Nel giorno del suo compleanno, un pensiero sincero e carico di gratitudine per padre Francesco Carlino, guida spirituale e umana che, anche lontano da Roccella, continua ad essere presenza viva, conforto e punto di riferimento nel cuore di tantissime persone.
Ci sono persone che, anche quando la vita le porta altrove nella loro missione, riescono a restare profondamente presenti nel cuore di una Comunità.
Padre Francesco è una di queste.
Anche se oggi il suo cammino sacerdotale prosegue a Siderno, c’è una sensazione bellissima che non è mai cambiata: sapere che lui c’è. E questo basta a dare forza, serenità, conforto.
Per me padre Francesco è una presenza viva, costante, sincera. Una di quelle persone che, anche senza frequentarsi ogni giorno, riescono a farti sentire accompagnato con un consiglio, una parola, un insegnamento che continua a vivere dentro di te.
Nei tredici anni in cui padre Francesco è stato in missione a Roccella non è stato soltanto un parroco, è stato guida spirituale, padre di vita, amico vero.
Una di quelle persone rare con cui puoi parlare senza filtri, senza pudore, con il cuore aperto.
E forse il valore più grande non è stato il tempo trascorso insieme, ma quanto quel tempo sia stato intenso, autentico e prezioso.
Le sue omelie non erano semplici riflessioni religiose, ma vere lezioni di vita. Parole capaci di entrare dentro, di far riflettere, di aiutare a rialzarsi.
E il bene che ha lasciato a Roccella non vive soltanto nel cuore delle persone che ha consolato, aiutato e fatto crescere, ma anche nelle opere che resteranno per sempre: dalla rinascita della Chiesa Matrice al restauro della Chiesa della Madonna delle Grazie, fino a tutto ciò che ha costruito con sacrificio, amore e spirito di servizio.
Accanto alla missione spirituale, padre Francesco ha lasciato anche una straordinaria testimonianza di umanità e fraternità. Indimenticabile il suo impegno nell’accoglienza dei migranti giunti al Porto di Roccella dopo viaggi disperati sulle carrette del mare, così come il sostegno concreto alle famiglie e ai bambini ucraini arrivati in Italia allo scoppio della guerra.
Con il cuore aperto e senza mai tirarsi indietro, si è fatto promotore di accoglienza, solidarietà e speranza, dimostrando cosa significhi davvero essere uomini di fede accanto agli ultimi e ai più fragili.
Padre Francesco ha lasciato un’impronta profonda nella nostra Comunità. Un segno umano, spirituale e morale che il tempo non cancellerà.
Oggi, nel giorno del suo compleanno, il mio augurio più sincero è che nostro Signore gli doni ancora tanta salute, forza e luce per continuare a seminare bene nel cuore delle persone, così come ha fatto e continua a fare con tutti noi.
Perché certe persone non hanno bisogno della presenza quotidiana per farsi sentire vicine.
Le senti accanto sempre. E basta questo a riempire il cuore.
Buon compleanno padre Francesco.
Roccella le vuole bene. Ed anche io.

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