La situazione finanziaria del Comune di Roccella Jonica è arrivata a un punto che non può più essere ignorato. Il Rendiconto 2025 ha fatto emergere un disavanzo di amministrazione di 2.124.417,07 euro. A questo si aggiungono debiti fuori bilancio e un accantonamento per possibili passività della società partecipata Jonica Multiservizi, portando la massa passiva complessiva del Piano di riequilibrio a 3.012.115,44 euro.
Non si tratta di una difficoltà nata improvvisamente, ma di criticità accumulate nel tempo, già oggetto dei rilievi della Corte dei conti con le deliberazioni n. 25/2025 e n. 152/2025.
Gli atti evidenziano problemi nella gestione dei residui attivi, nella determinazione del Fondo crediti di dubbia esigibilità (FCDE), nella riscossione delle entrate tributarie ed extratributarie e nella gestione della cassa, con il ricorso sistematico alle anticipazioni di tesoreria per sostenere le spese correnti.
A queste criticità si aggiungono i debiti fuori bilancio, emersi anche nei rapporti con Jonica Multiservizi, società interamente partecipata dal Comune.
È legittimo chiedersi come sia stato possibile arrivare a questa situazione, quali controlli siano mancati e perché non si sia intervenuti tempestivamente per correggere le criticità.
Il Piano di riequilibrio 2026-2035 prevede il ripiano di una massa passiva di oltre 3 milioni di euro, attraverso maggiori entrate, recupero della capacità di riscossione, valorizzazione del patrimonio comunale e riduzioni della spesa.
Il Piano individua risorse complessive per circa 4,77 milioni di euro nell'arco del decennio, ma le previsioni dovranno tradursi in entrate realmente incassate e risparmi effettivi, senza la formazione di nuovi debiti.
Il percorso di riequilibrio durerà dieci anni. Non sosteniamo che il Piano determini automaticamente nuovi aumenti fiscali: i principali tributi comunali sono già applicati ai livelli massimi consentiti. Il problema è capire da dove arriveranno le risorse e quali spese saranno sacrificate.
Tra le misure previste figurano le entrate derivanti dalle sanzioni stradali, dal patrimonio boschivo, dall’addizionale demaniale e dal rafforzamento della riscossione, insieme alla riduzione di alcune voci della spesa corrente.
Contestiamo l’eccessiva fiducia riposta in entrate ancora da realizzare. Le sanzioni stradali devono garantire la sicurezza, non diventare uno strumento per fare cassa; il patrimonio pubblico deve essere valorizzato senza svendere beni strategici della comunità.
La riduzione della spesa può inoltre incidere sulla manutenzione delle strade, sulla pulizia, sul verde pubblico, sui servizi sociali, sull’assistenza scolastica e sugli investimenti necessari alla qualità della vita.
Abbiamo contestato anche la previsione di 270.000 euro per il palcoscenico del Teatro al Castello, ritenendo necessario valutare ogni investimento sulla base delle priorità della comunità e coinvolgere i soggetti privati che beneficiano economicamente dei grandi eventi.
Il problema non è soltanto contabile, ma riguarda le scelte e le responsabilità di chi ha amministrato. La continuità politica, rivendicata per anni come un merito, deve tradursi anche nell’assunzione delle responsabilità per le criticità accumulate.
Chi ha contribuito a determinare la voragine del debito non può essere considerato la garanzia del suo risanamento.
Risanare significa migliorare la riscossione, rafforzare i controlli, impedire nuovi debiti fuori bilancio, eliminare gli sprechi e verificare ogni anno il raggiungimento degli obiettivi. Significa anche rivedere le priorità, valutare le spese discrezionali e garantire che le risorse pubbliche producano benefici concreti per i cittadini.
Il nostro voto contrario al Piano non è un voto contro Roccella né contro la necessità di risanare i conti. È una scelta dettata dalla preoccupazione per il futuro del paese e dalla mancanza di fiducia nella capacità politica di chi ha contribuito a determinare questa situazione di guidare il Comune fuori dalla crisi.
Non possiamo accettare che il peso del risanamento ricada sui cittadini attraverso dieci anni di vincoli, possibili riduzioni dei servizi e risorse sottratte ad altre necessità della comunità.
Continueremo a vigilare sull’attuazione del Piano, chiedendo trasparenza sulle entrate e sulle spese e segnalando ogni criticità. Il nostro impegno è costruire un’alternativa amministrativa credibile, capace di mettere al centro le persone e non gli interessi della politica.
A Roccella serve un radicale cambiamento nella gestione amministrativa: meno sprechi, più servizi, più attenzione ai bisogni delle persone.
Il risanamento finanziario deve diventare l’occasione per ricostruire fiducia, responsabilità e una prospettiva nuova per il futuro della nostra comunità.

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