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martedì 26 maggio 2026

Beach Volley, il Bora Bora Roccella conquista uno storico podio nazionale


Giovanni Lupis, Giuseppe Minnella, Rocco Calautti e Mario Manna trascinano il Bora Bora Roccella ad uno straordinario terzo posto al prestigioso Kiklos Beach Volley 2026 di Bellaria-Igea Marina.



Un risultato che riempie d’orgoglio l’intera comunità roccellese e che porta ancora una volta la Calabria e il nostro paese tra le eccellenze sportive italiane.

La squadra “Bora Bora”, composta dagli atleti roccellesi Giovanni Lupis, Giuseppe Minnella e Rocco Calautti insieme al modenese Mario Manna, ha conquistato uno splendido terzo posto al prestigioso torneo “Kiklos Beach Volley 2026”, una delle più importanti manifestazioni italiane dedicate al beach volley.

Sulle spiagge di Bellaria-Igea Marina, in provincia di Rimini, i quattro atleti hanno dato prova di grande qualità tecnica, forza mentale e straordinario spirito di squadra, affrontando avversari provenienti da tutta Italia in una competizione che ogni anno richiama migliaia di partecipanti e trasforma la Riviera romagnola nella capitale nazionale del beach volley.



Il podio conquistato dai Bora Bora è il riconoscimento di sacrifici, allenamenti, passione e attaccamento ai colori della propria terra. Giovanni Lupis, Giuseppe Minnella e Rocco Calautti hanno rappresentato Roccella con orgoglio, determinazione e talento, dimostrando come anche una piccola realtà possa competere ad altissimi livelli quando ci sono dedizione e amore per lo sport.

Fondamentale anche il contributo di Mario Manna, che ha completato un gruppo capace di distinguersi per compattezza e carattere in una manifestazione di altissimo profilo organizzativo e tecnico.

Il Kiklos Beach Volley rappresenta infatti uno degli eventi più importanti del settore in Italia, con decine di campi allestiti sulla spiaggia e migliaia di atleti coinvolti tra tornei open e competizioni amatoriali e agonistiche.

A questi ragazzi va un grande  plauso: il loro traguardo è motivo di orgoglio per un’intera comunità che continua a vedere nello sport un simbolo positivo di crescita, aggregazione e riscatto.

Complimenti Bora Bora: avete portato in alto il nome di Roccella e della Calabria, con il cuore, con il sudore e con la forza dei veri campioni.



Da Roccella al Mondiale 2026: il Maestro Angelo Laganà firma le “Sigle Strumentali” dedicate alle 16 città del torneo

 



Sedici brani originali, uno per ogni Metropoli che ospiterà le gare del Campionato del Mondo 2026: il nuovo progetto artistico del Maestro Angelo Laganà nasce dalla passione per la musica, lo sport e dall’orgoglio di portare ancora una volta il nome della Calabria oltre i confini nazionali.



C’è chi smette di sognare con il passare degli anni e chi, invece, continua a trasformare la propria passione in idee, progetti e testimonianze culturali capaci di attraversare il tempo. È il caso del Maestro Angelo Laganà, artista e musicista roccellese che, con entusiasmo e determinazione, ha deciso di promuovere una nuova iniziativa musicale dedicata ai Mondiali di Calcio 2026 che si disputeranno tra Stati Uniti, Canada e Messico.


Un lavoro artistico intenso, meticoloso e profondamente identitario, durato oltre un anno, che ha portato alla realizzazione di ben 16 brani strumentali destinati a trasformarsi nella colonna sonora delle competizioni sportive che accompagneranno il prossimo Campionato del Mondo di Calcio 2026.

Un progetto che affonda le radici in una lunga esperienza artistica internazionale. Già autore delle sigle strumentali dei Mondiali di “Italia ’90”, “USA ’94”, “Francia ’98” e degli Europei di “Francia 2016”, Laganà ricorda con emozione il viaggio negli Stati Uniti nel 1994, quando seguì la Nazionale italiana guidata da Arrigo Sacchi e ricevette persino una lettera ufficiale di congratulazioni dall’allora Presidente americano Bill Clinton per la sua attività editoriale e musicale.


Sulle ali dell’entusiasmo per il prestigioso riconoscimento ricevuto dall’allora Presidente degli Stati Uniti Bill Clinton, il Maestro Angelo Laganà ha voluto proseguire lungo questa straordinaria scia creativa e artistica, dando vita — dopo un intenso e meticoloso lavoro durato oltre un anno — ad una nuova opera musicale dedicata al Campionato del Mondo di Calcio 2026. Un progetto originale e ambizioso che raccoglie sedici sigle strumentali, ciascuna ispirata alle grandi Metropoli che ospiteranno le gare della prossima Coppa del Mondo tra Stati Uniti, Canada e Messico.

Un’iniziativa che merita attenzione e valorizzazione, perché rappresenta non solo un progetto artistico di grande originalità, ma anche l’orgoglio di un talento calabrese che continua a credere nella forza della cultura, della musica e della creatività italiana nel mondo.

Da Roccella Jonica, dunque, parte ancora una volta un messaggio di passione e di speranza capace di guardare oltre i confini locali, con l’ambizione di portare una firma calabrese nel grande palcoscenico internazionale del Mondiale 2026.

Dietro questa iniziativa non vi è soltanto la volontà di creare musica, ma anche il desiderio di lasciare un segno culturale e umano capace di attraversare i confini geografici e generazionali. 

Il Maestro Angelo Laganà dimostra ancora una volta come talento, memoria storica e perseveranza possano fondersi in un progetto dal respiro internazionale, nato nel cuore della Calabria ma rivolto al mondo intero.





Quando la fede si fa incontro: ad Antonimina la presentazione del libro di Maria Chiara Ursino

Sabato 30 maggio, nella Cappella Tre Arie di Antonimina, la presentazione di “Una relazione che trasforma”, il nuovo libro della scrittrice roccellese Maria Chiara Ursino: una testimonianza intensa di fede, sofferenza e speranza che sta ricevendo attenzione anche a livello nazionale.



La Comunità di Tre Arie della Parrocchia San Nicola di Bari di Antonimina ospiterà, sabato 30 maggio 2026, la presentazione del libro “Una relazione che trasforma – Testimonianza e realtà di un cammino con Dio” di Maria Chiara Ursino, pubblicato da Effatà Editrice.

L’iniziativa si svolgerà presso la Cappella Tre Arie di Antonimina e rappresenterà un momento di spiritualità, riflessione e condivisione. Il programma prevede alle ore 17 il Santo Rosario, alle 17.30 la Santa Messa e, alle 18.30, la presentazione del libro a cura dell’autrice, che dialogherà con la relatrice Daniela Cusato.

L’opera di Maria Chiara Ursino sta suscitando grande attenzione nel panorama dell’informazione religiosa nazionale. La sua testimonianza, infatti, è stata recentemente approfondita anche dalla testata cristianitoday.it, che ha dedicato spazio alla forza umana e spirituale racchiusa nel libro.

“Una relazione che trasforma”  è un vero percorso interiore in cui dolore, fragilità e fede si intrecciano fino a diventare messaggio universale di speranza. Attraverso la propria esperienza personale, Maria Chiara Ursino racconta come la relazione con Dio possa cambiare radicalmente lo sguardo sulla vita, anche nelle prove più difficili.

L’appuntamento di Antonimina si annuncia dunque come un’importante occasione di ascolto e confronto, capace di unire spiritualità, cultura e testimonianza vissuta.

Manuela Cricelli tra “I Volti della Repubblica”: anche la nostra comunità nel progetto del Quirinale per il 2 Giugno

 In occasione del 2 Giugno, Festa della Repubblica, anche la voce della nostra terra entra nel grande racconto collettivo promosso dal Quirinale per celebrare gli ottant’anni della Repubblica Italiana.



Tra “I Volti della Repubblica” c’è anche quello di Manuela Cricelli, protagonista di un video-testimonianza pubblicato sul sito ufficiale della Presidenza della Repubblica.

Un’iniziativa bella e significativa che invita cittadini e cittadine a raccontare cosa rappresenti oggi la Repubblica: libertà, partecipazione, diritti, memoria e futuro.

Un contributo che assume un valore ancora più importante perché nasce dal basso, dalla sensibilità civile e dall’amore per il proprio Paese.

Complimenti a Manuela Cricelli per avere portato anche un pezzo della nostra comunità dentro questo importante archivio vivente di storie, volti e valori repubblicani.




Per vedere il video sul sito del Quirinale cliccare sul seguente link:

https://youtube.com/shorts/0gJdktqv6GM?is=6lZ-a0_ePxlno1gu

domenica 24 maggio 2026

A Roccella Jonica torna "Mercato in Fiera": nel weekend grandi live e talenti emergenti sul palco

Il prossimo "lungo" fine settimana, nell'estesa ed inusuale cornice di Via G. Matteotti (strada del mercato settimanale del Martedì) a Roccella Jonica, tornerà ad accendersi la seconda edizione di "Mercato in Fiera"

L'evento, patrocinato dal Comune di Roccella Jonica e dal Consiglio Regionale della Calabria, nasce con un obiettivo profondo: unire le persone attraverso la musica, l'arte e la valorizzazione della nostra identità.



A dare una forte impronta culturale a questa edizione è l'Associazione Culturale "Intercettazioni Polifoniche", guidata dal Presidente Pino Misiti e dalla Vicepresidente Anna Franco
La loro missione è chiara e nobile: dare voce e spazio alla musica emergente, portandola dai contesti di nicchia fino ai grandi palchi.
La grande novità di quest'anno sarà la presenza della giovanissima pianista Valeria Vitale, talento emergente che porterà sul palco la sua viscerale passione per il pianoforte, unendosi inoltre a un'insolita e spettacolare jam session insieme alle band della serata di Domenica 31 maggio.


Il programma del sabato, infatti, vanta una proposta artistica eccezionale. Sul palco saliranno le Officine d'Autore, progetto nato nel 2023, che propone un raffinato percorso acustico interamente dal vivo, rileggendo i brani più ricercati dei grandi cantautori italiani e stranieri. 
Subito dopo sarà la volta degli ALFA Time, una colonna portante della scena musicale calabrese, capaci di far vibrare la piazza con i grandi successi italiani dagli anni '60 ai '90. 
Per l'occasione, la band vedrà la partecipazione speciale del bassista Giuseppe Gulino e di Anna Franco alla voce.
A coronare la manifestazione, la serata di Lunedì 1° giugno vedrà come protagonista assoluta sul palco Margy Ballivo, una delle voci più carismatiche e travolgenti della scena artistica. Conosciuta per la sua straordinaria potenza vocale e una presenza scenica magnetica, l'artista proporrà un live intenso, capace di spaziare con disinvoltura tra i ritmi trascinanti della musica folk-popolare e le intense reinterpretazioni della grande tradizione cantautorale napoletana e del Sud Italia (tra cui spiccano i suoi acclamati rifacimenti di classici e brani storici come "Brigante se more" o "A' storia do' Vesuvio").
Chitarra alla mano e supportata da un sound profondo e vibrante, Margy Ballivo non si limiterà a un semplice concerto, ma guiderà il pubblico in un vero e proprio viaggio emozionale, dove l'energia del palco si fonderà con il battito della piazza. 
La sua performance rappresenta la scelta perfetta per la chiusura di "Mercato in Fiera": un'esplosione di ritmo e passione che lascerà un segno indelebile nel weekend di Roccella Jonica.
Ma "Mercato in fiera" non sarà solo grandi live: entrambe le serate si apriranno alle ore 19:00 trasformando la via Matteotti in un percorso sensoriale.
Il pubblico potrà passeggiare tra gli Stand Gastronomici, dedicati al meglio dello street food locale, e gli Stand dell'Artigianato, per scoprire la bellezza delle tradizioni e delle creazioni del territorio. 
Un evento di questa portata, capace di unire l'energia della musica dal vivo, l'eccellenza dell'artigianato e la ricchezza dei sapori locali, rappresenta una vetrina straordinaria per la nostra terra. 
L'invito a partecipare a questa seconda edizione di "Mercato in fiera" è rivolto a tutti i cittadini roccellesi e agli abitanti dell'intero comprensorio della Locride:  sosteniamo i talenti emergenti, diamo forza all'associazionismo locale e viviamo insieme due serate di pura condivisione, divertimento e orgoglio territoriale. 
Da non mancare, la festa è per tutti noi!



sabato 23 maggio 2026

Un’onda nuova per Roccella: “I giovani non si rassegnano più”


Dal duro intervento di un cittadino (https://roccellasiamonoi.blogspot.com/2026/05/quando-si-segnala-un-pericolo.html?m=1) nasce una riflessione politica sul futuro del paese: basta propaganda e gestione del potere, serve una nuova classe dirigente capace di ascoltare i giovani, affrontare i problemi reali e costruire un’alternativa concreta per Roccella


Ho ricevuto e letto con attenzione il lungo intervento di un cittadino roccellese che mi ha colpito per passione, sincerità e desiderio di cambiamento.

Un intervento che parla soprattutto dei giovani, della loro voglia di futuro, della necessità di costruire finalmente una Roccella che offra lavoro, dignità, partecipazione e prospettive vere.

Non una Roccella fatta solo di propaganda, passerelle e gestione del potere, ma una comunità viva, capace di ascoltare e valorizzare le energie migliori del paese.

A questo cittadino voglio dire grazie.

Grazie per la fiducia, per l’ottimismo e per la speranza che trasmette.

La vera sfida adesso è trasformare questi sentimenti in fatti concreti.

Per quanto mi riguarda, sono a completa disposizione di qualsiasi cittadino, associazione o gruppo politico che voglia ragionare seriamente su un’alternativa alla gestione feudale che domina Roccella da ormai 27 anni.

Il gruppo “Roccella in Comune” c’è.

Ed è disponibile al dialogo, al confronto e al lavoro comune, purché si parli di contenuti, problemi reali e progetti concreti, non di propaganda o di spartizione di poltrone.

Perché oggi Roccella vive problemi enormi e sotto gli occhi di tutti:

- un lungomare trasformato in piscine dopo i lavori;

- 900 mila euro di dragaggio e l’imboccatura del porto già di nuovo insabbiata;

- un Castello chiuso dopo milioni di euro spesi;

- la SAUB che non esiste più e Guardia Medica semi chiusa.

- scuole e mense realizzate mentre il crollo demografico svuota le classi;

- eventi che, pur nel rispetto di chi si impegna ad organizzarli, non riescono a creare un vero richiamo turistico esterno.

E mentre il paese vive queste difficoltà, c’è ancora chi pensa alla politica come ad una semplice trattativa per ottenere qualche candidatura o qualche posto.

Questo modo di intendere la politica ci disgusta.

Noi crediamo invece che sia arrivato il momento di costruire una nuova stagione fatta di partecipazione, controllo democratico, idee e coraggio.

Ho sentito che anche nei paesi vicini stanno nascendo nuove esperienze civiche e politiche. Sarebbe bello vedere nascere anche a Roccella un fermento libero, indipendente, non condizionato dai soliti schemi e dai soliti nomi.

Sapete tutti dove trovarmi.

Parliamoci.

Confrontiamoci.

Mettiamo insieme energie, idee e competenze.

Il cambiamento non nasce da un uomo solo, ma da una comunità che decide finalmente di rialzarsi.

Il cammino è iniziato (speriamo, anzi me lo auguro)!

Fenestrelle e la pace riconquistata

 Un intenso viaggio tra memoria familiare e grande Storia: Lina Furfaro, ne “Il custode della vita”, racconta la tragedia della guerra attraverso gli occhi del padre Giuseppe, soldato e uomo del Sud, intrecciando sacrificio, dignità e speranza in un potente docufilm cartaceo sulla Seconda Guerra Mondiale.


di Vito Pirruccio




Lina Furfaro, la nostra scrittrice Locrese trapiantata a Ciampino, ritorna in libreria pescando, con la maestria che la contraddistingue, nella memoria a doppio strato: a quella degli Archivi, frequentati con assiduità e con il fiuto dello storico, e a quella del racconto tramandato durante le conversazioni intrecciate col padre, il protagonista della vicenda narrata. 

Ne scaturisce in “Il custode della vita” un quadro di romanzo storico che, per la semplicità della scrittura e la fluidità narrativa, sembra un film con molti fermi immagini di riflessioni che si alternano in un continuum di fatti oscillanti tra la grande Storia e le piccole storie. 

Un impasto magnetico che tiene attaccato il lettore alle pagine del libro, per non perdere la matassa degli accadimenti. Più che la scrittura di un film, si avvicina al docufilm, perché c’è pochissima fantasia narrativa, ma tanta vita strappata coi denti dentro quel disastro umano e morale della Seconda Guerra mondiale.


Né alla narratrice, tantomeno a Giuseppe protagonista del romanzo, gli sfiora l’idea che quel luogo dal nome evocativo “Forte di Fenestrelle”, avamposto collocato in alta quota nell’area occitanica piemontese tra l’Alta e la Bassa Val di Chisone, più di un secolo prima aveva “ospitato” tra le sue mura fortificate sia eminenti figure di liberali appartenenti alla Giovine Italia di Giuseppe Mazzini, sia, dopo l’unificazione del Regno d’Italia, la mattanza della Legge Pica alimentata, oltre che dai nemici del nuovo Regno d’Italia, da contadini affamati divenuti briganti.

Una storia di fame e di guerre che quella silenziosa montagna delle Alpi piemontesi custodisce da secoli nelle sue rocce e nelle sue maestose fortificazioni come un reliquiario di monito alle generazioni future. 

Storia di fame e di guerra che incrocia il vissuto di Giuseppe e della figlia, l’autrice del romanzo, che nel raccontarsi rendono Forte di Fenestrelle quasi un destino segnato che ritorna familiare tra le donne e gli uomini del Sud.

Quella chiamata alle armi, a seguito della dichiarazione di guerra all’Inghilterra e alla Francia comunicata dal Duce del fascismo dal balcone di Palazzo Venezia davanti a un popolo festante, è un richiamo alla memoria dei lettori. 

Una guerra assurda voluta nel tripudio generale da un popolo infatuato dalle parole del suo istrione diventerà, dopo pochi anni, il disastro di una nazione che non riconoscerà, per vigliaccheria e per ignavia, la fonte stessa di legittimazione che è certamente da ricercare nell’ideologia nefasta del regime dittatoriale del ventennio, ma che non assolverà dinanzi alla Storia quel popolo festante pronto a cambiare casacca e postura dopo l’8 settembre 1943.

Giuseppe si trova stritolato dentro questa svolta della storia nazionale. Lascia i suoi campi e la sua filanda e indossa la divisa sul Forte di Fenestrelle.

In questo muto passaggio dalla storia di lavoro e di fatica a quella di soldato sul fronte francese, Lina Furfaro fa un cenno (Che brevemente mi piace richiamare) a una vicenda di industria della Locride, l’ennesima storia di lavoro e sacrifici andata in fumo a favore del Nord. Si tratta della BLB – Bernardo e Lorenzo Baffi –, l’industria della seta e dei filati “Seta Greggia e Ritorta”, chiusa nel 1959 quanto la politica del nuovo Stato democratico guardava, ormai, al Sud, e principalmente ai contadini meridionali, come esercito industriale di riserva al soldo dell’industria del triangolo industriale del Nord.

C’è nel romanzo di Lina Furfaro una storia familiare che la prende dentro. Quell’uomo infagottato nel suo pastrano da soldato è descritto dall’autrice nella sua dedizione quotidiana al servizio come soldato e come indissolubilmente legato alla sua storia di lavoratore che non finisce mai di apprendere. 

Quel tempo di guerra Giuseppe sa colmarlo, anche, con la capacità innata di non perdersi d’animo e di imparare nuovi mestieri: sa fare il barbiere, curare gli ammalati. 

Ma, soprattutto, impara a scrivere. Lui analfabeta riuscirà, con i primi rudimenti del sapere appresi alla buona durante le pause di guardia, a comporre testi per comunicare con la famiglia e tenersi legato alla sua terra e al suo focolare domestico. 

Si intravede la capacità di tirar fuori velocemente i pensieri, una dotazione genetica per la scrittura ben trasmessa, conservata e utilizzata dalla figlia autrice di un lungo elenco di opere date alle stampe.

Il ritorno a piedi lungo i 1200 km che lo separano dalla sua città natale, tra montagne, ricoveri di fortuna, buona gente disposta a rifocillarlo e, infine, la libertà ritrovata, è una storia comune a tanti soldati italiani sbandati e presi tra due fuochi, dopo quel tragico 8 settembre 1943 che segnerà la storia futura della nuova Italia nata sulle ceneri del fascismo.

Un libro “Il custode della vita” che avremo modo di rivedere e di riparlarne la prossima estate e, a seguire, nelle scuole della Locride, perché la forza della scrittura è di lasciare traccia. 

Quindi, fa bene a Lina Furfaro scrivere e ai suoi lettori leggere storie di donne e uomini veri, perché nei testi narrati trova conferma il monito di Flaubert: “Si scrive, perché la vita reale non basta a soddisfare il bisogno di senso dell’uomo”.


venerdì 22 maggio 2026

Diocesi di Locri-Gerace, domani l’annuncio ufficiale del nuovo vescovo: il nome più accreditato è Mons. Cesare Di Pietro



La Diocesi di Locri-Gerace si prepara a vivere una giornata storica. 

Per domani mattina, alle ore 11.30, il vescovo Francesco Oliva ha convocato in Cattedrale sacerdoti, religiosi, fedeli e autorità per importanti comunicazioni riguardanti la Chiesa diocesana.

Secondo le indiscrezioni ormai sempre più insistenti, il nuovo vescovo della diocesi dovrebbe essere Cesare Di Pietro, attuale vescovo ausiliare di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela.

La conferma ufficiale dovrebbe arrivare domani, contemporaneamente all’annuncio della Santa Sede.

"Opera Prima” in visita al carcere di Locri: il teatro che dona sorrisi e umanità



C’è un teatro che non cerca soltanto applausi, ma prova anche a regalare un momento di umanità, leggerezza e vicinanza a chi vive situazioni difficili. 

È il teatro dell’associazione  “Opera Prima” che il prossimo 31 maggio farà visita ai detenuti della Casa Circondariale di Locri portando sketch divertenti e momenti di spensieratezza.

Un’iniziativa dal forte valore sociale e umano, che merita di essere sottolineata e apprezzata. 

Per qualche ora, infatti, le mura del carcere lasceranno spazio alle risate, alla condivisione e a quel linguaggio universale che il teatro riesce sempre a trasmettere: quello dell’emozione e della vicinanza tra le persone.

L’associazione “Opera Prima”, già conosciuta e apprezzata per le sue divertenti commedie in vernacolo che negli ultimi anni hanno registrato grande successo al Teatro al Castello, dimostra ancora una volta di essere una realtà viva non solo sul piano artistico, ma anche su quello umano e sociale. 

Portare un sorriso a chi sta pagando i propri errori con la privazione della libertà significa lanciare un messaggio importante: nessuno deve sentirsi dimenticato.

Il teatro, in questo caso, diventa molto più di uno spettacolo. Diventa incontro, ascolto, conforto e occasione di riflessione. 

Ed è bello vedere come il gruppo di bravissimi e appassionati artisti roccellesi abbia scelto di mettere il proprio talento al servizio di un’esperienza così significativa.

A tutti i componenti di “Opera Prima” va un sincero plauso per questa bellissima iniziativa che onora il mondo del teatro e l’intera comunità di Roccella.

Quando si segnala un pericolo, un’Amministrazione seria interviene. Non attacca chi denuncia.

Prendo atto della risposta del gruppo di maggioranza, ma prima ancora delle giustificazioni colpisce un fatto semplice e significativo: questa Amministrazione è talmente distratta da non conoscere nemmeno il nome del gruppo consiliare di minoranza, che si chiama Roccella in Comune e non “Roccella Bene in Comune”. Figuriamoci quanto possa conoscere le nostre proposte o il nostro programma politico.

Un programma che, a differenza del loro, è pubblico, consultabile integralmente sul nostro sito ed è stato presentato ai cittadini con chiarezza e trasparenza. Del programma amministrativo della maggioranza, invece, ancora oggi non si conosce praticamente nulla, né durante la campagna elettorale né successivamente.

La verità è che il loro progetto politico sembra poggiare su tre pilastri:

propaganda continua cercando di nascondere la polvere sotto il tappeto; attacchi e delegittimazione verso chi segnala inefficienze e criticità; scaricare sugli uffici comunali e sulla Polizia Municipale responsabilità che sono esclusivamente politiche e amministrative.

Nessuno ha mai attaccato dipendenti comunali o agenti della Polizia Municipale, ai quali va il nostro rispetto per il lavoro che svolgono quotidianamente. Le responsabilità sono di chi governa e dovrebbe vigilare affinché lavori pubblici e interventi sul territorio non lascino situazioni di pericolo irrisolte per mesi.

Ed è proprio questo il punto che la maggioranza tenta disperatamente di nascondere: i lavori di ripascimento sono terminati da circa due mesi e quel tratto del lungomare è rimasto fino ad oggi pericoloso, senza adeguata segnalazione e senza alcun intervento di ripristino.

Fa sorridere leggere oggi che “erano già state avviate verifiche”, quando la realtà è che questa criticità non era stata minimamente affrontata. Così come non viene affrontata la gravissima situazione del ponticello della pista ciclabile al confine con il Comune di Caulonia, da tempo in condizioni di evidente pericolosità.

Questo dimostra una sola cosa: siamo di fronte ad un’Amministrazione distratta, superficiale e menefreghista rispetto ai problemi reali del territorio e della sicurezza pubblica.

Le accuse personali e i tentativi di intimidazione non mi scalfiscono minimamente. Anzi, mi rendono ancora più consapevole di essere sulla strada giusta. Evidentemente le nostre segnalazioni stanno toccando nervi scoperti di un’Amministrazione più impegnata nella propaganda e nella ricerca di visibilità politica che nella soluzione concreta dei problemi dei cittadini.

Noi continueremo a fare il lavoro che i cittadini ci hanno affidato: vigilare, segnalare e denunciare con forza le gravi criticità presenti nel paese.

Perché pretendere sicurezza per pedoni, ciclisti e cittadini non è “allarmismo”: è semplicemente senso di responsabilità e dovere istituzionale.

La maggioranza continui pure ad arrampicarsi sugli specchi. Noi continueremo a stare dalla parte dei cittadini e della verità dei fatti.

Ecco di chi sono le responsabilità della manutenzione delle strade comunali e della vigilanza sulla loro Sicurezza.

https://www.altalex.com/documents/news/2011/11/11/strade-comunali-manutenzione-responsabilita

Purtroppo però "non c'è peggior sordo di chi non vuole sentire!!!"



Il ponticello che dovrebbe essere pista ciclabile 
Al confine tra Roccella e Caulonia.



2 agosto 2020 - 2 agosto 2021: Un anno senza Ludovico

2 agosto 2020  - 2 agosto 2021: Un anno senza Ludovico
2 Agosto 2020 - 2 Agosto 2021: un anno senza Ludovico. Il ricordo di Ludovico Lombardo ad un anno dalla sua tragica scomparsa. Sempre nel cuore dei tuoi amici e sempre nel cuore dei roccellesi.

JEU SUGNU CALABRISI - Sigla ufficiale Musica Etnosong 2019 Premio Mia Martini

La vera storia dei nostri emigranti che, per motivi di lavoro, sono stati "costretti" a lasciare la Terra in cerca di lavoro ma col cuore rivolto SEMPRE nell'estremo lembo della "nostra" Penisola: la CALABRIA!

ROCCELLA JONICA VISTA DA GERACE

ROCCELLA JONICA VISTA DA GERACE
Foto di Angelo Lagana'

DUE STRAORDINARI SCATTI DI ANGELO LAGANA'

Un Lungomare così, a Reggio, non si vedeva da tanti tanti anni. Le Frecce Tricolori hanno richiamato in città decine di migliaia di persone da tutte le province calabresi e da gran parte della Sicilia. La via Marina, completamente chiusa al traffico in occasione della seconda “domenica sostenibile”, s’è gremita di circa 100.000 persone che nel pomeriggio hanno assistito incantate allo spettacolo dell’Air Show “Scilla & Cariddi” con l’esibizione delle celebri Frecce Tricolore.

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VINCENZO MILANO CI REGALA L'ECLISSI SOLARE VISTA DAL CASTELLO

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Oggi 20 marzo, nonostante le nuvole, abbiamo potuto assistere, dalle nove e mezza fino alle undici, all'eclissi di sole. Qui da noi il sole, "coperto" dall'ombra della luna, si è oscurato soltanto per il 41%. La prossima eclissi parziale avverrà nel 2026 mentre per avere un'altra eclissi solare totale dovremmo "attendere" fino al 2081.
Questo straordinario evento è stato filmato dal videomaker Vincenzo Milano del Laboratorio DreamLab Studio di Roccella Jonica dalla postazione della Torre di Pizzofalcone. Un video, montato e musicato con grande sapienza, capace di trasmettere un brivido di emozione.

FESTIVAL JAZZ: DALLA GRANDE ILLUSIONE ALL'IMPIETOSA REALTA'

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Il regalo di Natale del M°. Angelo Laganà

OLTRAGGIO ALLA CITTA'

OLTRAGGIO ALLA CITTA'
OLTRAGGIO ALLA CITTA'. Foto di Angelo Laganà


ECCO PERCHE' POCO PIU' DI UN ANNO FA PESTAVA I PUGNI SUL TAVOLO DEL CONVENTO DEI MINIMI

ECCO PERCHE' POCO PIU' DI UN ANNO FA PESTAVA I PUGNI SUL TAVOLO DEL CONVENTO DEI MINIMI
Quale sindaco mai oltre a lui stesso o a chi per lui avrebbe consentito una liquidazione cosi rapida a suo favore? Un ulteriore una tantum prelevato da un fondo "segreto e nascosto". Cari elettori meditate...Dedicato a tutte quelle associazioni che partecipano alle riunioni con l'amministrazione la quale puntualmente ricorda pressappoco cosi: "Non chiedete soldi perchè non ce ne sono!"

I VINCITORI DI ROCCELLA ON YOUTUBE

Tre straordinari video sono saliti sul podio in questa 2° edizione del Concorso curato da Mariagrazia Curciarello. Tre video, diversi fra loro, che li accomuna solo la volontà di valorizzare al massimo le risorse naturalistiche di Roccella Jonica, obiettivo riuscito appieno grazie alle idee che hanno sbizzarrito la fantasia degli autori, ma anche del montaggio del video, agli "attori" e agli ambienti.
Meritato primo posto per l'invenzione "Scirobetta" dal nome dei due cortiggiani del re Carafa che nel caldo estivo roccellese ha trovato rinfresco solo con questa speciale bibita a base dei nostri limoni... Simpaticissimi e bravissimi davvero tutti i ragazzini-attori che hanno recitato nel video. Con questo video credo che si mostra per la prima volta l'interno del nostro castello in via di restauro in rete. 10 e lode a Francesco Cappelleri, complimenti vivissimi.
Solo un'idea cosi innovativa poteva battere il vincitore dello scorso anno. Alessandro Neumann, dopo il simpaticissimo "U Pirozzu" con cui ha trionfato nella prima edizione, ha girato il secondo atto che si chiama "U tarantozzu" ed è ancora una volta uno strepitoso successo. Le suggestive immagini dal basso dei passi di taranta, dimostrano l'estro e il talento dell'autore che conferma molti dei protagonisti-attori de "U Pirozzu, che diventano delle vere e proprie macchiette. Non vedo già l'ora di vedere la terza parte il prossimo anno...
Da museo il terzo video classificato girato e montato da due giovani, Antonio Dimasi e Felice Guarneri, con lo zampino dei reperti "storici" fotografici dell'archivio dell'associazione "Roccella com'era". "Fra i ricordi di un passato" è la storia di due bambini che, attraverso stupende immagini del passato di Roccella Jonica che sembrano animarsi grazie agli effetti speciali degli autori, raccontano la vita di 50 anni fa del loro paese e alla fine, oggi, si chiedono... "Chissà come sarà fra 50 anni?" Bellissima colonna sonora e un invito a tutti di guardarlo, agli adulti per fargli rivivere meravigliose emozioni e ricordi e ai giovani per fargli scoprire la semplicità insieme al sorriso genuino che c'era una volta. Da pelle d'oca...
E adesso non ci resta che... ammirarli.

1° classificato Roccella on youtube "A SCIRUBETTA" di Francesco Cappelleri.

2° classificato Roccella on youtube "U TARANTOZZU" di Alessandro Neumann

3° classificato "FRA I RICORDI DI UN PASSATO" di Antonio Dimasi e felice Guarneri