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mercoledì 10 giugno 2026

Finanziamenti futuri e pericoli presenti: la strana idea di sicurezza della maggioranza




La maggioranza amministrativa ha risposto alla mia segnalazione sul sottopasso della SS 106 con il solito spartito: accuse di "lesa maestà", l'immancabile ritornello sull'opposizione che "rimane indietro" e lo sbandieramento di un finanziamento regionale da 120.000 euro per l'accessibilità alle spiagge.

Secondo loro, segnalare un pericolo pubblico sarebbe un tentativo "subdolo" di prendersi meriti che non ci appartengono. 

Ma guardiamo i fatti, quelli veri, e lasciamo da parte la propaganda.

L'Amministrazione ci dice che ha ottenuto dei fondi e che i lavori verranno fatti. Benissimo. Ma una domanda sorge spontanea e attende una risposta logica, non politica: qual è il nesso tra un bando regionale, le cui tempistiche di inizio e fine lavori non sono nemmeno specificate nel loro comunicato, e l'urgenza quotidiana di un sottopasso che oggi è una trappola a cielo aperto?

Se un cittadino, un bambino o un turista oggi scivola su quella grata scoperta e si fa male, l'Amministrazione gli risponderà che "eravamo primi in graduatoria"?

Mentre la maggioranza perde tempo a scrivere comunicati per attaccare la minoranza, avrebbe dovuto fare una cosa semplicissima: mandare un operaio a chiudere e transennare immediatamente quel sottopasso pericoloso. 

La sicurezza si fa con le transenne oggi, non con i decreti di finanziamento domani.

Se la logica della maggioranza è che per riparare un pericolo imminente bisogna aspettare i tempi della burocrazia regionale, allora c'è da preoccuparsi seriamente. Significa che i lavori di manutenzione urgente e ordinaria a Roccella sono totalmente congelati?

Seguendo questo strano principio, siamo costretti a chiedere pubblicamente:


Aspettiamo un finanziamento regionale anche per riparare i ponticelli di legno degradati (lato Caulonia e lato Gioiosa)?

Aspettiamo un bando europeo per tappare la buca enorme e sanare la perdita d'acqua all'incrocio tra Via C. Colombo e Via Cilea?

Aspettiamo fondi ministeriali per ripulire il Parco Collina e il Parco Giochi Zirgone, oggi in una situazione di abbandono vergognosa, dove basta un fiammifero per mettere a rischio l'incolumità dell'intero paese?

Servono linee di finanziamento speciali per sistemare le grate rumorose e pericolose di Via Trastevere?

Dobbiamo attendere i fondi di coesione anche per fare una degna, (e sottolineo degna che è il contrario di superficiale) disinfestazione, deblattizzazione e derattizzazione, visto che il paese è letteralmente infestato da insetti e topi?

Se ogni intervento di buon senso e di ordinaria amministrazione deve essere legato a un bando, significa che la macchina amministrativa è ferma.


C’è un elemento istituzionale, quasi paradossale, che emerge da questa vicenda e che fotografa perfettamente l’atteggiamento di chi ci amministra.

La minoranza consiliare non ha poteri esecutivi: non gestiamo il bilancio, non coordiniamo gli operai, non abbiamo in mano le chiavi della macchina comunale. Se ne avessimo avuto la facoltà, quel sottopasso sarebbe stato chiuso e messo in sicurezza cinque minuti dopo la nostra ricognizione. Le uniche "armi" democratiche a nostra disposizione per tutelare i cittadini sono le segnalazioni e le interrogazioni consiliari.

E qui arriviamo al corto circuito:

Mentre l'Assessore e la maggioranza trovano subito il tempo di scrivere lunghi comunicati di fuoco per replicare agli articoli di un blog, gli stessi amministratori ignorano sistematicamente le interrogazioni istituzionali depositate nelle sedi opportune.

Un esempio su tutti è l'interrogazione formale sul degrado e lo stato di abbandono del Parco Giochi Zirgone, alla quale ad oggi non abbiamo mai ricevuto risposta.

È una condotta istituzionale bizzarra: si snobbano gli atti ufficiali – dove vige l'obbligo di trasparenza – ma si salta sulla sedia non appena le foto della realtà vengono pubblicate sul web e lette dai cittadini. 

Forse a dare fastidio non è il nostro modo di fare opposizione, ma il fatto che i cittadini aprano gli occhi di fronte alle inadempienze.


La civiltà, l'attenzione e la reale capacità di un'Amministrazione non si misurano solo da quanti nuovi progetti si riescono a intercettare sulla carta, ma dalla capacità di mantenere e curare ciò che già esiste. Le opportunità per il paese si creano garantendo la manutenzione costante.

Altrimenti succede quello che è già sotto gli occhi di tutti in Via XXV Aprile: mattonelle sottilissime appena installate che sembrano già vecchie di dieci anni, malmesse, sporche, luride! 


Tornando al sottopasso: la nostra non è ricerca di visibilità, è senso del dovere. 

Di fronte alle foto di una pavimentazione totalmente distrutta, un'Amministrazione efficiente interviene in poche ore per bloccare l'accesso e mettere in sicurezza l'area.

Nel frattempo che voi scrivete fiumi di parole, avreste potuto e dovuto semplicemente chiudere o riparare il sottopasso. 

Voi continuate pure a fare filosofia sui bandi e a polemizzare contro l'opposizione che fa il suo lavoro. 

Noi, nel frattempo, continueremo a stare tra le persone e a pretendere che Roccella sia un paese sicuro, pulito e curato. 

Oggi, non "chissà quando".


Ponte di legno lungomare lato sud: tavole rotte, fradice e chiodi sporgenti.

ponte di legno lato Caulonia. Ancora peggio del ponte lato sud.

Voragine all'incrocio tra via C. Colombo e Via 
Cilea, da mesi e mesi...

Un tombino aperto improvvisamente nel lungomare lato sud.

La vergognosa situazione del parco giochi
di Zirgone.

L'inizio della ex passeggiata panoramica
del parco collina.


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