In questi giorni, a margine di un mio post, qualcuno mi ha criticato perché vado ai concerti del Roccella Summer Festival con i biglietti omaggio.
Credo sia giusto chiarire, senza polemiche e con la massima trasparenza.
L'Amministrazione comunale assegna due biglietti omaggio per ogni concerto a ciascun consigliere comunale. Io quei biglietti non li ho mai richiesti.
Anzi, se dipendesse da me, quei biglietti non li darei né ai consiglieri né ai dirigenti comunali. Li metterei a disposizione dei cittadini attraverso una semplice estrazione, premiando magari proprio quelle famiglie che pagano regolarmente le tasse e che, spesso con tanti sacrifici, non possono permettersi di acquistare un biglietto per assistere a uno spettacolo.
Quest'anno, peraltro, sono stato soltanto ad un concerto. Gli altri biglietti che mi sono stati consegnati li ho semplicemente dati alle prime persone che me li hanno chiesti.
E qui c'è anche un piccolo paradosso: il biglietto omaggio sembra una cosa bella, ma per ogni persona che accontenti ce ne sono altre dieci alle quali devi dire: "Mi dispiace, non ne ho più."
Ma chiarito questo aspetto, vorrei approfittare della polemica per dire qualcosa di più importante sul Roccella Summer Festival.
Io non sono contrario ai concerti. Tutt'altro.
Abbiamo una struttura straordinaria come il Teatro al Castello e ritengo assolutamente giusto utilizzarla, valorizzarla e farne uno dei motori culturali e turistici di Roccella.
Il problema, per me, è come viene utilizzata una manifestazione di questa importanza.
Da anni sostengo che il Roccella Summer Festival rappresenti, per certi aspetti, una grande occasione persa per il nostro paese.
Perché una rassegna capace di portare migliaia di persone a Roccella dovrebbe essere utilizzata anche per valorizzare maggiormente le nostre attività commerciali, i nostri ristoratori, i nostri bar, le strutture ricettive e tutto il tessuto economico locale, contribuendo soprattutto ad allungare la stagione turistica.
Invece si concentrano i concerti soprattutto nel cuore di agosto, quando Roccella è già piena di turisti e visitatori.
Io farei una scelta diversa.
Concerti a giugno, luglio e settembre, utilizzandoli come strumento per portare persone a Roccella anche nei periodi di minore affluenza.
E agosto?
Lo utilizzerei per una grande rassegna culturale e teatrale, magari valorizzando anche il teatro in vernacolo, che quest'estate ha dimostrato quanto possa essere apprezzato dal pubblico e soprattutto dai tanti roccellesi di ritorno.
Ma c'è un altro aspetto sul quale continuo ad avere forti perplessità.
Mi riferisco alla gestione delle attività commerciali collegate agli spettacoli.
Non trovo una scelta lungimirante che il bar all'interno dell'area dei concerti venga concesso all'agenzia per una cifra di appena 100 euro a concerto, mentre intorno agli eventi si muove un giro economico molto più significativo.
E altrettanto discutibile, a mio avviso, è la gestione degli spazi esterni, affidati sempre all'agenzia Ticket Service Calabria, con la presenza di ambulanti che non appartengono al nostro tessuto commerciale.
E i nostri commercianti?
A loro purtroppo rimangolo soltanto le briciole!
Su questo sono contrario.
Non perché sia contrario al Festival, ma proprio perché vorrei che il Festival fosse molto più utile a Roccella.
Vorrei che attorno ad ogni concerto si costruisse una vera strategia di promozione del territorio.
Per esempio: perché non creare convenzioni con ristoranti, bar, negozi e strutture ricettive?
Perché non prevedere che chi possiede un biglietto per il concerto possa ottenere uno sconto o un'agevolazione per visitare il MUSMIR al Castello, trasformando una semplice serata musicale in un'occasione per conoscere anche la storia e il patrimonio culturale di Roccella?
Perché non organizzare, nei giorni dei concerti, iniziative culturali, mostre, visite guidate, spettacoli e attività commerciali capaci di far vivere il paese prima e dopo l'evento?
Il punto non è avere più concerti.
Il punto è far sì che i concerti producano più ricchezza per Roccella.
Una manifestazione di questo livello non dovrebbe limitarsi a riempire il Teatro al Castello per qualche sera.
Dovrebbe riempire le strade, le piazze, i ristoranti, i bar, i negozi e le strutture ricettive del nostro paese.
Dovrebbe diventare uno strumento per allungare la stagione, promuovere il territorio e creare opportunità per chi a Roccella vive e lavora tutto l'anno.
Questa è la mia idea di Festival.
Credo che un amministratore che abbia davvero a cuore la crescita del proprio paese non debba misurare il successo di una serata soltanto dalla bravura dell'artista, né dal fatto che il Teatro al Castello fosse pieno di gente.
Il vero successo di un evento, soprattutto quando si tratta di una manifestazione di queste dimensioni, dovrebbe essere misurato anche da quanto indotto economico quella serata è riuscita a generare per Roccella.
Quante persone hanno mangiato nei nostri ristoranti? Quante hanno acquistato nei nostri negozi? Quante hanno soggiornato nelle nostre strutture ricettive? Quanto hanno incassato le attività commerciali? E, soprattutto, quanto di questa ricchezza è rimasta sul nostro territorio e quanta è entrata nelle casse comunali?
Perché riempire il Teatro al Castello è certamente un risultato positivo, ma solo per la Ticket service Calabria.
Ma se quelle migliaia di persone arrivano, assistono al concerto e poi ripartono senza che il nostro paese riesca a trarne un beneficio economico significativo, allora, dal punto di vista dello sviluppo del territorio, abbiamo sfruttato poco o niente dell'enorme potenzialità dell'evento.
È questa la differenza tra organizzare semplicemente un concerto e costruire, attraverso un concerto, una vera politica di sviluppo turistico ed economico per Roccella.
Non sono contro il Roccella Summer Festival.
Sono contro l'idea che una grande opportunità possa essere sfruttata molto meglio di quanto non si faccia oggi.
E, da consigliere comunale di opposizione, credo sia mio dovere continuare a dirlo.