Storica figura del calcio roccellese, uomo di grandi valori e punto di riferimento anche nella vita civile: il ricordo commosso di chi lo ha conosciuto come atleta, allenatore ed educatore.
Oggi Roccella Jonica perde un uomo che ha lasciato un segno profondo nella nostra comunità, nello sport e nel cuore di chi ha avuto la fortuna di conoscerlo.
Carmelo Favoino è stato un grande calciatore, un allenatore appassionato, un educatore vero.
Ma prima di tutto è stato una gran bella persona.
Chi lo ha conosciuto lo ricorda per la sua serietà, la sua precisione, il suo senso del dovere, qualità che lo hanno contraddistinto anche nel suo lavoro di segretario presso l’Istituto Tecnico Industriale di Roccella Jonica, dove è stato apprezzato per la sua professionalità e il suo equilibrio.
Nel calco, Carmelo è stato una colonna del Roccella.
Ha iniziato sul campo del suo paese, portando con orgoglio quei colori in tutta la Locride, fino a raggiungere traguardi importanti, come l’esperienza tra i professionisti con il Siena in Serie B.
Ma la sua vera grandezza si è espressa soprattutto nel ruolo di allenatore.
È stato un allenatore-educatore esemplare, capace di andare oltre il campo.
Per lui il calcio non era solo gioco: era crescita, formazione, rispetto, sacrificio.
Ha formato e guidato intere generazioni di giovani, insegnando loro a credere in sé stessi e a dare sempre il meglio.
Le testimonianze di chi lo ha vissuto raccontano più di qualsiasi parola:
C’è chi lo ha conosciuto e apprezzato in ogni ruolo della sua vita — come calciatore, allenatore e uomo — ricordandolo semplicemente come “una gran bella persona”.
C’è chi è stato suo calciatore e porta ancora oggi un ricordo vivo e riconoscente:
"Un uomo serio, preparato, capace di lasciare un segno umano oltre che sportivo".
"Un “Mister” che non si dimentica".
E poi il ricordo di un amico sincero, autentico:
"un calciatore con i fiocchi, un allenatore che educava prima ancora di insegnare schemi e tattiche".
A queste si aggiunge la voce commossa di chi è cresciuto sotto la sua guida, che lo ricorda come una presenza costante, quasi familiare:
"un uomo buono e genuino, sempre pronto a dare un consiglio, capace di seguire ogni ragazzo uno per uno, conoscendone non solo il nome ma anche la storia.
Un Mister attento a tutto, sempre presente al campo, capace di creare legami veri, di condividere momenti importanti e di gioire sinceramente per i successi dei suoi ragazzi, come fossero figli.
Un uomo che ha contribuito a far crescere non solo calciatori, ma persone, lasciando un’impronta profonda anche nelle generazioni successive, quasi invisibile ma determinante"
Sono parole semplici, ma profonde. Parole vere. Parole che raccontano chi era Carmelo.
Fuori dal campo, è stato un marito e un padre amorevole, punto fermo per la sua famiglia, alla quale oggi va l’abbraccio più sincero e commosso di tutta la comunità.
Oggi il dolore è grande, ma lo è anche la gratitudine.
Grazie Carmelo,
per ciò che sei stato, per ciò che hai insegnato, per l’esempio che hai lasciato. Roccella ti porterà sempre nel cuore.
Nei campi di calcio, nei ricordi dei tuoi ragazzi, nelle storie che continueranno a essere raccontate.
Fai buon viaggio, Mister.


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