Dalla piccola libera gratuita libreria ecologista di Piazza Dogana, un nuovo consiglio di lettura dalla Biblioteca del Novecento: il romanzo breve di Luis Sepúlveda che intreccia noir, ironia e pene d’amore, trasformando un killer professionista in un uomo fragile e imprevedibile.
Dalla biblioteca del novecento un consiglio di lettura proposto dalla piccola libera gratuita libreria ecologista di piazza Dogana in Roccella Ionica.
Luis Sepulveda - Diario di un killer sentimentale.
Uno scrupoloso professionista dell' assassinio, assai abile nell' eseguire gli "incarichi" e dunque molto richiesto e molto ben pagato, commette un grave errore, imperdonabile per uno del suo calibro: si innamora di una bellissima ragazza francese e intraprende con lei una convivenza molto "borghese", interrotta soltanto dai suoi viaggi per il mondo, ovunque ci sia qualcuno da uccidere. Poi però la francesina lo lascia per un altro, e lui si trova in uno stato di prostrazione e di sgomento come l' ultimo degli innamorati infelici; e tutto questo accade mentre deve portare a termine un incarico particolarmente difficile, che lo obbliga a spostamenti continui, da Madrid a Istanbul, da Francoforte a Parigi, fino a Città del Messico. Il suo stato d'animo e il suo tormento sentimentale gli fanno commettere molti sbagli, che lo condurranno a una sorta di pensionamento anticipato. Ma prima egli dovrà comunque eliminare la vittima predestinata, accomunata nel destino di morte a un' altra persona che il killer non avrebbe mai pensato di incontrare, e che ci si rivela con uno spettacolare colpo di scena solo nelle ultime pagine. Condotto sul filo di una costante e divertita ironia, questo romanzo breve datato 1996 è certamente il prodotto più raffinato e meglio costruito che Luis Sepulveda abbia dato alle stampe: la struttura del noir, con i suoi perfetti meccanismi e la sua abbondante dose di efferatezze, trova un clamoroso controcanto nelle pene d amore dell' assassino, nella godibilissima parodia di un genere che spesso, molto spesso, riesce anche a prendersi sul serio.

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