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domenica 11 gennaio 2026

"Una relazione che trasforma”, il nuovo libro di Maria Chiara Ursino. Una testimonianza che educa il cuore.


Ho terminato la lettura di Una relazione che trasforma – testimonianza e realtà di un cammino con Dio di Maria Chiara Ursino, con il cuore colmo di gratitudine e silenzio. 

Non è un libro da leggere in fretta, ma da accogliere. È una testimonianza viva, che non pretende di spiegare, ma invita a entrare in una relazione autentica con Dio, capace di cambiare profondamente lo sguardo sulla vita.


Dopo “Con la mano nella tua camminerò”, l’autrice prosegue sulla stessa linea, accompagnando il lettore nella sapienza della croce. 

Come ricorda mons. Carmelo Pellegrino nella prefazione, ogni vita è segnata da una via crucis personale, fatta di ferite e di “spine” che non vengono tolte, ma attraversate. È proprio lì, nella debolezza accolta, che la grazia si manifesta e la Croce comincia a parlare.


La disabilità, vissuta da Maria Chiara da una sedia a rotelle dopo un parto difficile, non è mai presentata come una condanna, ma come un varco. La “spina” di cui parla San Paolo diventa luogo di incontro con Cristo: non un problema risolto, ma una vita trasformata. 

Il vero dramma, come scrive Maria Chiara, non è la disabilità in sé, ma lo sguardo che la mente costruisce su di essa. Con il Crocifisso, il limite si trasfigura in opportunità.

Il cuore del libro è la relazione. Una relazione viva e concreta con Dio, con lo Spirito Santo – il dolce Ospite dell’anima – e con Maria, Madre e discepola, modello di ascolto e di totale affidamento. 

Le esperienze di Medjugorje e l’incontro con la Comunità Cenacolo non sono semplici episodi, ma tappe decisive che mostrano come, quando si resta “sotto la croce”, l’amore diventa più forte di ogni fuga.

A completare questo percorso è la postfazione di don Giuseppe Giovinazzo, che aiuta a cogliere il senso profondo dell’intera testimonianza. 

La vita di Maria Chiara appare come un fiume che si lascia arricchire dalle sorgenti incontrate, comunicando una luce che rivela la presenza dello Spirito Santo. 

La disabilità non è prigione, ma occasione: luogo in cui Dio sceglie ciò che il mondo scarta e insegna che solo l’amore umanizza davvero.

Questo libro è, in fondo, un invito a lasciar parlare la Croce e a riscoprire la preghiera come necessaria alla vita “come mangiare”. Non offre risposte facili, ma apre domande vere. E ricorda che senza relazione non c’è trasformazione, perché – come scriveva San Giovanni Paolo II – è l’amore a spiegare ogni cosa.

Questo libro non si limita a essere letto: si lascia abitare. È una testimonianza che accompagna, consola e provoca, invitando ciascuno a guardare la propria storia alla luce di una relazione viva con Dio. 

“Una relazione che trasforma” è un dono prezioso per chi è in cammino, per chi porta una croce e per chi desidera imparare ad amare senza paura. Per questo ne consiglio sinceramente la lettura: è un libro da tenere accanto, da rileggere e da condividere.

Chi sente il desiderio di approfondire questo cammino può ordinare il volume, lasciandosi guidare da una testimonianza semplice e radicale, capace di ricordarci che la vera trasformazione nasce sempre dall’amore.

Un amore che continua anche oltre le pagine, perché i proventi del libro saranno devoluti in beneficenza, trasformando la lettura in un gesto concreto di carità.


Informazioni sul libro

Una relazione che trasforma – testimonianza e realtà di un cammino con Dio

Maria Chiara Ursino – Effatà Editrice.

Disponibile sul sito di Effatà Editrice, nelle principali librerie online e ordinabile in tutte le librerie fisiche Oppure attraverso il seguente link Amazon https://www.amazon.it/relazione-trasforma-Testimonianza-realt%C3%A0-cammino/dp/B0FVB71HP5



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Meritato primo posto per l'invenzione "Scirobetta" dal nome dei due cortiggiani del re Carafa che nel caldo estivo roccellese ha trovato rinfresco solo con questa speciale bibita a base dei nostri limoni... Simpaticissimi e bravissimi davvero tutti i ragazzini-attori che hanno recitato nel video. Con questo video credo che si mostra per la prima volta l'interno del nostro castello in via di restauro in rete. 10 e lode a Francesco Cappelleri, complimenti vivissimi.
Solo un'idea cosi innovativa poteva battere il vincitore dello scorso anno. Alessandro Neumann, dopo il simpaticissimo "U Pirozzu" con cui ha trionfato nella prima edizione, ha girato il secondo atto che si chiama "U tarantozzu" ed è ancora una volta uno strepitoso successo. Le suggestive immagini dal basso dei passi di taranta, dimostrano l'estro e il talento dell'autore che conferma molti dei protagonisti-attori de "U Pirozzu, che diventano delle vere e proprie macchiette. Non vedo già l'ora di vedere la terza parte il prossimo anno...
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