Un prestigioso riconoscimento internazionale celebra l'impegno instancabile del Presidente di A.I.D.A. ODV a favore dei più fragili.
In un’epoca in cui la pace si costruisce giorno dopo giorno attraverso gesti concreti di solidarietà, inclusione e abbattimento delle barriere, c’è chi della difesa degli ultimi ha fatto la propria missione di vita.
È con queste premesse che a Reno Insardà, Presidente della nota associazione A.I.D.A. ODV (Associazione Italiana Diversamente Abili), è stata conferita la prestigiosa onorificenza di "Cavaliere del Millennio per la Pace" ad Assisi martedi 28 luglio.
Questo titolo internazionale, ideato da Gianfranco Costa nel 1978, è destinato a personalità che si sono distinte a livello globale per il loro straordinario contributo sociale, umanitario e civile, e rappresenta non solo un traguardo personale di immenso valore, ma anche un faro di speranza per l'intero panorama del terzo settore italiano.
Sotto la guida lungimirante e appassionata di Reno Insardà, A.I.D.A. ODV è diventata nel corso degli anni un punto di riferimento imprescindibile per le persone diversamente abili e per le loro famiglie.
L'associazione si è distinta per innumerevoli battaglie e progetti come l'abbattimento delle barriere architettoniche e mentali: campagne di sensibilizzazione per una società davvero accessibile a tutti; l'integrazione sociale e lavorativa con percorsi mirati a restituire dignità, autonomia e futuro a chi spesso viene lasciato ai margini; sostegno concreto alle famiglie con una rete di ascolto, assistenza legale e supporto psicologico quotidiano.
Il titolo di Cavaliere del Millennio per la Pace riconosce proprio questo: la capacità di trasformare la solidarietà in un'azione politica e sociale concreta, dimostrando che la vera pace si fonda sull'uguaglianza dei diritti e sulla dignità di ogni essere umano.
Visibilmente emozionato, Reno Insardà ha voluto dedicare questo importante riconoscimento a chi, ogni giorno, lotta al suo fianco:
"Ricevere questa onorificenza è un onore immenso, ma non la considero un traguardo personale. Questo titolo appartiene a tutti i volontari di A.I.D.A. ODV, alle famiglie che si affidano a noi e, soprattutto, a tutte le persone con disabilità che ogni giorno affrontano le sfide della vita con un coraggio straordinario. Un grazie di cuore al presidente onorario Aida Astutillo Malgioglio. La pace non è solo assenza di guerra, è la presenza di giustizia sociale. Noi continueremo a lavorare, con ancora più forza, affinché nessuno venga più lasciato indietro".
Il conferimento di questa onorificenza lancia un messaggio potente: l’inclusione non è un optional, ma la pietra angolare su cui edificare una società civile e pacifica.
La nomina di Reno Insardà a Cavaliere del Millennio per la Pace accende una luce preziosa sul lavoro silenzioso ma rivoluzionario del volontariato italiano, confermando che il cambiamento reale parte sempre dall'empatia e dall'impegno condiviso.
Al presidente e ora “Cavaliere” Reno Insardà, vanno i più sentiti complimenti da parte di tutto il mondo del sociale, con l’augurio che questo riconoscimento sia il volano per nuove, straordinarie conquiste al servizio del prossimo.
Nel pomeriggio Reno Insardà è stato ricevuto al comune di Assisi dal sindaco Valter Stoppini. Il primo cittadino è stato omaggiato con il logo dell'ASD AIDA ed ha raccontato dei tanti successi raccolti a livello nazionale ed internazionale. Con lo sport siamo partiti dal piccolo comune di Cinquefrondi, grazie al sindaco Michele Conia che ci ha dato la possibilità di realizzare il nostro palazzetto dello sport tra i più moderni ed innovativi d‘Italia.
Insardà infine ha avuto parole di elogio per il cav. Francesco Emanuele, il più longevo presidente del CIP Umbria, con una dedica personalizzata, per aver fortemente sostenuto la sua nomina a cavaliere del millennio per la pace.
Il cav. Emanuele ha risposto a sua volta all'elogio con queste parole: "Ho conosciuto Insardà quando sono stato per un periodo commissario del CIP in Calabria. Reno Insardà è stato il pioniere del basket in carrozzina in Calabria ed in qualità di componente del comitato paralimpico ha contribuito allo sviluppo dello stesso dimostrando attaccamento al movimento paralimpico ed indiscusse qualità dirigenziali ed organizzative, continuando a coinvolgere in tutta Italia moltissimi giovani allo sport paralimpico".








