Ieri sera, davanti all’ex sede del Comune – oggi sala del Consiglio Comunale e sede dell’Agenzia delle Entrate – erano presenti diversi sacchi colmi di rifiuti, presumibilmente residui di un evento svolto nella sala consiliare.
Questa mattina (sabato) i sacchi sono stati ritirati come indifferenziato.
Basta però osservare attentamente il contenuto per accorgersi che all’interno vi è di tutto: plastica, carta, organico, materiali che avrebbero potuto e dovuto essere correttamente differenziati.
E qui nasce il problema.
È noto che il conferimento dell’indifferenziato è la voce più costosa per il Comune in termini di smaltimento, molto più onerosa rispetto all’umido e alle altre frazioni differenziate. Ogni chilo di indifferenziato in più è un costo che, alla fine, ricade sui cittadini attraverso la TARI.
Ed è proprio questo che lascia perplessi.
Ai cittadini viene chiesto – giustamente – di rispettare regole stringenti:
- ritiro dell’indifferenziato ogni quindici giorni;
- controlli puntuali sui sacchi;
- mancato ritiro con bollino “non conforme” anche per un singolo errore visibile.
Una linea rigorosa che, in teoria, dovrebbe servire a migliorare la percentuale di raccolta differenziata e a contenere i costi.
Ma allora perché questa rigidità sembra valere solo per le famiglie?
Sul lungomare, ad esempio, troviamo cestini “per la differenziata” che in realtà contengono un unico bustone interno: tutto finisce insieme nell’indifferenziato.
In occasione di feste e sagre, spesso il conferimento avviene senza un’effettiva separazione delle frazioni. Anche in questi casi, tutto insieme.
Eppure:
- feste e sagre sono autorizzate dal Comune;
- i cestini pubblici sono gestiti dal Comune;
- i costi di smaltimento sono pagati dai cittadini.
Non è una questione polemica, è una questione di coerenza amministrativa.
Non si può chiedere sacrifici ai cittadini, irrigidire i controlli, parlare di “Comune virtuoso”, e poi non applicare gli stessi standard alle attività organizzate o autorizzate dall’ente stesso.
Ho già sollevato il tema più volte in Consiglio Comunale e lo ribadirò con fermezza alla vigilia delle nuove tariffe della TARI.
Se la virtuosità deve essere un obiettivo comune, allora deve partire dall’esempio dell’Amministrazione.
Altrimenti il rischio è quello di avere regole severe per i cittadini e molta elasticità quando si tratta della macchina comunale.
E questo, francamente, non è giusto.




Caro Nicola, in questa Roccella c'è chi fa le regole e chi le deve rispettare. Noi siamo i sudditi, loro i padroni. Hanno ridotto il Paese uno schifo, vergogna della loro faccia! E purtroppo i tirapiedi sono ancora tanti...
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RispondiEliminaLe regole valgono per tutti. O almeno dovrebbero.
Ai cittadini ritiro dell’indifferenziato ogni 15 giorni, orari assurdi per il vetro, sacchi controllati e aperti, bollino “non conforme” anche per un errore minimo. Se sbagli, paghi. Se sbagli, non ti ritirano nulla.
Poi però davanti a una sede comunale troviamo sacchi pieni di plastica, carta e organico buttati tutti insieme nell’indifferenziato… e nessuno dice niente.
L’indifferenziato è la frazione più costosa. Ogni chilo conferito male fa aumentare la spesa di smaltimento. E quella spesa finisce nella TARI. Nelle nostre bollette.
Non si può chiedere rigore ai cittadini e praticare elasticità quando si tratta del Comune o di eventi autorizzati dall’ente.
Se le tariffe aumentano, non venite a parlare di “costi inevitabili” o di “mancanza di senso civico”. Il senso civico si costruisce con l’esempio.
Prima di chiedere sacrifici ai cittadini, l’Amministrazione dimostri di rispettare le stesse regole. Fino in fondo.
Altrimenti non è gestione virtuosa.
È semplicemente incoerenza.
Non è autorizzato da nessuno Ente, questo è dovere del cittadino differenziare quando c'è una festa in corso. Non diciamo fesserie . Ripeto chi ha organizzato differenziare.
RispondiEliminaVorrei chiedere al sig Sindaco di Roccella che razza di esempio pensano di voler dare a cittadini e turisti, se i primi che permettono questi scempi sono proprio loro!!! Che figuraccia... Che delusione....
RispondiEliminaCredo che in questo caso il comune non abbia colpe. Quei rifiuti sono stati prodotti in occasione della festa per accogliere il nuovo parroco.
RispondiEliminaBisognerebbe pretendere delle scuse da chi all'Interno del consiglio pastorale si è occupato di questo festa non preoccupandosi di fare la differenziata.
Una bella figuraccia
Ma se come dice il precedente lettore i rifiuti sono stati "prodotti in occasione della festa per accogliere il nuovo parroco, non posso credere che non c'era il sindaco o uno o più suoi delegati! O forse sindaco e suoi delegati vanno ad omaggiare solo quando arriva la Schlein? Il loro ruolo dovrebbe essere permanente e non andare a questa tipologia di eventi solo per apparire e mangiare, e poi subito andare via! Quindi se erano presenti, avendo visto comportamenti non corretti, era loro dovere intervenire facendo presente che era doveroso fare la giusta differenziata. Invece, tramite i soliti tirapiedi, anch'essi anonimi (e poi criticano gli altri, che con questo regime si devono ben guardare....), sanno solo scaricare sempre le colpe sugli altri ed arrampicarsi sugli specchi! Che faccia tosta!
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