Prendo atto del comunicato diffuso dal gruppo di maggioranza, ma credo sia necessario ristabilire con chiarezza la verità dei fatti, evitando ricostruzioni comode che tentano di spostare l’attenzione dal problema reale.
Per oltre un mese quei lavori sono rimasti fermi lasciando aperte profonde voragini che invadevano metà carreggiata di Via Vittorio Emanuele, con barriere protettive instabili, cartelli caduti e lampeggianti che non hanno mai funzionato. Una situazione di evidente pericolo sotto gli occhi di tutti, nel silenzio generale.
Questo blog, prima ancora di scrivere pubblicamente, ha scelto responsabilmente di segnalare immediatamente il problema agli enti competenti, senza fare polemiche.
Solo dopo troppi giorni di totale inerzia e di mancati interventi ho ritenuto necessario inviare una formale segnalazione urgente direttamente a Italgas e Comune, affinché venisse finalmente prestata attenzione ad una situazione che si trascinava dalla fine di marzo.
E i fatti parlano chiaro: dopo oltre un mese di immobilismo, soltanto dopo la mia segnalazione urgente i lavori sono stati improvvisamente completati e il cantiere chiuso.
Questa è la realtà, tutto il resto sono tentativi maldestri di arrampicarsi sugli specchi per giustificare ritardi, disagi e mancanza di controlli.
Nel comunicato si prova persino ad alterare quanto scritto, attribuendo al sottoscritto affermazioni mai fatte. Nessuno ha detto che le pietre siano state “abbandonate”. È stato semplicemente evidenziato un fatto sotto gli occhi di tutti: oggi, in pieno centro storico, ci ritroviamo scavi richiusi con cemento e bitume al posto della pavimentazione in pietra originaria. Punto.
Se quella è davvero una sistemazione provvisoria, allora ci auguriamo che venga rimossa al più presto e che le pietre vengano immediatamente riposizionate restituendo decoro alla zona. Perché i cittadini hanno tutto il diritto di lamentarsi davanti ad uno scempio simile, soprattutto dopo settimane di disagi e pericoli.
Fa sorridere, poi, leggere accuse di “allarmismo” rivolte proprio a chi ha contribuito concretamente a sbloccare una situazione pericolosa che nessuno aveva risolto. Piuttosto che attaccare un blog che segnala problemi reali nell’interesse della comunità, sarebbe stato più utile vigilare affinché quei lavori venissero completati in tempi ragionevoli e in condizioni di sicurezza.
Noi continueremo a fare quello che abbiamo sempre fatto: segnalare, denunciare e difendere il paese quando qualcosa non va. E se quello sfregio di cemento e bitume dovesse restare lì ancora a lungo, il “non meglio noto blogger” continuerà a farlo ancora con maggiore determinazione.

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