Ci sono vite che scorrono silenziose, fatte di gesti ripetuti, di terra lavorata sotto il sole e di una dedizione assoluta alla famiglia. Quella di Giuseppe Lo Bianco è una di queste vite preziose.
Lo scorso 6 febbraio, circondato dall'affetto dei suoi cari e degli operatori che lo assistono quotidianamente, Giuseppe ha spento ben 102 candeline.
Originario di una famiglia umile e laboriosa, Giuseppe ha trascorso la sua esistenza come bracciante agricolo. Una professione che un tempo significava fatica vera, mani callose e un legame indissolubile con i ritmi della natura.
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| Nonno Giuseppe con il figlio Vincenzo |
Insieme alla sua amata moglie Bianchina, ha costruito un nido fondato su valori rari: la generosità, la serietà e il senso del dovere.
La sua è una storia di radici profonde e rami lontani: mentre alcuni fratelli cercarono fortuna in Australia, Giuseppe è rimasto il pilastro della sua terra.
Oggi, quel pilastro è sostenuto dall'amore dei suoi figli: Vincenzo, residente a Roccella Ionica, Rita, la secondogenita, che vive a Torino e Santa che custodisce con cura la casa di famiglia a Roccella.
I festeggiamenti si sono svolti presso la residenza "The Valley Of Eden" di Stignano, in Contrada Favaco.
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| Insieme agli operatori della struttura The Valley of Eden (La valle dell' Eden) |
Non è mancata la nostalgia mista all'orgoglio nel ricordare Via Serrone: un tempo animata da volti noti, oggi vede in Giuseppe l'ultimo testimone di un'epoca che non c'è più, ma che continua a vivere attraverso i suoi occhi lucidi e la sua tempra d'altri tempi.
Arrivare a 102 anni con la dignità e la storia di Giuseppe è un dono per tutti.
La comunità di Roccella Ionica, fiera di questo suo figlio illustre per laboriosità e onestà, si stringe intorno a lui e alla famiglia Lo Bianco.
"A Giuseppe, che ha saputo coltivare la terra e l'anima, vanno gli auguri più sinceri di tutta la cittadinanza. Che il suo sorriso continui a essere una bussola di speranza per le nuove generazioni."



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