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lunedì 5 gennaio 2026

Degrado e rifiuti ai piedi della collina Pignatelli: intervento incompleto e mancata raccolta


Nei mesi scorsi, maestranze di Calabria Verde, ente che ha stipulato apposita convenzione con il Comune di Roccella, hanno operato per diversi giorni ai piedi della collina denominata Pignatelli, lungo la strada in cui sono collocate le uscite di sicurezza del Liceo Scientifico.


Gli interventi hanno riguardato la rimozione della fitta vegetazione rimasta in stato di abbandono per anni. Tuttavia, durante tali operazioni, gli sfalci venivano bruciati sul posto, in pieno orario scolastico e a pochi metri dalle aule dell’istituto. Pur nutrendo perplessità su tale pratica, non sono state presentate contestazioni immediate, anche alla luce del fatto che, da verifiche effettuate, la combustione degli sfalci risulterebbe consentita in determinate condizioni.

Ciò che non è possibile ignorare è la situazione attuale dell’area, che si presenta come un vero e proprio degrado ambientale:
cumuli di materiali di risulta, sfalci abbandonati a bordo strada, copertoni, televisori dismessi, migliaia di bottiglie di birra vuote, nonché rami di palme tagliati e lasciati sul posto.


È evidente che Calabria Verde abbia svolto la propria parte limitatamente alla pulizia sommaria della vegetazione. La raccolta e lo smaltimento dei rifiuti emersi da tali operazioni sembrerebbero invece rientrare nelle competenze dell’amministrazione comunale. Ancora una volta, però, il Comune non è intervenuto, lasciando l’area in condizioni peggiori rispetto a prima.



Siamo di fronte a un metodo di lavoro superficiale, menefreghista e disastroso, che non solo non risolve i problemi, ma contribuisce ad aggravarli. Purtroppo, come già accaduto in altre circostanze, laddove il Comune mette mano, invece di migliorare la situazione, finisce per peggiorarla.

Un vero e proprio immondezzaio a cielo aperto, sotto gli occhi di cittadini e studenti.






domenica 4 gennaio 2026

Il Clan Amphysia AGESCI Roccella Ionica salutato da Papa Leone XIV in Piazza San Pietro


Oggi, 3 gennaio 2026, il Clan Amphysia AGESCI Roccella Ionica ha vissuto un momento di grazia e di profonda emozione in Piazza San Pietro, partecipando all’Angelus presieduto da Papa Leone XIV.



Al termine della preghiera mariana, con grande sorpresa e immensa gioia, il gruppo scout di Roccella Ionica è stato salutato direttamente dalla viva voce del Santo Padre, un momento inatteso e straordinario che è stato possibile anche registrare in un video, rendendo questo ricordo ancora più prezioso e indelebile per tutto il Clan.

Il Clan Amphysia, guidato dai capi Bruno Verdiglione e Beatrice Circosta, si trova a Roma in occasione della chiusura del Giubileo, vivendo un intenso pellegrinaggio spirituale che ha incluso il Cammino delle Sette Chiese di San Filippo Neri.



Questo antico itinerario di fede, ideato nel XVI secolo da San Filippo Neri, conduce i pellegrini attraverso sette tra le più importanti basiliche di Roma:

San Pietro in Vaticano, San Paolo fuori le Mura, San Giovanni in Laterano, Santa Maria Maggiore, San Lorenzo fuori le Mura, Santa Croce in Gerusalemme e San Sebastiano fuori le Mura.

Non si tratta solo di un percorso fisico di circa 25 chilometri, ma di un vero cammino spirituale, fatto di preghiera, silenzio, fraternità e conversione del cuore, simbolo di un pellegrinaggio interiore che unisce corpo, mente e anima.

Per il Clan Amphysia questa esperienza ha rappresentato un momento forte di comunità, servizio e fede vissuta, culminato in un incontro inatteso che resterà per sempre nel cuore di ciascun partecipante.




La gioia, l’entusiasmo e la gratitudine del gruppo sono il segno più bello di questa meravigliosa esperienza: un cammino condiviso che rafforza lo spirito scout e rinnova l’impegno a testimoniare, nella quotidianità, i valori del Vangelo, della fraternità e della speranza.

Un ricordo che accompagnerà il Clan Amphysia nel suo cammino futuro, come segno concreto di una Chiesa viva, accogliente e vicina ai giovani.


Attraverso il seguente link il momento in cui papà Leone cita gli scout di Roccella Jonica.

https://www.facebook.com/share/v/182rFK6yQx/

venerdì 2 gennaio 2026

Choral Cantus presenta "Resonet in Laudibus" nella Chiesa di San Giuseppe

 



Domani, 3 gennaio 2026, la comunità di Roccella Ionica si prepara ad accogliere un evento musicale di grande richiamo. Il coro polifonico Choral CANTUS porterà in scena il concerto natalizio intitolato "Resonet in Laudibus".
L'appuntamento è fissato per le ore 18:30 presso la Chiesa di San Giuseppe.
L'evento, organizzato dalla Comunità di Parrocchie, rappresenta un momento di aggregazione e celebrazione delle festività natalizie attraverso la musica corale.
  • Data: 3 Gennaio 2026
  • Luogo: Chiesa San Giuseppe, Roccella Ionica
  • Orario: ore 18:30

Toon Tones Jonico & Aspettando la Befana: Una Serata di Musica e Sapori al Borgo

 




Il 5 gennaio 2026, a partire dalle ore 19:00, il Borgo Carafa sarà il palcoscenico di un doppio evento che unisce musica, divertimento e gastronomia.
La serata si aprirà con la proiezione di un film di animazione per bambini a cura del Comitato Festa Maria SS Addolorata, e continuerà all'insegna dei sapori locali con l'iniziativa "Aspettando la Befana", dove si avrà l'occasione di gustare "Il Soffritto Originale di Roberto Il Papero", una specialità che delizierà i palati di tutti i presenti.
A seguire, l'atmosfera si accenderà con il concerto dei "Toon Tones Jonico". La band, composta da Manuela Cricelli e Mario Muscolo (voci), Francesco Pappaletto (tastiere), Bruno Ferrò (chitarra), Vincenzo Oppedisano (basso) e Raffaele Pizzonia (batteria), farà cantare e ballare al ritmo delle più amate sigle dei cartoni animati!
Un appuntamento unico nella Piazzetta del Borgo, all'interno delle iniziative del Natale 2025 promosse dal Comune, un'occasione per celebrare insieme la vigilia dell'Epifania in un clima di festa e convivialità.



Quando l’effimero ha il sopravvento, il resto diventa inutile

di Vito Pirruccio


In “L’utilità dell’inutile”, libro tradotto in ventiquattro lingue e premio Principessa delle Asturie 2023, Nuccio Ordine scrive un saggio su tutte quelle “cose che non producono profitto e vengono considerate superflue” in una società, come la nostra, in cui primeggia l’effimero nell’universo dell’utilitarismo. 

È un libro in controtendenza rispetto al sentire comune nel quale il grande studioso di letteratura italiana inserisce nella vulgata dell’inutilità “l’arte e la letteratura”. Nuccio Ordine, dall’alto della sua cultura, si fa portatore di una denuncia contro la società dell’effimero e richiama la necessità di contrastare la povertà educativa che non alberga solo in chi è collocato economicamente ai margini della società, ma principalmente tra coloro i quali, pur non appartenendo agli stadi economici alti della ricchezza, parlano e pensano utilizzando i parametri dell’opulenza. In questo contesto si annida l’inutilità della Cultura e trova il sopravvento l’effimero come distrattore di massa.


In questi giorni pullulano i concerti e i concertoni di fine anno e non si guarda a spese. Amministrazioni che lesinano risorse per riparare le strade, garantire il servizio mensa agli alunni, sostenere quanti vivono ai margini della società, scoprono improvvisamente di possedere il tesoretto miracoloso per garantire balli e lazzi agli astanti festosi riuniti in piazza per salutare l’anno alle spalle. Non si guarda a spese. Anzi, come leggiamo su alcune testate giornalistiche cartacee e online, si anticipano fior di quattrini pur di garantire lo sfarzo festaiolo. 

La stessa Unione Europea alle prese con la più grave crisi del dopoguerra e con una guerra alle porte che richiederà ai suoi cittadini sacrifici, speriamo solo economici, dilapida risorse per feste e sollazzi fatti passare come cultura e tradizioni, nel mentre gli edifici scolastici, specie quelli del nostro profondo Sud, nonostante i quattrini finora spesi, risultano inadeguati e gli ospedali cadono a pezzi con servizi da terzo mondo e con pazienti costretti ad emigrare alla ricerca di cure migliori. Solo per richiamare due emergenze alle quali non si riesce a mettere fine.

Ma l’effimero è diventato vitale. Lo ha capito bene la politica nostrana che non si spende con la stessa determinazione per scuole e ospedali, mentre ci regala concerti e sollazzi ad ogni piè sospinto dandoci conferma di quanto denunciava Rousseau più di due secoli fa: “Gli antichi politici parlavano senza posa di costumi e di virtù; i nostri non parlano che di commercio e di denaro”.

Come stupirsi, quindi, quando una Regione povera come la nostra la sola vetrina che sappia con efficacia offrire al turista la ritroviamo allestita di ‘nduja, tarantelle con le più eccentriche combinazioni, sagre e via discorrendo!


Basta sostare un istante e farsi un giro nel principale aeroporto calabrese, quello di Lamezia Terme. Noterete che per fare spazio, ad esempio, al box di informazioni turistiche collocato, fino a qualche tempo fa, nel centro del lato arrivi, è stato rimosso l’angolo della produzione letteraria calabrese che faceva bella mostra di sé all’uscita passeggeri. Le opere ristampate da Rubbettino e altre case editrici calabresi dei “nostri” Alvaro, Strati, Perri, La Cava, Repaci, Campanella, tanto per riferirci ai classici, e Criaco, Gangemi, Abate, Teti, i nostri grandi autori contemporanei, non fanno parte più della vetrina d’accoglienza. Al loro posto un anonimo box con schermo in basso che opera voli mozzafiato sulle nostre coste, le montagne innevate e i famosi Bronzi di Riace; il giornalaio; più in là uno store del Catanzaro mini-modello Barcellona con i richiami ai fasti di Massimo Palanca e alle storiche sette presenze in serie A, ormai datate; uno spazio di souvenir e un altro della nostra rinomata arte orafa di successo.

La cultura rimossa, persino, dall’angolo, perché non è oggetto di richiamo turistico. L’utilità diventa inutile e a pensarci bene, forse, hanno ragione quei politici nostrani, “progressisti e conservatori”, che dispensano circenses senza pane. Loro sì che hanno le antenne lunghe! Conoscono i loro polli: i governati/sudditi si rassegnano facilmente ai disservizi sanitari e scolastici davanti a un giro di tarantella e un’inforcata di pasta con la nduja.


L’effimero, infine, ha preso pericolosamente il sopravvento e non ci si vergogna neanche di esporre nell’assortita vetrina di un rinomato negozio del principale Centro Commerciale della Locride questo cuscino-regalo con la scritta: “Vivi il PRESENTE, invece di ripensare al PASSATO o di preoccuparti del FUTURO!”. Che dire? Siamo davanti alla povertà educativa che fa sfrontatamente bella mostra di sé! Che lavoraccio in salita hanno davanti i nostri insegnanti!


giovedì 1 gennaio 2026

Capodanno in TV, la Locride dimenticata: sei minuti di spot e zero spazio al nostro territorio



In tutti i diversi spot promozionali trasmessi ieri sera durante il Capodanno di Rai Uno, “L’Anno che Verrà”, nessun cenno alla Riviera dei Gelsomini, alla Locride, alla fascia jonica reggina.
Nulla su Gerace, Roccella, Stilo, Locri; solo un fugace riferimento all’antica Kaulon di Monasterace.

Che amarezza.

Se si mettono insieme tutti gli spot, si superano i sette minuti (esattamente 7,21) complessivi. Eppure il nostro comprensorio è rimasto un fantasma: come se non esistesse, nonostante la sua storia millenaria, i paesaggi, l’identità culturale.

Complimenti (al contrario) a chi ha ideato e approvato spot confusionari, senza anima e senza un filo logico, che non rendono giustizia alla Calabria e lasciano i telespettatori senza un messaggio chiaro.

Oggi si celebra il successo Auditel della trasmissione, ma le critiche non mancano: non certo per il caloroso pubblico di Catanzaro, bensì per uno spettacolo scontato, poco coinvolgente e privo di entusiasmo.

Dispiace constatare che, ancora una volta, la nostra zona venga dimenticata, così come accade quotidianamente nella sanità e nelle vie di comunicazione.

Non abbattiamoci. Prendiamo questa ennesima esclusione come una provocazione, uno stimolo a lottare ancora di più per ciò che è giusto.
Reagiamo. Facciamo sentire il nostro orgoglio.

Buon 2026 a tutti.


Nel seguente link i 7 minuti completi degli spot sulla Calabria andati in onda ieri sera nel corso de "l'anno che verrà" 



mercoledì 31 dicembre 2025

Rischio paralisi della gestione delle emergenze sanitarie.


In questi ultimi giorni abbiamo assistito ad una situazione molto grave al Pronto Soccorso dell’ospedale di Locri. 

Le immagini diffuse hanno documentato la situazione di ben sei ambulanze ferme con al loro interno pazienti che non hanno trovato posto nel pronto soccorso e sono rimasti a bordo dei mezzi che, a loro volta, essendo già occupati dai poveri malcapitati cittadini che hanno richiesto i soccorsi, non si sono potute muovere dall’ospedale. 

Tutto ciò comporta il rischio concreto di una paralisi della già precaria situazione di gestione delle emergenze sul territorio, già carente in condizioni normali per via delle ambulanze che troppo spesso viaggiano senza medici a bordo. 

Come Assemblea delle Minoranze riteniamo assurda e inaccettabile questa situazione e chiediamo l’intervento di tutte le componenti politiche ed istituzionali del territorio. 

Non serve a nulla, dunque, avere tanti rappresentanti regionali eletti sul territorio, siano essi di maggioranza o di opposizione se poi alla prova dei fatti si assiste ad un silenzio assordante su questa situazione ormai al limite della tolleranza sociale su un tema come la sanità che da decenni, ormai, vede la Locride subire questa situazione drammatica e non più accettabile. 

Auspichiamo, inoltre, che si alzi forte e chiara anche la voce dei Sindaci del nostro territorio con azioni concrete e che tali propositi non rimangano soltanto annunci fatti ad onor di telecamera nelle Assemblee delle due assise dei Sindaci della Locride.

Assemblea delle Minoranze della Locride.



Il video di denuncia di Pino Mammoliti con i pazienti in attesa sulle ambulanze davanti al Pronto Soccorso di Locri


Auguri per il 2026: il tempo del coraggio e delle scelte giuste


2026: meno slogan, più visione per il nostro territorio!


Voglio rivolgere il mio più sentito e sincero augurio a tutti i miei concittadini e a tutti coloro che mi conoscono per un nuovo anno foriero di pace, salute e serenità.


Spero davvero che il 2026 sia l’anno capace di incoraggiare le persone giuste – competenti, capaci e meritevoli – a uscire finalmente dal guscio e a dare un contributo concreto al nostro pezzetto di terra, che possiede enormi potenzialità ma che troppo spesso non trova chi sappia valorizzarle davvero.


Roccella, così come tutta la Locride e l’intera fascia jonica, così a lungo bistrattata e dimenticati, potrebbe vivere di turismo per almeno sei mesi l’anno. Non è utopia. Gli sporadici gruppi di persone provenienti da Germania, Polonia, Inghilterra e da altri Paesi che arrivano nella nostra terra, sia ad aprile che ad ottobre, restano incantati dal clima mite, dal mare, dalla natura, dai borghi e dalle nostre risorse autentiche.


Basterebbe davvero organizzarsi, anche grazie ai voli economici che collegano Lamezia Terme e Reggio Calabria alle principali città europee: creare pacchetti turistici ad hoc, puntare sulla realizzazione di alberghi diffusi in ogni paese e valorizzare percorsi naturalistici, culturali ed enogastronomici capaci di raccontare la nostra identità. Un turismo sostenibile, destagionalizzato e di qualità non solo è possibile, ma rappresenta una concreta opportunità di crescita, lavoro e riscatto per tutto il territorio.


E invece continuiamo a riempirci la bocca di turismo, slogan e bandiere, mentre nella realtà anche il mese di agosto si accorcia sempre di più. Si va avanti sperando nella manna dal cielo, puntando tutto sulla settimana di Ferragosto e finendo per “spennare” i turisti di ritorno tra parcheggi a pagamento, multe e servizi spesso insufficienti. Così non si costruisce sviluppo, ma si consuma quel poco che resta.


Roccella, purtroppo, da sola e senza persone capaci di valorizzare davvero l’intero comprensorio, non crescerà mai. Nonostante le centinaia di milioni di euro sperperati negli anni, non si è riusciti a creare nulla di realmente originale, attrattivo e duraturo. Il Castello, ad esempio, è stato spesso utilizzato solo come strumento per far arrivare fiumi di denaro pubblico, ma la verità è che nessuno verrà mai a Roccella da fuori con il solo scopo di visitare il Castello o il MUSMIR, se non c’è qualcosa di autentico, coinvolgente e vivo da vedere.


Le persone non vogliono guardare cartoni animati o video dei passati festival jazz. Ai visitatori bisogna stimolare la curiosità, raccontare una storia vera, far vedere e toccare con mano ciò che è stato: la storia dei Carafa, la vita che si è svolta in quei luoghi, il legame con il mare, con la terra, con le tradizioni. Non bastano totem e cartelloni se poi le case nobiliari restano chiuse, i frantoi abbandonati e i reperti dell’arte marinara e contadina finiscono negli scantinati a fare ragnatele e polvere. La cultura non si improvvisa e non si simula: si custodisce, si apre, si racconta.


Il futuro non è svendere il teatro al Castello a un agente musicale per poche serate nel mese di agosto. Il futuro è pianificare: una stagione teatrale vernacolare estiva, capace di coinvolgere il territorio, e un festival jazz finalmente dignitoso, presentato e promosso in tutta Italia già nel mese di marzo, per arrivare preparati e credibili alla fine di agosto. E perché no, organizzare concerti ed eventi anche nella bassa stagione, accompagnandoli con convenzioni negli esercizi commerciali del paese per tutti coloro che sono in possesso del biglietto, così da creare economia diffusa e permanenza reale.


Il turismo non può essere improvvisazione né sfruttamento di breve periodo: deve essere visione, programmazione, collaborazione e rispetto per chi sceglie di venire nella nostra terra.


Chi ha voglia di spendersi e lavorare in questa direzione, io/noi ci sono/ci siamo: fatevi sentire!


Che il 2026 possa essere davvero l’anno del coraggio, della responsabilità e delle scelte giuste, per restituire dignità e futuro a un territorio che merita molto di più.

lunedì 29 dicembre 2025

Omaggio alla Signora Rosa Curtale, esempio di bontà, amore e umanità senza tempo


Sono qui con il cuore colmo di tristezza, ma anche di immensa gratitudine, per salutare la Signora Rosa Curtale, vedova Congiusta. 

Ieri sera, a Roma, si è spenta una luce che ha illuminato non solo la sua famiglia, ma l'intera comunità di Roccella Ionica.



Rosa era una donna d’altri tempi, dotata di un’anima pura e di una bontà senza confini. La sua vita è stata un intreccio raro di profonda cultura e straordinaria umiltà. Con le sue lauree, in Lettere e in Giurisprudenza, avrebbe potuto guardare il mondo dall'alto; invece, ha scelto di camminare accanto a tutti, parlando con chiunque con un rispetto e una dolcezza che restano impressi nel cuore di chi l'ha conosciuta.

Come Maestra di Diritto nelle scuole superiori, ha guidato migliaia di giovani, trasmettendo loro non solo nozioni giuridiche, ma soprattutto i valori della legalità, dell'amore e della dignità umana. 

Nonostante gli anni vissuti lontano, tra Arezzo e Roma, al seguito della prestigiosa carriera del caro marito, l'ex Questore della Polizia di Stato dott. Francesco Congiusta, il suo cuore non ha mai lasciato Roccella. Ogni occasione era quella giusta per tornare nel suo luogo dell'anima, dove ritrovava la gioia più profonda.

La sua generosità non conosceva ostacoli: insieme alla sua famiglia, ha teso la mano a chiunque fosse in difficoltà, offrendo un aiuto concreto, silenzioso e dignitoso. 

Rosa era amata da tutti perché lei, per prima, sapeva amare in modo incondizionato. La sua presenza trasmetteva pace; le sue parole erano sempre un balsamo di saggezza e carità.

Oggi piangiamo una donna colta, una madre esemplare, una maestra di vita e una cittadina illustre. Ma soprattutto, piangiamo un’amica che sapeva ascoltare con umiltà e di offrire consigli preziosi.

Mentre ci prepariamo ad accoglierla per l’ultimo viaggio qui nella sua amata Roccella, la ricordiamo con una preghiera, certi che la sua anima buona abbia già trovato la pace dei giusti.

I funerali si svolgeranno Mercoledì 31 Dicembre 2025 alle ore 10:00 nella Chiesa di San Nicola ex Aleph.

Ai figli Josè (con la moglie Melania Punturi) e Patrizia (con il marito Mimmo Scali), ai nipoti Vittorio, Francesco, Andrea, Carlotta e Francesca, ai pronipoti Domenico e Alessandro, agli altri nipoti e ai parenti tutti, giungano le più sentite e profonde condoglianze da parte mia e dell'intera cittadinanza.

Signora Rosa, la vostra anima buona e l'infinita generosità hanno toccato il cuore di chiunque vi abbia conosciuta. La vostra dedizione alla famiglia, agli alunni e alla comunità di Roccella sarà ricordata per sempre.

Riposi in pace, Signora Rosa. La vostra bontà continuerà a fiorire nei cuori di chi avete amato.

Cantieri a perdere: a Roccella si spende per peggiorare

Non ne fanno una giusta.


Dopo lo scempio delle piastrelle al Porto delle Grazie, l’asfalto del Lungomare — irregolare, pieno di dislivelli e avvallamenti — e l’installazione di balaustre appuntite e pericolose collocate a ridosso della pista ciclabile, anche il nuovo marciapiede di via XXV Aprile, attualmente in fase di realizzazione, mostra evidenti difetti progettuali ed esecutivi.

Non è un caso isolato: i lavori del lungomare lato sud e quelli sui marciapiedi sembrano rientrare nello stesso progetto, confermando una gestione complessiva quantomeno discutibile.

Colpisce, innanzitutto, la scelta incomprensibile di demolire un marciapiede relativamente recente, che — pur senza eccellere — risultava accettabile e funzionale, mentre in molte altre zone di Roccella i marciapiedi sono da anni in condizioni disastrose. 

Una vera e propria vergogna, soprattutto se si pensa allo stato di abbandono dei marciapiedi di Zirgone, di viale degli Ulivi e dell’intera arteria principale, che avrebbero meritato ben altre priorità.


La nuova pavimentazione dei marciapiedi di via XXV Aprile presenta mattoni non livellati, superfici scivolose e materiali inadeguati: il colore bianco, scelto senza alcuna valutazione pratica, dopo pochi giorni dalla posa è già sporco e macchiato dal succo delle arance che cadono dagli alberi. Un degrado immediato, sotto gli occhi di tutti.

Ancora una volta, invece di migliorare, si è peggiorato.

Il tutto avviene in un contesto ancora più grave: mentre il Governo ammorbidisce, se non svuota, le sanzioni per gli amministratori che sperperano denaro pubblico sotto il controllo della Corte dei Conti. Proprio mentre, a Roccella, la Corte dei Conti ha passato al setaccio i bilanci dal 2015 in avanti, ammonendo seriamente l’amministrazione.

Di fronte a una legge che avanza in Parlamento e che riduce le responsabilità, a Roccella c’è sicuramente qualcuno pronto a stappare bottiglie di spumante.


2 agosto 2020 - 2 agosto 2021: Un anno senza Ludovico

2 agosto 2020  - 2 agosto 2021: Un anno senza Ludovico
2 Agosto 2020 - 2 Agosto 2021: un anno senza Ludovico. Il ricordo di Ludovico Lombardo ad un anno dalla sua tragica scomparsa. Sempre nel cuore dei tuoi amici e sempre nel cuore dei roccellesi.

JEU SUGNU CALABRISI - Sigla ufficiale Musica Etnosong 2019 Premio Mia Martini

La vera storia dei nostri emigranti che, per motivi di lavoro, sono stati "costretti" a lasciare la Terra in cerca di lavoro ma col cuore rivolto SEMPRE nell'estremo lembo della "nostra" Penisola: la CALABRIA!

ROCCELLA JONICA VISTA DA GERACE

ROCCELLA JONICA VISTA DA GERACE
Foto di Angelo Lagana'

DUE STRAORDINARI SCATTI DI ANGELO LAGANA'

Un Lungomare così, a Reggio, non si vedeva da tanti tanti anni. Le Frecce Tricolori hanno richiamato in città decine di migliaia di persone da tutte le province calabresi e da gran parte della Sicilia. La via Marina, completamente chiusa al traffico in occasione della seconda “domenica sostenibile”, s’è gremita di circa 100.000 persone che nel pomeriggio hanno assistito incantate allo spettacolo dell’Air Show “Scilla & Cariddi” con l’esibizione delle celebri Frecce Tricolore.

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VINCENZO MILANO CI REGALA L'ECLISSI SOLARE VISTA DAL CASTELLO

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Oggi 20 marzo, nonostante le nuvole, abbiamo potuto assistere, dalle nove e mezza fino alle undici, all'eclissi di sole. Qui da noi il sole, "coperto" dall'ombra della luna, si è oscurato soltanto per il 41%. La prossima eclissi parziale avverrà nel 2026 mentre per avere un'altra eclissi solare totale dovremmo "attendere" fino al 2081.
Questo straordinario evento è stato filmato dal videomaker Vincenzo Milano del Laboratorio DreamLab Studio di Roccella Jonica dalla postazione della Torre di Pizzofalcone. Un video, montato e musicato con grande sapienza, capace di trasmettere un brivido di emozione.

FESTIVAL JAZZ: DALLA GRANDE ILLUSIONE ALL'IMPIETOSA REALTA'

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Il regalo di Natale del M°. Angelo Laganà

OLTRAGGIO ALLA CITTA'

OLTRAGGIO ALLA CITTA'
OLTRAGGIO ALLA CITTA'. Foto di Angelo Laganà


ECCO PERCHE' POCO PIU' DI UN ANNO FA PESTAVA I PUGNI SUL TAVOLO DEL CONVENTO DEI MINIMI

ECCO PERCHE' POCO PIU' DI UN ANNO FA PESTAVA I PUGNI SUL TAVOLO DEL CONVENTO DEI MINIMI
Quale sindaco mai oltre a lui stesso o a chi per lui avrebbe consentito una liquidazione cosi rapida a suo favore? Un ulteriore una tantum prelevato da un fondo "segreto e nascosto". Cari elettori meditate...Dedicato a tutte quelle associazioni che partecipano alle riunioni con l'amministrazione la quale puntualmente ricorda pressappoco cosi: "Non chiedete soldi perchè non ce ne sono!"

I VINCITORI DI ROCCELLA ON YOUTUBE

Tre straordinari video sono saliti sul podio in questa 2° edizione del Concorso curato da Mariagrazia Curciarello. Tre video, diversi fra loro, che li accomuna solo la volontà di valorizzare al massimo le risorse naturalistiche di Roccella Jonica, obiettivo riuscito appieno grazie alle idee che hanno sbizzarrito la fantasia degli autori, ma anche del montaggio del video, agli "attori" e agli ambienti.
Meritato primo posto per l'invenzione "Scirobetta" dal nome dei due cortiggiani del re Carafa che nel caldo estivo roccellese ha trovato rinfresco solo con questa speciale bibita a base dei nostri limoni... Simpaticissimi e bravissimi davvero tutti i ragazzini-attori che hanno recitato nel video. Con questo video credo che si mostra per la prima volta l'interno del nostro castello in via di restauro in rete. 10 e lode a Francesco Cappelleri, complimenti vivissimi.
Solo un'idea cosi innovativa poteva battere il vincitore dello scorso anno. Alessandro Neumann, dopo il simpaticissimo "U Pirozzu" con cui ha trionfato nella prima edizione, ha girato il secondo atto che si chiama "U tarantozzu" ed è ancora una volta uno strepitoso successo. Le suggestive immagini dal basso dei passi di taranta, dimostrano l'estro e il talento dell'autore che conferma molti dei protagonisti-attori de "U Pirozzu, che diventano delle vere e proprie macchiette. Non vedo già l'ora di vedere la terza parte il prossimo anno...
Da museo il terzo video classificato girato e montato da due giovani, Antonio Dimasi e Felice Guarneri, con lo zampino dei reperti "storici" fotografici dell'archivio dell'associazione "Roccella com'era". "Fra i ricordi di un passato" è la storia di due bambini che, attraverso stupende immagini del passato di Roccella Jonica che sembrano animarsi grazie agli effetti speciali degli autori, raccontano la vita di 50 anni fa del loro paese e alla fine, oggi, si chiedono... "Chissà come sarà fra 50 anni?" Bellissima colonna sonora e un invito a tutti di guardarlo, agli adulti per fargli rivivere meravigliose emozioni e ricordi e ai giovani per fargli scoprire la semplicità insieme al sorriso genuino che c'era una volta. Da pelle d'oca...
E adesso non ci resta che... ammirarli.

1° classificato Roccella on youtube "A SCIRUBETTA" di Francesco Cappelleri.

2° classificato Roccella on youtube "U TARANTOZZU" di Alessandro Neumann

3° classificato "FRA I RICORDI DI UN PASSATO" di Antonio Dimasi e felice Guarneri