A Palazzo Carafa la presentazione del volume “In Calabria. Studi, restauri e valorizzazione: quale futuro?” ha riportato l’attenzione sul valore del patrimonio storico calabrese e, soprattutto, sul futuro dei luoghi simbolo della nostra città.
Si è svolta domenica 23 agosto, nella suggestiva cornice dell’ex Chiesa Matrice di Palazzo Carafa, la presentazione del volume “In Calabria. Studi, restauri e valorizzazione: quale futuro?”, curato da Francesca Martorano e promosso dal Comune di Roccella Jonica insieme all’Istituto Italiano dei Castelli – Sezione Calabria.
Un appuntamento che ha messo al centro un tema di grande attualità: come conservare, recuperare e soprattutto valorizzare il patrimonio storico e architettonico della Calabria, trasformandolo da semplice testimonianza del passato in una risorsa viva per il presente e per il futuro.
La serata è stata introdotta e moderata dalla curatrice Francesca Martorano e ha visto i saluti del vice sindaco Francesco Scali e del presidente dell’Istituto Italiano dei Castelli – Sezione Calabria Vittorio Pasquale, oltre agli interventi dell’archeologa Marilisa Morrone e dell’ingegnere Lorenzo Surace.
Ed è proprio la presenza dell’ing. Surace ad assumere un significato particolare per Roccella.
Nel corso dei suoi quasi 25 anni di responsabilità tecnica presso il Comune di Roccella Jonica, Surace è stato infatti protagonista diretto del percorso di progettazione, recupero e restauro del Castello di Roccella, seguendo le diverse fasi dei lavori e maturando una conoscenza profonda di quel complesso monumentale, delle sue criticità e delle sue potenzialità.
Non si tratta, dunque, soltanto di un tecnico chiamato a parlare di patrimonio culturale. È una persona che ha avuto un ruolo concreto nel processo attraverso il quale una parte fondamentale della storia di Roccella è stata recuperata e restituita alla comunità.
E non è casuale che, già nel convegno del 2024 dal quale nasce il volume presentato a Roccella, proprio Surace avesse dedicato il suo contributo al “Recupero e valorizzazione del castello, della cittadella e del Palazzo Carafa di Roccella”.
Il volume raccoglie infatti gli interventi di quel convegno, nel quale esperti e studiosi si sono confrontati su storia, archeologia, tutela, restauro, fruizione e valorizzazione dei castelli e delle fortificazioni calabresi. Un percorso di studi che pone una domanda fondamentale: quale futuro vogliamo dare a questo patrimonio?
E la domanda riguarda direttamente Roccella.
Perché il nostro Castello, la Cittadella e Palazzo Carafa sono luoghi di straordinario valore storico e architettonico e anche parte della nostra identità e possono rappresentare una risorsa importante per la cultura, per il turismo e per l’economia del territorio.
Recuperare un monumento è fondamentale, ma il recupero, da solo, non può rappresentare il punto di arrivo.
La vera sfida comincia dopo quando ci si deve obbligatoriamente chiedere come rendere questi luoghi pienamente fruibili, come farli vivere durante tutto l’anno e non soltanto in occasione di qualche manifestazione, come inserirli stabilmente nei percorsi turistici e culturali, come coinvolgere scuole, associazioni, operatori economici e cittadini, e, soprattutto, come fare in modo che il patrimonio storico possa produrre cultura, conoscenza, attrattività e anche ricadute economiche concrete per Roccella.
Sono domande alle quali non è semplice rispondere, ma che meritano di essere affrontate con una visione complessiva e di lungo periodo.
Ed è forse questo il merito più importante di un’iniziativa come quella ospitata a Palazzo Carafa: aver riportato al centro dell’attenzione la storia dei nostri monumenti ma anche il loro futuro.
Una riflessione che non dovrebbe fermarsi alla presentazione di un volume.
Perché se per quasi 25 anni si è lavorato per recuperare il nostro Castello, oggi dobbiamo avere il coraggio di chiederci cosa vogliamo fare nei prossimi 25.
Il Castello, la Cittadella e Palazzo Carafa non sono soltanto la memoria di ciò che Roccella è stata.
Possono diventare una parte importante di ciò che Roccella sarà.
E la vera sfida, adesso, è trasformare il patrimonio recuperato in patrimonio vissuto, conosciuto, valorizzato e capace di generare futuro.


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