Tra pochi giorni ricorrerà il primo anniversario della scomparsa di Amin Khoris. Un anno è trascorso, ma il dolore e il senso di incredulità per quanto accaduto restano immutati.
Amin era un ragazzo cresciuto a Roccella Ionica insieme alla sua mamma e ai suoi fratelli, Racid e Junes. Per me e per tutti gli amici di "Giovaninsieme" era un ragazzo al quale volevamo troppo bene.
Lo ricordiamo bambino, quando partecipava con entusiasmo alle attività dell'associazione, allo sport, ai momenti di animazione e alle tante iniziative che hanno accompagnato la crescita di tanti giovani del nostro paese.
Gli anni sono passati, ma ogni volta che ci incontravamo mi parlava con entusiasmo di quel periodo. Nei suoi occhi si leggeva la gioia di quei ricordi e la riconoscenza verso chi aveva condiviso con lui quel percorso.
Era un ragazzo educato, rispettoso, dal cuore buono, capace di lasciare un segno nelle persone che lo hanno conosciuto.
La tragedia che lo ha colpito ha sconvolto tutti. E, a distanza di quasi un anno, il dolore della sua famiglia è ancora profondo.
Un dolore reso ancora più difficile dalle tante domande che continuano ad accompagnare quei drammatici momenti e dall'amarezza di aver appreso quanto era accaduto solo quando Amin si trovava già ricoverato in ospedale, diverse ore dopo i fatti.
Ferite che il tempo non è riuscito a rimarginare e che rendono ancora più pesante il peso di questa immensa perdita.
Nel pieno rispetto del lavoro degli inquirenti, che stanno continuando a fare il loro dovere per ricostruire ogni aspetto della vicenda, oggi il mio pensiero vuole essere soprattutto un abbraccio sincero alla sua mamma, ai fratelli Racid e Junes e a tutti i familiari, che da un anno convivono con un dolore che nessuna parola può alleviare.
Caro Amin, il tuo sorriso, la tua bontà e il ricordo dei momenti vissuti insieme continueranno ad accompagnarci. Ci manchi e continuerai a vivere nel cuore di tutti coloro che ti hanno voluto bene.

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