Nel corso del Consiglio Comunale di ieri pomeriggio, come gruppo di opposizione abbiamo posto una questione prima di tutto di rispetto istituzionale e senso morale: in un Comune costretto a un pre-dissesto da oltre 3 milioni di euro e che chiede ai cittadini enormi sacrifici per i prossimi 10 anni (tasse al massimo, nuovi autovelox e tagli ai servizi), perché chi governa non fa nemmeno un piccolo passo indietro sui costi della politica?
Il Sindaco ha cercato di liquidare la nostra proposta affermando che "i costi della politica non figurano in nessun posto nel Piano di Riequilibrio".
FALSO! I dati ci sono, hanno cifre ben precise e smentiscono la sua narrazione.
1. DOVE SONO E A QUANTO AMMONTANO I COSTI DELLA POLITICA?
(Pagina 47 del Piano di Riequilibrio - Sezione Prima, punto 15: "Spesa degli organi politici istituzionali")*
Andando a leggere direttamente la pagina 47 del Piano ufficiale redatto dall'Amministrazione, si scopre che la spesa per gli organi politici non solo è presente, ma è persino IN AUMENTO nel triennio 2024-2026:
Spesa Totale Organi Politici: Anno 2024: € 125.794,47
Anno 2025: € 111.614,75
Anno 2026: € 134.153,00
Di cui Indennità Amministratori (Giunta): € 128.153,00 previsti per il solo 2026 (rispetto ai 105.652,80 euro del 2025).
Gettoni Consiglieri Comunali e Commissioni: € 2.000,00.
Spese di Funzionamento della Giunta: € 4.000,00.
I costi della politica quindi esistono e sono scritti nero su bianco: nel 2026 la spesa complessiva per la Giunta e la politica locale salirà a oltre 134 mila euro**!
2. DOVE HA SCELTO DI TAGLIARE L'AMMINISTRAZIONE?
Mentre il Comune dichiara nella revisione della spesa di aver individuato ben € 488.083,66 di economie e tagli concentrati sui capitoli dei servizi e delle manutenzioni ai cittadini (Macroaggregati 3 e 4), sui costi della politica non risulta indicata alcuna riduzione.
Mentre si sforbiciano i capitoli dei servizi per la collettività, i capitoli destinati alle indennità degli amministratori restano blindati e crescono a quota 134.153 euro.
3. LA RISPOSTA SULLE INDENNITÀ E LA PROPOSTA DELL'OPPOSIZIONE
Al Sindaco che si giustifica dicendo che le indennità sono coperte da fondi statali e non si possono ridurre, rispondiamo con la massima chiarezza:
1. Gli oneri accessori e l'IRAP sulle indennità escono direttamente dalle casse del Comune di Roccella. Ridurre gli emolumenti avrebbe prodotto un risparmio immediato di denaro pubblico comunale.
2. Se ci fosse stata la reale volontà di dare il buon esempio, la Giunta avrebbe potuto incassare la quota statale e devolvere volontariamente, ogni mese, una percentuale della propria indennità a un Fondo Comunale di Solidarietà per aiutare i cittadini di Roccella stangati dalle tributi innalzati al massimo (Imu e tari su tutti!)
IL NODO DELLA QUESTIONE
Lo abbiamo detto chiaramente anche in aula: una riduzione della spesa per gli organi politici non avrebbe certo risolto il problema del disavanzo da 3 milioni di euro, ma avrebbe rappresentato un segnale fondamentale di responsabilità, di sensibilità e di buona volontà.
Prima di chiedere sacrifici a famiglie, commercianti e lavoratori di Roccella, chi ha amministrato ed è responsabile di questo buco di bilancio aveva il dovere morale di fare per primo la propria parte.
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