Dalla passione per la musica popolare calabrese al set di “Nchianu a Gozza”: la giovane musicista roccellese protagonista di un’esperienza intensa tra memoria, identità e futuro.
C’è un filo invisibile ma fortissimo che lega la tradizione al presente, ed è lo stesso che nei giorni scorsi ha condotto Immacolata Iervasi sul set dell’ultimo videoclip di Mimmo Cavallaro, intitolato "Nchianu a Gozza".
Per chi segue da tempo questo blog, Immacolata non è certo una sorpresa. Più volte abbiamo raccontato la sua straordinaria passione per la musica popolare calabrese, la sua capacità di suonare con naturalezza gli strumenti simbolo della tarantella – dall’organetto al tamburello – e soprattutto il suo impegno nel trasmettere questo patrimonio ai più giovani.
Ed è proprio questo amore autentico per la tradizione che l’ha portata a vivere un’esperienza tanto significativa quanto emozionante: la partecipazione alle riprese del nuovo videoclip di Cavallaro, uno dei principali interpreti della musica etnica calabrese contemporanea.
"Nchianu a Gozza" è molto più di una semplice tarantella. È un racconto musicale che attraversa i ricordi, i legami affettivi e una delle ferite più profonde del nostro tempo: lo spopolamento dei borghi del Sud Italia.
Tra suoni ancestrali e immagini evocative, il brano restituisce l’anima di una Calabria che resiste, che si racconta e che continua a vivere attraverso chi ne custodisce la memoria.
Le terre che si svuotano, il silenzio che prende il posto delle voci, diventano nel videoclip una narrazione intensa e profondamente identitaria.
In questo contesto così ricco di significato, la presenza di Immacolata Iervasi acquista un valore ancora più profondo. Non solo musicista, ma anche guida e punto di riferimento per tanti giovani appassionati.
Al suo fianco, in questa esperienza, il compagno Vincenzo Tropeano e soprattutto i suoi piccoli allievi: un gruppo sempre più numeroso di bambini e ragazzi che, grazie al suo impegno, stanno riscoprendo la bellezza della musica popolare.
Una vera e propria “scuola di tradizione” che negli anni ha già regalato momenti emozionanti anche a Roccella, come le esibizioni nel suggestivo Chiostro della Chiesa di San Giuseppe, dove le note dell’organetto e il ritmo dei tamburelli hanno saputo incantare il pubblico.
Partecipare al videoclip di Cavallaro, insieme a un folto gruppo di figuranti e musicisti – tra cui anche collaboratori di rilievo come Gabriele Albanese – rappresenta per Immacolata non solo un traguardo personale, ma anche il riconoscimento di un percorso costruito con passione, sacrificio e autenticità.
Quella vissuta da Immacolata è la dimostrazione concreta di come le tradizioni sono un patrimonio vivo, capaci di rinnovarsi e parlare alle nuove generazioni.
Nel suo percorso, nella sua musica e nel suo impegno quotidiano con i giovani, c’è tutta la forza di una Calabria raccontata attraverso i suoni, i gesti e le storie di chi la ama davvero.
E questo videoclip, ormai prossimo all’uscita su tutte le piattaforme digitali, si preannuncia come un prodotto artistico di grande valore, una testimonianza autentica di identità, memoria e appartenenza.
E dentro quelle immagini, dentro quella musica, c'è anche il cuore di una giovane musicista roccellese che, con semplicità e passione, continua a tenere acceso il fuoco della nostra tradizione.







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