A Roccella Ionica chiude il Museo Multimediale Immersivo, ma non le scuole. Una scelta che solleva interrogativi, soprattutto per i ragazzi che raggiungono i licei dai paesi dell'entroterra.
Il Comune ha disposto la chiusura del Museo Multimediale Immersivo per l'allerta arancione, annunciando la riapertura regolare per domenica 11 ottobre. Una misura di prudenza che fa sorgere una domanda spontanea: se il maltempo giustifica la chiusura del museo, perché non si è ritenuto necessario fare altrettanto con le scuole?
Nei licei di Roccella arrivano ogni giorno studenti da diversi comuni dell'entroterra, compresi Stilo e Bivongi. Per essere in aula alle otto, molti devono partire ancora con il buio e percorrere strade tortuose, potenzialmente esposte a frane e smottamenti.
Dopo le forti piogge della notte (previste dalla Protezione Civile) e con il maltempo della mattinata, era legittimo interrogarsi sui rischi di questi spostamenti.
Oggi, da quanto abbiamo potuto constatare, le aule sono state frequentate da pochissimi studenti, soprattutto residenti a Roccella. Molti ragazzi provenienti dai paesi vicini non sono partiti, evitando responsabilmente di affrontare strade che ritenevano rischiose.
In diversi comuni della Locride, secondo le ordinanze e le comunicazioni diffuse, i sindaci hanno disposto la chiusura delle scuole. A Roccella, invece, non risulta sia stata adottata un'analoga ordinanza.
È evidente che l'allerta arancione non impone automaticamente la chiusura degli istituti, ma proprio per questo occorre valutare attentamente i rischi specifici del territorio e le condizioni delle strade percorse dagli studenti.
Perché la prudenza è stata ritenuta necessaria per il museo e non anche per gli studenti? Quali valutazioni sono state fatte sulla sicurezza dei ragazzi provenienti dall'entroterra?
Ritengo che qui siamo di fronte a una questione di responsabilità. La sicurezza delle persone deve essere sempre la priorità, soprattutto quando si tratta di giovani costretti a viaggiare ogni mattina per raggiungere la scuola.
Chiedo al sindaco di chiarire pubblicamente quali valutazioni abbiano portato a lasciare aperte le scuole nonostante l’allerta arancione e le criticità legate agli spostamenti degli studenti provenienti dall’entroterra.
Per il futuro, chiedo che la sicurezza dei ragazzi diventi la priorità assoluta, valutando tempestivamente la chiusura degli istituti quando le condizioni meteorologiche e quelle delle strade lo rendano necessario. Perché la tutela dei nostri figli viene prima di qualsiasi altra considerazione.

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