Succede quello che non si vorrebbe mai registrare, soprattutto a metà luglio: il tratto di mare antistante lo sbocco del depuratore consortile in contrada Canne è stato provvisoriamente dichiarato non balneabile.
La notizia è arrivata tramite una notifica ufficiale di Posta Certificata datata 10 luglio 2026, recante l'oggetto: "Divieto temporaneo e cautelativo di balneazione in prossimità dello scarico a mare del depuratore comunale, in corrispondenza del punto di monitoraggio denominato Camping Holliday Park.
Si tratta di un provvedimento cautelativo urgente, scattato a seguito di analisi mensili evidentemente non conformi ai limiti di legge, e rimarrà in vigore in attesa dei risultati delle controanalisi.
Solo pochi mesi fa, sui canali social dell'Amministrazione comunale e dell'Assessorato all'Ambiente, venivano sbandierati grafici del Portale Acque del Ministero della Salute relativi ai prelievi di aprile e maggio 2026. Dati che classificavano la qualità dell'acqua come "ECCELLENTE", con valori di Enterococchi ed Escherichia coli ampiamente sotto le soglie di pericolo. Oggi, però quel fragile equilibrio è crollato. La realtà ha bussato alla porta, mostrando il conto di problemi strutturali irrisolti.
La vera criticità, nota a tutti ma rimasta irrisolta, risiede nella modalità di scarico. Le acque reflue del depuratore dovrebbero essere immesse a oltre cento metri dalla linea di costa, al largo, attraverso una tubazione sottomarina adeguatamente ancorata al fondale per favorire la dispersione.
Peccato, però, che questa condotta sia stata gravemente danneggiata e interdetta dalle mareggiate causate dal ciclone Henry nel gennaio scorso. Da allora – sono passati ben sei mesi – l'infrastruttura non è mai stata ripristinata. Il risultato? Una situazione surreale e degradante: le acque in uscita dall'impianto consortile si riversano direttamente sulla battigia, tagliando in due litorale e spiaggia come se fossero la foce naturale di un torrente, per poi finire in mare a pochi metri dalla riva.
Il consigliere comunale di Roccella in Comune Claudio Belcastro, ha documentato visivamente la situazione sul posto.
Le immagini parlano da sole: il flusso d'acqua presenta evidenti colorazioni anomale e lascia depositi scuri e residui ben visibili sul fondale del canale artificiale che attraversa i ciottoli.
La corrente marina principale tende in queste ore a spostare il flusso verso nord, a soli cento metri a nord dello sbocco; i bagnanti ignari continuano a fare il bagno, mentre i cartelli di divieto sono stati posizionati solo a ridosso del punto critico.
L'area colpita non è una zona isolata: ospita una delle strutture ricettive più importanti del nostro paese, il Camping Holliday Park, in questo periodo già frequentato da turisti italiani e stranieri.
Una struttura che, tra l'altro, si trova già da tempo a dover "combattere" contro una strada comunale d'accesso completamente sterrata, disconnessa e piena di dossi e dislivelli che rende difficoltoso il transito. Per questa attività, e per l'immagine stessa di Roccella, si tratta di un pessimo biglietto da visita.
Aggiungere a questo scenario un divieto di balneazione causato dalla mancata riparazione di una condotta sottomarina da gennaio è inaccettabile.
La tutela della salute pubblica e della vocazione turistica del nostro territorio non può passare in secondo piano rispetto ai tempi della burocrazia. Ad inizio settimana richiederemo formalmente agli uffici competenti l'accesso agli atti per visionare i dati analitici esatti che hanno fatto scattare il divieto.
Non ci si può limitare ad aspettare le controanalisi sperando in un calo repentino dei parametri microbiologici: l'Amministrazione comunale deve spiegare alla cittadinanza e agli operatori turistici perché la condotta danneggiata a gennaio è ancora fuori uso a metà luglio, e quali interventi urgenti intende mettere in atto per sanare definitivamente lo scarico a riva di Contrada Canne.






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