La maggioranza sventola le carte per simulare un isolamento del consigliere Iervasi, ma rifiuta la sfida in diretta. Intanto restano sul tavolo le denunce su utili dimezzati, tasse evase e fondi FEAMPA spesi in casette di legno.
Quando in un Consiglio Comunale non si hanno argomenti validi per rispondere a cifre spietate, assunzioni senza bando e concessioni regalate a prezzi di saldo, l’unica arma che resta a una maggioranza alle corde è la distrazione di massa.
Ed è esattamente il teatrino a cui abbiamo assistito nell’ultima seduta consiliare di ieri pomeriggio.
Messo alle strette sulla gestione della società Porto delle Grazie Srl (controllata al 71% dal Comune), il Sindaco – spalleggiato dai suoi consiglieri – ha pensato bene di imbastire una sceneggiata da cinematografia politica di serie B: sventolare i verbali per gridare alla "scissione" dell'opposizione, tentando disperatamente di far credere che le mie durissime critiche fossero solo un'opinione isolata di Nicola Iervasi e non dell'intero gruppo "Roccella in Comune".
Un bluff ridicolo, smontato dai fatti e dai documenti. Ma andiamo con ordine e ristabiliamo la verità.
Per cercare di colpirci, la maggioranza si è attaccata al verbale della Commissione 1 dello scorso 11 giugno 2026. Peccato che, leggendo quel documento, emerga l'esatto contrario di ciò che la propaganda del palazzo vuole far credere.
Cosa ha fatto il nostro consigliere Vincenzo Ursino in quella sede? Ha forse tessuto le lodi dell'Amministratore Unico che questa maggioranza vuole riconfermare a tutti i costi? Assolutamente no. Il verbale parla chiaro: “Il consigliere Ursino ribadisce le critiche già avanzate in Consiglio Comunale circa l’operato dell’amministratore delegato della Porto delle Grazie Srl".
Ursino ha messo nero su bianco la totale insoddisfazione per la gestione del porto, a partire dall'inesistente rapporto con i diportisti locali, liquidati dal management con l'arroganza di chi dice loro che, se non sono contenti, "sono liberi di andarsene in altre strutture". Il nostro consigliere ha difeso i lavoratori del mare pretendendo agevolazioni tariffarie per i residenti.
Se poi in Commissione ha espresso un voto favorevole sul testo, lo ha fatto per puro spirito istituzionale verso alcune linee programmatiche future scritte sulla carta. Perché a parole, si sa, questa maggioranza è bravissima a fare libri dei sogni; è sui fatti e sulla realtà che crolla clamorosamente.
Il gruppo "Roccella in Comune" è compatto: l'Amministratore uscente è stato sonoramente bocciato da Ursino in Commissione esattamente come dal sottoscritto in aula.
La prova regina che la maggioranza stesse solo recitando una parte è arrivata quando ho lanciato una sfida chiarissima al Sindaco in piena aula:
«Se questo documento serve davvero a dettare le linee guida per il futuro e non è una sfacciata blindatura politica per l'Amministratore uscente, il Sindaco metta una firma qui davanti a tutti e metta a verbale che il prossimo gestore del Porto non sarà De Cet. Se lo fate, noi approviamo il documento adesso».
Risultato? Il gelo. Il Sindaco è rimasto in silenzio, ha rifiutato la sfida e si è tirato indietro. Perché abbiamo scoperchiato il loro gioco: quella delibera non è programmazione, è solo una poltrona prenotata.
È francamente deprimente vedere un Sindaco che coltiva dichiaratamente grandi ambizioni nazionali, che punta a una poltrona in Parlamento, che nei comizi si lancia in voli pindarici sui "treni per Roma" e sui massimi sistemi dei flussi migratori, ridursi poi a queste bassezze da cortile pur di schivare il dibattito amministrativo. Un leader che punta alla politica nazionale non dovrebbe scendere così in basso per tentare di isolare un consigliere comunale che sta semplicemente facendo il proprio dovere: rinfacciare alla maggioranza i disastri e le opacità della gestione pubblica.
E fa ancora più sorridere se pensiamo che, persino tra le fila della maggioranza, ci sono state occasioni pubbliche in Consiglio in cui singoli consiglieri hanno votato contro o si sono astenuti in palese dissenso con la giunta. Noi dell'opposizione abbiamo forse fatto sciacallaggio politico su questo? Abbiamo forse speculato parlando di crisi o dissidi interni? No, perché noi rispettiamo l'autonomia dei consiglieri e, soprattutto, facciamo politica sulla sostanza degli atti, non sul gossip da corridoio.
La verità è che il Sindaco ha dovuto fare fumo sulle "divisioni dell'opposizione" perché non ha una sola parola spendibile per difendere i veri nodi che abbiamo sollevato nella nostra relazione:
1. Utili dimezzati: La Porto delle Grazie Srl non è affatto la gallina dalle uova d'oro che raccontano. I numeri ufficiali dicono che l’utile netto è crollato dai 91.344 euro del 2024 ai soli 44.779 euro del 2025. Margini ridicoli per una struttura di questa portata.
2. Lo scandalo delle tasse evase: Abbiamo scoperto e riferito che la società del Porto (lo ripetiamo, pubblica al 71%) per anni non ha pagato regolarmente l’IMU e la TARI al Comune di Roccella. Il tutto è emerso solo grazie ai controlli della Guardia di Finanza Costiera. Il Comune stringe la cinghia ai cittadini, ma tollera l'evasione fiscale in casa propria.
3. Assunzioni clientelari: Si vantano di 6 assunzioni in più rispetto al 2022, ma sul sito del Porto non esiste traccia di bandi pubblici o graduatorie di merito. Posti di lavoro pubblici gestiti secondo logiche di pura vicinanza politica.
4. Una concessione commerciale all'interno della struttura assegnata attraverso un bando ipocritamente mascherato da "invito aperto" ma infarcito di clausole talmente astruse e restrittive da azzerare la concorrenza.
A completare il quadro di una totale mancanza di visione strategica si aggiunge l'ultimo disastro: il progetto di "Riqualificazione delle banchine pescherecce" finanziato con i fondi europei FEAMPA 2021-2027.
Mentre i principali porti della Calabria usano questi milioni per trasformarsi in moderni poli commerciali, l'Amministrazione di Roccella si accontenta della vernice fresca. Il bando europeo finanziava esplicitamente la vendita diretta e la tracciabilità del pesce. La vera svolta sarebbe stata la creazione di un Mercato Ittico Locale, una struttura capace di eliminare i mediatori esterni, tutelare il reddito dei nostri pescatori e creare un vero indotto economico e turistico.
Invece in cosa investiamo? In asfalto, luci e "casette in legno". Un palliativo utile solo a fare passerella politica, lasciando la nostra marineria all'anno zero della commercializzazione. Senza contare che il progetto prevede la pavimentazione delle banchine con mattonelle, una scelta che fa tremare i polsi se ricordiamo il disastro di qualche anno fa, quando furono collocate piastrelle di scarsa qualità che dopo pochi mesi sono risultati staccati, spaccati e rimossi sotto il peso del lavoro portuale.
Potete inventarvi tutte le storie che volete, caro Sindaco e cari consiglieri di maggioranza. Potete fare gossip sui verbali e cercare di isolare chi vi riporta alla realtà. Ma i numeri restano impietosi, i bandi restano imbarazzanti e le occasioni di sviluppo per Roccella restano puntualmente sprecate.
Il gruppo "Roccella in Comune" resta unito, compatto e fermamente convinto del proprio voto contrario a questo modello di gestione feudale della cosa pubblica. Noi continuiamo a difendere il bene comune. Voi continuate pure a guardare lo specchio.

E chi lo dovrebbe portare a Roma questo sindaco? I Roccellesi? È bene che cominci a trovarsi i voti altrove! Ps: da fonti ben informate ci risulta che neanche quelli del suo partito lo vogliono, sia a lui che a Falcomatà! Il tempo sarà galantuomo.
RispondiEliminaCaro Nicola, scrivo a caldo su questo post ma sono sicuro che, se hai assistito anche tu, questa sera, al salotto con Mentana, presto scriverai su questo argomento, questa volta non a piacere, ma bensì a dispiacere di tutti noi Calabresi! Mi sono sentito, insieme a tanti altri, offeso dalle parole pronunciate a disprezzo di noi Calabresi da Mentana che ha fatto una predica molto scomposta e non veritiera su tutti i nostri limiti e difetti dicendo che siamo rimasti al medioevo. Ma questo bulletto chi si crede di essere, il Padreterno? E il nostro sindaco, oltre a stare al telefonino mentre costui sproloquiava, si è reso conto di quanto è stato offensivo? Persino Tommaso Labate ha provato disagio per le parole dette da Mentana che è andato a ruota libera, fuori tema e con la prosopopea del saccente lombardo! Altro che origini Calabresi! Un solo cittadino del pubblico ha avuto il coraggio di replicare alle castronerie dette da Mentana, rintuzzandolo e provocando la reazione stizzita di questo cafone. Caro sindaco, con i soldi che spendi per queste manifestazioni, porta gente perbene e non detrattori della nostra meravigliosa gente e della nostra Calabresità. E guarda che il primo ad essere stato offeso e denigrato sei stato proprio tu che appartieni a quella classe politica che Mentana ha disprezzato e indicato per incapacità! Ma forse non te ne sei accorto perché non hai ascoltato. Eri tutto preso con il tuo telefonino! Svegliaaaaa!!!!!
RispondiEliminaCredo che Mentana ieri sera, prima di venire a Roccella, abbia bevuto un bel pò! Chissà di quale Calabria parlava! Infatti si è fatto accompagnare da un suo cugino perché se lo avessero fermato in stato di ebbrezza gli avrebbero ritirato la patente. Il vino greco di Bova fa brutti scherzi!
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RispondiEliminaCaro Nicola, di seguito voglio estendere a Te e a tutti i Roccellesi uno scritto di Gioacchino Criaco che descrive alla perfezione l'infausta venuta e lo sproloquio fatto da Enrico Mentana venerdì sera a Roccella. Spero serva da monito soprattutto per i nostri amministratori.
"Come tutte le cose belle, pure l’estate ha le sue pecche, ineliminabili quasi, le zanzare ad esempio. Piccoli fastidi che non cambiano la meraviglia. Da noi, al Sud, la bella stagione si porta dietro una schiera di profeti che arrivano a indicarci la via per il miglioramento: non economisti a parlare di economia, filosofi di filosofia, gastronomi di gastronomia, archeologi di archeologia. Tutto si confonde, i ballerini parlano di antropologia, i vecchi signori indovinano il desiderio degli adolescenti, gli zoologi leggono le carte meglio dei chiromanti. Assoldiamo improbabili indovini, li spesiamo di tutto punto, li mettiamo in testa a un corteo e gli andiamo dietro a stuolo a raccogliere perline colorate. E’ l’assenza di un tessuto culturale nostro, che negli anni, inevitabilmente, ha ingenerato una sindrome della subalternità. Crisma del profeta è la notorietà, per qualunque merito acquisita. Basta essere famosi o esposti mediaticamente e si può arrivare al sud per vaticinare, indicare ricette improbabili e dispensare consigli inutili.
Ci trattano come buoni e docili selvaggi, li inondiamo di applausi e attenzioni, postiamo le loro foto sui social e sbandieriamo le loro visite, quasi sempre pagate come medaglie, attestati di merito. Ma non è per mancanza di consigli che non superiamo i nostri drammi, latita la lotta, manchiamo di soldati. Come tutti i vinti paghiamo la sconfitta, subiamo la beffa. Dentro una bellezza inaudita, frutto di estati strepitose, per contrappasso paghiamo lo scotto di zanzare e profeti"