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mercoledì 15 aprile 2026

Parco giochi di via Zirgone nel degrado: presentata interrogazione consiliare


Un’area pubblica abbandonata e pericolosa, lasciata aperta nonostante i rischi: chieste risposte immediate all’Amministrazione.



Ancora una volta siamo costretti a denunciare una situazione di grave degrado e totale abbandono che riguarda uno spazio pubblico destinato ai più piccoli.

Il parco giochi di via Zirgone, che dovrebbe rappresentare un luogo sicuro di incontro e svago per bambini e famiglie, oggi si presenta in condizioni inaccettabili. L’area è invasa da erbacce alte e vegetazione incolta, segno evidente di una manutenzione assente da tempo.



I giochi per bambini sono ormai logorati: il legno risulta completamente usurato e fradicio, con il rischio concreto di cedimenti o infortuni. A ciò si aggiunge una situazione ancora più grave legata all’impianto di illuminazione, che non solo non funziona, ma presenta fili scoperti, con evidenti pericoli per chiunque acceda all’area.

Non mancano ulteriori elementi di rischio: tra la vegetazione è stato individuato anche un pezzo di ferro sporgente, nascosto e quindi ancora più insidioso, che rappresenta un serio pericolo soprattutto per i bambini.


A rendere il tutto ancora più paradossale è il fatto che il cancello di ingresso risulta aperto, lasciando intendere che il parco sia regolarmente accessibile al pubblico, nonostante le condizioni pessime e pericolose in cui versa.


Uno spazio che dovrebbe essere simbolo di cura e attenzione verso l’infanzia è stato invece lasciato al degrado, diventando nel tempo anche luogo di frequentazioni improprie, lontane dalla sua funzione originaria.


Per queste ragioni, la Consigliera comunale Agnese Zajac, del movimento “Roccella in Comune – Prima le persone”, ha presentato un’interrogazione all’Assessore all’Ambiente, indirizzata anche al Presidente del Consiglio comunale e al Segretario comunale.

Con tale atto si chiede all’Amministrazione di chiarire le ragioni di questo stato di abbandono, se sia a conoscenza delle criticità evidenziate e soprattutto quali interventi urgenti intenda mettere in campo per ripristinare condizioni di sicurezza e decoro.


È stata inoltre richiesta chiarezza sui tempi di intervento, perché non è più tollerabile che un’area pubblica, frequentata da bambini, venga lasciata in una situazione di tale pericolosità.

Allo stesso tempo, è stato posto un punto fermo: se non si è in grado di garantire nell’immediato condizioni minime di sicurezza, il parco deve essere chiuso al pubblico, per evitare che possa trasformarsi in un luogo di rischio per i cittadini.

Continueremo a vigilare e a sollecitare interventi concreti, perché la sicurezza dei bambini e il decoro degli spazi pubblici non possono essere considerati aspetti secondari.




Borgo Carafa: la valorizzazione che esiste solo sulla carta


Cartellonistica, annunci e accordi: ma nei fatti il centro storico resta chiuso, abbandonato e inaccessibile.




Da qualche anno, in diverse zone del paese, sono stati installati cartelli turistici che indicano percorsi e luoghi del cosiddetto Borgo Carafa. 

Una narrazione costruita con cura, rafforzata negli ultimi tempi anche da annunci e accordi, per promuovere l’immagine del nostro centro storico.

Peccato che questa “valorizzazione” resti confinata sulla carta, nei comunicati e nei computer.

La realtà è ben diversa.

La maggior parte dei luoghi indicati nella cartellonistica è chiusa, privata, abbandonata o in condizioni di degrado. 

Non esiste un percorso realmente fruibile. Non esiste un sistema organizzato di accesso. Non esiste una vera esperienza turistica.

Ad oggi, oltre la Chiesa del Borgo e la Chiesa di San Giuseppe, non c’è praticamente nulla di visitabile.

E allora la domanda è semplice:

che senso ha promuovere itinerari che, nei fatti, non esistono?

Che figura fa il nostro paese se un turista arriva a Roccella con l’idea di visitare questi luoghi e li trova chiusi o pericolanti?

Non c’è occasione, in Consiglio comunale, in cui io non ribadisca un concetto semplice ma fondamentale:

valorizzare il centro storico non significa riempirlo di cartelli o inserirlo in qualche sito internet.

Significa altro.

Significa restaurare davvero gli immobili, aprire concretamente al pubblico i luoghi indicati, rendere accessibili chiese, palazzi e spazi storici.

Significa creare vita.

Vuol dire attivare botteghe artigiane, organizzare esposizioni e mostre permanenti, costruire itinerari reali e fruibili, capaci di offrire al visitatore un’esperienza autentica.

Perché un turista non viene per leggere un cartello.

Viene per vedere, entrare, scoprire, vivere un luogo.

E oggi, purtroppo, tutto questo a Roccella non esiste.

L’unico intervento concreto che si sta realizzando, peraltro con fondi PNRR, è  il rifacimento delle stradine attorno a Via Garibaldi, con un fondo in simil marmo che appare dubbio e del tutto inadeguato per un centro storico.

Un errore che purtroppo non sorprende.

Perché ormai siamo abituati a scelte discutibili: l’intonaco esterno del castello, lo scempio della scalinata di San Giuseppe, i marciapiedi di via XXV Aprile, fino al nuovo lungomare con le balaustre pericolose e un asfalto già dissestato per errori nelle pendenze verso le grate di scolo.

È sempre lo stesso schema: propaganda, annunci, inaugurazioni… ma pochi risultati concreti e duraturi.

Nel frattempo, basta guardare cosa accade altrove. A Tropea, ogni giorno, fiumi di turisti scendono dal treno per visitare un centro storico vivo, aperto, valorizzato davvero.

E allora la rabbia cresce.

Perché a Roccella, nonostante le risorse disponibili e i finanziamenti ottenuti, si continua a investire in opere scollegate da una visione reale di sviluppo.

Si continua a raccontare una valorizzazione che non esiste.

E quella che dovrebbe essere un’opportunità si trasforma nell’ennesima occasione persa.

LA LEGA E IL NORD DEL “SÌ” ALL'INCASSO POST-REFERENDUM

 di Vito Pirruccio


Dopo il voto referendario di marzo, il Nord accelera sull’Autonomia Differenziata mentre il Governo archivia il commissariamento della sanità calabrese: tra spinte federaliste, conti irrisolti e ombre della malagestione, resta aperta la domanda su chi pagherà davvero il prezzo delle scelte politiche.



Nel commentare il risultato referendario del 22-23 marzo mi sono permesso, dal mio piccolo angolo visuale, di richiamare l’attenzione sul voto maggioritario dato al SÌ nelle Regioni del Nord e, in particolare, a soffermare l’attenzione sulle dichiarazioni del Presidente della Lombardia e sugli esponenti della Lega all’indomani della prova referendaria. 

A proposito dell’Autonomia Differenziata, dopo il Sì delle Regioni del Nord, era facilmente intuibile che la Lega di Salvini, Calderoli, Fontana e Zaia sarebbe ritornata a pressare sull’agenda del Governo post-referendum. E, così, è stato!

Il 2 aprile scorso, a dieci giorni dal voto, la Conferenza Unificata Stato Regioni e Provincie Autonome ha dato il via libera alle pre-intese con le quattro Regioni del Nord, con il voto contrario delle sei regioni governate dal centro-sinistra (Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Sardegna, Puglia e Campania). Il punto chiave delle pre-intese sottoscritte con Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto lo ritroviamo nell’Allegato 2 del documento “Tutela della Salute – Coordinamento della finanza pubblica”(Lo schema delle pre-intese è identico per tutte e quattro le Regioni interessate), nel quale vengono elencate con chiarezza le “leve operative” riconosciute in tale materia a ciascuna Regione subordinandole “al rispetto dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) e all’equilibrio economico-finanziario del proprio sistema sanitario”. 

Il punto cardine è la Sanità e tralasciamo volutamente, per non appesantire la lettura, le altre materie oggetto di pre-intesa come il Servizio di Protezione Civile regionale.

A stretto giro arriva il provvedimento del Consiglio dei Ministri del 10 aprile u.s. che decreta la fine, dopo 17 anni, del commissariamento della sanità calabrese. La dichiarazione degli esponenti nostrani del centrodestra è così sintetizzabile: “Con la fine del commissariamento si apre ora una fase nuova per la Calabria, chiamata a dimostrare sul campo la capacità di gestire autonomamente il proprio sistema sanitario. La sfida sarà trasformare questo passaggio storico in un reale miglioramento dei servizi, rispondendo in modo efficace alle esigenze dei cittadini”. Gli esponenti di governo regionale e nazionale usano all’unisono l’aggettivo storico, per il solo fatto di aver ottenuto la fine del commissariamento a seguito della ricognizione dei debiti della sanità calabrese. Certamente un passo importante, ma che dovrebbe indurre a contenere l’enfasi, perché cosa si dirà nel momento in cui sapremo quando e come si pagherà il debito e, soprattutto, chi? 

Lo pagherà chi si è arricchito con le famose doppie e triple fatture? Lo pagheranno gli amministratori e i responsabili degli uffici che non hanno redatto i bilanci per un decennio? Lo pagheranno coloro i quali a seguito dello scioglimento per infiltrazione o condizionamento di tipo mafioso sono stati individuati (Si spera che gli scioglimenti siano serviti a questo!) responsabili del sodalizio criminale ipotizzato? 

Nel dossier 2025 pubblicato da Avviso Pubblico da pagina 57 a pagina 69 esiste un apposito capitolo “Gli scioglimenti delle Aziende Sanitarie Provinciali” – Il capitolo viene chiuso da un’interessante intervista a Santo Giuffré – nel quale emerge che “dal 2005 e al 2024 sono stati decretati otto scioglimenti per infiltrazione mafiosa di aziende sanitarie locali o provinciali. Le due regioni italiane coinvolte sono state Campania e Calabria. Nello specifico, in Campania sono stati sciolti due enti sanitari ovvero l’A.S.L. Napoli 4 e l’Azienda ospedaliera di Caserta, mentre in Calabria sono stati coinvolti 4 enti sanitari ovvero l’A.S.L. 9 Locri, l’A.S.P. Reggio Calabria (in due occasioni), l’A.S.P. Vibo Valentia (in due occasioni) e l’A.S.P. Catanzaro. Complessivamente sono state 12 le commissioni d’accesso inviate presso 9 aziende sanitarie provinciali. Quattro di questi procedimenti, ovvero quelli relativi all’A.S.L. di Pavia nel 2011, all’A.S.P. di Cosenza nel 2013, all’Azienda sanitaria di Caserta nel 2014 e all’A.S.L. Napoli 1 nel 2020, si sono conclusi con un’archiviazione”. 

Saranno i responsabili a pagare di quello che l’Avviso Pubblico elenca essere i mali della cattiva gestione (Disordine organizzativo, gestione amministrativa superficiale, gestione del personale e struttura organica fuori controllo, mancata programmazione e pianificazione delle attività, mancato rispetto delle procedure e delle misure anticorruzione e trasparenza – p. 62 del Dossier Avviso Pubblico 2025 -) o, come temiamo i cittadini comuni, i soliti noti?

Quando saranno assicurati alla giustizia e a pagare di tasca propria coloro i quali hanno favorito e intascato i benefici della malasanità a nostro danno, allora sarà appropriato usare l’aggettivo “storico”. Solo dopo l’avverarsi del motto dell’Araba Fenice “Post fata resurgam" ("Dopo la morte risorgerò") sarà lecito utilizzare l’aggettivo ”storico”. Prima, è un po’ forzato e sa di propaganda.

Ad oggi di storico abbiamo solo che in Italia è cambiata sostanzialmente (Formalmente è cambiata con la Riforma del Titolo V della Costituzione del 2001) la Forma di Stato rispetto a quella, a suo tempo, voluta dai Padri e dalle Madri Costituenti: da Stato unitario a base Regionale siamo diventati uno Stato Federale. Il disegno del “sincero democratico” Bossi (Parole del Presidente Mattarella: “L’Italia – si legge nel Comunicato del Presidente della Repubblica per la morte del Senatur - perde un leader politico appassionato e un sincero democratico”) sta diventando realtà. 

Il prezzo e il lascito politico del “sincero democratico” Bossi continueremo a pagarlo, purtroppo, noi cittadini comuni che ci rechiamo indomiti alle urne convinti di camminare sull’orlo della speranza, ma in compagnia del mitico e sacro uccello egizio che ci sussurra nella cabina elettorale: “Post fata resurgam!”.

martedì 14 aprile 2026

Nutrizione e Prevenzione: La Prof.ssa Anna Tagliabue e SINU al fianco del progetto “Obiettivo Benessere” per il futuro dei minori

 


Il benessere delle nuove generazioni passa per una scienza della nutrizione rigorosa e accessibile. In quest’ottica, il progetto “Obiettivo Benessere: i nostri figli, il nostro futuro”, curato da Vincenzo Ursino (fondatore del progetto “Lotta all’Obesità Infantile”), si arricchisce del prestigioso contributo della Prof.ssa Anna Tagliabue.

Già Professore Ordinario presso l’Università di Pavia e Presidente della SINU (Società Italiana di Nutrizione Umana) — l’istituzione che dal 1974 redige i LARN (Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti) — la Prof.ssa Tagliabue mette a disposizione la sua pluriennale esperienza per contrastare la disinformazione e promuovere corretti stili di vita.

"La collaborazione con la Prof.ssa Tagliabue rappresenta un pilastro fondamentale per il nostro impegno," dichiara Vincenzo Ursino. "In un'epoca in cui le famiglie sono bombardate da messaggi contrastanti, avere la massima autorità scientifica della SINU al nostro fianco ci permette di offrire risposte concrete e sicure. Proteggere i nostri figli dall'obesità significa, innanzitutto, dotare i genitori di strumenti basati sull'evidenza, non sulle mode."

Il contributo della Professoressa Tagliabue offre una visione sistemica della nutrizione, ponendo al centro la nuova Piramide Alimentare 2025 come bussola per la salute pubblica. Il percorso educativo parte dalla capacità critica di smascherare le fake news e i falsi miti del marketing: la scienza ci insegna che non esistono "alimenti magici" o superfood miracolosi, ma solo un equilibrio complessivo che deriva da scelte consapevoli.

In questo contesto, la Dieta Mediterranea viene riscoperta nei suoi pilastri più autentici e spesso trascurati, come la stagionalità, la convivialità e il consumo di cereali integrali e legumi, essenziali per bilanciare correttamente le proteine vegetali con quelle animali. Particolare attenzione è rivolta all'infanzia, dove la prevenzione diventa un investimento per il futuro: educare i bambini a preferire l'acqua ai succhi di frutta (spesso troppo ricchi di zuccheri) e limitare l'uso di integratori ai soli casi di necessità clinica è fondamentale per evitare rischi inutili durante la crescita.

Infine, il progetto sottolinea il ruolo cruciale degli adulti e delle istituzioni: se da un lato l’esempio dei genitori a tavola è il primo motore del cambiamento per i figli, dall'altro la scuola deve farsi portavoce di questi valori. Il consiglio della SINU è infatti quello di integrare la nutrizione in modo trasversale nelle materie curricolari, trasformandola in un pilastro culturale capace di prevenire le patologie croniche di domani attraverso le buone abitudini di oggi.

Supporto video:

https://drive.google.com/file/d/1VRZRhucpDpDTqm-qqPDYoyxwgeVywCcI/view?usp=drivesdk

Multiservizi: altro che “nuova governance”, i conti non tornano e il futuro è sempre più incerto.


Dopo la diffusione della notizia della nomina, su volontà del Sindaco, di un Consiglio di Amministrazione al posto dell’Amministratore Unico nella società Multiservizi, riproponiamo quella che è la posizione di Roccella in Comune già manifestata nel Consiglio comunale del  17 marzo scorso e ribadita in un nostro comunicato stampa.

A distanza di poche settimane dal Consiglio comunale del 17 marzo, i fatti parlano da soli. E purtroppo confermano, punto per punto, tutte le criticità che avevamo denunciato con chiarezza e responsabilità.

L’Amministrazione comunale ha ufficializzato il passaggio da Amministratore Unico a un Consiglio di Amministrazione a tre membri per la Jonica Multiservizi. Una scelta presentata come necessaria per affrontare una “fase complessa”, legata alla cessione del servizio idrico  all Sorical.

Ma è proprio qui che emerge tutta la contraddizione.

Mentre la società perde il suo asset principale — il servizio idrico — e si avvia a una progressiva riduzione del proprio perimetro operativo, il Comune decide di appesantire la governance, moltiplicando le poltrone.

Altro che “rafforzamento strategico”: siamo di fronte alla costruzione di un contenitore sempre più vuoto, gestito da un apparato sempre più pesante. 

Nel mio intervento avevo parlato di un rischio concreto: trasformare la Multiservizi in un “fantasma” di se stessa. Oggi quel rischio non solo si conferma, ma viene istituzionalizzato.

Si parla di “invarianza della spesa pubblica”. Ma senza numeri chiari, senza una relazione tecnica trasparente, senza un confronto serio sui costi reali, questa affermazione resta uno slogan. E i cittadini hanno diritto a sapere quanto pagheranno per mantenere questo nuovo assetto.

E c’è un punto che l’Amministrazione continua a omettere.

A differenza di quanto si tenta di far credere nel comunicato dell'amministrazione che descrive una società solida e in equilibrio, la realtà dei conti racconta altro: la Jonica Multiservizi ha chiuso in rosso gli ultimi esercizi finanziari. Non siamo davanti a una struttura sana, ma a una società che negli anni ha visto indebolirsi progressivamente la propria tenuta economica.

Avevamo denunciato l’assenza di una visione industriale e il rischio di uno smantellamento progressivo della società. Oggi, nello stesso comunicato ufficiale, si parla apertamente di “ridefinizione del perimetro operativo” e “trasferimento del personale”.

Esattamente quello che temevamo.

E resta ancora senza risposta la questione più grave: il futuro degli altri servizi, a partire dalla raccolta differenziata. Le voci di una possibile privatizzazione non sono mai state smentite in modo chiaro e definitivo. E questo silenzio pesa come un macigno.

Perché qui non si tratta solo di modelli organizzativi o scelte amministrative.

Qui si parla di lavoro, di dignità, di futuro.

Si parla di una società pubblica che, negli anni, è stata utilizzata più come strumento di gestione del consenso che come leva di sviluppo e di efficienza. Si parla di lavoratori tenuti in una condizione di precarietà strutturale, senza una prospettiva stabile.

E oggi, davanti a un ridimensionamento evidente e a conti in sofferenza, invece di affrontare con coraggio la realtà, si costruisce un nuovo livello decisionale che rischia di essere solo l’anticamera dello smantellamento.

La verità è semplice: questa scelta non segna un rilancio, ma una transizione. E la domanda è una sola: verso cosa?

Verso una Multiservizi più forte, oppure verso il suo definitivo ridimensionamento?

I cittadini meritano risposte chiare. I lavoratori meritano rispetto. E la politica ha il dovere di dire la verità, non di nasconderla dietro comunicati rassicuranti.


Comunicato stampa movimento politico "Roccella in Comune - Prima le persone"

https://roccellaincomune.blogspot.com/2026/03/multiservizi-ultimo-atto.html?m=1


Il mio intervento in consiglio comunale:


Intervengo per riferire dei rischi concreti che questa delibera scarica sulla città, sulle tasche dei contribuenti e sulla pelle dei lavoratori.

È necessario rinfrescare la memoria a quest'aula. La Multiservizi non è nata dal nulla: è l’erede della Jonica Sistemi Idrici, una realtà nata quando l’attuale Sindaco sedeva all’opposizione. All'epoca, quella società funzionava, eppure fu avversata ferocemente dal Sindaco e dal suo 'Sindaco ombra' con raccolte firme e ricorsi al Tar regolarmente persi. La verità è che la vostra gestione ha letteralmente affossato quel modello. Oggi, con lo scorporo del servizio idrico, la Multiservizi cessa di esistere come entità produttiva e diventa il fantasma di se stessa.

 Proporre il passaggio da un Amministratore Unico a un Consiglio di Amministrazione di tre membri proprio ora è un insulto alla logica. Mentre la società perde il suo asset principale, voi aumentate i costi della governance. 

Sindaco sappiamo che lei possiede le competenze tecniche per analizzare i bilanci e prevedere le prospettive della società. Che bisogno c’è di tre poltrone? La sensazione è che siamo davanti alla stessa strategia vista all’inizio di questa legislatura: dopo anni che lei sindaco ha gestito la delega al bilancio, non appena si è profilato l'intervento della Corte dei Conti, lei ha ceduto la 'patata bollente' all'assessore Scali. Una furbizia d'altri tempi per sfuggire alle responsabilità.

Oggi lo schema si ripete: nominate tre persone per gestire una società 'svuotata', creando un apparato pesante per un corpo aziendale che sta morendo. Questo non è solo un errore politico: è un potenziale danno erariale.

Oltre ai tecnicismi, mancano i numeri. Dov’è la relazione tecnica che dimostri la convenienza economica di mantenere in vita ciò che resta della società? La Multiservizi non ha mai brillato per lungimiranza imprenditoriale, ma si è distinta per la sua distanza siderale dai criteri di trasparenza e imparzialità che dovrebbero guidare una società pubblica. Avete trasformato il servizio pubblico in uno strumento elettoralistico. Non è né logico né dignitoso che un servizio attivo 365 giorni l'anno venga gestito quasi esclusivamente con personale stagionale a rotazione. Lo scopo è evidente: tenere centinaia di famiglie sotto scacco, elargendo briciole di lavoro in cambio di consenso. Questo calpesta il diritto costituzionale a un lavoro stabile e umilia la dignità dei lavoratori roccellesi.

Ma c’è un punto ancora più grave. Da mesi circola in paese una voce incessante, uscita proprio dalle stanze dell'amministrazione: l'intenzione di privatizzare anche il servizio di raccolta differenziata. Se questa voce fosse confermata, saremmo davanti all'atto di morte definitivo della Multiservizi. Allora lo dica chiaramente, Sindaco: questo CdA serve a soltanto a gestire lo smantellamento pezzo dopo pezzo, per passarla alla sorical e regalarla ai privati.

Questa amministrazione non ha il coraggio di assumersi la responsabilità del proprio fallimento. Vi nascondete dietro un linguaggio involuto per nascondere la fuga dalle responsabilità. Avete trasformato una società in house in un bacino di consenso precario e ora, davanti al disastro, tentate la ritirata strategica.

E veniamo al capitolo costi, perché, come dicevo, oltre al danno politico c'è la beffa economica. Nel vostro documento parlate di compensi parametrati alla spesa del 2013.

Nel 2013 la società gestiva l'intero ciclo delle acque, i tributi, le manutenzioni in pieno regime. Oggi, con un ramo d'azienda che vola verso la Sorical e l'altro che — stando alle voci — volete regalare ai privati della differenziata, voi ripristinate i costi di gestione di tredici anni fa!

Spendere il 15% in più del parametro 2013 per amministrare una società che sta diventando una scatola vuota è uno sperpero di risorse pubbliche per indennità fiduciarie.

Signor Sindaco, quanto peserà esattamente sulle tasche dei cittadini di Roccella questo nuovo 'carrozzone a tre teste' rispetto all'Amministratore Unico? Dia cifre precise, non ci legga i commi delle leggi!"

Il documento che avete scritto, inoltre, non esclude che ai singoli membri del CdA vengano affidate deleghe operative.

Se, oltre al compenso base, prevedete anche indennità per deleghe specifiche (come la gestione del personale o i rapporti con Sorical), il risparmio che sbandierate diventerà carta straccia. 

Per la mancanza di visione, per l'aumento ingiustificato dei costi e per l'oscurità che avvolge il destino dei lavoratori, il nostro voto sarà convintamente contrario.

Chiediamo formalmente al Sindaco di dichiarare qui, a verbale, quelle che sono le voci sulla privatizzazione della raccolta rifiuti. I cittadini e i dipendenti hanno il diritto di sapere se la gestione resterà pubblica o se l'ennesimo pezzo di patrimonio comune sta per essere svenduto.


Ferma difesa al Papa, dura condanna alle parole di Donald Trump

Dal comunicato della CEI la vicinanza a Papa Leone XIV, in noi la profonda preoccupazione per un mondo esposto alle scelte e ai comportamenti irresponsabili di chi detiene il potere globale.



Di fronte alle parole gravissime rivolte a Papa Leone XIV, condivido e sostengo le parole espresse nel comunicato della Conferenza Episcopale Italiana, che con equilibrio e fermezza richiama tutti al rispetto del ruolo e della missione del Santo Padre, guida spirituale e voce di pace in un tempo attraversato da conflitti e tensioni.

Allo stesso tempo, non si può che manifestare una ferma condanna nei confronti delle dichiarazioni e dei comportamenti del presidente degli Stati Uniti, , che appaiono sempre più irresponsabili e pericolosi.


Preoccupa profondamente la consapevolezza che decisioni così rilevanti per gli equilibri mondiali possano essere influenzate da atteggiamenti che nulla hanno a che vedere con il senso delle istituzioni, con il rispetto e con la ricerca della pace.

In un momento storico così delicato, è necessario riaffermare con forza i valori del dialogo, della responsabilità e della dignità delle persone, gli stessi che il Santo Padre continua instancabilmente a richiamare.


sabato 11 aprile 2026

"I CARE" si congratula con l'Alfiere della Repubblica Rocco Commisso

 



L'Associazione Museo della Scuola "I CARE" di Siderno, ispirata a Don Milani per la crescita delle nuove generazioni tramite educazione ambientale, formazione e cittadinanza attiva, applaude il piccolo Alfiere della Repubblica.



Un giornale online pubblica la notizia di un ragazzo di Roccella Jonica, Rocco Antonio Commisso, insignito dal Presidente Sergio Mattarella “Alfiere della Repubblica italiana”.

L’Associazione “I care!” si congratula col giovane Alfiere per il prestigioso riconoscimento. 


Rocco Antonio Commisso (11 anni)

Nato il 22 aprile 2014 e residente a Roccella Jonica (RC). «Per la sensibilità dimostrata nel trarre in salvo un esemplare di tartaruga Caretta Caretta, ferita e intrappolata in residui di plastica. Il suo gesto è divenuto una leva per la promozione di iniziative di educazione ambientale. Durante un'escursione in mare con il padre, Rocco ha soccorso una tartaruga Caretta Caretta ferita da alcuni residui di reti e palangari da pesca. Affidata alle cure di un'associazione di volontari, la tartaruga è stata curata e successivamente liberata in mare. Dopo questo episodio, la scuola frequentata da Rocco ha adottato una tartaruga marina di peluche come mascotte, simbolo delle attività educative dedicate alla tutela dell'ambiente e alla cultura del rispetto del mare».

Il più giovane Alfiere d’Italia è di Roccella: Rocco Antonio Commisso esempio di civiltà e amore per il mare

Ambiente, senso civico e nuove generazioni: da Roccella un esempio che parla a tutta Italia.




Era il 16 luglio 2024 quando 
Il piccolo Rocco insieme a suo 
Papà Francesco salvarono una
tartaruga Caretta caretta
impigliata tra plastica e reti
abbandonati in mare, in
prossimità del Porto
Di Roccella 

C’è una Roccella Jonica che educa, che forma, che trasmette valori autentici. È la Roccella dei giovani che, anche a soli dodici anni, sanno distinguersi per senso civico, rispetto e responsabilità.

Tra questi, oggi, emerge con orgoglio il nome di Rocco Antonio Commisso, il più giovane tra gli Alfieri della Repubblica 2026, insignito dal Presidente della Repubblica, .

Un riconoscimento che non premia soltanto un gesto, ma una visione: quella di un futuro costruito su consapevolezza e rispetto.

L’attestato di Alfiere della Repubblica viene conferito ogni anno a giovani che si distinguono per meriti civili, impegno sociale, altruismo e capacità di rappresentare un esempio positivo per la comunità.

Essere il più giovane tra i premiati rende il riconoscimento di Rocco ancora più significativo:
segno che i valori non hanno età e che anche i più piccoli possono insegnare qualcosa ai più grandi.

Un gesto semplice che racconta molto:

Durante un’uscita in mare insieme al padre, Rocco si accorge di una tartaruga marina Caretta caretta in evidente difficoltà.

L’animale era rimasto intrappolato tra plastica e reti da pesca, simbolo concreto di un problema sempre più grave: l’inquinamento dei nostri mari.

Senza esitazione, Rocco interviene, contribuendo al salvataggio dell’animale, poi curato e restituito al suo habitat naturale.

Un gesto istintivo, ma carico di significato.

La motivazione del Quirinale parla di “sensibilità”, ed è proprio questo il punto centrale.

Non si tratta solo di aver salvato una tartaruga, ma di aver dimostrato attenzione verso l’ambiente, rispetto per la vita e consapevolezza del proprio ruolo, anche in giovane età.

Quell’episodio è diventato anche un momento di crescita collettiva, portando nella scuola e tra i coetanei un messaggio forte:
il mare va difeso, ogni giorno, con piccoli e grandi gesti.

Per Roccella Jonica, questo riconoscimento rappresenta qualcosa di più di un semplice motivo di orgoglio. È la dimostrazione che il legame con il mare può diventare cultura e l’educazione ambientale può tradursi in azioni concrete.

Un traguardo che rende orgogliosa anche la sua famiglia, a partire dai genitori del piccolo Rocco, Francesco Commisso e Lidia Capozzoli, che ne hanno accompagnato la crescita trasmettendo valori di rispetto e sensibilità.

Con i suoi dodici anni, Rocco Commisso ci dimostra che anche nei piccoli paesi nascono esempi capaci di parlare all'intero Paese e ci consegna un messaggio semplice ma potente:
non bisogna aspettare di diventare grandi per fare la cosa giusta.

Essere il più giovane Alfiere della Repubblica 2026 può rappresentare il simbolo di una generazione che può – e deve – essere protagonista del cambiamento.

Nei prossimi giorni, Rocco sarà chiamato a vivere un momento ancora più emozionante:
si recherà al Quirinale, dove riceverà ufficialmente l’onorificenza direttamente dalle mani del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Un passaggio solenne che suggella non solo un riconoscimento, ma una storia che rende orgogliosa un’intera comunità.


Il video registrato quella fatidica mattina del 16 luglio 2024, subito dopo il salvataggio della tartaruga. Rocco aveva appena 10 anni! Questo blog scrisse un articolo proprio ad elogio di questo meraviglioso episodio https://roccellasiamonoi.blogspot.com/2024/07/il-piccolo-rocco-commisso-insieme-al.html?m=1

venerdì 10 aprile 2026

Week-End Filosofico per Fortunato Maria Cacciatore

 

Marx e Arendt

Lavoro e agire politico

17-18-19 aprile 2026

a cura di 

Luca Baccelli (Università di Camerino)

Vittorio Morfino (Università “Bicocca” di Milano)


Fortunato Maria Cacciatore ci ha lasciati all'inizio di luglio dell'anno scorso. È stato amico e compagno di Scholé, co-direttore della Scuola "Mario Alcaro" e della Scuola Estiva “Remo Bodei”. Ha insegnato storia della filosofia all’Università della Calabria e non ha mai smesso di unire la fatica e la precisione filologica dello studioso con l'impegno militante dell'intellettuale marxista. 



Abbiamo pensato di dedicargli un interno Week-End Filosofico su un tema a lui assai caro, che avevamo deciso di affrontare insieme a Roccella: “Marx e Arendt. 

Lavoro e agire politico”. Il 17-18-19 aprile realizzeremo la promessa con la tre giorni a cura di Luca Baccelli (Università di Camerino) e Vittorio Morfino (Università “Bicocca” di Milano). 

Un WE che ci consentirà di ragionare sul fare e sull'agire avendo in testa la domanda sulle Istituzioni del mondo che viene. 


Un mondo più amichevole e gentile di quello che ci tocca vivere negli anni del capitalismo cannibale, dei neo-fascismi, del regime di guerra, delle ingiustizie sociali e ambientali. L’impressione è che bisogna ripensare e rifare tutto daccapo. 

Perciò ci rivolgiamo a Marx e ai suoi critici non per mero gusto esegetico ma per effettuare una analisi critica dell'attualità capace di darci indicazioni etico-politiche su come attraversare/trasformare il presente aprendo luoghi di socialità, emancipazione, cura.

L’apertura dei lavori è fissata per le ore 17.00 di venerdì prossimo nel Centro Studi “Elisa Scali” di via Umberto I, 106, a Roccella Jonica. 

Il WE si svilupperà in tre sessioni: venerdì e sabato pomeriggio, sempre alle 17.00, e domenica mattina alle 9.30. Poco prima dell’apertura dei lavori, nella biblioteca del Centro Studi “Elisa Scali” sarà ricordata la figura di Fortunato e verrà presentato il fondo che raccoglie i volumi donati a Scholé dalla famiglia Cacciatore.

Tutte le informazioni su come partecipare all’iniziativa sono disponibili sul sito www.filosofiaroccella.it. 


Associazione Culturale Scholé Roccella Jonica

Griglie killer a Roccella: quanto dobbiamo aspettare prima della tragedia?


Un giovane è già caduto rischiando un occhio. Eppure il pericolo è sotto gli occhi di tutti.



Non è più una semplice segnalazione. 
È una denuncia pubblica.

All’inizio di Viale della Libertà, nei pressi dell’ex Ospedaletto, c’è una griglia di scolo completamente dissestata: non è fissata, si muove, ed è profondamente affossata rispetto al manto stradale. Un’insidia vera e propria, invisibile fino all’ultimo momento.

E infatti è già successo.


Un ragazzo, passando con il motorino, è caduto rovinosamente proprio a causa di quel dislivello. Ha rischiato conseguenze gravissime, addirittura di perdere un occhio.
Non stiamo parlando di ipotesi. Stiamo parlando di fatti.

E la cosa più grave è che questa non è un’eccezione.

In tutto il paese ci sono decine di “griglie killer”, lasciate senza manutenzione, instabili, pericolose. Trappole sull’asfalto che ogni giorno mettono a rischio motociclisti, ciclisti e automobilisti.

Mi chiedo – e chiedo pubblicamente all’Amministrazione –:
quanto dobbiamo aspettare ancora?
Serve forse una tragedia per intervenire?

Ho già presentato un esposto formale al Sindaco, all’Ufficio Tecnico e alla società Multiservizi, chiedendo interventi immediati e una verifica generale su tutto il territorio.

Ma non basta protocollare carte.

Serve agire subitoServe responsabilitàServe rispetto per la sicurezza dei cittadini.

Perché la manutenzione non è un favore:
è un dovere preciso, previsto dalla legge e imposto dal buon senso.

Non si può continuare a ignorare un pericolo così evidente.
Non si può far finta di niente mentre le persone rischiano di farsi male ogni giorno.

Questa non è polemica, è tutela della vita umana.

E su questo non si può più tacere.


2 agosto 2020 - 2 agosto 2021: Un anno senza Ludovico

2 agosto 2020  - 2 agosto 2021: Un anno senza Ludovico
2 Agosto 2020 - 2 Agosto 2021: un anno senza Ludovico. Il ricordo di Ludovico Lombardo ad un anno dalla sua tragica scomparsa. Sempre nel cuore dei tuoi amici e sempre nel cuore dei roccellesi.

JEU SUGNU CALABRISI - Sigla ufficiale Musica Etnosong 2019 Premio Mia Martini

La vera storia dei nostri emigranti che, per motivi di lavoro, sono stati "costretti" a lasciare la Terra in cerca di lavoro ma col cuore rivolto SEMPRE nell'estremo lembo della "nostra" Penisola: la CALABRIA!

ROCCELLA JONICA VISTA DA GERACE

ROCCELLA JONICA VISTA DA GERACE
Foto di Angelo Lagana'

DUE STRAORDINARI SCATTI DI ANGELO LAGANA'

Un Lungomare così, a Reggio, non si vedeva da tanti tanti anni. Le Frecce Tricolori hanno richiamato in città decine di migliaia di persone da tutte le province calabresi e da gran parte della Sicilia. La via Marina, completamente chiusa al traffico in occasione della seconda “domenica sostenibile”, s’è gremita di circa 100.000 persone che nel pomeriggio hanno assistito incantate allo spettacolo dell’Air Show “Scilla & Cariddi” con l’esibizione delle celebri Frecce Tricolore.

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VINCENZO MILANO CI REGALA L'ECLISSI SOLARE VISTA DAL CASTELLO

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Oggi 20 marzo, nonostante le nuvole, abbiamo potuto assistere, dalle nove e mezza fino alle undici, all'eclissi di sole. Qui da noi il sole, "coperto" dall'ombra della luna, si è oscurato soltanto per il 41%. La prossima eclissi parziale avverrà nel 2026 mentre per avere un'altra eclissi solare totale dovremmo "attendere" fino al 2081.
Questo straordinario evento è stato filmato dal videomaker Vincenzo Milano del Laboratorio DreamLab Studio di Roccella Jonica dalla postazione della Torre di Pizzofalcone. Un video, montato e musicato con grande sapienza, capace di trasmettere un brivido di emozione.

FESTIVAL JAZZ: DALLA GRANDE ILLUSIONE ALL'IMPIETOSA REALTA'

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Il regalo di Natale del M°. Angelo Laganà

OLTRAGGIO ALLA CITTA'

OLTRAGGIO ALLA CITTA'
OLTRAGGIO ALLA CITTA'. Foto di Angelo Laganà


ECCO PERCHE' POCO PIU' DI UN ANNO FA PESTAVA I PUGNI SUL TAVOLO DEL CONVENTO DEI MINIMI

ECCO PERCHE' POCO PIU' DI UN ANNO FA PESTAVA I PUGNI SUL TAVOLO DEL CONVENTO DEI MINIMI
Quale sindaco mai oltre a lui stesso o a chi per lui avrebbe consentito una liquidazione cosi rapida a suo favore? Un ulteriore una tantum prelevato da un fondo "segreto e nascosto". Cari elettori meditate...Dedicato a tutte quelle associazioni che partecipano alle riunioni con l'amministrazione la quale puntualmente ricorda pressappoco cosi: "Non chiedete soldi perchè non ce ne sono!"

I VINCITORI DI ROCCELLA ON YOUTUBE

Tre straordinari video sono saliti sul podio in questa 2° edizione del Concorso curato da Mariagrazia Curciarello. Tre video, diversi fra loro, che li accomuna solo la volontà di valorizzare al massimo le risorse naturalistiche di Roccella Jonica, obiettivo riuscito appieno grazie alle idee che hanno sbizzarrito la fantasia degli autori, ma anche del montaggio del video, agli "attori" e agli ambienti.
Meritato primo posto per l'invenzione "Scirobetta" dal nome dei due cortiggiani del re Carafa che nel caldo estivo roccellese ha trovato rinfresco solo con questa speciale bibita a base dei nostri limoni... Simpaticissimi e bravissimi davvero tutti i ragazzini-attori che hanno recitato nel video. Con questo video credo che si mostra per la prima volta l'interno del nostro castello in via di restauro in rete. 10 e lode a Francesco Cappelleri, complimenti vivissimi.
Solo un'idea cosi innovativa poteva battere il vincitore dello scorso anno. Alessandro Neumann, dopo il simpaticissimo "U Pirozzu" con cui ha trionfato nella prima edizione, ha girato il secondo atto che si chiama "U tarantozzu" ed è ancora una volta uno strepitoso successo. Le suggestive immagini dal basso dei passi di taranta, dimostrano l'estro e il talento dell'autore che conferma molti dei protagonisti-attori de "U Pirozzu, che diventano delle vere e proprie macchiette. Non vedo già l'ora di vedere la terza parte il prossimo anno...
Da museo il terzo video classificato girato e montato da due giovani, Antonio Dimasi e Felice Guarneri, con lo zampino dei reperti "storici" fotografici dell'archivio dell'associazione "Roccella com'era". "Fra i ricordi di un passato" è la storia di due bambini che, attraverso stupende immagini del passato di Roccella Jonica che sembrano animarsi grazie agli effetti speciali degli autori, raccontano la vita di 50 anni fa del loro paese e alla fine, oggi, si chiedono... "Chissà come sarà fra 50 anni?" Bellissima colonna sonora e un invito a tutti di guardarlo, agli adulti per fargli rivivere meravigliose emozioni e ricordi e ai giovani per fargli scoprire la semplicità insieme al sorriso genuino che c'era una volta. Da pelle d'oca...
E adesso non ci resta che... ammirarli.

1° classificato Roccella on youtube "A SCIRUBETTA" di Francesco Cappelleri.

2° classificato Roccella on youtube "U TARANTOZZU" di Alessandro Neumann

3° classificato "FRA I RICORDI DI UN PASSATO" di Antonio Dimasi e felice Guarneri