di Angelo Laganà
Caro Papa Francesco, oggi 21 aprile 2026, ricorre la data del primo anno quando, il 21 aprile 2025, alle 7.35 nella residenza di Santa Marta, sei ritornato alla Casa del Signore lasciando tutti nello sgomento.
Era il giorno della Festa dell'Angelo ed io, il giorno prima, nella domenica della Santa Pasqua, ero venuto a Piazza San Pietro per assistere alla tua Benedizione Apostolica dedicata a più di 250.000 fedeli che erano arrivati da ogni parte del mondo. Ricordo, come fosse ora, che pur non essendo in buone condizioni di salute, non eri voluto mancare alla grande manifestazione.
Seduto sul balcone centrale della Basilica di San Pietro, ti eri alzato per benedire tutti i fedeli raccolti dentro il Colonnato del Bernini.
Quello è stato il tuo ultimo atto d'amore nei confronti del mondo cattolico e poi la mattina seguente la brutta notizia che eri volato in cielo. Il 15 aprile, sono venuto alla Basilica di Santa Maria Maggiore per visitare la tua tomba ed ho scattato la prima foto per fare in modo che i tuoi affezionati fedeli possano ammirare quel luogo da te prescelto che non è di un Papa ma di un uomo semplice che anche, dopo la morte, aveva chiesto sobrietà, non marmi pregiati, di lusso, sfarzo, ma solo una semplice copertura in cemento su cui si legge il nome: FRANCISCUS.
Sei stato il Sommo Pontefice che ha veramente voluto bene alla gente "povera", umile, ai malati, ai drogati dando loro aiuti economici. Hai amato profondamente i bambini del mondo e ti eri speso, con tutte le forze, per scrivere la parola fine alle guerre che hanno e stanno causando morti e distruzioni.
Ti ringrazio per la benevolenza che mi hai dimostrato per averti dedicato 3 cd e sono orgoglioso e contento di aver ricevuto 4 lettere nelle quali, oltre a scrivere ed impartire la Benedizione Apostolica, mi mandavi la tua foto unita al marchio dello Stato Vaticano.
Papa Francesco, grazie di tutto, prega per noi e riposa in pace.



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