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giovedì 9 aprile 2026

Carmelo Favoino, il Mister che ha fatto crescere uomini prima che calciatori


Storica figura del calcio roccellese, uomo di grandi valori e punto di riferimento anche nella vita civile: il ricordo commosso di chi lo ha conosciuto come atleta, allenatore ed educatore.





Oggi Roccella Jonica perde un uomo che ha lasciato un segno profondo nella nostra comunità, nello sport e nel cuore di chi ha avuto la fortuna di conoscerlo.

Carmelo Favoino è stato un grande calciatore, un allenatore appassionato, un educatore vero.

Ma prima di tutto è stato una gran bella persona.

Chi lo ha conosciuto lo ricorda per la sua serietà, la sua precisione, il suo senso del dovere, qualità che lo hanno contraddistinto anche nel suo lavoro di segretario presso l’Istituto Tecnico Industriale di Roccella Jonica, dove è stato apprezzato per la sua professionalità e il suo equilibrio.

Nel calco, Carmelo è stato una colonna del Roccella.

Ha iniziato sul campo del suo paese, portando con orgoglio quei colori in tutta la Locride, fino a raggiungere traguardi importanti, come l’esperienza tra i professionisti con il Siena in Serie B.

Ma la sua vera grandezza si è espressa soprattutto nel ruolo di allenatore.

È stato un allenatore-educatore esemplare, capace di andare oltre il campo.

Per lui il calcio non era solo gioco: era crescita, formazione, rispetto, sacrificio.

Ha formato e guidato intere generazioni di giovani, insegnando loro a credere in sé stessi e a dare sempre il meglio.

Le testimonianze di chi lo ha vissuto raccontano più di qualsiasi parola:

C’è chi lo ha conosciuto e apprezzato in ogni ruolo della sua vita — come calciatore, allenatore e uomo — ricordandolo semplicemente come “una gran bella persona”.

C’è chi è stato suo calciatore e porta ancora oggi un ricordo vivo e riconoscente:

"Un uomo serio, preparato, capace di lasciare un segno umano oltre che sportivo".

"Un “Mister” che non si dimentica".

E poi il ricordo di un amico sincero, autentico:

"un calciatore con i fiocchi, un allenatore che educava prima ancora di insegnare schemi e tattiche".

A queste si aggiunge la voce commossa di chi è cresciuto sotto la sua guida, che lo ricorda come una presenza costante, quasi familiare:

"un uomo buono e genuino, sempre pronto a dare un consiglio, capace di seguire ogni ragazzo uno per uno, conoscendone non solo il nome ma anche la storia.

Un Mister attento a tutto, sempre presente al campo, capace di creare legami veri, di condividere momenti importanti e di gioire sinceramente per i successi dei suoi ragazzi, come fossero figli.

Un uomo che ha contribuito a far crescere non solo calciatori, ma persone, lasciando un’impronta profonda anche nelle generazioni successive, quasi invisibile ma determinante"

Sono parole semplici, ma profonde. Parole vere. Parole che raccontano chi era Carmelo.

Fuori dal campo, è stato un marito e un padre amorevole, punto fermo per la sua famiglia, alla quale oggi va l’abbraccio più sincero e commosso di tutta la comunità.

Oggi il dolore è grande, ma lo è anche la gratitudine.

Grazie Carmelo,

per ciò che sei stato, per ciò che hai insegnato, per l’esempio che hai lasciato. Roccella ti porterà sempre nel cuore.

Nei campi di calcio, nei ricordi dei tuoi ragazzi, nelle storie che continueranno a essere raccontate.

Fai buon viaggio, Mister.



mercoledì 8 aprile 2026

La Calabria raccontata da fuori: stipendi, benefit e distanza dalla realtà

Redditi tra i più bassi d’Italia, ma spese della politica in aumento: una contraddizione che non può passare inosservata.



Ancora una volta la Calabria finisce sotto i riflettori nazionali. E non per buone notizie.

Nell’articolo pubblicato oggi sul Corriere della Sera, Gian Antonio Stella mette nero su bianco una fotografia impietosa: da un lato una regione tra le più povere d’Italia, dall’altro una politica che continua ad aumentare costi, incarichi e privilegi.

Il dato da cui parte l’analisi è già di per sé eloquente: il reddito medio pro capite delle famiglie calabresi si attesta intorno ai 16.800 euro annui, poco più della metà rispetto alle regioni del Nord.

Eppure, in questo contesto, la giunta regionale ha deciso di aumentare il numero degli assessori e introdurre nuovi sottosegretari, con stipendi mensili che sfiorano i 14.470 euro, praticamente equivalenti al reddito annuo di molti cittadini calabresi.

L’articolo evidenzia una serie di misure che fanno discutere:

  • estensione dei benefit (come il contributo auto mensile) a un numero maggiore di amministratori
  • indennità aggiuntive per missioni
  • creazione di staff dedicati ai sottosegretari con costi rilevanti per le casse pubbliche

Secondo quanto riportato, si tratterebbe di una spesa complessiva che può arrivare a circa due milioni di euro l’anno.

Il tutto in una regione che continua a registrare criticità strutturali: sanità in difficoltà, redditi bassi e forte emigrazione giovanile.


Il punto politico: una distanza che fa rumore

Il cuore del ragionamento di Stella non è solo economico, ma profondamente politico.

Il problema non è soltanto quanto si spende, ma quando e perché si decide di spendere.

In un territorio dove le famiglie fanno fatica, dove i servizi essenziali arrancano, l’aumento di incarichi e benefit rischia di apparire come una scelta scollegata dalla realtà quotidiana dei cittadini.

È questa la vera frattura:
una politica che sembra vivere su un piano diverso rispetto alla società che dovrebbe rappresentare.


Una riflessione che riguarda tutti

Questo articolo non è solo una critica alla Calabria, ma un richiamo più ampio al modo di fare politica in Italia.

Non è la prima volta che Gian Antonio Stella affronta il tema dei privilegi e degli sprechi: già con La casta aveva acceso un dibattito nazionale su questi temi.

Oggi, a distanza di anni, il rischio è che quelle dinamiche non siano mai state davvero superate.


Conclusione

La domanda che resta è semplice, ma fondamentale:

può una politica che aumenta i propri costi mentre i cittadini si impoveriscono essere credibile?

È su questo che si gioca la vera sfida:
ricostruire fiducia, riportare equilibrio e soprattutto riallineare le scelte pubbliche ai bisogni reali delle persone.

Perché senza questo passaggio, ogni riforma rischia di restare solo sulla carta.



martedì 7 aprile 2026

Passio Christi, un’intensa esperienza di fede e teatro che conquista il cuore

Quattro mesi di lavoro, una scenografia imponente e un’intensità emotiva che ha coinvolto l’intera comunità.


 
La sera di Pasqua, a Roccella Jonica, è andata in scena la seconda e intensa parte della Passio Christi, regalando al pubblico un’esperienza carica di emozione e profonda partecipazione.

Quattro mesi di preparazione, un lavoro scenografico imponente e una cura meticolosa di ogni dettaglio hanno dato vita a una rappresentazione capace di coinvolgere mente e cuore. Nulla è stato lasciato al caso: dagli ambienti costruiti con pazienza e passione, ai testi sapientemente intrecciati con le musiche, fino al suggestivo gioco di luci che ha accompagnato ogni momento.



La narrazione, tratta dal testo di Filippo Orioles, ha guidato con forza e profondità ogni fase della rappresentazione, offrendo una rilettura fedele e al tempo stesso coinvolgente della Passione di Cristo.

La rappresentazione ha seguito con grande intensità tutte le fasi della Passione: dal drammatico incontro con Ponzio Pilato, al corteo lungo le vie cittadine, passando per i momenti toccanti di Pietro e Giuda, fino alla crocifissione, alla struggente deposizione, alla pietà e infine alla luce della resurrezione.


Un percorso emotivo crescente che, scena dopo scena, ha catturato il pubblico, rendendolo parte viva della rappresentazione.

Straordinaria l’interpretazione di Fausto Certomà nel ruolo di Gesù: intensa, autentica, profondamente realistica. La sua presenza scenica e la forza espressiva hanno commosso tutti, rendendo ancora più vivido e toccante ogni passaggio della rappresentazione. Grande merito anche a tutti i partecipanti, perfettamente calati nei propri ruoli, che hanno dato prova di una notevole capacità interpretativa e scenica: basti pensare alle figure di Maria, Giuda, Giovanni e a tutti gli altri personaggi, resi con profondità e grande credibilità.

Fondamentale la regia di Enzo Scali, capace di orchestrare ogni elemento con grande sensibilità, insieme a uno staff straordinario che da anni porta avanti questa tradizione con dedizione: Simona Spanò, Pino Curciarello, Nicola Capocasale e tanti altri che lavorano con passione e competenza.



Intensa ed emozionante, la Passio Christi si è confermata un’esperienza unica per tutti i partecipanti. Un coinvolgimento autentico, capace di attraversare il cuore e lasciare un segno profondo.

Per la qualità della messa in scena, la cura dei dettagli e la forza interpretativa, possiamo affermare senza esitazione che questa rappresentazione si colloca tra le migliori in Italia.

Un augurio sincero è che questa straordinaria tradizione possa continuare nel tempo, crescendo e rinnovandosi, e che venga custodita e tramandata con la stessa passione anche alle nuove generazioni.


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Personaggi e interpreti della Passio Christi 2026:


Soldati: Rocco Ameduri, Peppe Patruno, Mimmo Cavallo, Domenico Ameduri

Aquilifero: Marco Candido

Guardie: Angelo Riitano, Gabriele Ruva

Centurione: Luca Piscioneri

Aguzzino: Vincenzo Ruva

Caifa: Matteo Pio Gagliano

Misandro: Salvatore Bella

Nizek: Andrea Romeo

Sacerdoti: Alessandro Piscioneri, Bruno Verdiglione, Franco Macrì (Mac), Carlo Iannuzzi, Pino Gagliano

Bambini: Domenica ed Eleonora Piscioneri, Francesco Ruva

Paggi di Pilato: Sara Colica, Francesco Cappelleri

Claudia (moglie di Pilato): Candela Manuale

Ladrone Disma: Giuseppe Costera

Ladrone Gisma: Marco Piscioneri

Angelo della Fede: Rosanna Costa

Satana: Katia Sotira & scuola di ballo Dance studio.

Giuda: Nicola Capocasale

Ponzio Pilato e Pietro: Pino Curciarello

Maria di Cleofa: Cecilia Rullo

La Veronica: Caterina Meduri

Maria di Magdala: Roberta Frascà

Giovanni: Felice Verdiglione

Maria Madre di Gesù: Simona Spanò

Gesù: Fausto Certomà.

Voci: Mimmo Pollier, nel caro ricordo degli amici Domenico Greco, Michele Bella e del prof. Nicola Spanò, Giuseppe Simone.


Questa sera (7 Aprile) a partire dalle ore 21:30, sul canale 76 di Telemia, andrà in onda lo speciale integrale dell’evento, con la riproposizione completa della rappresentazione.




domenica 5 aprile 2026

Roccella Jonica, il Trionfo della Fede: Una "Ncrinata" da Record nel Segno della Storia

 C’è un istante, a Roccella Jonica, in cui il tempo sembra fermarsi per poi esplodere in un unico, immenso battito di cuore. È il momento in cui il velo nero cade, le statue corrono l’una verso l’altra e il grido di gioia della folla rompe il silenzio dell’attesa. Anche quest'anno, la "Ncrinata" ha confermato il suo ruolo di cuore pulsante della Pasqua calabrese, trasformando Largo San Giuseppe in un teatro a cielo aperto di devozione e identità.



Non si tratta solo di folklore, ma di un’eredità preziosa che i roccellesi custodiscono gelosamente. La "Ncrinata" vanta infatti una storia documentata che affonda le radici nel lontano 1832. Da quasi due secoli, questa sacra rappresentazione dell'incontro tra il Cristo Risorto e la Madonna attraversa le generazioni, restando fedele a se stessa nonostante il mutare dei tempi.


Custode instancabile di questo rito è l'Arciconfraternita di San Giuseppe. Anche in questa edizione, il sodalizio ha dimostrato una coordinazione impeccabile, gestendo con maestria i complessi tempi della funzione e garantendo che ogni gesto, dal movimento dei portatori alla simbologia dei simulacri, onorasse il prestigio di una storia secolare.



Largo San Giuseppe si è presentato oggi gremito in ogni ordine di posto. Una partecipazione straordinaria che ha visto fondersi insieme cittadini residenti, turisti giunti da ogni parte della regione e, soprattutto, i tanti roccellesi emigrati.


È proprio in occasione della Pasqua, infatti, che Roccella vive una "piccola estate": le strade si riempiono, le case si riaprono e il paese ritrova quei figli che vivono lontano, ma che scelgono di tornare per respirare l'aria di casa e condividere con la famiglia i riti della Settimana Santa. Insieme alle solenni celebrazioni liturgiche, la "Ncrinata" si conferma come il vero punto d'incontro universale, il collante sociale che annulla le distanze chilometriche nel nome di una radice comune.



"Vedere Largo San Giuseppe così colmo di vita è la testimonianza di quanto questa tradizione sia viva e necessaria," commentano i presenti. "È il momento in cui Roccella si riconosce e si ritrova unita."



La perfetta riuscita dell'evento odierno non è solo frutto del caso, ma di un lavoro corale che vede l'Arciconfraternita protagonista di un impegno che dura tutto l'anno. La grande affluenza di visitatori e il clima di profonda commozione che ha accompagnato l'incontro tra la Madre e il Figlio sanciscono il successo di una Pasqua che, a Roccella Jonica, profuma di storia, di appartenenza e di speranza.



Con l’eco della festa ancora nell'aria, Roccella si conferma sentinella di una bellezza antica, capace di rinnovarsi ogni anno dal 1832, rendendo ogni Pasqua un capitolo indimenticabile della sua gloriosa storia.





sabato 4 aprile 2026

Tra gratitudine e speranza: i miei auguri di Pasqua

 


Strade dissestate e pali pericolanti: serve un intervento immediato


Le piogge degli ultimi giorni hanno aggravato una situazione già da tempo insostenibile: quella delle nostre strade cittadine, compromesse, dissestate e prive di una manutenzione seria e costante. Gli interventi effettuati negli anni si sono limitati, nella maggior parte dei casi, a rattoppi sporadici e spesso inefficaci, che non risolvono il problema ma lo rimandano.


A rendere ancora più grave il quadro è quanto accaduto recentemente nei pressi dell’ex ospedaletto, dove un giovanissimo ragazzo è caduto dal motorino, riportando gravi conseguenze che hanno reso necessario un delicato intervento all’occhio. A lui va il nostro pensiero, con l’auspicio che tutto sia andato per il meglio.

Alla luce di episodi come questo, e considerando la superficialità e la negligenza con cui si continua ad intervenire sulla viabilità cittadina, mi sento di rivolgere un invito a tutti i cittadini: prestare la massima attenzione. Lungo le strade si sono formate buche insidiose, non sempre estese ma spesso profonde, che rappresentano un serio pericolo soprattutto per motociclisti e automobilisti. A ciò si aggiunge il grave stato delle grate per lo scolo dell’acqua, molte delle quali risultano danneggiate o compromesse, oltre ai lavori lasciati incompleti da ditte operanti nei cantieri.

Tra le situazioni più critiche, si segnalano:

  • via XXV Aprile, nei pressi dell’ex cinema;
  • via Umberto, a circa dieci metri dall’auditorium;
  • via Matteotti, quasi all’incrocio con via Trastevere;
  • la strada che va dal passaggio a livello di contrada Melissari fino al Porto;
  • La fine di via Colombo e tutta la strada adiacente al liceo scientifico;
  • le strade delle frazioni, già più volte segnalate, in particolare contrada Maria e contrada Randaconi.

Proprio in contrada Randaconi si invita a prestare la massima attenzione nel tratto in cui è collassato il guard-rail: dopo la segnalazione di questo blog, l’area è stata soltanto circoscritta ma non ancora messa in sicurezza, rappresentando un pericolo concreto per chi transita.


Ma non è tutto. Accanto all’emergenza delle buche stradali, si evidenzia un’altra problematica altrettanto grave e urgente: la stabilità dei pali dell’illuminazione pubblica. Non si tratta di un rischio teorico: un palo è già crollato tempo fa nei pressi dell’ufficio postale, mentre più recentemente altri due hanno ceduto lungo la Nazionale, in via Carrera.

La base arrugginita
dei pali
dell'illuminazione
Pubblica

Nella stessa via, così come in via Cannolaro e via Lacchi, numerosi pali presentano evidenti segni di ruggine alla base, condizione che ne compromette la stabilità e che potrebbe causarne il cedimento improvviso.

È evidente che siamo di fronte a una situazione che richiede interventi urgenti e non più rinviabili. Provvederò a formalizzare una segnalazione ufficiale, ma già da ora questo appello vuole essere uno stimolo affinché chi ha responsabilità amministrative possa prendere coscienza del problema e agire tempestivamente.


venerdì 3 aprile 2026

Roccella si prepara alla magia della Pasqua: torna la ‘Ncrinata




La tradizione, la fede e l’identità di un popolo si incontrano ancora una volta in uno dei momenti più attesi dell’anno.

A Roccella Jonica torna la suggestiva ‘Ncrinata di Pasqua, l’antico rito che racconta, attraverso gesti e simboli, la gioia della Resurrezione.

Un momento intenso e carico di emozione, curato con dedizione dall’Arciconfraternita di San Giuseppe, custode di una tradizione che si tramanda da generazioni.

La giornata avrà inizio con la Santa Messa di Pasqua, che sarà celebrata presso la Chiesa Matrice alle ore 10:30, per poi lasciare spazio alla sacra rappresentazione dell’incontro tra il Cristo Risorto e la Madonna.

Un rito unico nel suo genere: San Giovanni annuncia per tre volte la Resurrezione, fino alla corsa finale che conduce all’abbraccio simbolico tra Madre e Figlio, tra applausi, musica e commozione.

Subito dopo la ‘Ncrinata, prenderà il via la processione delle tre Effigi, che attraverserà le vie del paese, per poi concludersi con il rientro e la tradizionale corsa finale verso la Chiesa Matrice.

Un invito rivolto a tutta la comunità e ai visitatori: partecipare alla ‘Ncrinata significa vivere da vicino una delle espressioni più autentiche della nostra storia, tra fede, cultura e appartenenza.

Appuntamento in Largo San Giuseppe - Ore 11:30 circa.




Fede, tradizione ed emozione: Domenica il gran finale della Passio Christi

Dopo le forti emozioni della prima parte, Roccella si prepara a vivere il momento più intenso della Passio Christi: domenica sera il gran finale, tra fede, pathos e la suggestiva scena della Resurrezione.




Grande successo e intensa partecipazione emotiva hanno accompagnato la prima parte della Passio Christi, andata in scena lunedì sera presso il suggestivo Santuario della Madonna delle Grazie a Roccella Ionica.

Merito di uno straordinario gruppo, quello dell’Associazione Culturale A.L.Ph.A., che ha saputo offrire una rappresentazione di altissimo livello, capace di coinvolgere profondamente il pubblico.

Ogni scena è stata vissuta con autenticità e trasporto, trasmettendo pathos, spiritualità ed emozioni forti, in un crescendo che ha saputo toccare il cuore dei presenti.

Un lavoro corale, fatto di passione, impegno e dedizione, che ha reso questa prima tappa della rappresentazione un momento di grande valore culturale e religioso per tutta la comunità.

L’invito è ora rivolto a tutta la cittadinanza e ai visitatori a partecipare al secondo e conclusivo appuntamento, che si terrà proprio la sera della Domenica di Pasqua (5 Aprile 2026) a partire dalle ore 20:00 in due scenari:

Viale XXV Aprile (ex Comune) – "Ponzio Pilato". 

Da qui prenderà il via il corteo con Gesù che porta la Croce, uno dei momenti più toccanti e simbolici dell’intera rappresentazione.

Il percorso proseguirà lungo:

Viale della Libertà, dove si svilupperanno le scene finali della Passione:

Pietro e Giuda, l’impiccagione, la crocifissione, la deposizione e la pietà, fino al momento più alto e carico di significato: la Resurrezione.

Proprio la Resurrezione, inserita quest’anno come parte conclusiva, sarà il culmine della rappresentazione: un momento altamente suggestivo, capace di trasportare il pubblico in un’esperienza intensa e profonda, tra fede, riflessione ed emozione.

Sarà un’occasione unica per vivere insieme un evento che unisce tradizione, spiritualità e comunità, lasciando nel cuore di tutti un segno indelebile di emozione.

“Una vita di amore e gentilezza: Clelia Mazzaferro”


Oggi la nostra comunità si stringe con profonda commozione attorno alla famiglia per la scomparsa della cara Signora Clelia Mazzaferro, esempio autentico di bontà, gentilezza e amore per la vita.

Clelia è stata una donna premurosa, sempre sorridente, capace di donare a tutti una parola buona, un gesto di conforto, una presenza discreta ma preziosa. La sua dolcezza d’animo e la sua disponibilità verso gli altri resteranno un ricordo indelebile in quanti hanno avuto il privilegio di conoscerla.

Ha dedicato la sua vita alla famiglia con grande senso del dovere e dell’onestà, trasmettendo valori solidi e profondi al figlio e ai suoi amati nipoti, che oggi rappresentano il frutto più bello del suo insegnamento: persone perbene, stimate da tutti, cresciute sotto la guida saggia e amorevole di una madre e nonna esemplare.

Se ne va un’altra colonna portante di un tempo fatto di sacrifici, sudore e valori autentici. Una Signora d’altri tempi, che ha vissuto con rispetto, rettitudine e un sincero amore per il prossimo.

Il suo esempio, silenzioso ma prezioso, resterà vivo nel ricordo di chi l’ha conosciuta, come testimonianza di un modo di vivere fondato sull’onestà e sull’altruismo.

In questo momento di dolore, rivolgiamo le più sentite condoglianze al caro Luca Marrapodi, vice segretario del Comune di Roccella Jonica, persona di rara gentilezza ed efficienza, e a tutta la sua famiglia, certi che l’esempio e l’amore della Signora Clelia continueranno a vivere nei loro cuori.

I funerali avranno luogo sabato 4 aprile 2026, alle ore 16:00, presso la Chiesa Matrice di Roccella Jonica. La salma giungerà direttamente in chiesa alle ore 15:00.

In questo tempo di Venerdì Santo, carico di significato e raccoglimento, eleviamo una preghiera:

Signore, accogli tra le tue braccia la Signora Clelia, dona a lei la pace eterna e alla sua famiglia conforto e speranza. Fa’ che la luce della Resurrezione illumini questo momento di dolore, trasformandolo in fede e affidamento al tuo amore infinito. Amen.

Riposi in pace, Signora Clelia.

giovedì 2 aprile 2026

REFERENDUM, ANALISI E STEREOTIPI

Il voto del 22-23 marzo va oltre il quesito sulla giustizia e si configura come un segnale politico complesso: tra protesta contro il Governo, rifiuto degli stereotipi sui territori e nuovi equilibri tra Nord e Sud, emerge un’Italia attraversata da disagi profondi e richieste di cambiamento che la politica non può ignorare.


di Vito Pirruccio


L’esito referendario del 22-23 marzo è indiscutibilmente frutto di un voto contro l’attuale Governo e racchiude al suo interno una serie di elementi che lo hanno reso politico a tutto tondo. La stessa affluenza alle urne dimostra che una certa narrazione dettata da alcuni esponenti della maggioranza è stata giustamente percepita come insidia agli equilibri dei poteri dello Stato democratico. I temi posti dal referendum (La separazione delle carriere e il sorteggio dei componenti il CSM) sono serviti da detonatore per far esplodere l’opposizione verso scelte politiche del governo non solo in materia di giustizia, ma, anche, sui temi caldi che assillano la quotidianità di noi cittadini. Certamente nel voto dato al NO non sono mancati coloro i quali hanno operato una scelta entrando consapevolmente e con competenza nel cuore e nel merito del quesito, ma tutti i flussi delle agenzie specializzate ci parlano di un NO che ha racchiuso nei suoi confini malesseri plurimi provenienti da una società provata sotto tutti gli aspetti.


Dico la mia in questo articolo cercando di non ripetere quanto è stato detto e ridetto da commentatori autorevolissimi e competenti. In particolare, prendo lo spunto dalla precisazione e richiesta di rettifica inviata dall’ex sindaco di Platì, il dott. Rosario Sergi, al Fatto Quotidiano, dal post pubblicato su Facebook dal sindaco di Sant’Agata del Bianco dott. Domenico Stranieri e aggiungo qualcosa di mio.

Giustamente sia l’ex sindaco di Platì Sergi e sia l’attuale sindaco di Sant’Agata del Bianco Stranieri lamentano una visione stereotipata sul voto dato al SÌ nei comuni aspromontani, tesa a rafforzare quel marchio ‘ndranghetista che tanto male ha prodotto alle nostre comunità e alla stragrande maggioranza della gente onesta e laboriosa che vive sui nostri territori. Peraltro, usando da parte di molti commentatori due pesi e due misure rispetto al dato scaturito nella Regione Calabria (NO 57,26% e SÌ 42,74%, risultato incredibilmente equivalente a quello dell’Emilia-Romagna) e principalmente a quello espresso in molti Comuni nei quali il fenomeno malavitoso ha fiaccato le comunità al pari dei paesi aspromontani. Un racconto infarcito di pregiudizi duri a morire che non tiene conto di due aspetti che, a mio parere, hanno avuto una forte incidenza nel voto reggino. Il primo, un grido di protesta verso uno Stato al quale viene chiesto di mostrare non solo il suo volto repressivo, ma soprattutto quello propositivo e di speranza. Quella stragrande maggioranza di donne e uomini onesti, dobbiamo ripetercelo fino alla noia, presente nelle nostre comunità, reclama certamente Giustizia forte e indispensabile, ma non compiuta con formula “reti a strascico” che ha prodotto troppi errori giudiziari per essere l’Italia uno Stato di Diritto (La cifra pagata per “ingiusta detenzione” che campeggia sui siti autorevoli non è un bel vedere!). Occorre, per esempio, giustamente ripensare la legge sullo scioglimento dei Consigli Comunali, perché deve suonare allarmante la serie di persone perbene che non ha avuto scampo a causa di una Giustizia che non ha assimilato in pieno il passo evangelico della zizzania, cioè separare il grano dal loglio. Soprattutto, questo il secondo punto, grido di protesta storicamente inascoltato che reclama giustizia sociale e opportunità di riscatto. Un grido che non può avere solo il volto giudiziario specie se questo è esposto, in contesti complessi dal punto di vista economico-sociale come quelli richiamati, a molti margini di errori. 

Venendo alla giusta precisazione dell’ex Sindaco Sergi, l’aver rimarcato nei commenti il dato dei Comuni aspromontani prevalentemente a favore del SÌ, oscurando i NO e gli stessi SÌ espressi in altre aree del paese ferite dalla criminalità, non rende l’analisi obiettiva e corretta e induce a rafforzare gli stereotipi che, spesso, diventano marchi di vero e proprio razzismo. Non ho sentino, per esempio, una voce di accostamento narrativo post-referendum del paese di Brescello (Provincia di Reggio Emilia) alla nostra Platì. A Brescello, comune sciolto per infiltrazione mafiosa nella progressista Emilia-Romagna e teatro della famosa saga “Don Camillo e Peppone” di Giovannino Guareschi, il SÌ ha prevalso sul NO. Nessuno, però, si è azzardato di legare il risultato referendario espresso in quella comunità al fenomeno delinquenziale.

Ma veniamo alla seconda riflessione che esula dal discorso fin qui svolto e si focalizza sul risultato referendario del Nord.

Il SÌ ha prevalso in Veneto, Lombardia, Friuli-Venezia Giulia, in tutte le Province del Piemonte, tranne quella di Torino, nella piccola Provincia d’ Imperia in Liguria e nelle Province di Ferrara (SÌ 50,44% e No al 49,56%) e di Piacenza (SÌ 56,16% e NO 43,84%) nella rossa Emilia-Romagna. Anche su questo SÌ la narrazione post-referendum è, a mio modesto avviso, lacunosa. Una palese “distrazione” frutto di stereotipo è quella di non evidenziare che nella Regione Emilia-Romagna, pur col suo indiscutibile 56,27% al NO, esiste un’enclave colorata di SÌ coincidente con le Province di Piacenza (Compresa la città capoluogo) e di Ferrara (Città capoluogo esclusa). 

Ma il dato più importante che non può passare sotto silenzio è la vittoria del SÌ in Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia Giulia e larga parte del Piemonte. Un voto che racchiude una complessità simile per la denuncia del disagio che sottende, ma assolutamente non uguale per problematiche, a quello espresso nella Provincia di Reggio Calabria. Lo hanno riassunto bene, secondo la loro visione, gli amministratori leghisti per il tramite del Governatore della Lombardia Attilio Fontana: “L’Autonomia non è sufficiente, puntare a uno Stato federale”. Dentro quel SÌ Lombardo-Veneto-Friulano con propaggini piemontesi ed emiliane sono racchiuse, infatti, difficolta e sofferenze reali (Crisi della media e piccola impresa nel motore economico dell’Italia, ondate emigratorie incontrollate, mancanza di sicurezza e crescita esponenziale della microcriminalità, sofferenza delle politiche di inclusione e pressioni notevoli sul modello socio-sanitario realizzato). L’Autonomia Differenziata, ad esempio, non si pensi di averla accantonata nel disastrato Titolo V della Costituzione del 2001 che, lo ripeto fino alla noia, non ha creato, purtroppo, nessun sommovimento oppositivo di larga portata nel Paese simile al No del 22-23 marzo. Il tema caro alla Lega, riproposto dal Presidente della Lombardia Attilio Fontana nell’intervista al Corriere della Sera di giovedì 26 u.s., è un macigno che parte della destra del SÌ e, principalmente, la sinistra che si candida con buone chance alla guida dell’Italia devono subito mettere in conto di affrontare. Si ritroverà su questo problema dirimente per l’avvenire dell’Italia la stessa chiamata a salvaguardia della Costituzione come sul Referendum sulla Giustizia? Me lo auguro! 

Lo scampato pericolo del 22-23 marzo, come trionfalmente è stato riassunto l’esito del Referendum sulla Giustizia, se non sostenuto da una politica attenta ai campanelli d’allarme provenienti dal Nord a guida leghista e dal Sud (Il voto calabrese racchiude più di un allarme sia nel massiccio voto assegnato al NO sia in quel SÌ di contrasto emerso nella Città Metropolitana di Reggio Calabria), rischia di passare alla Storia come l’ennesima occasione mancata che gli elettori, accorsi questa volta massicciamente alle urne, hanno voluto dare alla politica travalicando i precisi confini racchiusi nel quesito posto dal Referendum sulla Giustizia.



2 agosto 2020 - 2 agosto 2021: Un anno senza Ludovico

2 agosto 2020  - 2 agosto 2021: Un anno senza Ludovico
2 Agosto 2020 - 2 Agosto 2021: un anno senza Ludovico. Il ricordo di Ludovico Lombardo ad un anno dalla sua tragica scomparsa. Sempre nel cuore dei tuoi amici e sempre nel cuore dei roccellesi.

JEU SUGNU CALABRISI - Sigla ufficiale Musica Etnosong 2019 Premio Mia Martini

La vera storia dei nostri emigranti che, per motivi di lavoro, sono stati "costretti" a lasciare la Terra in cerca di lavoro ma col cuore rivolto SEMPRE nell'estremo lembo della "nostra" Penisola: la CALABRIA!

ROCCELLA JONICA VISTA DA GERACE

ROCCELLA JONICA VISTA DA GERACE
Foto di Angelo Lagana'

DUE STRAORDINARI SCATTI DI ANGELO LAGANA'

Un Lungomare così, a Reggio, non si vedeva da tanti tanti anni. Le Frecce Tricolori hanno richiamato in città decine di migliaia di persone da tutte le province calabresi e da gran parte della Sicilia. La via Marina, completamente chiusa al traffico in occasione della seconda “domenica sostenibile”, s’è gremita di circa 100.000 persone che nel pomeriggio hanno assistito incantate allo spettacolo dell’Air Show “Scilla & Cariddi” con l’esibizione delle celebri Frecce Tricolore.

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VINCENZO MILANO CI REGALA L'ECLISSI SOLARE VISTA DAL CASTELLO

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Oggi 20 marzo, nonostante le nuvole, abbiamo potuto assistere, dalle nove e mezza fino alle undici, all'eclissi di sole. Qui da noi il sole, "coperto" dall'ombra della luna, si è oscurato soltanto per il 41%. La prossima eclissi parziale avverrà nel 2026 mentre per avere un'altra eclissi solare totale dovremmo "attendere" fino al 2081.
Questo straordinario evento è stato filmato dal videomaker Vincenzo Milano del Laboratorio DreamLab Studio di Roccella Jonica dalla postazione della Torre di Pizzofalcone. Un video, montato e musicato con grande sapienza, capace di trasmettere un brivido di emozione.

FESTIVAL JAZZ: DALLA GRANDE ILLUSIONE ALL'IMPIETOSA REALTA'

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Il regalo di Natale del M°. Angelo Laganà

OLTRAGGIO ALLA CITTA'

OLTRAGGIO ALLA CITTA'
OLTRAGGIO ALLA CITTA'. Foto di Angelo Laganà


ECCO PERCHE' POCO PIU' DI UN ANNO FA PESTAVA I PUGNI SUL TAVOLO DEL CONVENTO DEI MINIMI

ECCO PERCHE' POCO PIU' DI UN ANNO FA PESTAVA I PUGNI SUL TAVOLO DEL CONVENTO DEI MINIMI
Quale sindaco mai oltre a lui stesso o a chi per lui avrebbe consentito una liquidazione cosi rapida a suo favore? Un ulteriore una tantum prelevato da un fondo "segreto e nascosto". Cari elettori meditate...Dedicato a tutte quelle associazioni che partecipano alle riunioni con l'amministrazione la quale puntualmente ricorda pressappoco cosi: "Non chiedete soldi perchè non ce ne sono!"

I VINCITORI DI ROCCELLA ON YOUTUBE

Tre straordinari video sono saliti sul podio in questa 2° edizione del Concorso curato da Mariagrazia Curciarello. Tre video, diversi fra loro, che li accomuna solo la volontà di valorizzare al massimo le risorse naturalistiche di Roccella Jonica, obiettivo riuscito appieno grazie alle idee che hanno sbizzarrito la fantasia degli autori, ma anche del montaggio del video, agli "attori" e agli ambienti.
Meritato primo posto per l'invenzione "Scirobetta" dal nome dei due cortiggiani del re Carafa che nel caldo estivo roccellese ha trovato rinfresco solo con questa speciale bibita a base dei nostri limoni... Simpaticissimi e bravissimi davvero tutti i ragazzini-attori che hanno recitato nel video. Con questo video credo che si mostra per la prima volta l'interno del nostro castello in via di restauro in rete. 10 e lode a Francesco Cappelleri, complimenti vivissimi.
Solo un'idea cosi innovativa poteva battere il vincitore dello scorso anno. Alessandro Neumann, dopo il simpaticissimo "U Pirozzu" con cui ha trionfato nella prima edizione, ha girato il secondo atto che si chiama "U tarantozzu" ed è ancora una volta uno strepitoso successo. Le suggestive immagini dal basso dei passi di taranta, dimostrano l'estro e il talento dell'autore che conferma molti dei protagonisti-attori de "U Pirozzu, che diventano delle vere e proprie macchiette. Non vedo già l'ora di vedere la terza parte il prossimo anno...
Da museo il terzo video classificato girato e montato da due giovani, Antonio Dimasi e Felice Guarneri, con lo zampino dei reperti "storici" fotografici dell'archivio dell'associazione "Roccella com'era". "Fra i ricordi di un passato" è la storia di due bambini che, attraverso stupende immagini del passato di Roccella Jonica che sembrano animarsi grazie agli effetti speciali degli autori, raccontano la vita di 50 anni fa del loro paese e alla fine, oggi, si chiedono... "Chissà come sarà fra 50 anni?" Bellissima colonna sonora e un invito a tutti di guardarlo, agli adulti per fargli rivivere meravigliose emozioni e ricordi e ai giovani per fargli scoprire la semplicità insieme al sorriso genuino che c'era una volta. Da pelle d'oca...
E adesso non ci resta che... ammirarli.

1° classificato Roccella on youtube "A SCIRUBETTA" di Francesco Cappelleri.

2° classificato Roccella on youtube "U TARANTOZZU" di Alessandro Neumann

3° classificato "FRA I RICORDI DI UN PASSATO" di Antonio Dimasi e felice Guarneri