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mercoledì 21 gennaio 2026

Roccella, i danni ci sono stati. Basta raccontare favole

 «Con la speranza che le cosiddette secche presenti nel mare a ridosso di Roccella continuino a proteggere le nostre coste, auguro buonanotte a tutti i cittadini e buon lavoro ai nostri operatori».

Con questa frase avevo chiuso l’articolo sul blog ieri sera.

L’ultima notte è stata davvero dura. Mentre lavoravo quassù a Picatari, dopo le tre del mattino, oltre alla pioggia scrosciante sentivo chiaramente la “voce” del mare grosso. In quel momento ho capito che eravamo nel pieno di ciò che da giorni veniva annunciato.

Oggi si parla di Roccella “senza danni”. Magari.

La verità è un’altra: Roccella i danni li ha avuti. Forse meno rispetto ad altri paesi, ma li ha avuti eccome.

Lo storico lido Undamaris è stato completamente distrutto, il lido Mediterraneo è stato parzialmente distrutto, così come hanno subito danni diverse altre strutture balneari.

Al Porto delle Grazie un enorme pino è caduto a ridosso della strada, creando ulteriori rischi e difficoltà per la viabilità.

Ma il ciclone non è stato solo mare grosso e vento: la pioggia intensa ha provocato frane e smottamenti sull’unica strada, già di per sé molto dissestata, che collega le frazioni Maria e Bosco Catalano, dove vivono numerosi residenti che quella strada la devono per forza percorrere tutti i giorni.

È noto a tutti che, se i danni sul nostro litorale sono stati più contenuti rispetto ad altri centri costieri, ciò è avvenuto grazie alle cosiddette “secche”, una sorta di barriera naturale presente a circa una trentina di metri dalla riva, che fa infrangere le onde più alte e potenti prima che arrivino sulla spiaggia, riducendone l’impatto.

È una caratteristica specifica del nostro litorale, ben conosciuta da chi il mare lo vive da sempre, in particolare dai pescatori.

Per questo è vergognoso quanto scritto dal cosiddetto “sindaco ombra” del paese, che per pura propaganda politica ha attribuito ad altro – e in modo del tutto falso – ciò che invece è frutto di una conformazione naturale storicamente documentata. Non a caso, quelle affermazioni sono state giustamente criticate da più commenti.

Tra questi, è stata chiara e condivisibile la risposta di Carlo Muscolo, che ha ricordato come, in un momento così grave per l’intero territorio calabrese, sia fuori luogo parlare di “fortune” e meriti personali. Ha inoltre richiamato un dato storico innegabile: il porto è stato costruito in una posizione sbagliata, considerando correnti e conformazione della costa, e ciò ha prodotto nel tempo gravi effetti erosivi che sono costati caro alla nostra comunità e all’intero litorale.

Ecco il punto centrale: riconoscere il ruolo delle difese naturali non significa negare l’importanza della programmazione o degli interventi strutturali, ma dire la verità ai cittadini. Le emergenze non sono palcoscenici per l’autocelebrazione. Sono momenti in cui si dovrebbe avere rispetto per chi ha subito danni, per chi lavora sul territorio e per una comunità che merita serietà.

Roccella ha resistito meglio di altri, sì.

Ma non per miracoli amministrativi dell’ultima ora, né per presunti lavori “silenziosi” avviati con una sola ordinanza, piena di errori e refusi. Un’ordinanza che il sindaco evidentemente non ha né scritto né letto, visto che tra i dirigenti indicati per la gestione dell’emergenza compare il dirigente tecnico che non lavora più a Roccella da almeno tre anni.

Un atto che, di fatto, ha avuto valore solo sulla carta: l’istituzione del Centro Operativo Comunale non è mai stata comunicata alla comunità e non è stato fornito alcun riferimento telefonico o canale utile attraverso cui i cittadini potessero segnalare situazioni di emergenza o chiedere assistenza nelle ore più critiche.

E soprattutto: i danni ci sono stati, e vanno riconosciuti, affrontati e riparati. Tutto il resto è propaganda.

In questo momento, la mia vicinanza va a tutti i paesi calabresi e siciliani colpiti dal ciclone, e un pensiero speciale ai proprietari delle strutture balneari di Roccella che hanno subito danni. Auspico inoltre che la strada per Maria venga messa in sicurezza al più presto, così che i residenti possano tornare a vivere senza rischi e difficoltà.



Di seguito le foto del lido Undamaris distrutto e Mediterraneo, nonché gli smottamenti avvenuti lungo la strada per c.da Maria e Bosco Catalano.

Dopo le foto un video realizzato dal consigliere comunale Vincenzo Ursino.



















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