DE HOY”. Due brani che raccontano, anche attraverso il linguaggio universale della musica, la straordinaria vicinanza umana del Pontefice alla gente comune.


I testi, firmati da Marco Amerio, si uniscono alle musiche composte dallo stesso Laganà insieme a Gianfranco Grottoli e Andrea Vaschetti, mentre le voci sono quelle di Nico Calvano e Alessandro Arena. Un progetto artistico corale che mira a fissare nella memoria collettiva non solo la figura del Papa, ma anche il suo messaggio.

Il Cardinale Makrickas, nominato Arciprete il 4 luglio 2025 dopo un lungo percorso ecclesiastico e diplomatico — dalla Pontificia Accademia Ecclesiastica alla nomina ad Arcivescovo nel 2023 e Cardinale nel 2024 — ha mostrato vivo apprezzamento per il materiale ricevuto. Non a caso, il suo ruolo è stato determinante anche nella preparazione della tomba di Papa Francesco, segno di un legame profondo e diretto con il Pontefice.


Il gesto di Laganà, dunque, non è stato solo una consegna formale, ma un atto simbolico di restituzione e memoria. Un modo per affidare alla storia personale e collettiva ciò che è stato costruito negli anni attraverso la fede, l’arte e l’incontro umano.

Da qui nasce anche una speranza: che proprio nella Basilica di Santa Maria Maggiore, il 21 aprile 2026 — primo anniversario della scomparsa di Papa Francesco — possano risuonare le note di quei brani a lui dedicati. Sarebbe un modo semplice ma potente per ricordare un Papa che, come recitano i versi di Marco Amerio, è stato “come il vicino di casa cui chiedere il sale”.

Un’immagine che racchiude forse meglio di ogni altra l’essenza di un Pontefice capace di farsi prossimo, lasciando un segno indelebile nella storia e nel cuore di milioni di persone.



giovedì 16 aprile 2026

Ambulanza incastrata in via Picatari: un problema noto che mette a rischio i soccorsi



Ancora una volta, questa sera, un’ambulanza del 118 è rimasta incastrata lungo la salita di via Picatari, ben prima dello sbocco su via Garibaldi. Un episodio grave che riporta all’attenzione una criticità già più volte segnalata e mai risolta.

Solo grazie al tempestivo intervento di alcuni residenti presenti sul posto si è riusciti a evitare il peggio: utilizzando anche un palo di ferro, hanno aiutato l’autista a liberare il mezzo, costretto poi a effettuare una difficile manovra in retromarcia per uscire dalla strettoia.



Un fatto che poteva avere conseguenze ben più serie, considerando che si trattava di un mezzo di emergenza, e che invece conferma una situazione ormai non più tollerabile.

A determinare questi episodi contribuisce anche un’errata indicazione dei percorsi: Google Maps segnala infatti via Picatari come la strada più breve per raggiungere via Garibaldi e le vie limitrofe, come via Alì, inducendo così anche i mezzi di soccorso a imboccare un tratto che, nei fatti, non è idoneo al transito.

Tuttavia, il nodo principale resta legato alle condizioni della sede stradale. Alla fine della salita è presente una sporgenza eccessiva, dovuta a una discutibile realizzazione della pavimentazione in pietra del centro storico, che provoca sistematicamente l’incastro dei mezzi.

Non si tratta, infatti, di un caso isolato: già in passato altre ambulanze sono rimaste bloccate nello stesso punto. E il problema riguarda anche i cittadini: sono numerose le autovetture che quotidianamente strisciano con la parte inferiore, danneggiando spesso la coppa dell’olio.

Piccole criticità solo in apparenza, ma che nella realtà producono disagi concreti, danni economici e, soprattutto, rischi per la sicurezza, rallentando anche interventi di emergenza che dovrebbero essere rapidi ed efficaci.

Per questo motivo, richiediamo e sollecitiamo la rimozione del problema una volta per tutte, attraverso un intervento immediato e risolutivo che metta in sicurezza il tratto interessato, garantendo la piena accessibilità e prevenendo il ripetersi di episodi come quello accaduto questa sera.

Serena: Il sorriso come bussola, la vita come missione.

Con grande dispiacere sono qui a ricordare una straordinaria insegnante ma anche onorare una donna che ha fatto della sua vita una missione di servizio e bellezza. 

Serena Bruzzese aveva 47 anni, un’età in cui si è nel pieno del cammino, eppure la traccia che ha lasciato è già profonda e indelebile.



Nello scautismo, che ha amato e vissuto con la promessa nel cuore, si impara che non si è scout per un giorno, ma per sempre: Semel Scout, Semper Scout. E Serena è stata una vera esploratrice dell'animo umano. 
Come insegnante, non ha solo trasmesso nozioni, ma ha 'preparato lo zaino' ai suoi studenti, insegnando loro a guardare oltre l'orizzonte, a non temere le salite e a cercare sempre, come diceva Baden Powell, il lato bello di ogni cosa.
Il suo sorriso, che oggi portiamo con noi, era la sua bussola. Anche nei momenti difficili, lei sapeva trovare il sentiero. Ora che ha raggiunto la sua vetta più alta, a chi ha avuto l'onore di conoscerla resta il compito di non disperdere la sua luce. Resta l'impegno di vivere con la stessa autenticità, lasciando il mondo un po' migliore di come lo abbiamo trovato, proprio come ha fatto lei.
Per chi volesse rivolgerle l'ultimo saluto, i funerali si terranno venerdì 17 aprile 2026 alle ore 16:00, presso la Chiesa Matrice di Roccella Ionica. Serena sarà esposta in chiesa dalle ore 15:30 per un momento di raccoglimento.
Cara Serena, professoressa e sorella scout, il tuo viaggio non finisce qui. Continuerai a camminare nei pensieri dei tuoi ragazzi e nel cuore di chi ha avuto la fortuna di percorrere un tratto di strada al tuo fianco.
Signore, accogli l'anima benedetta di Serena nella Tua pace infinita. Concedile di camminare sui sentieri del Tuo Regno, dove non c'è più dolore ma solo gioia eterna. Veglia sulla sua famiglia e dona loro il conforto della speranza, sapendo che Serena vive ora nella luce del Tuo amore.
Buona Strada, Serena. Il tuo sorriso è la nostra mappa.


mercoledì 15 aprile 2026

Roccella Jonica fiera della dottoressa Rosanna Lia, nuovo primario di Pediatria a Locri

Accogliamo con grande soddisfazione e orgoglio la notizia della nomina della dottoressa Rosanna Lia a primario del reparto di Pediatria dell’Ospedale di Locri.


Un incarico prestigioso che rappresenta il giusto riconoscimento di un percorso professionale costruito con impegno, studio e dedizione costante. 

Nel corso degli anni, la dottoressa Lia ha maturato una significativa esperienza in ambito pediatrico, neatologico e la cura del diabete infantile, distinguendosi per competenza e spirito di servizio.

Ma ciò che rende ancora più significativo questo traguardo è il profilo umano che accompagna quello professionale. Perché essere medico, e in particolare medico dei più piccoli, significa saper unire preparazione scientifica e sensibilità, capacità di ascolto e vicinanza alle famiglie. Qualità che la dottoressa Lia ha sempre dimostrato nel suo lavoro quotidiano.

La sua nomina rappresenta non solo un successo personale, ma anche un motivo di orgoglio per tutta la nostra comunità, che vede riconosciuto il valore di una propria concittadina in un ruolo così delicato e importante.

A Rosanna Lia giungano i più sinceri complimenti e gli auguri di buon lavoro, certi che saprà svolgere questo incarico con la stessa passione, umanità e professionalità che hanno caratterizzato il suo percorso fino ad oggi.

Roccella Jonica è fiera di lei.

Parco giochi di via Zirgone nel degrado: presentata interrogazione consiliare


Un’area pubblica abbandonata e pericolosa, lasciata aperta nonostante i rischi: chieste risposte immediate all’Amministrazione.



Ancora una volta siamo costretti a denunciare una situazione di grave degrado e totale abbandono che riguarda uno spazio pubblico destinato ai più piccoli.

Il parco giochi di via Zirgone, che dovrebbe rappresentare un luogo sicuro di incontro e svago per bambini e famiglie, oggi si presenta in condizioni inaccettabili. L’area è invasa da erbacce alte e vegetazione incolta, segno evidente di una manutenzione assente da tempo.



I giochi per bambini sono ormai logorati: il legno risulta completamente usurato e fradicio, con il rischio concreto di cedimenti o infortuni. A ciò si aggiunge una situazione ancora più grave legata all’impianto di illuminazione, che non solo non funziona, ma presenta fili scoperti, con evidenti pericoli per chiunque acceda all’area.

Non mancano ulteriori elementi di rischio: tra la vegetazione è stato individuato anche un pezzo di ferro sporgente, nascosto e quindi ancora più insidioso, che rappresenta un serio pericolo soprattutto per i bambini.


A rendere il tutto ancora più paradossale è il fatto che il cancello di ingresso risulta aperto, lasciando intendere che il parco sia regolarmente accessibile al pubblico, nonostante le condizioni pessime e pericolose in cui versa.


Uno spazio che dovrebbe essere simbolo di cura e attenzione verso l’infanzia è stato invece lasciato al degrado, diventando nel tempo anche luogo di frequentazioni improprie, lontane dalla sua funzione originaria.


Per queste ragioni, la Consigliera comunale Agnese Zajac, del movimento “Roccella in Comune – Prima le persone”, ha presentato un’interrogazione all’Assessore all’Ambiente, indirizzata anche al Presidente del Consiglio comunale e al Segretario comunale.

Con tale atto si chiede all’Amministrazione di chiarire le ragioni di questo stato di abbandono, se sia a conoscenza delle criticità evidenziate e soprattutto quali interventi urgenti intenda mettere in campo per ripristinare condizioni di sicurezza e decoro.


È stata inoltre richiesta chiarezza sui tempi di intervento, perché non è più tollerabile che un’area pubblica, frequentata da bambini, venga lasciata in una situazione di tale pericolosità.

Allo stesso tempo, è stato posto un punto fermo: se non si è in grado di garantire nell’immediato condizioni minime di sicurezza, il parco deve essere chiuso al pubblico, per evitare che possa trasformarsi in un luogo di rischio per i cittadini.

Continueremo a vigilare e a sollecitare interventi concreti, perché la sicurezza dei bambini e il decoro degli spazi pubblici non possono essere considerati aspetti secondari.




Borgo Carafa: la valorizzazione che esiste solo sulla carta


Cartellonistica, annunci e accordi: ma nei fatti il centro storico resta chiuso, abbandonato e inaccessibile.




Da qualche anno, in diverse zone del paese, sono stati installati cartelli turistici che indicano percorsi e luoghi del cosiddetto Borgo Carafa. 

Una narrazione costruita con cura, rafforzata negli ultimi tempi anche da annunci e accordi, per promuovere l’immagine del nostro centro storico.

Peccato che questa “valorizzazione” resti confinata sulla carta, nei comunicati e nei computer.

La realtà è ben diversa.

La maggior parte dei luoghi indicati nella cartellonistica è chiusa, privata, abbandonata o in condizioni di degrado. 

Non esiste un percorso realmente fruibile. Non esiste un sistema organizzato di accesso. Non esiste una vera esperienza turistica.

Ad oggi, oltre la Chiesa del Borgo e la Chiesa di San Giuseppe, non c’è praticamente nulla di visitabile.

E allora la domanda è semplice:

che senso ha promuovere itinerari che, nei fatti, non esistono?

Che figura fa il nostro paese se un turista arriva a Roccella con l’idea di visitare questi luoghi e li trova chiusi o pericolanti?

Non c’è occasione, in Consiglio comunale, in cui io non ribadisca un concetto semplice ma fondamentale:

valorizzare il centro storico non significa riempirlo di cartelli o inserirlo in qualche sito internet.

Significa altro.

Significa restaurare davvero gli immobili, aprire concretamente al pubblico i luoghi indicati, rendere accessibili chiese, palazzi e spazi storici.

Significa creare vita.

Vuol dire attivare botteghe artigiane, organizzare esposizioni e mostre permanenti, costruire itinerari reali e fruibili, capaci di offrire al visitatore un’esperienza autentica.

Perché un turista non viene per leggere un cartello.

Viene per vedere, entrare, scoprire, vivere un luogo.

E oggi, purtroppo, tutto questo a Roccella non esiste.

L’unico intervento concreto che si sta realizzando, peraltro con fondi PNRR, è  il rifacimento delle stradine attorno a Via Garibaldi, con un fondo in simil marmo che appare dubbio e del tutto inadeguato per un centro storico.

Un errore che purtroppo non sorprende.

Perché ormai siamo abituati a scelte discutibili: l’intonaco esterno del castello, lo scempio della scalinata di San Giuseppe, i marciapiedi di via XXV Aprile, fino al nuovo lungomare con le balaustre pericolose e un asfalto già dissestato per errori nelle pendenze verso le grate di scolo.

È sempre lo stesso schema: propaganda, annunci, inaugurazioni… ma pochi risultati concreti e duraturi.

Nel frattempo, basta guardare cosa accade altrove. A Tropea, ogni giorno, fiumi di turisti scendono dal treno per visitare un centro storico vivo, aperto, valorizzato davvero.

E allora la rabbia cresce.

Perché a Roccella, nonostante le risorse disponibili e i finanziamenti ottenuti, si continua a investire in opere scollegate da una visione reale di sviluppo.

Si continua a raccontare una valorizzazione che non esiste.

E quella che dovrebbe essere un’opportunità si trasforma nell’ennesima occasione persa.


2 agosto 2020 - 2 agosto 2021: Un anno senza Ludovico

2 agosto 2020  - 2 agosto 2021: Un anno senza Ludovico
2 Agosto 2020 - 2 Agosto 2021: un anno senza Ludovico. Il ricordo di Ludovico Lombardo ad un anno dalla sua tragica scomparsa. Sempre nel cuore dei tuoi amici e sempre nel cuore dei roccellesi.

JEU SUGNU CALABRISI - Sigla ufficiale Musica Etnosong 2019 Premio Mia Martini

La vera storia dei nostri emigranti che, per motivi di lavoro, sono stati "costretti" a lasciare la Terra in cerca di lavoro ma col cuore rivolto SEMPRE nell'estremo lembo della "nostra" Penisola: la CALABRIA!

ROCCELLA JONICA VISTA DA GERACE

ROCCELLA JONICA VISTA DA GERACE
Foto di Angelo Lagana'

DUE STRAORDINARI SCATTI DI ANGELO LAGANA'

Un Lungomare così, a Reggio, non si vedeva da tanti tanti anni. Le Frecce Tricolori hanno richiamato in città decine di migliaia di persone da tutte le province calabresi e da gran parte della Sicilia. La via Marina, completamente chiusa al traffico in occasione della seconda “domenica sostenibile”, s’è gremita di circa 100.000 persone che nel pomeriggio hanno assistito incantate allo spettacolo dell’Air Show “Scilla & Cariddi” con l’esibizione delle celebri Frecce Tricolore.

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VINCENZO MILANO CI REGALA L'ECLISSI SOLARE VISTA DAL CASTELLO

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Oggi 20 marzo, nonostante le nuvole, abbiamo potuto assistere, dalle nove e mezza fino alle undici, all'eclissi di sole. Qui da noi il sole, "coperto" dall'ombra della luna, si è oscurato soltanto per il 41%. La prossima eclissi parziale avverrà nel 2026 mentre per avere un'altra eclissi solare totale dovremmo "attendere" fino al 2081.
Questo straordinario evento è stato filmato dal videomaker Vincenzo Milano del Laboratorio DreamLab Studio di Roccella Jonica dalla postazione della Torre di Pizzofalcone. Un video, montato e musicato con grande sapienza, capace di trasmettere un brivido di emozione.

FESTIVAL JAZZ: DALLA GRANDE ILLUSIONE ALL'IMPIETOSA REALTA'

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Il regalo di Natale del M°. Angelo Laganà

OLTRAGGIO ALLA CITTA'

OLTRAGGIO ALLA CITTA'
OLTRAGGIO ALLA CITTA'. Foto di Angelo Laganà


ECCO PERCHE' POCO PIU' DI UN ANNO FA PESTAVA I PUGNI SUL TAVOLO DEL CONVENTO DEI MINIMI

ECCO PERCHE' POCO PIU' DI UN ANNO FA PESTAVA I PUGNI SUL TAVOLO DEL CONVENTO DEI MINIMI
Quale sindaco mai oltre a lui stesso o a chi per lui avrebbe consentito una liquidazione cosi rapida a suo favore? Un ulteriore una tantum prelevato da un fondo "segreto e nascosto". Cari elettori meditate...Dedicato a tutte quelle associazioni che partecipano alle riunioni con l'amministrazione la quale puntualmente ricorda pressappoco cosi: "Non chiedete soldi perchè non ce ne sono!"

I VINCITORI DI ROCCELLA ON YOUTUBE

Tre straordinari video sono saliti sul podio in questa 2° edizione del Concorso curato da Mariagrazia Curciarello. Tre video, diversi fra loro, che li accomuna solo la volontà di valorizzare al massimo le risorse naturalistiche di Roccella Jonica, obiettivo riuscito appieno grazie alle idee che hanno sbizzarrito la fantasia degli autori, ma anche del montaggio del video, agli "attori" e agli ambienti.
Meritato primo posto per l'invenzione "Scirobetta" dal nome dei due cortiggiani del re Carafa che nel caldo estivo roccellese ha trovato rinfresco solo con questa speciale bibita a base dei nostri limoni... Simpaticissimi e bravissimi davvero tutti i ragazzini-attori che hanno recitato nel video. Con questo video credo che si mostra per la prima volta l'interno del nostro castello in via di restauro in rete. 10 e lode a Francesco Cappelleri, complimenti vivissimi.
Solo un'idea cosi innovativa poteva battere il vincitore dello scorso anno. Alessandro Neumann, dopo il simpaticissimo "U Pirozzu" con cui ha trionfato nella prima edizione, ha girato il secondo atto che si chiama "U tarantozzu" ed è ancora una volta uno strepitoso successo. Le suggestive immagini dal basso dei passi di taranta, dimostrano l'estro e il talento dell'autore che conferma molti dei protagonisti-attori de "U Pirozzu, che diventano delle vere e proprie macchiette. Non vedo già l'ora di vedere la terza parte il prossimo anno...
Da museo il terzo video classificato girato e montato da due giovani, Antonio Dimasi e Felice Guarneri, con lo zampino dei reperti "storici" fotografici dell'archivio dell'associazione "Roccella com'era". "Fra i ricordi di un passato" è la storia di due bambini che, attraverso stupende immagini del passato di Roccella Jonica che sembrano animarsi grazie agli effetti speciali degli autori, raccontano la vita di 50 anni fa del loro paese e alla fine, oggi, si chiedono... "Chissà come sarà fra 50 anni?" Bellissima colonna sonora e un invito a tutti di guardarlo, agli adulti per fargli rivivere meravigliose emozioni e ricordi e ai giovani per fargli scoprire la semplicità insieme al sorriso genuino che c'era una volta. Da pelle d'oca...
E adesso non ci resta che... ammirarli.

1° classificato Roccella on youtube "A SCIRUBETTA" di Francesco Cappelleri.

2° classificato Roccella on youtube "U TARANTOZZU" di Alessandro Neumann

3° classificato "FRA I RICORDI DI UN PASSATO" di Antonio Dimasi e felice Guarneri