Alla riscoperta delle nostre radici attraverso il prezioso dattiloscritto di don Simone Molinero, sacerdote legato alla storia religiosa e sociale della nostra comunità.
Proposta dalla piccola libera gratuita libreria ecologista di piazza Dogana in Roccella Ionica.
Grazie al sig. Agostino Bettino.
PRIMA PUNTATA
Roccella Ionica, cittadina semplice e pur bella, lussureggiante di olivi ed odorante di aranci, a ridosso di un' amena collina, si cui svetta ancora, corroso dal tempo, un turrito castello; baciata dalle acque azzurre del mar Jonio, sorrida dal limpido cielo e dalla mitezza de clima. Questa è la Roccella attuale; ma...dove era l'antica Roccella? A quale epoca risale la sua fondazione? Quali furono le sue vicende? Le origini di Roccella si confondono con quelle della Magna Grecia; sarebbe l' antica Anphysia ricordata da Ovidio (Metam. XV V. 703); le sue vicende storiche si possono considerare comuni alle vicende dell' antica Locri, potente repubblica della Magna Grecia, che estendeva i suoi dominii da Capo Zeffirio alla Sagra (oggi Allaro). Non fa stupire però, se nei fatti dell' antica Locri, Roccella non viene mai nominata: facendo parte della repubblica, i roccellesi militavano insieme alle truppe locresi; vincevano o soccombevano dove le truppe locresi avevano la vittoria o la sconfitta, con l' aggravante comune a tutti i centri periferici: quando si tratta di oneri, spetta a loro la parte più grave; quando invece si tratta di onori, se ne stanno ordinariamente a bocca asciutta. Quando Locri fu occupata da Dionisio, Tiranno di Siracusa, Roccella certamente dovette subire le stramberie di quel Tiranno depravato ed eccentrico; quando Pirro ed Annibale presidiarono la capitale, anche i centri periferici dovettero subire tutte le volgarità e le violenze di quelle truppe semiselvagge ed abbruttite da una vita di rapine, di rapacità e di atrocità; quando le truppe dell' esercito imperiale romano ebbero il sopravvento sul presidio cartaginese e lo massacrarono, i locresi sopportaron per un anno le angherie dei soldati romani, poi mandarono dieci cittadini a protestare difronte al Senato, affinché mettesse un freno a tanta oppressione. Se tanto era triste la condizione della città di Locri, era certamente tristissima quella dei centri periferici, poiché le truppe di presidio si estendevano per le campagne per le loro bevande prodezze. Giorno e notte tutto risuonava di pianti di donne e di fanciulle, che dovevano subire ogni offesa alla dignità e sensibilità umana da parte di quelle orde barbariche. Caduta definitivamente sotto il dominio romano, circa 200 anni avanti Cristo, Roccella, come Locri, Caulonia ed altre città della Magna Grecia, un tempo tanto superbe e potenti, soggiacque alla sorte di innumerevoli città: fu sperduta e dimenticata nel gran mondo romano. Anche l' antica ubicazione della città è controversa, benché si possa presumere che non sia stata lontana dal cosiddetto "Porto Ausonio", ad un chilometro oltre l' attuale marina di Roccella; porto ora sommerso in fondo all' acqua, ma di cui, quando il mare è calmo e limpido, si possono vedere i resti. In tale zona sono state trovate le due colossali colonne monolitiche, di granito egizio, attualmente collocate nella piazza San Vittorio.


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