CONSIGLIO COMUNALE: GLI INTERVENTI INTEGRALI SUL PIANO DI RIEQUILIBRIO 2026-2035
In attesa di comunicare ai cittadini in maniera più diretta e sintetica sul disastro dei conti del nostro pubblico i testi integrali dei consiglieri di "Roccella in Comune" in aula dove viene smontata la narrazione della maggioranza: l'adozione del piano di riequilibrio pluriennale per la massa passiva di oltre 3 milioni di euro rappresenta la formale certificazione del pre-dissesto e del fallimento amministrativo di vent'anni di governo, le cui conseguenze in termini di tagli ai servizi e tributi al massimo ricadranno interamente sulle spalle dei cittadini di Roccella.
INTERVENTO DI IERVASI NICOLA
«Signor Presidente, Signor Sindaco, Colleghi Consiglieri,
Ci siamo lasciati il 25 giugno, appena tre mesi fa, con un disavanzo dell’esercizio finanziario 2025 di quasi 2 milioni e 200 mila euro, con l’impegno di arrivare oggi a un piano di riequilibrio. In questi tre mesi, però, non siete rimasti fermi: siete riusciti a far emergere circa 400 mila euro di debiti fuori bilancio, relativi addirittura agli anni 2022 e 2023, e sono stati inseriti altri 400 mila euro in un fondo destinato a fronteggiare le possibili criticità legate alla Jonica Multiservizi.
Meno male che l’organo di controllo vi ha dato soltanto tre mesi di tempo per arrivare a questo piano. Tre mesi sono bastati per far emergere altre criticità! Meglio non sapere quante altre posizioni contabili ancora da regolarizzare avremmo potuto trovare se avreste avuto più tempo!!!
Quanto detto non è un inciso sarcastico ma è la sintesi del dramma, la confusione e la crisi finanziaria che avete portato in questo paese.
L'adozione di questa procedura di riequilibrio finanziario pluriennale rappresenta la formale ammissione di un grave pre-dissesto finanziario, la certificazione del disastro amministrativo o meglio dire del fallimento prodotto nei lunghi anni di governo di questa maggioranza, anzi delle persone della maggioranza presenti in via continuativa in questo ultimo ventennio. Facendo uno più uno, la matematica ci dice due!!!
Proprio la continuità amministrativa, che voi avete sempre rivendicato con orgoglio come un valore di stabilità, oggi vi inchioda alle vostre precise e inesorabili responsabilità. Non avete giustificazioni. Da anni prendete in giro questo paese, da anni nascondete la polvere sotto il tappeto, ed oggi siamo arrivati all’ora della verità dove tutte le vostre negligenze, irresponsabilità, leggerezze, incapacità sono venute a galla. E da questo momento in poi nulla sarà più come prima, nulla potrà essere più soffocato dalla propaganda. Da questo momento in poi inizia il capitolo della maggiore sofferenza – piu’ di quanto non lo avete fatto finora con la vessazione sui cittadini con i tributi al massimo possibile – sofferenza di cui saranno destinatari a pagare i cittadini a fronte delle vostre gravissime azioni di mal governo di questo paese.
«Non provate a raccontare ai cittadini che questa delibera è una scelta strategica o un atto di programmazione. Questa è un'imposizione normativa per evitare il dissesto guidato dalla Corte dei Conti.
L'articolo 243-bis del TUEL parla chiaro: si ricorre a questa procedura solo quando «sussistano squilibri strutturali del bilancio in grado di provocare il dissesto finanziario". Votando questo atto, la maggioranza sta firmando la formale ammissione di fallimento.
I numeri scritti nei vostri stessi atti e i precisi rilievi effettuati dall'Organo di Revisione e dalla Corte dei Conti non vi offrono alcuna via di fuga. Siamo di fronte all'epilogo di un bluff sui residui attivi che avete perpetrato per anni al solo scopo di far quadrare i bilanci sulla carta. Se aveste fatto un'operazione di verità e pulizia a tempo debito, i rendiconti di Roccella sarebbero stati in profondo disavanzo già da diversi esercizi.
In più negli anni scorsi, consapevoli dei bilanci dopati di questi ultimi dieci anni siete stati astuti con gravi artifici a raggirare le comunicazioni e le richieste di accertamenti da parte della Corte dei Conti, inventandovi la qualunque: computer obsoleti, cambio dei ragionieri, sostituzione delle pec; tutte scusanti rigettate dalla Corte dei Conti.
Il Piano di riequilibrio impegna l'Ente e la cittadinanza per un intero decennio (2026-2035) a coprire una massa passiva complessiva pari a € 3.012.115,44, suddivisa come segue:
1. Disavanzo Ordinario di Amministrazione (Rendiconto 2025):€ 2.124.417,07 (da ripianare dal 2027 al 2035).
2. Debito Fuori Bilancio verso Jonica Multiservizi S.p.A.:€ 434.490,77 (rateizzato dal 2026 al 2032).
3. Debito Fuori Bilancio verso SORICAL S.p.A.:€ 48.207,59 (finanziato nel 2026).
4. Accantonamento Prudenziale Rischi Potenziali (Jonica Multiservizi S.p.A.):€ 405.000,00 (dal 2027 al 2035).
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L'Organo di Revisione rivela che ben € 469.164,10 dei debiti fuori bilancio (verso Jonica Multiservizi e SORICAL) inseriti nel Piano non sono debiti nuovi, ma erano già stati "riconosciuti" dal Consiglio Comunale nel luglio 2025 (Delibera C.C. n. 27/2025).
Si tratta di € 420.956,51 nei confronti della Jonica Multiservizi S.p.A. per fatture non coperte tra il 2022 e il 2024 (depuratore consortile e pulizia area migranti);
€ 48.207,59 nei confronti di Sorical S.p.A. per decreti ingiuntivi e spese legali derivanti dalla Sentenza del Tribunale di Locri n. 263/2019.
L'Amministrazione aveva garantito di coprire tali debiti con l'avanzo 2024 e con i risparmi attesi dal passaggio della depurazione ad ARRICAL. Quelle coperture non si sono mai realizzate (soprattutto a causa delle censure arrivate dalla Corte dei Conti con le delibere 25 e 152 del 2025)!
L'Amministrazione ha ingannato il Consiglio nel 2025 promettendo coperture rivelatesi "carta straccia", ed è oggi costretta a rettificare la Delibera n. 27/2025 facendosi salvare la faccia dal Piano di Riequilibrio a spese dei cittadini.
L'Ente ha commissionato per anni alla Jonica Multiservizi servizi e interventi in totale assenza di preventive determine di impegno di spesa e senza copertura finanziaria, trasformando la società in-house in un "cuscinetto di bilancio" per occultare le spese correnti.
Ci chiediamo dove era il controllo analogo che il Comune ha l'obbligo di esercitare sulla propria partecipata? La mancanza di un reale controllo ha consentito il reiterarsi di squilibri finanziari. Come si evince dal Parere dell'Organo di Revisione del 17 settembre 2026, l'Ente ha dovuto correre ai ripari in extremis, acquisendo il Verbale del CdA della società del 10/09/2026 per elemosinare un piano di rateizzazione esteso fino al 2032 per evitare azioni esecutive.
Come detto nelle relazioni precedenti, l'istruttoria è stata rattoppata in modo affrettato negli ultimi giorni tramite rettifiche di Giunta, dichiarazioni d'urgenza ed errori materiali di calcolo del revisore dei conti.
All'apertura dell'istruttoria mancava persino la quantificazione nel Tabellone del debito verso SORICAL (€ 48.207,59) e risultava pendente un'istruttoria per ulteriori voci di spesa non riconosciute verso la Multiservizi (€ 13.534,26), procedimento che avete votato oggi al secondo punto all’ordine del giorno!
E ancora si è dovuta richiedere una dichiarazione perito-forestale d'urgenza per giustificare l'incongruenza tra i dati di ripresa boschiva (108.439 m³ contro i 181.291 m³ indicati nel Piano di gestione assestamento forestale.
Il Revisore evidenzia la mancata conciliazione tra il fondo cassa del Tesoriere e quello emergente dalle scritture contabili dell'Ente (la c.d. "discrasia della cassa"), unita all'utilizzo patologico delle anticipazioni di tesoreria utilizzate in modo sistematico per pagare le spese correnti.
I bilanci sono stati costruiti su entrate virtuali e crediti fantasma incassabili. Il Revisore mette a nudo l'incidenza di un imponente Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità (FCDE) e la forte e strutturale incapacità di riscossione delle entrate proprie, con una copertura del tutto inconsistente dei costi reali della TARI/TARSU.
Vi siete vantati dei progetti PNRR usandoli come vetrina elettorale, ma la pessima gestione dei flussi di cassa e le anticipazioni sostenute dal Comune hanno finito per prosciugare la liquidità dell'Ente, generando ulteriori tensioni finanziarie e costi per interessi.
Il Piano dichiara una copertura cumulata del 158,52% ossia di 4 milioni 775 mila euro sulla massa passiva di 3 milioni e 12 mila euro, ma si basa su leve economico-finanziarie incerte e politicamente vessatorie:
Prevedere € 30.000,00/anno a regime da sanzioni automatiche del Codice della Strada è un'ipotesi fragile. Le sanzioni da autovelox registrano storicamente tassi di riscossione spontanea bassissimi, soffrono di contenziosi seriali dinanzi al Giudice di Pace ed hanno vincoli di destinazione prescritti per legge ex art. 142 CdS che non possono essere liberamente usati per fare cassa.
Contare su € 25.000,00/anno dai boschi e € 24.500,00/anno dall'addizionale demaniale marittima significa saturare ogni possibile risorsa del territorio per pagare i debiti della cattiva gestione passata.
3.Il Piano ignora il dramma demografico del paese: popolazione ridotta a 6.100 abitanti, saldo naturale negativo e indice di vecchiaia a 249,4. Aumentare la pressione e potenziare la riscossione coattiva su un tessuto sociale fragile rischia solo di incrementare la morosità incolpevole.
4. Con il subentro di SORICAL nel Servizio Idrico Integrato, la società partecipata perde la sua principale attività caratteristica. L'accantonamento prudenziale di € 405.000,00 potrebbe rivelarsi del tutto insufficiente a coprire i costi fissi rimasti in capo alla società, generando nuove perdite d'esercizio che ricadranno per legge (TUSP) direttamente sul bilancio comunale.
Veniamo ai numeri e alla sostanza economica. Parliamo di una manovra con più di 3 milioni di massa passiva. Dove andrà a prendere la Giunta queste cifre per coprire i propri errori? Dagli atti e dai vincoli del Piano emergono le direttrici obbligatorie:
L'attivazione della procedura ex art. 243-bis TUEL impone per legge il blocco delle aliquote dei tributi locali ai massimi consentiti. Ma è ben noto che a Roccella ormai da decenni la mole vessatoria dei tributi comunali e’ innalzata al massimo con tutte le aliquote più alte possibili. Condizione che, aggiungiamo noi, ha causato l’enorme mole di evasione tributaria trasformatosi poi in residui attivi, e con il passare degli anni crediti di dubbia esigibilità.
Poiché i costi fissi e vincolati dell'Ente (stipendi del personale, utenze, contratti pluriennali) non si possono azzerare per legge, il piano andrà a colpire matematicamente ed esclusivamente le spese discrezionali rimaste.
Il Piano vi vincola a una contrazione costante e drastica della spesa corrente.
Quindi sarebbe necessario conoscere: - quali contratti vengono ridotti;- quali servizi vengono riorganizzati;- quali utenze vengono ridotte;- quali spese vengono eliminate;- quali spese vengono semplicemente rinviate;- quali servizi potrebbero risentire delle economie.
Il vostro Piano individua economie complessive € 488.083,66. Di queste, € 422.944,94 vengono qualificate come strutturali. Un risparmio è strutturale solo se può essere mantenuto negli anni senza generare successivamente nuove passività.
Il piano inoltre Individua un'ulteriore economia attraverso la voltura dell'utenza elettrica del Porto delle Grazie dove la spesa media annua storica viene quantificata in € 22.822,28, quindi un risparmio decennale teorico viene indicato in € 228.222,80. E’ assolutamente assurdo che il Comune da dieci anni paga con i soldi dei roccellesi la corrente elettrica utilizzata al Porto delle Grazie da una società per Azioni!
E inerente al Porto c’è un aspetto politicamente emblematico.
Circa dieci anni fa, quando il Comune acquisì la maggioranza del Porto delle Grazie, l'allora vicesindaco Vittorio Zito intervenne in Consiglio comunale per sottolineare il valore strategico di quell'operazione e la grande responsabilità che il Comune si assumeva nella gestione del porto. Nel 2016 si arrivò all'acquisizione del 71% della società, quota che ancora oggi appartiene al Comune.
Oggi, invece, ci troviamo davanti a un Piano di riequilibrio nel quale viene prospettata la possibilità di cedere il 20% di quella partecipazione.
E allora il paradosso è evidente: quello che dieci anni fa veniva considerato un patrimonio strategico da acquisire e mantenere sotto il controllo pubblico, oggi viene indicato come possibile risorsa da vendere per contribuire a coprire le difficoltà finanziarie del Comune.
Prima di vendere una quota di un patrimonio considerato strategico, bisognerebbe spiegare ai cittadini perché ciò che ieri rappresentava una conquista per il Comune oggi viene considerato sacrificabile.
E c'è un'ulteriore contraddizione: si ipotizza di incassare 663 mila euro dalla vendita del 20%, lasciando comunque al Comune il 51% e quindi il controllo della società.
Ma chi acquisterebbe una quota di minoranza a quel prezzo, assumendosi i rischi di una società nella quale non avrebbe il controllo delle decisioni?
Probabilmente solo qualche persona che ha soldi murati in una stanza nascosta!!!
Noi siamo sicuri che l’intenzione di vendere a vostri amici voi ce l’avete, ma in questa circostanza questa considerazione è stata messa sul tavolo più per dare al piano di riequilibrio un’immagine di maggiore solidità, vista l’ingente cifra stimata, che per rappresentare una concreta prospettiva di entrata.
Un piano di riequilibrio deve essere costruito su risorse realisticamente conseguibili non su valorizzazioni teoriche che difficilmente potrebbero tradursi in denaro.
Quando votate questo atto, state votando nei fatti la sforbiciata a:
Tagli sui capitoli per l'asfaltatura delle strade, la manutenzione della rete idrico-fognaria, la pulizia delle caditoie e la cura del verde pubblico, già precaria oggi;
Definanziamento dei capitoli dedicati al sostegno per le famiglie indigenti, e all'assistenza specialistica scolastica per i disabili, già carente ad oggi!
Riduzione delle disponibilità sui capitoli dedicati ai servizi di supporto, alla mensa e al comfort dei plessi scolastici, già problematici ad oggi!!!
Ed è davvero scandaloso che nel piano viene riferito esplicitamente che su 134 mila euro di spesa annua per gli organi politici non viene sottratto e destinato al piano neanche un euro!!!
L'analisi integrata del Piano di Riequilibrio e del Parere dell'Organo di Revisione del 17/09/2026 dimostra che:
Siamo di fronte a una manovra di pura sopravvivenza contabile scaturita da anni di bilanci non veritieri e coperture fittizie (come dimostrato dal fallimento della Delibera C.C. n. 27/2025).
Il costo del risanamento viene interamente scaricato sui cittadini attraverso tariffe al massimo, autovelox ed erogazione di servizi ridotti al minimo.
Se i tassi di riscossione non aumenteranno e le stime sulle entrate incerte dovessero venire meno, l'Ente scivolerà inevitabilmente verso il Dissesto Finanziario Sostanziale (art. 244 TUEL).
Per tali ragioni, ed evidenziando la totale ed esclusiva responsabilità politica ed amministrativa nel disastro finanziario di Roccella Jonica, il Gruppo di Opposizione anticipa un NETTO E FERMO VOTO CONTRARIO, chiedendo che la presente relazione venga allegata integralmente al verbale della seduta consiliare e trasmessa alla competente Sezione Regionale di Controllo della Corte dei Conti per la Calabria.
INTERVENTO INTEGRALE DI CLAUDIO BELCASTRO - "ROCCELLA IN COMUNE PRIMA LE PERSONE"
Vorrei fare una considerazione sulle scelte che stanno alla base di questo Piano di riequilibrio.
Partiamo da una cosa che è bene chiarire: è ovvio che non si possano toccare gli stipendi dei dipendenti comunali. Così come è altrettanto ovvio che questo Piano non possa puntare sull'aumento di IMU, IRPEF e TARI, perché i principali tributi comunali sono già applicati ai livelli massimi consentiti.
Quindi la domanda è: dove si cercano le risorse?
E qui alcune scelte ci lasciano fortemente perplessi.
Prendiamo le multe per le infrazioni semaforiche. Nel comunicato con cui avete annunciato il sistema, l'obiettivo dichiarato era quello della sicurezza stradale. Nel Piano di riequilibrio, invece, quelle sanzioni diventano una voce di entrata sulla quale fare affidamento, addirittura avete previsto somme derivanti dalle sanzioni ancora prima che il sistema di rilevazione entrasse effettivamente in funzione.
Se è uno strumento di sicurezza, va bene. Ma non può trasformarsi nella soluzione per risanare i conti comunali. La sicurezza stradale non può essere utilizzata come alibi per fare cassa.
Le multe invece sarebbero utili quelle contro l'inciviltà contro l'ambiente, considerato che esiste un impianto di videosorveglianza installato di recente che da regolamento servirebbe anche a questo, e quelle contro le persone che portano a passeggio i cani ma lasciano le deiezioni lungo le strade.
E poi c'è una scelta che, a nostro avviso, è difficile da comprendere: spendere circa 270 mila euro per il palcoscenico del Teatro al Castello mentre il Comune affronta una situazione di riequilibrio finanziario.
Parliamo di tubi, strutture e attrezzature necessarie per organizzare grandi concerti. Ma perché dovrebbe essere il Comune a sostenerne integralmente il costo, quando a guadagnare dagli eventi sono anche soggetti privati attraverso biglietteria, pubblicità, vendita degli spazi e gestione del bar?
A Taormina, durante grandi concerti al Teatro Greco, non abbiamo visto il Comune acquistare e montare un'infrastruttura di questo tipo per ogni evento.
Noi pensiamo che avrebbe dovuto essere chi trae un beneficio economico dall'evento a realizzare questo tipo di infrastruttura.
C'è poi un'altra considerazione, forse di carattere simbolico, ma tutt'altro che irrilevante.
Ridurre il capitolo destinato alla politica probabilmente non avrebbe risolto il problema finanziario del Comune. Non siamo così ingenui da pensare che qualche migliaio di euro possa cambiare le sorti di un piano da milioni di euro.
Ma sarebbe stato un segnale di buona volontà. In una situazione finanziaria così grave, vedere gli amministratori fare per primi un piccolo passo indietro avrebbe rappresentato un gesto di responsabilità e di rispetto nei confronti dei cittadini chiamati a sopportare le conseguenze del riequilibrio.
Non avrebbe risolto i conti, ma avrebbe dato un messaggio preciso: prima di chiedere sacrifici agli altri, siamo disposti anche noi a fare la nostra parte.
Inoltre esistono entrate che non richiedono di mettere le mani nelle tasche dei cittadini.
Ad esempio, una seria verifica della pubblicità e delle affissioni commerciali: a Roccella vediamo frequentemente grandi manifesti e installazioni promozionali non pagare un centesimo e riempire le bacheche.
Lo stesso vale per i passi carrabili: non parliamo di aumentare la tariffa, ma di regolamentare e verificare quelli esistenti. Se c'è un cartello, deve esserci anche la relativa posizione amministrativa e il pagamento dovuto.
Un'altra possibilità riguarda il servizio di ritiro degli ingombranti. Questo servizio a gestione comunale consentirebbe di recuperare almeno i costi di trasporto e smaltimento, invece di lasciare interamente questo segmento ai privati.
E veniamo ai grandi concerti.
Se un privato organizza un evento, vende i biglietti, raccoglie la pubblicità, utilizza gli spazi esterni e gestisce le attività commerciali collegate, perché il Comune dovrebbe essere soltanto quello che sostiene i costi?
Si potrebbe prevedere, per esempio, una quota per ogni biglietto venduto destinata al Comune, secondo modalità da definire contrattualmente.
Un euro a biglietto.
Quando un concerto fa sold out e vengono venduti 5.000 biglietti, sarebbero 5.000 euro che entrano nelle casse comunali, anziché uscire.
E infine c'è il capitolo del cimitero.
L'ampliamento con la possibilità di vendita dei loculi avrebbe potuto rappresentare un'entrata straordinaria per il Comune e, allo stesso tempo, rispondere a una necessità concreta di tante famiglie. Ci sono stati cittadini che avevano già manifestato interesse all'acquisto.
Anche quella possibilità è venuta meno.
Prima di chiedere sacrifici ai cittadini o di tagliare servizi, cercate tutte le entrate che il Comune può legittimamente recuperare e tutte quelle che possono derivare da una gestione più attenta del patrimonio, degli spazi, dei servizi e delle attività economiche che si svolgono sul territorio.
Riequilibrare i conti significa anche saper creare entrate, far pagare ciò che deve essere pagato e costruire rapporti più equilibrati con chi utilizza beni, servizi e strutture pubbliche per produrre un proprio beneficio economico.
È questa, secondo noi, la strada che avrebbe dovuto essere perseguita con maggiore determinazione.
DICHIARAZIONE DI VOTO
Tutta questa situazione, dagli accertamenti della corte dei conti sui bilanci trascorsi fino al piano di riequilibrio finanziario sul disavanzo e la massa passiva del Comune, è piena zeppa di menzogne, errori, caos amministrativo, figuriamoci se noi possiamo credere a una sola parola e alle filastrocche che voi avete detto e continuate a dire in maniera spregiudicata.
Arriviamo al termine di questa discussione con una posizione molto chiara: siamo completamente e assolutamente scettici sulla concreta realizzazione di questo Piano di riequilibrio.
Riconosciamo il lavoro svolto sul piano tecnico e contabile. Chi ha predisposto gli atti ha cercato, per quanto possibile, di mettere delle toppe, correggere incongruenze e dare una struttura finanziaria a una situazione che arriva da anni di errori e di scelte politiche sbagliate.
Ma c'è una domanda alla quale non possiamo sottrarci: chi dovrà realizzare questo Piano?
Lo dovrete fare voi.
Un sindaco che ha governato questa città negli anni in cui quelle criticità si sono formate. Questo sindaco viene a chiedere la fiducia in un percorso che dovrebbe correggere proprio le conseguenze delle sue scellerate precedenti scelte. Se veramente ci fosse stata capacità amministrativa di tutto ciò che è emerso si doveva prevedere per tempo debito.
E allora la domanda è inevitabile: come si può avere fiducia di chi oggi deve risolvere i problemi visto che è la stessa persona che li ha creati?
Per anni abbiamo assistito al vanto su bilanci virtuosi, a spiegazioni, giustificazioni, minimizzazioni e, quando i problemi diventavano impossibili da ignorare, al tentativo di rinviare le responsabilità o di spostarle altrove.
Oggi ci viene presentato un Piano che, sulla carta, prova a rimettere in equilibrio i conti.
Ma un Piano non è il risanamento.
Il risanamento significa riscuotere ciò che non è stato riscosso, contenere la spesa, evitare nuovi debiti, rispettare gli impegni, realizzare davvero le entrate previste e soprattutto non ripetere gli errori che hanno portato il Comune nella situazione attuale.
Ed è proprio su questo che la nostra fiducia viene meno.
Perché qui non si tratta di applicare un documento contabile. Si tratta di ricostruire in dieci anni ciò che, secondo quanto emerge dagli stessi atti, è stato compromesso in un arco temporale molto più lungo.
Il Revisore dei conti ha espresso un parere favorevole e ha ritenuto superate le criticità della precedente istruttoria. Noi quel parere lo rispettiamo. Ma il parere del Revisore certifica la sostenibilità del Piano sulla base degli atti e delle previsioni presentate; non può certificare oggi ciò che accadrà nei prossimi dieci anni.
Quello lo diranno i fatti.
E i fatti, da questo momento in avanti, dovranno dimostrare se le entrate saranno realmente riscosse, se i risparmi saranno realmente conseguiti, se non emergeranno nuovi debiti e se le previsioni contenute nel Piano saranno realmente rispettate.
Noi, oggi, non abbiamo questa fiducia. Siamo purtroppo convinti che tutto questo voi non siete capaci di farlo!!!
Per queste ragioni, il nostro voto è contrario. È un voto politico di sfiducia nei confronti di chi ha prodotto questa situazione e oggi chiede di essere ancora una volta creduto come colui che dovrà risolverla.
Avete scritto “disonestà intellettuale” nei confronti dell’opposizione... ma da quale pulpito! È il mondo alla rovescia: chi per anni ha gestito le finanze pubbliche con superficialità, accumulando debiti fuori bilancio, ignorando i richiami della Corte dei Conti e nascondendo la polvere sotto il tappeto, oggi pretende di salire in cattedra e fare la morale. Disonesto non è chi legge le carte ufficiali e dice la verità ai cittadini, ma chi ha causato questo disastro finanziario e ora cerca di arrampicarsi sugli specchi pur di non assumersi le proprie responsabilità.
«Noi, come Gruppo di Opposizione, non saremo complici di questa operazione di occultamento politico. Il nostro dovere sarà quello di fare un'opera incessante di spiegazione della verità, dentro le mura di questo Consiglio e soprattutto tra la gente, nelle piazze, smontando pezzo per pezzo la vostra narrazione virtuale e menzoniera. Utilizzeremo ogni strumento a disposizione, a partire da un manifesto pubblico che urli alla cittadinanza la parola che state cercando disperatamente di nascondere: FALLIMENTO
A questa amministrazione chiediamo una sola cosa: non altre parole, non altre giustificazioni, dimettetevi se volete bene davvero a questo paese. Con questo atto firmate il vostro fallimento e, e se non andate a casa, questo paese è destinato ad affondare!!!