Seconda puntata del dattiloscritto di Don Simone Molinero.
ROCCELLA DAL 200 a.c. AL 1000.
Dalla conquista delle armi imperiali romane fino a quando si ritorna a parlare di Roccella, passano oltre 1000 anni, cioè fino a quando risulta feudatario di Roccella e di Caulonia Galeazzo Bardassino, quindi il marchese Antonio Centelles, ed in seguito, confiscate le terre, per infedeltà al re di Spagna, il feudo di Roccella e di Caulonia fu dato da Ferdinando di Aragona al Principe Carafa, detto per questo, Principe di Roccella.Nel decimo secolo la città si chiamava già "Rupella" quindi "Arocella" ed ora Roccella, per essere fondata sulla rocca.
La lacuna di notizie non è soltanto dovuta alle invasioni barbariche, ma anche alle invasioni dei vari conquistatori di oltre Alpi, del secolo scorso, più civili, ma, appunto per questo più rapaci ed avidi di opere d'arte, di pergamene, documenti, memorie, ecc...
È doveroso anche riconoscere il torto e le deficienze di quelli che hanno abitato queste terre. Che, centri esuberanti di vita, come Locri, Caulonia ed altri ancora più potenti ed importanti non abbiano lasciato neppure il ricordo del loro nome e di alcune loro gesta, denota bensì il grande furore barbarico che li ha colpiti, ma nel medesimo tempo anche la grande apatia dei contemporanei e dei posteri, poiché non si conosce neppure con sicurezza il luogo preciso delle loro città.
Eppure un giorno i nostri avi facevano parte nobilissima della Magna Grecia; erano i discendenti dei gagliardi colonia, che avevano stupito il mondo antico per la loro grandezza civile e per il loro valore.
Questi popoli, questi centri del litorale jonico rimasero travolti, quasi percossi da una immane raffica distruggitrice.
Desistere dalle ricerche? Desistere dal tentativo di raccogliere maggiori notizie di questa Regione, che ha avuto un passato tanto glorioso? No; un antico savio della Grecia insisteva su questo programma racchiuso in queste tre parole "Conosci te stesso".
Conosci te stesso attraverso le vecchie e le nuove generazioni, poiché non puoi conoscere chi sei, se non conosci chi sei stato.
E quante cose da conoscere e da ricordare! La Magna Grecia, di cui il tuo paese è stato una piccola parte, passò nel tempo, si dileguò dalla terra, ma l' anima dei suoi guerrieri e dei suoi filosofi non è morta; lo spirito dell' antica patria aleggia ancora nel pensiero, nell' idioma e nel canto.
Conosci te stesso e leggi con amore i libri che parlano della tua terra; perché non puoi conoscere te stesso se non conosci il passato della tua patria, le gesta dei tuoi padri e la loro fede.
Raccogliti nella solitudine, poiché nel silenzio e nel raccoglimento potrai ancora avere una visione lontana delle meraviglie e degli splendori; potrai ancora avere l illusione di sentire nel sangue delle tue vene l eroismo dei tuoi padri, tra il rumore ed il cozzare delle armi; e, se il tuo animo è tanto nobile e sensibile da percepire ancora lo schianto del cuore di tante mamme e la preghiera delle loro labbra, allora levati il cappello, piega riverente il capo in venerazione a tutti gli angeli in sembianze umane, che hanno resa santa questa terra, con la bontà, con la preghiera ed il sacrifizio; e proverai anche tu, come il poeta, un godimento nobile e sublime: "Tra questa immensità si annega il pensiero mio e il naufragar mi è dolce in questo mar".
La prima puntata a questo link:
https://roccellasiamonoi.blogspot.com/p/roccella-jonica-un-viaggio-nella-storia.html?m=0

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