Continuiamo questo viaggio necessario tra le vostre riflessioni e le mie risposte. Cerco di farlo con l’umiltà di chi si mette in ascolto, ma anche con la fermezza che mi deriva da un’intera vita vissuta in questo paese e da anni di impegno alternativo a una gestione che, negli ultimi vent’anni, ho sempre ritenuto autoritaria e troppo spesso inconcludente.
Non sono parole al vento: questo blog è nato nel 2009 e tra pochi mesi compirà 17 anni. Diciassette anni di cronaca, di denunce e di proposte; diciassette anni in cui questo spazio è rimasto un presidio di libertà per chi non si rassegna. Oggi più che mai, la vostra voce è il carburante per continuare a immaginare una Roccella diversa.
Sintesi dei vostri commenti pubblicati sotto gli ultimi post.
Il malcontento dei cittadini di Roccella Ionica si articola su alcuni pilastri fondamentali:
Mancanza di Dialogo e Trasparenza: Viene lamentata l’assenza totale di confronto tra il Sindaco/Amministrazione e i cittadini. L'amministrazione viene percepita come arrogante, chiusa nelle proprie stanze e sorda alle richieste della comunità.
Degrado Urbano e Lavori Pubblici: Forti critiche allo stato del Lungomare (definito uno "scempio"), alla scarsa manutenzione di strade e marciapiedi (via Roma, via Tenente Carella, SS106), e alla presenza di barriere architettoniche. Si contesta inoltre la gestione dei cantieri (dove si lavora a singhiozzo) e lo spreco di fondi in progetti fallimentari (piante secche sulla sabbia, aree inutilizzate).
Gestione dei Rifiuti e Tributi: C’è indignazione per la "doppia morale" sulla raccolta differenziata (rigore verso i cittadini, lassismo negli uffici comunali) e per l'invio di avvisi di pagamento TARI già saldati, percepiti come tentativi di riscossione indiscriminata.
Perdita dell'Identità e Socialità: Grande rammarico per la scomparsa delle tradizioni come il Carnevale e per la scelta di puntare solo su grandi eventi estivi spot, trascurando la vita sociale dei residenti e dei bambini per il resto dell'anno.
Sicurezza e Servizi: Preoccupazione per l'eccessiva velocità delle auto, l'inquinamento acustico dei motorini, la pericolosità delle aree giochi e la scarsa tutela degli animali.
Cari amici e concittadini,
leggere i vostri commenti in questi giorni è stato un esercizio di realtà tanto doloroso quanto necessario. Il "caro diario" che abbiamo costruito insieme non è solo una raccolta di lamentele, ma il manifesto di una comunità che ama profondamente Roccella e che non accetta di vederla scivolare nel degrado e nell’indifferenza.
Dalle vostre parole emerge un quadro chiaro che non può più essere ignorato:
Sulla manutenzione e la sicurezza: Avete ragione. Non è accettabile che un paese che ambisce al turismo abbia marciapiedi che diventano trappole per i disabili e voragini in pieno centro. La proposta della "mappatura dei quartieri" è ottima e la faremo nostra: se l'amministrazione non vede i buchi nelle strade, glieli indicheremo noi, uno per uno.
Sullo spreco di risorse: Piantare alberi che seccano dopo un mese o stendere bitume che si sbriciola non è "capacità progettuale", è gestione approssimativa del denaro pubblico. Chiediamo trasparenza sulle risorse sprecate e sulle consulenze di progetti che ignorano le basi dell'agronomia e del buon senso.
Sulla TARI e le regole: Il rispetto si guadagna con l'esempio. Non si possono multare i cittadini per un sacchetto fuori posto se poi il Comune non dà l'esempio nei propri uffici. Ed è gravissimo che vengano inviate notifiche di mancato pagamento a chi è in regola: la pubblica amministrazione non può andare "a pesca" sperando che qualcuno paghi due volte.
Sull'anima di Roccella: Il Carnevale che muore e le tradizioni che svaniscono non sono solo "feste mancate". Sono pezzi di identità che ci vengono sottratti. Roccella non può vivere solo di un mese di accentramento di concerti estivi o manifestazioni svolte al chiuso, per poi restare al buio per il resto dell'anno. I nostri bambini e le famiglie meritano piazze vive, giochi sicuri e tradizioni da tramandare.
A chi governa il paese dico: il silenzio non è una strategia, è una mancanza di rispetto. I cittadini che scrivono qui non sono "sudditi", sono i vostri datori di lavoro.
A voi cittadini dico: continuiamo così. Non siamo passivi. Segnalate, fotografate, partecipate. Questo blog resterà una finestra aperta, una voce che non si stancherà di chiedere conto di ogni euro speso e di ogni mattonella posata male.
Roccella merita di tornare a profumare di eucalipto, non di abbandono.
In chiusura, sento il bisogno di fare un chiarimento personale e di lanciare le nostre prossime azioni concrete.
Mi è dispiaciuto sapere che una cara amica abbia interpretato come un attacco personale la foto dei rifiuti ammucchiati davanti all’ex Municipio. Vorrei essere chiaro: quell'immagine non mirava a colpire i singoli, ma a denunciare un sistema. Il punto è politico e civile: se il Comune consente a chi organizza eventi di gettare tutto nell’indifferenziata, sta autorizzando un danno economico e ambientale. L'indifferenziata è la frazione che costa di più in termini di smaltimento e quel costo, inevitabilmente, ricade sulle bollette TARI di tutti noi. Differenziare non è un optional per pochi, deve essere una regola per tutti, specialmente durante le manifestazioni pubbliche.
Infine, vi annuncio che stiamo elaborando un Decalogo di proposte concrete da consegnare formalmente all’Amministrazione. Saranno suggerimenti validi per l'estate, ma pensati per restare. Fra queste proposte ci sarà la Richiesta di un'ordinanza specifica e controlli severi contro l'inquinamento acustico dei motorini truccati. È inaccettabile che la quiete pubblica venga violata a ogni ora, specialmente di notte, da mezzi che sfrecciano impuniti.
Roccella non è di chi la governa pro tempore, è di chi la vive e la rispetta ogni giorno. Continuiamo a farci sentire.
RispondiEliminaOggi sono andata in Comune per un controllo sulla tassa della spazzatura del 2021, che ho pagato regolarmente e per cui ho tutte le ricevute.
Fortunatamente avevo ogni documento in ordine, perché quando si parla di tasse è sempre meglio avere le prove. E infatti le ho mostrate senza alcun problema.
Gli errori possono capitare.
Riguarda l’atteggiamento.
A chi lavora negli uffici comunali voglio dire una cosa semplice: siete cittadini come noi. Siamo uguali. Non siamo “da una parte del bancone” contro “l’altra parte”.
Chi entra in un ufficio pubblico non è un nemico, non è un sospetto, non è qualcuno che sta cercando di fregare il sistema. È un cittadino come voi, che paga e chiede solo chiarimenti.
Un po’ più di gentilezza, un po’ più di rispetto e un po’ meno sufficienza farebbero la differenza.
Perché dietro ogni pratica c’è una persona. E il rispetto dovrebbe essere la base, sempre.
Gentile lettrice, ti spiego io cosa sta succedendo: i poveri impiegati si sono ammalati e non lo sanno! Sì, è proprio vero, si sono ammalati di altezzosità e presunzione, terribile malattia contagiosa. Sono stati infettati dal sindaco e dalla sua maggioranza con questo virus che circola per le stanze del comune di Roccella. Dobbiamo stare attenti quando andiamo nei corridoi e negli uffici del comune. Purtroppo il medicinale per estirpare questo terribile virus al momento non si trova in giro per Roccella nè nelle farmacie della Locride: fonti certe mi dicono che al momento non è in produzione e che bisognerà aspettare qualche anno fino all'arrivo delle nuove elezioni comunali. In quell'occasione verrà distribuito gratuitamente per le vie di Roccella o presso il negozio del nostro amato Nicola e potremo finalmente debellare questo mostruoso virus, sperando che nel frattempo non abbia distrutto il poco che finora ha lasciato a noi poveri cittadini normali. Ora come ora solo un miracolo del Padreterno ci potrebbe salvare! Preghiamo e speriamo: Amen!
RispondiEliminaHa ragione. Il problema non è che chi lavora negli uffici comunali si senta “chissà chi”: il problema è che troppo spesso manca proprio il senso del servizio pubblico.
EliminaIl cittadino che entra in Comune non sta chiedendo un favore. Sta esercitando un diritto, dopo aver pagato tasse e tributi che servono anche a pagare quegli stipendi.
Gli errori possono capitare, ma l’atteggiamento di sufficienza, la poca disponibilità e in certi casi anche la scarsa competenza sono cose che i cittadini non sono più disposti ad accettare in silenzio.
Il Comune dovrebbe essere la casa dei cittadini. Invece a volte sembra che chi entra debba quasi giustificare la propria presenza. Un po’ più di professionalità, rispetto e responsabilità verso la comunità sarebbe il minimo indispensabile.