Abbiamo letto il chiarimento dell’assessore all’Ambiente in merito al mancato finanziamento regionale per il risanamento ambientale. Un intervento che, nelle intenzioni, avrebbe dovuto chiarire, ma che in realtà finisce per confermare e aggravare le criticità da noi evidenziate.
L’assessore spiega che il Comune di Roccella Jonica ha partecipato al bando regionale ed è risultato ammesso ma non finanziabile per esaurimento delle risorse, collocandosi a 56 punti, mentre l’ultimo Comune finanziato ne ha ottenuti 68. Il nodo centrale, però, è la motivazione di questo risultato, che l’assessore stesso chiarisce.
Secondo quanto dichiarato, il bando attribuiva fino a 30 punti agli interventi localizzati nel centro abitato, in prossimità di scuole, luoghi di culto, impianti sportivi e aree urbane.
Nonostante questo criterio fosse noto, il progetto presentato dall’amministrazione ha scelto di intervenire esclusivamente in una zona periferica, l’area dell’ex Dimabox, rinunciando di fatto a una quota decisiva del punteggio.
Ed è qui che la “giustificazione” dell’assessore si trasforma in una vera ammissione di responsabilità politica e amministrativa.
Nessuno mette in discussione che l’area ex Dimabox sia inquinata e meriti attenzione. Ma se il bando premiava gli interventi in zone centrali, era dovere dell’amministrazione individuare un’area altrettanto critica all’interno del tessuto urbano, così da rendere il progetto competitivo.
E purtroppo le alternative non mancavano: la collina del Castello, il letto della fiumara Zirgone, le aree delle Lacche e del Gerone, sono solo alcuni esempi di zone centrali e degradate che avrebbero potuto essere oggetto di intervento.
Respingeremo sempre al mittente l’accusa di “incapacità politica”.
Ma sia chiaro: non è l’insulto che ci infastidisce. Che l’assessore ci definisca incapaci non ci fa né caldo né freddo. Quello che invece ci irrita profondamente è il tentativo di prendere in giro i cittadini roccellesi, alimentando illusioni prive di qualsiasi fondamento.
È grave, infatti, affermare che vi sarebbero concrete possibilità di finanziamento attraverso un futuro scorrimento della graduatoria. Questa ipotesi è semplicemente irrealistica. Nella tipologia di bando alla quale ha partecipato il Comune di Roccella Jonica sono stati finanziati i primi 11 Comuni, mentre Roccella si è classificata al 34° posto.
Ciò significa che, prima di arrivare al progetto di Roccella, dovrebbero essere finanziati ben 23 Comuni, ossia più del doppio di quelli già finanziati con l’intero bando. Parlare oggi di scorrimenti o di futuri aumenti di risorse non è prudenza istituzionale, ma un annuncio privo di qualsiasi credibilità, utile solo a scaricare responsabilità politiche e amministrative evidenti.
Purtroppo questo episodio non è isolato. Nell’ultimo anno Roccella Jonica ha già perso:
il finanziamento per l’ampliamento del cimitero, a causa di morosità nel pagamento del conferimento dei rifiuti;
il progetto “Bici in Comune”, presentato fuori termine.
Una sequenza che racconta un’amministrazione disattenta, poco incisiva e incapace di governare processi che interessano veramente una migliore vivibilità del nostro paese.
A qualcuno piacerebbe probabilmente un’opposizione silenziosa, pronta ad ascoltare senza replicare. Ma non è, e non sarà, il nostro ruolo. Continueremo – con orgoglio – in questa nostra “incapacità politica”, come la definisce l’assessore, a denunciare errori, negligenze e scelte sbagliate, perché è questo il compito di chi ha a cuore il futuro del paese.
Roccella Jonica non appartiene a un’amministrazione, ma alla sua comunità. E oggi quella comunità sta pagando il prezzo di un governo accentrato, privo di visione e sempre più distante dai bisogni reali del territorio, che, così facendo, condurrà il nostro paese a un declino lento ma inesorabile.
Noi non resteremo zitti a guardare!
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