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Roccella in vetrina

mercoledì 31 dicembre 2025

Rischio paralisi della gestione delle emergenze sanitarie.


In questi ultimi giorni abbiamo assistito ad una situazione molto grave al Pronto Soccorso dell’ospedale di Locri. 

Le immagini diffuse hanno documentato la situazione di ben sei ambulanze ferme con al loro interno pazienti che non hanno trovato posto nel pronto soccorso e sono rimasti a bordo dei mezzi che, a loro volta, essendo già occupati dai poveri malcapitati cittadini che hanno richiesto i soccorsi, non si sono potute muovere dall’ospedale. 

Tutto ciò comporta il rischio concreto di una paralisi della già precaria situazione di gestione delle emergenze sul territorio, già carente in condizioni normali per via delle ambulanze che troppo spesso viaggiano senza medici a bordo. 

Come Assemblea delle Minoranze riteniamo assurda e inaccettabile questa situazione e chiediamo l’intervento di tutte le componenti politiche ed istituzionali del territorio. 

Non serve a nulla, dunque, avere tanti rappresentanti regionali eletti sul territorio, siano essi di maggioranza o di opposizione se poi alla prova dei fatti si assiste ad un silenzio assordante su questa situazione ormai al limite della tolleranza sociale su un tema come la sanità che da decenni, ormai, vede la Locride subire questa situazione drammatica e non più accettabile. 

Auspichiamo, inoltre, che si alzi forte e chiara anche la voce dei Sindaci del nostro territorio con azioni concrete e che tali propositi non rimangano soltanto annunci fatti ad onor di telecamera nelle Assemblee delle due assise dei Sindaci della Locride.

Assemblea delle Minoranze della Locride.



Il video di denuncia di Pino Mammoliti con i pazienti in attesa sulle ambulanze davanti al Pronto Soccorso di Locri


Auguri per il 2026: il tempo del coraggio e delle scelte giuste


2026: meno slogan, più visione per il nostro territorio!


Voglio rivolgere il mio più sentito e sincero augurio a tutti i miei concittadini e a tutti coloro che mi conoscono per un nuovo anno foriero di pace, salute e serenità.


Spero davvero che il 2026 sia l’anno capace di incoraggiare le persone giuste – competenti, capaci e meritevoli – a uscire finalmente dal guscio e a dare un contributo concreto al nostro pezzetto di terra, che possiede enormi potenzialità ma che troppo spesso non trova chi sappia valorizzarle davvero.


Roccella, così come tutta la Locride e l’intera fascia jonica, così a lungo bistrattata e dimenticati, potrebbe vivere di turismo per almeno sei mesi l’anno. Non è utopia. Gli sporadici gruppi di persone provenienti da Germania, Polonia, Inghilterra e da altri Paesi che arrivano nella nostra terra, sia ad aprile che ad ottobre, restano incantati dal clima mite, dal mare, dalla natura, dai borghi e dalle nostre risorse autentiche.


Basterebbe davvero organizzarsi, anche grazie ai voli economici che collegano Lamezia Terme e Reggio Calabria alle principali città europee: creare pacchetti turistici ad hoc, puntare sulla realizzazione di alberghi diffusi in ogni paese e valorizzare percorsi naturalistici, culturali ed enogastronomici capaci di raccontare la nostra identità. Un turismo sostenibile, destagionalizzato e di qualità non solo è possibile, ma rappresenta una concreta opportunità di crescita, lavoro e riscatto per tutto il territorio.


E invece continuiamo a riempirci la bocca di turismo, slogan e bandiere, mentre nella realtà anche il mese di agosto si accorcia sempre di più. Si va avanti sperando nella manna dal cielo, puntando tutto sulla settimana di Ferragosto e finendo per “spennare” i turisti di ritorno tra parcheggi a pagamento, multe e servizi spesso insufficienti. Così non si costruisce sviluppo, ma si consuma quel poco che resta.


Roccella, purtroppo, da sola e senza persone capaci di valorizzare davvero l’intero comprensorio, non crescerà mai. Nonostante le centinaia di milioni di euro sperperati negli anni, non si è riusciti a creare nulla di realmente originale, attrattivo e duraturo. Il Castello, ad esempio, è stato spesso utilizzato solo come strumento per far arrivare fiumi di denaro pubblico, ma la verità è che nessuno verrà mai a Roccella da fuori con il solo scopo di visitare il Castello o il MUSMIR, se non c’è qualcosa di autentico, coinvolgente e vivo da vedere.


Le persone non vogliono guardare cartoni animati o video dei passati festival jazz. Ai visitatori bisogna stimolare la curiosità, raccontare una storia vera, far vedere e toccare con mano ciò che è stato: la storia dei Carafa, la vita che si è svolta in quei luoghi, il legame con il mare, con la terra, con le tradizioni. Non bastano totem e cartelloni se poi le case nobiliari restano chiuse, i frantoi abbandonati e i reperti dell’arte marinara e contadina finiscono negli scantinati a fare ragnatele e polvere. La cultura non si improvvisa e non si simula: si custodisce, si apre, si racconta.


Il futuro non è svendere il teatro al Castello a un agente musicale per poche serate nel mese di agosto. Il futuro è pianificare: una stagione teatrale vernacolare estiva, capace di coinvolgere il territorio, e un festival jazz finalmente dignitoso, presentato e promosso in tutta Italia già nel mese di marzo, per arrivare preparati e credibili alla fine di agosto. E perché no, organizzare concerti ed eventi anche nella bassa stagione, accompagnandoli con convenzioni negli esercizi commerciali del paese per tutti coloro che sono in possesso del biglietto, così da creare economia diffusa e permanenza reale.


Il turismo non può essere improvvisazione né sfruttamento di breve periodo: deve essere visione, programmazione, collaborazione e rispetto per chi sceglie di venire nella nostra terra.


Chi ha voglia di spendersi e lavorare in questa direzione, io/noi ci sono/ci siamo: fatevi sentire!


Che il 2026 possa essere davvero l’anno del coraggio, della responsabilità e delle scelte giuste, per restituire dignità e futuro a un territorio che merita molto di più.

lunedì 29 dicembre 2025

Omaggio alla Signora Rosa Curtale, esempio di bontà, amore e umanità senza tempo


Sono qui con il cuore colmo di tristezza, ma anche di immensa gratitudine, per salutare la Signora Rosa Curtale, vedova Congiusta. 

Ieri sera, a Roma, si è spenta una luce che ha illuminato non solo la sua famiglia, ma l'intera comunità di Roccella Ionica.



Rosa era una donna d’altri tempi, dotata di un’anima pura e di una bontà senza confini. La sua vita è stata un intreccio raro di profonda cultura e straordinaria umiltà. Con le sue lauree, in Lettere e in Giurisprudenza, avrebbe potuto guardare il mondo dall'alto; invece, ha scelto di camminare accanto a tutti, parlando con chiunque con un rispetto e una dolcezza che restano impressi nel cuore di chi l'ha conosciuta.

Come Maestra di Diritto nelle scuole superiori, ha guidato migliaia di giovani, trasmettendo loro non solo nozioni giuridiche, ma soprattutto i valori della legalità, dell'amore e della dignità umana. 

Nonostante gli anni vissuti lontano, tra Arezzo e Roma, al seguito della prestigiosa carriera del caro marito, l'ex Questore della Polizia di Stato dott. Francesco Congiusta, il suo cuore non ha mai lasciato Roccella. Ogni occasione era quella giusta per tornare nel suo luogo dell'anima, dove ritrovava la gioia più profonda.

La sua generosità non conosceva ostacoli: insieme alla sua famiglia, ha teso la mano a chiunque fosse in difficoltà, offrendo un aiuto concreto, silenzioso e dignitoso. 

Rosa era amata da tutti perché lei, per prima, sapeva amare in modo incondizionato. La sua presenza trasmetteva pace; le sue parole erano sempre un balsamo di saggezza e carità.

Oggi piangiamo una donna colta, una madre esemplare, una maestra di vita e una cittadina illustre. Ma soprattutto, piangiamo un’amica che sapeva ascoltare con umiltà e di offrire consigli preziosi.

Mentre ci prepariamo ad accoglierla per l’ultimo viaggio qui nella sua amata Roccella, la ricordiamo con una preghiera, certi che la sua anima buona abbia già trovato la pace dei giusti.

I funerali si svolgeranno Mercoledì 31 Dicembre 2025 alle ore 10:00 nella Chiesa di San Nicola ex Aleph.

Ai figli Josè (con la moglie Melania Punturi) e Patrizia (con il marito Mimmo Scali), ai nipoti Vittorio, Francesco, Andrea, Carlotta e Francesca, ai pronipoti Domenico e Alessandro, agli altri nipoti e ai parenti tutti, giungano le più sentite e profonde condoglianze da parte mia e dell'intera cittadinanza.

Signora Rosa, la vostra anima buona e l'infinita generosità hanno toccato il cuore di chiunque vi abbia conosciuta. La vostra dedizione alla famiglia, agli alunni e alla comunità di Roccella sarà ricordata per sempre.

Riposi in pace, Signora Rosa. La vostra bontà continuerà a fiorire nei cuori di chi avete amato.

Cantieri a perdere: a Roccella si spende per peggiorare

Non ne fanno una giusta.


Dopo lo scempio delle piastrelle al Porto delle Grazie, l’asfalto del Lungomare — irregolare, pieno di dislivelli e avvallamenti — e l’installazione di balaustre appuntite e pericolose collocate a ridosso della pista ciclabile, anche il nuovo marciapiede di via XXV Aprile, attualmente in fase di realizzazione, mostra evidenti difetti progettuali ed esecutivi.

Non è un caso isolato: i lavori del lungomare lato sud e quelli sui marciapiedi sembrano rientrare nello stesso progetto, confermando una gestione complessiva quantomeno discutibile.

Colpisce, innanzitutto, la scelta incomprensibile di demolire un marciapiede relativamente recente, che — pur senza eccellere — risultava accettabile e funzionale, mentre in molte altre zone di Roccella i marciapiedi sono da anni in condizioni disastrose. 

Una vera e propria vergogna, soprattutto se si pensa allo stato di abbandono dei marciapiedi di Zirgone, di viale degli Ulivi e dell’intera arteria principale, che avrebbero meritato ben altre priorità.


La nuova pavimentazione dei marciapiedi di via XXV Aprile presenta mattoni non livellati, superfici scivolose e materiali inadeguati: il colore bianco, scelto senza alcuna valutazione pratica, dopo pochi giorni dalla posa è già sporco e macchiato dal succo delle arance che cadono dagli alberi. Un degrado immediato, sotto gli occhi di tutti.

Ancora una volta, invece di migliorare, si è peggiorato.

Il tutto avviene in un contesto ancora più grave: mentre il Governo ammorbidisce, se non svuota, le sanzioni per gli amministratori che sperperano denaro pubblico sotto il controllo della Corte dei Conti. Proprio mentre, a Roccella, la Corte dei Conti ha passato al setaccio i bilanci dal 2015 in avanti, ammonendo seriamente l’amministrazione.

Di fronte a una legge che avanza in Parlamento e che riduce le responsabilità, a Roccella c’è sicuramente qualcuno pronto a stappare bottiglie di spumante.

sabato 27 dicembre 2025

Società partecipate comunali: oltre la burocrazia emergono gravi criticità


Dall’intervento in Consiglio comunale le denunce su gestione, sicurezza e trasparenza di Multiservizi e Porto delle Grazie.


La delibera sulla razionalizzazione periodica delle società partecipate viene presentata come un atto dovuto. Tuttavia, riteniamo che non possa essere letta esclusivamente in chiave burocratica, ma richieda una valutazione politica, alla luce del reale stato dei fatti e di una documentazione che restituisce un quadro tutt’altro che rassicurante.

Per quanto riguarda la società Multiservizi, troppo spesso definita dai cittadini “Multidisservizi”, è doveroso chiarire che ciò non dipende dalla professionalità o dall’impegno dei lavoratori, ma da un’organizzazione del lavoro profondamente inefficiente.

Si interviene quasi esclusivamente in emergenza, a seguito delle segnalazioni dei cittadini, con lavori approssimativi che trasformano le strade in cantieri aperti per settimane e con ripristini che arrivano – quando arrivano – dopo mesi.

Una società che appare utilizzata più come strumento di gestione del personale e del consenso che come vero braccio operativo per garantire servizi adeguati alla comunità.

A ciò si aggiunge un dato oggettivo e preoccupante: la chiusura in passivo degli ultimi due bilanci consuntivi, 2023 e 2024.

Ci chiediamo se la semplice ricomposizione del Consiglio di Amministrazione sia davvero sufficiente a risolvere le profonde criticità strutturali della società.

Ma è sulla società Porto delle Grazie S.r.l. che emergono le maggiori e più gravi criticità.

Ribadiamo quanto già evidenziato negli anni precedenti: l’acquisizione del 71% delle quote societarie da parte del Comune solleva seri dubbi di legittimità rispetto all’art. 3, comma 27, della legge 244/2007, che vieta agli enti locali di detenere partecipazioni in società non strettamente necessarie al perseguimento delle finalità istituzionali, e rispetto alla legge 190/2014, che impone la riduzione delle partecipazioni non indispensabili.

Ma oggi non siamo più solo di fronte a un problema giuridico: siamo di fronte a una gestione politicamente sbagliata e amministrativamente fallimentare.

Le note del Comitato Spontaneo dei Diportisti indirizzate al sindaco descrivono una situazione che stride profondamente con l’immagine positiva che l’Amministrazione tenta di veicolare.

L’aumento dei canoni è stato presentato come un semplice adeguamento ISTAT, ma in realtà si è tradotto in un aumento mascherato, ottenuto eliminando dai contratti servizi essenziali come alaggio e varo, trasformati da prestazioni incluse a costi aggiuntivi.

Ancora più grave è il tema della sicurezza.

I finger e le aree di ormeggio risultano liberamente accessibili, in assenza di sistemi di controllo degli accessi. Ciò ha già determinato accessi non autorizzati alle imbarcazioni, bivacchi notturni e utilizzi impropri degli spazi, con evidenti rischi per le persone, per le barche e per l’intera infrastruttura portuale.

È inaccettabile che, in una struttura a gestione pubblica, la sicurezza venga di fatto demandata ai diportisti, che peraltro restano legalmente responsabili di eventuali danni o incidenti.

Le ripetute richieste di installare cancelli e sistemi di accesso riservati ai soli aventi diritto sono rimaste senza risposta.

A ciò si aggiunge una gestione chiusa al dialogo, che penalizza i diportisti storici a favore di un presunto turismo d’élite. La frase rivolta al Comitato – “se non vi piace ve ne andate” – pronunciata da un anonimo amministratore in smart working è emblematica di un approccio inaccettabile per una società che gestisce un bene pubblico.

È inoltre doveroso evidenziare che è facile parlare di utili di esercizio quando la società non versa IMU e TARI sugli immobili. Non si tratta di affermazioni politiche, ma di un accertamento della Guardia di Finanza, che l’Amministrazione è chiamata a chiarire.

Paradossale, inoltre, la situazione di una società partecipata che arriva a denunciare il Comune per la concessione demaniale: uno scontro interno che rasenta l’assurdo.

Non è altresì chiaro quanto la società versi al Comune per l’utilizzo del travel lift, nonostante il Comune abbia recentemente sostenuto spese superiori ai 5.000 euro per la sua riparazione.

Questo non è un modello virtuoso di gestione, ma un sistema che genera confusione amministrativa e scarica costi sui cittadini.

Nessun piano degli ormeggi risulta pubblicato, nessuna strategia di sviluppo è stata avviata, nessun investimento strutturale sui problemi reali del porto, se non le famose piastrelle incollate "con la saliva" e che ormai si stanno sgretolando.

E poi c’è l’annoso problema dall’insabbiamento dell’imboccatura, che per tutta la piena stagione ha continuato a causare incagli, allontanando i diportisti.

Gravissima è infine la totale assenza di trasparenza nelle assunzioni, con procedure prive di bandi pubblici e graduatorie, alimentando il sospetto di un sistema clientelare.

Il Comune, socio di maggioranza al 71% della Porto delle Grazie S.r.l., non può limitarsi a ratificare una delibera di razionalizzazione come se fosse un atto neutro. 

Per queste ragioni chiediamo un impegno politico immediato: per la risoluzione delle criticità segnalate dal Comitato dei Diportisti; per il ripristino delle condizioni minime di sicurezza e di servizio; per l’apertura urgente di un tavolo di confronto tra Amministrazione comunale, società e Comitato, prima della scadenza dei rinnovi contrattuali.

Il nostro voto non può che essere contrario, perché questa non è razionalizzazione, ma il mantenimento di un sistema inefficiente, opaco e lontano dall’interesse pubblico.

venerdì 26 dicembre 2025

Roccella Jonica, il 28 dicembre torna la Pignolata del Bar Borgo: tradizione, festa e condivisione

E' Slittata a Domenico 28 dicembre la terza edizione dell’atteso evento dedicato alla pignolata, uno dei dolci natalizi simbolo della tradizione calabrese. 

A partire dalle ore 17:00, la piazzetta del Bar Borgo di Roccella Jonica tornerà ad animarsi di profumi, sorrisi e atmosfera natalizia.



La manifestazione, organizzata dal Bar Borgo Pasticceria Gelateria, è ormai diventata negli anni un appuntamento fisso per la nostra comunità, capace di unire grandi e piccoli nel segno della tradizione e della convivialità. 

Quest’anno l’evento si inserisce come momento centrale e apripista della più ampia manifestazione cittadina della “Notte Bianca – Christmas Edition”, contribuendo a rendere il centro storico un luogo vivo e partecipato.

Cuore pulsante dell’iniziativa sarà il laboratorio per bambini “Creiamo insieme la Pignolata!”, che prenderà il via alle ore 17:15

Guidati dall'ingegnoso staff del Bar Borgo, i


partecipanti potranno mettere letteralmente le mani in pasta, scoprendo passo dopo passo come nasce questo dolce fritto ricoperto di miele, in un’esperienza educativa e divertente pensata per tutta la famiglia.

Alle ore 18:00 l’atmosfera sarà scaldata dalle note e dall’energia della A.G.M. Street Band, mentre il momento più atteso è previsto per le ore 18:30 con il tradizionale “Taglio della Pignolata” gigante, giunto alla sua terza edizione, seguito dalla degustazione gratuita offerta al pubblico.

La pignolata del Bar Borgo è il frutto del lavoro, della passione e della dedizione di Annamaria Logozzo, titolare del Bar Borgo, della sua famiglia, dei pasticceri e di tutto il suo staff, che ogni anno rinnovano con cura e amore una tradizione capace di unire gusto, identità e spirito comunitario.

La serata proseguirà fino a tarda ora con intrattenimento, musica e, tra le 19:00 e le 20:00, anche uno spettacolo di fuoco, trasformando la piazza in un vero e proprio punto di riferimento del Natale roccellese, in dialogo con gli altri eventi diffusi sul territorio comunale.

Un appuntamento da non perdere, che il 28 dicembre promette di regalare ancora una volta emozioni autentiche, sapori antichi e il calore di una comunità che si ritrova attorno alle proprie tradizioni. 

Oggi alle 18 Santa Messa e Benedizione del Bambinello nella Chiesa di San Giuseppe



Oggi, alle ore 18.00, nella suggestiva Chiesa di San Giuseppe, sarà celebrata la Santa Messa.

Alle ore 17.30 la comunità si raccoglierà in preghiera per la recita del Santo Rosario; a seguire, prima della celebrazione eucaristica, si terrà la solenne benedizione del Bambinello, che verrà poi collocato nel presepe della Chiesa, allestito dall’Arciconfraternita di San Giuseppe.




Sul mosaico di Nick Spatari: una risposta tardiva, vaga e priva di assunzione di responsabilità

La risposta fornita dal Sindaco nel Consiglio comunale del 6 dicembre sul mosaico di Nick Spatari non può dirsi in alcun modo esauriente, né sotto il profilo amministrativo né sotto quello politico.

Frammento del mosaico emerso dalla
rottura della superficiale copertura in
compensato nel luogo dove doveva 
essere riposizionato dopo la disastrosa
rimozione nell'ex anfiteatro delle 
Colonne.


Dopo oltre un lustro dalla rimozione dell’opera dal Largo Colonne, ci si presenta ancora una volta con una ricostruzione generica dei fatti, fatta di incarichi, ipotesi, interlocuzioni e “valutazioni in corso”, senza che emerga una chiara volontà politica di rimediare a uno dei più gravi affronti al patrimonio culturale di Roccella Ionica.

Il Sindaco ricorda che il mosaico risale al 1986, ma omette il punto centrale della questione:
l’opera è stata rimossa in modo improprio, rovinata, privata del suo contesto originario e, come noto a molti cittadini, le sue tessere sono state disperse e sotterrate come materiale di riempimento nel vecchio anfiteatro all’aperto.


Un fatto gravissimo, che non può essere liquidato con giustificazioni tecniche o con il passare del tempo.
Prima di essere sotterrato dagli incoscienti lavori, il mosaico, negli anni, è stato lasciato in uno stato di completo abbandono nonostante segnalazioni e denunce lanciate da cittadini, associazioni e testate giornalistiche (https://roccellasiamonoi.blogspot.com/2019/02/il-settimanale-la-riviera-denuncia-lo.html?m=1), con un'amministrazione che ha dimostrato di non avere mai nessuna sensibilità e volontà di restaurare e valorizzare l'opera.

In questi anni si sono susseguiti:

  • incarichi mai portati a compimento;
  • criticità “emerse in corso d’opera”;
  • ipotesi di interventi troppo costosi;
  • nuove e indefinite interlocuzioni con enti esterni.

Tutto questo mentre l’opera resta assente, invisibile, dimenticata, e la città privata di un bene artistico che appartiene alla sua identità collettiva.

Il mosaico di Nick Spatari collocato al centro 
dell' ex anfiteatro in largo Colonne.


Quella del Sindaco appare come una risposta difensiva, che tenta di diluire le responsabilità in un racconto tecnico-burocratico, evitando accuratamente di affrontare il nodo politico:
chi ha deciso la rimozione, con quali modalità e perché per quindici anni non si è ritenuto prioritario restituire l’opera alla città.

Come movimento politico riteniamo questa gestione un segno di incapacità amministrativa, una dimostrazione di assenza di sensibilità culturale e un esempio di come il patrimonio pubblico venga trattato con superficialità e senza visione.

Non servono più scuse, né vaghe promesse di aggiornamenti futuri.
Serve un atto politico chiaro, pubblico e verificabile che dica se e quando il mosaico di Nick Spatari verrà finalmente recuperato e ricollocato in uno spazio adeguato, restituendo dignità all’opera e rispetto alla comunità.

Dopo oltre cinque anni, continuare ad “arrampicarsi sugli specchi” non è più accettabile.

La risposta all'interrogazione 
del gruppo "Roccella in Comune"


mercoledì 24 dicembre 2025

🎄✨ Roccella si accende di solidarietà ✨🎄

Domenica 28 dicembre, a partire dalle ore 17.00 in Piazza San Vittorio, torna uno degli appuntamenti natalizi più attesi e sentiti dalla nostra comunità: la 13ª edizione della “Roccella Fitchristmas – For AIL”, la camminata natalizia non competitiva, aperta a tutti.

Un evento che unisce sport, festa e solidarietà, attraversando vicoli e strade del paese, con un messaggio forte e condiviso:
“Illuminiamo la speranza”.


La partecipazione è aperta a grandi e piccoli, famiglie, sportivi e semplici cittadini che vogliono trascorrere un pomeriggio diverso, all’insegna dello stare insieme e del fare del bene.
Per tutti gli iscritti sono previsti ricchi premi a estrazione, buoni sconto, un cappellino luminoso e un buffet conclusivo.

Con un contributo di 5 euro, si potrà sostenere concretamente l’AIL di Reggio Calabria, poiché l’intero ricavato sarà devoluto alla cura dei pazienti affetti da leucemie e altre malattie del sangue e al supporto delle loro famiglie.



Un’occasione preziosa per dimostrare, ancora una volta, che Roccella è una comunità  solidale e capace di camminare insieme verso la speranza.

Tutti in Piazza San Vittorio ai nastri di partenza perché ogni passo può fare la differenza.




Gli auguri di Natale di “Roccella in Comune – Prima le persone”



Desideriamo rivolgere un sincero augurio di buon Natale a tutti i nostri simpatizzanti e a tutti i cittadini del nostro paese, per i quali il gruppo "Roccella in Comune – Prima le persone" si impegna ogni giorno con passione, serietà e senso di responsabilità.

Le critiche e le proposte che avanziamo nei confronti della gestione del nostro paese non nascono da strumentalizzazioni o interessi personali, ma da una visione profondamente diversa: una visione che mette al centro le persone, il loro benessere, la dignità dei cittadini e il futuro della nostra comunità. 

Oggi, purtroppo, i cittadini rischiano di diventare solo strumenti, in un paese utilizzato per intercettare risorse pubbliche destinate a opere che potrebbero lasciare in eredità debiti, tasse insostenibili e nessuna reale opportunità di sviluppo e crescita.

Crediamo che lo sviluppo vero non sia fatto di propaganda, di titoli di giornale o di annunci ad effetto, ma di scelte lungimiranti, partecipate e orientate al bene comune. Il nostro augurio è che ogni cittadino possa avere una visione sempre più chiara e consapevole del futuro che desidera per sé, per la propria famiglia e per Roccella.

Un pensiero speciale, colmo di vicinanza e affetto, va alle famiglie che stanno vivendo momenti difficili a causa di problemi di salute. A loro vogliamo dire di non perdere la fede e la speranza, di trovare la forza di guardare oltre le difficoltà, con la certezza che anche le nuvole più scure, prima o poi, si diradano. Chi riesce a trovare gioia nelle piccole cose e a non arrendersi alla tristezza, custodirà sempre una pace profonda dentro di sé.

Ringraziamo di cuore tutti coloro che ogni giorno ci dimostrano affetto, stima e sostegno per il nostro impegno e per le battaglie che portiamo avanti con coerenza. Per quello che possiamo e sapremo fare, sappiate che potete sempre contare su di noi.

Auguriamo a tutti un Natale autentico, fatto di umanità, riflessione e speranza.

Dal profondo del cuore, Buon Natale. 


Il gruppo consiliare e il movimento

"Roccella in Comune – Prima le persone"



martedì 23 dicembre 2025

“Roccella può fare di più': una voce giovane che chiede futuro

 Il pensiero di un giovane di Roccella 

“In questi giorni ho visitato diversi paesi della Locride per vedere come si organizzano durante le festività natalizie.

Questo giro mi ha lasciato una convinzione forte: Roccella non ha nulla in meno degli altri, anzi, ha enormi potenzialità che però restano inespresse.

Da anni, con grande amarezza, noto come piazza San Vittorio venga sistematicamente ignorata: qualche luce, un albero di Natale e poco altro. Eppure quella è la piazza del paese, il cuore di Roccella.

Con un po’ di visione e di volontà, potrebbe diventare un luogo vivo, accogliente, magari ospitando un vero villaggio di Natale, anche al coperto, pensato per tutte le età, capace di riportare famiglie, bambini e giovani a vivere il centro. 

So che nei prossimi giorni ci saranno iniziative a Largo Rita Montalcini (le Colonne), ed è sicuramente positivo. Ma sarebbe bello vedere anche piazza San Vittorio tornare gremita, vissuta, animata.

Fa male vedere il nostro paese e le sue piazze spente, prive di iniziative che creino comunità e senso di appartenenza. Negli altri paesi le piazze sono piene, con eventi quotidiani, semplici ma capaci di coinvolgere tutti.

Spero davvero che negli anni a venire si possa tornare a credere e a investire nella piazza di Roccella, perché sarebbe qualcosa di grande, per il paese e per chi lo ama”.


La mia risposta.

Ti ringrazio di cuore per questo messaggio.

Le tue parole dimostrano amore vero per Roccella, quello che nasce dall’osservare, dal confrontare e dal desiderare semplicemente un paese più vivo e più unito.

Purtroppo hai colto perfettamente il problema. Roccella da tempo vive più di apparenza che di sostanza: grandi titoli sui giornali, annunci di “successi straordinari”, ma poi la realtà è fatta di piazze vuote, partecipazione scarsa e comunità sempre più distante.

Altrove si fanno i fatti, magari senza clamore mediatico, ma con iniziative semplici che coinvolgono famiglie, bambini e giovani. Qui invece abbiamo perso lo spirito di appartenenza, perché la gente vede con i propri occhi che il paese non migliora, ma arretra.

Anche le iniziative natalizie, pur valide, restano spesso confinate in spazi chiusi come il convento dei Minimi, luoghi che molti cittadini vivono quasi con soggezione e che non favoriscono una partecipazione spontanea e diffusa.

A tenere accesa una fiammella sono soprattutto i commercianti e i privati, con la Notte Bianca, le iniziative alle Colonne o la straordinaria Pista sul ghiaccio della famiglia Patruno. Lo fanno con sacrificio e passione, mentre l’amministrazione appare senza idee, senza entusiasmo e soprattutto senza umiltà.

Ed è questo il punto più grave: la gente non ci crede più, perché non si riconosce in chi governa oggi Roccella. Si percepisce lontano un miglio la svogliatezza, l’assenza di visione, la mancanza di ascolto.

Nonostante tutto, messaggi come il tuo dimostrano che Roccella ha ancora energie sane, giovani che osservano, riflettono e non si rassegnano. A loro dobbiamo guardare per uno scossone vero, per ricostruire fiducia, comunità e futuro.

Grazie davvero per il tuo pensiero: è anche per voi che vale la pena continuare a battersi.

Nasce “OBIETTIVO BENESSERE: i nostri figli, il nostro futuro” Nuova iniziativa del progetto “ROTARY A SCUOLA: Lotta all’Obesità Infantile”

 Il Rotary rafforza il proprio impegno nella promozione della salute e dei corretti stili di vita con il lancio di “OBIETTIVO BENESSERE: i nostri figli, il nostro futuro”, nuova iniziativa che si inserisce all’interno del progetto “ROTARY A SCUOLA: Lotta all’Obesità Infantile”, entrambi ideati da Vincenzo Ursino, attualmente Delegato del Governatore Dino De Marco del Distretto Rotary 2102.



“Obiettivo Benessere” nasce come rubrica di divulgazione scientifica pensata per affrontare in modo chiaro, autorevole e accessibile il tema dell’obesità infantile, una delle principali emergenze sanitarie e sociali del nostro tempo. La rubrica è condotta da Paolo Commisso e prevede una serie di interviste e approfondimenti con esperti di diversi ambiti – medici, professionisti dello sport, sociologi ed educatori – chiamati ad offrire contributi qualificati sulle cause della patologia, sui suoi effetti e, soprattutto, sulle strategie di prevenzione.

I contenuti prodotti – come sottolinea Vincenzo Ursino – saranno trasmessi agli alunni, ai genitori e ai docenti coinvolti nel progetto “Lotta all’Obesità Infantile” e diffusi attraverso i principali mass media locali e nazionali, oltre che pubblicati sui canali social dello stesso progetto e dei Club Rotary che aderiscono all’iniziativa. L’obiettivo è ampliare la platea dei destinatari e rendere il messaggio educativo sempre più capillare e incisivo.

Questa iniziativa assume un valore strategico perché punta a formare consapevolezza, favorire scelte di vita sane fin dall’infanzia e rafforzare l’alleanza educativa tra scuola, famiglia e territorio. Informazione scientifica corretta, prevenzione e responsabilità condivisa rappresentano strumenti fondamentali per contrastare un fenomeno che incide profondamente sulla salute presente e futura delle nuove generazioni.

Il Rotary International, da sempre attento ai temi della salute, dell’educazione e del benessere delle comunità, svolge un ruolo fondamentale nella lotta all’obesità infantile, mettendo a disposizione competenze, professionalità e una rete capillare di Club al servizio del bene comune. Attraverso progetti strutturati come “ROTARY A SCUOLA: lotta all’obesità infantile” e iniziative innovative come “Obiettivo Benessere”, il Rotary conferma la propria missione di servizio alle giovani generazioni, contribuendo in modo concreto alla costruzione di un futuro più sano, consapevole e sostenibile.

I nostri figli sono il nostro futuro: investire oggi nel loro benessere significa garantire domani una società più sana e responsabile.

lunedì 22 dicembre 2025

Caccia al cinghiale fuori controllo a Roccella Jonica: quando la legge viene sistematicamente ignorata



A Roccella Jonica il fenomeno della caccia al cinghiale svolta in modo illegale non rappresenta più un episodio isolato, ma una pratica diffusa e reiterata da parte di qualche squadra più volte segnalata dai cittadini e, purtroppo, mai risolta in modo definitivo.

Ritengo doveroso precisare che la maggioranza dei cacciatori ha comportamenti corretti e rispettosi delle leggi, sono le prime sentinelle attive dell'ambiente e sono una parte importante nella gestione dello stesso.

Negli ultimi mesi abbiamo ricevuto delle segnalazioni che descrivono cacciatori presenti all’interno di proprietà private regolarmente recintate, altri appostati a ridosso delle abitazioni civili, in zone chiaramente non compatibili con l’esercizio dell’attività venatoria, come previsto dalla normativa nazionale.

Secondo quanto segnalato alcuni cacciatori oltrepassano cancelli e recinzioni, entrando senza alcuna autorizzazione in fondi privati chiusi, comportamento che non solo viola la normativa venatoria, ma lede anche il diritto di proprietà e la sicurezza dei residenti;

in altri casi i cacciatori si appostano a pochissima distanza dalle abitazioni, in palese violazione delle distanze minime di sicurezza previste dalla legge, esponendo famiglie, passanti e lavoratori a rischi gravissimi.

È bene ricordare che la Legge n. 157/1992 vieta espressamente la caccia a meno di 100 metri da edifici adibiti ad abitazione o lavoro; lo sparo in direzione di immobili, strade o luoghi frequentati da persone da distanze inferiori a 150 metri.

Questi limiti non sono facoltativi né interpretabili: sono posti a tutela dell’incolumità pubblica.

A rendere il quadro ancora più grave è il fatto che parte del territorio di Roccella Jonica è stata interessata da incendi boschivi durante la scorsa estate. In tali aree la legge è ancora più chiara.

La Legge n. 353/2000 sugli incendi boschivi stabilisce il divieto di caccia per dieci anni nei boschi e nei pascoli percorsi dal fuoco. Un divieto finalizzato alla rigenerazione dell’ambiente naturale e alla prevenzione di ulteriori danni.

Eppure, anche in queste zone, l’attività venatoria sembrerebbe proseguire indisturbata, come se il vincolo normativo non esistesse o non fosse mai stato recepito.

La situazione è ancora più allarmante se si considera che più volte sono state presentate denunce e segnalazioni alle autorità competenti, informando anche le istituzioni comunali, incluso il Sindaco di Roccella Jonica.

Nonostante ciò, il fenomeno continua in maniera inesauribile, dando l’impressione di una assenza di controlli efficaci o, quantomeno, di una mancata risposta concreta a un problema che riguarda sicurezza, legalità e rispetto delle regole.

Qui non si tratta di essere “contro” o “a favore” della caccia in senso astratto. Si tratta di pretendere il rispetto delle leggi, soprattutto quando in gioco c’è la sicurezza dei cittadini, il rispetto delle proprietà private e la tutela ambientale di territori già duramente colpiti dagli incendi.

Chi esercita l’attività venatoria al di fuori delle regole non danneggia solo l’ambiente e i residenti, ma anche quei cacciatori che rispettano la legge e le prescrizioni.

È necessario che vengano rafforzati i controlli sul territorio, sia garantita una presenza costante della vigilanza venatoria e delle forze dell’ordine e il Comune si assuma un ruolo attivo nel far rispettare i divieti, anche attraverso ordinanze, segnaletica chiara e collaborazione con gli enti preposti.

I cittadini di Roccella Jonica hanno il diritto di vivere e muoversi sul proprio territorio senza il timore di trovarsi di fronte a fucili puntati a pochi metri dalle proprie case.

Il rispetto della legge non può essere opzionale. E su questo tema non sono più accettabili silenzi o inerzie.


DELL'INCIDENTE CONTRO IL MONUMENTO NEL LUNGOMARE NESSUNO NE HA PARLATO...

Negli ultimi giorni, sul blog con messaggi e richieste verbali, mi hanno chiesto cosa sia accaduto al Monumento in ricordo del senatore Sisinio Zito, collocato sul Lungomare.


Ormai è noto che nella notte tra giovedì e venerdì scorsi un’autovettura, probabilmente a causa di una distrazione del conducente, è finita contro il Monumento, provocandone il distacco dal piedistallo e danneggiandolo.

Nel corso dell’ultimo consiglio comunale abbiamo chiesto al sindaco di riferire su quanto accaduto e, come gruppo di opposizione, abbiamo espresso la nostra solidarietà, che riteniamo doverosa, per un bene pubblico e per un Monumento che rappresenta un pezzo della memoria collettiva della nostra città.

È evidente che la rimessa in posa e il ripristino dell’opera saranno legati agli sviluppi della pratica assicurativa e ai relativi tempi tecnici. 

Proprio su questo punto, però, non possiamo non richiamare alcuni precedenti che a Roccella conosciamo fin troppo bene.

Un primo esempio è quello del lampione piegato in piazza Dogana, danneggiato da diversi anni a seguito dell’urto di un altro automobilista “distratto”. Anche in quel caso si è parlato di assicurazioni e rimborsi, ma il risultato è sotto gli occhi di tutti.


Un secondo esempio, ancora più grave per le sue ricadute sociali, è quello della porta lato via Nanni della ex Guardia Medica (SAUB). A seguito dell’incendio di un’autovettura, avvenuto due anni fa, la porta è stata deflagrata ed è tuttora inagibile. Un ritardo inaccettabile, che ha penalizzato in modo diretto le persone con disabilità o con difficoltà motorie, che usufruivano di quell’accesso dotato di pedana.

Questi casi dimostrano come, troppo spesso, i tempi si allunghino senza che vi sia un’adeguata pressione.

Ci auguriamo che episodi come questo possano diventare sempre più rari con l’importante investimento sul nuovo impianto di videosorveglianza (nella speranza che funzioni nel momento in cui succedono le infrazioni!) che  dovrebbe avere anche una funzione di prevenzione e deterrenza, scoraggiando comportamenti imprudenti alla guida e favorendo un maggiore rispetto del codice della strada.

domenica 21 dicembre 2025

Strade chiuse e percorso alternativo inadeguato: i disagi per Bosco Catalano

 

All’indomani delle leggere piogge che hanno provocato quanto puntualmente riportato nell’articolo di Telemia di ieri, ci siamo recati personalmente a effettuare un sopralluogo lungo la strada di “Maria”, oggi unica via di collegamento con Bosco Catalano e con le altre contrade collinari del paese, a seguito della chiusura della strada della Carcinara, Pogadi e su fino a Salice e Bosco.



La situazione che si presenta è a dir poco allarmante, non solo per le condizioni attuali, ma soprattutto per ciò che potrebbe accadere in caso di un temporale più intenso. 

Quanto successo con poche gocce d’acqua è già grave di per sé e lascia facilmente immaginare scenari ben peggiori. 

La carreggiata è estremamente stretta, dissestata, costellata di buche e vere e proprie voragini, con terra e sassi che invadono la sede stradale. A completare il quadro, una enorme vasca d’acqua stagnante a circa 500 metri dall’arrivo a Bosco Catalano, che rende il transito difficoltoso e potenzialmente pericoloso.



Durante il sopralluogo, salendo verso la località, abbiamo incrociato l’autovettura della Polizia Municipale. È doveroso precisare che, da parte loro, il servizio di monitoraggio del territorio non manca. Ma è altrettanto evidente che il semplice presidio o controllo non può essere considerato la risposta indispensabile a una situazione di questo genere. Monitorare un’emergenza senza intervenire per rimuoverne le cause significa limitarsi a constatarla, non a risolverla.

È francamente inaccettabile che, in pieno inverno, non si sia minimamente previsto che una situazione del genere potesse verificarsi, né si sia intervenuti per tempo, anche solo con lavori provvisori, per mettere in sicurezza i tratti oggi completamente al collasso. 

Ancora una volta, l’amministrazione comunale sembra limitarsi all’adozione di ordinanze fredde, ciniche e incondizionate, senza rivolgere ai cittadini alcuna raccomandazione, alcun avviso puntuale, né tantomeno – cosa che appare ormai impensabile – una parola di scuse per i disagi arrecati.

Si tratta dell’ennesima dimostrazione di un approccio amministrativo improntato al menefreghismo e all’incapacità di programmazione.



Un copione già visto in altre occasioni: i lavori alla scuola media con martelli pneumatici in funzione durante le lezioni, l’asfaltatura del lungomare effettuata in piena estate, i lavori al marciapiede davanti alla scuola avviati proprio all’indomani dell’inizio dell’anno scolastico, quasi come una punizione inflitta a studenti, insegnanti e famiglie.


Quando le scelte amministrative sembrano guidate esclusivamente da interessi e gestione delle risorse, e non dal buon senso e dal rispetto per i cittadini, il risultato è quello che oggi vediamo lungo la strada di Maria: una comunità lasciata sola, esposta a rischi evitabili, con il diritto alla sicurezza e alla mobilità ridotto a zero. 

Così non si governa un territorio.

mercoledì 17 dicembre 2025

Lettera su una città che si sgretola

di Giancarlo Coluccio


Il 21 dicembre ufficialmente finisce l'autunno. Devo confessarvi che e' il periodo dell'anno che preferisco di più tra le varie stagioni. Sarà che i boschi si colorano e le foglie iniziano a cadere. Cadono la castagne con i loro ricci, le ghiande dalle querce e tutto sembra trasformarsi. 

Roccella, il nostro amato paese che non poteva essere da meno, in linea con la stagione, ci fa assistere alla caduta dei lampioni, dei pini sulle auto che passano e, a differenza di ciò che succede per il bosco che poi si rigenera, questi segnali sembrano, al contrario, dare il senso di una lenta decadenza dalla quale la nostra cittadina sembra non poter tornare indietro. 

Qualcuno diceva che dai “particolari si giudica un giocatore”, di conseguenza tirate voi le conclusioni e fate un confronto tra i soliti proclami e la vita vera.

Approfitto dell'occasione per informarvi che le gare di velocità sulla Via Garibaldi (Borgo) non sono per nulla finite, quindi affrettatevi tutti a stabilire il nuovo record di velocità, non e' necessaria l'iscrizione ma basta soltanto continuare a fare quello che molti fanno ogni giorno: sfrecciare a tutta birra incuranti della gente che si sposta a piedi.

Dimenticavo, il tutto con il patrocinio del nostro comune e con buona pace di tutti coloro che promettono soluzioni al problema che ancora non si vedono all'orizzonte.  

Ho sempre avuto l'impressione che questi abbiano, di volta in volta, cose di più importanti a cui pensare, sinceramente non capisco cosa, al punto che sembrano sempre distratti dalle vere priorità che toccano la vita della gente. 

E qui mi ritorna in mente Piazza Stazione e i parcheggi selvaggi che sembra non vedere nessuno e tante cose delle quali ho già scritto in passato. Ovviamente munitevi di pazienza, perché l'inverno finirà e per la prossima estate avremo artisti di alto livello ad allietarci. 

Quindi cominciate a mettere da parte i soldi per i biglietti, non aspettate l'ultimo momento con la solita storia sul fatto che sono troppo cari per le vostre tasche; la felicità e il divertimento si pagano, magari non tutti pagano ma questa è un'altra storia. 

Buona vita a tutti e che Dio ce la mandi buona.

domenica 14 dicembre 2025

La Notte di Santa Lucia: fede, tradizione e comunità nella Chiesa di San Giuseppe nel rione Croce


Nella serata di ieri, nel rione Croce, si è svolta con  partecipazione e spirito di collaborazione la manifestazione “La Notte di Santa Lucia – Secondo le antiche tradizioni roccellesi”, promossa dall’Arciconfraternita di San Giuseppe, in collaborazione con l’Associazione Culturale “Roccella com’era” e con il coinvolgimento dell’AGESCI di Roccella Jonica, con il patrocinio del Comune.


L’evento, giunto alla sua seconda edizione, ha saputo rinnovare un appuntamento sentito dalla comunità, riportando alla luce riti, usi e sapori legati alla devozione popolare e alla tradizione roccellese.


La serata si è aperta con l’arrivo della Luce della Pace da Betlemme, preceduto da una serie di celebrazioni nella Chiesa Marina, officiate dai parroci don Giuseppe e don Angelo. 




Un momento intenso e carico di significato spirituale, che ha trovato nella Chiesa di San Giuseppe un luogo di accoglienza e raccoglimento.



Sotto lo storico porticato del chiostro di San Giuseppe si è poi vissuto il clima autentico della festa di Santa Lucia: prima con

la distribuzione della procia, piatto rituale preparato dall’Associazione “Roccella com’era”, e successivamente con un’altra pietanza tipica della tradizione, i fagioli con erbi e patate, offerti  dall’ Arciconfraternita di San Giuseppe. Il tutto è stato accompagnato da un apprezzatissimo vino novello locale, molto gradito dai presenti.



Ad arricchire ulteriormente l’atmosfera, le musiche e i canti della tradizione popolare calabrese, eseguiti da Immacolata Iervasi e Vincenzo Tropeano, con chitarra battente, organetto e tamburello, insieme ai giovani allievi della loro scuola di organetto. 


Brani antichi, melodie pastorali e tarantelle hanno scandito la serata, contribuendo a creare un clima di festa genuina e condivisa, anche con la presenza di Babbo Natale che ha intrattenuto i più piccini.

Particolarmente apprezzato anche il presepe artistico allestito all’interno della Chiesa di San Giuseppe: il portone spalancato e il suggestivo gioco di luci hanno valorizzato la bellezza del presepe e dell’intero edificio sacro, lasciando un’impressione profonda nei visitatori.



È stata una serata vissuta all’insegna della devozione, della collaborazione e dell’appartenenza, in cui ognuno ha contribuito con il cuore: cucinando, distribuendo, accogliendo e sorridendo alle tante persone giunte nel rione Croce. 



Un’esperienza comunitaria autentica, capace di unire fede, identità e tradizione, rinnovando una storia che appartiene a tutta la comunità roccellese.

sabato 13 dicembre 2025

Impianto fotovoltaico della scuola media non funzionante. Investimento e risparmio energetico sprecato.



Nel plesso scolastico della scuola media di via Trastevere è installato un impianto fotovoltaico dotato di display dedicato (tabellone LED/LCD) progettato per visualizzare in tempo reale la potenza istantanea (kW), l’energia prodotta (kWh), le emissioni di CO₂ evitate e altri dati ambientali ed energetici.

Questi sistemi, collegati all’inverter tramite analizzatore di rete, consentono di monitorare sia la produzione sia il consumo energetico, offrendo trasparenza, consapevolezza e uno strumento educativo per studenti e cittadini.

Sul display dell’impianto fotovoltaico del plesso di via Trastevere compare da oltre un anno il codice di errore E02, chiaro indicatore di malfunzionamento.

Il codice E02, a seconda della marca e del modello dell’inverter, è comunemente associato a:

Problemi di isolamento/dispersione verso terra (Isolation Fault), potenzialmente pericolosi e tali da bloccare l’impianto; errori di comunicazione tra inverter e sistemi di monitoraggio; anomalie di tensione in corrente continua (CC) proveniente dai pannelli.

In tutti questi casi, la prassi corretta prevede verifiche tecniche specialistiche e, se necessario, interventi di manutenzione tempestivi.

La presenza persistente dell’errore E02 indica che l’impianto fotovoltaico non è funzionante e non produce energia elettrica da molti mesi, probabilmente oltre un anno.

Si tratta di un fatto grave, perché parliamo di un impianto realizzato con risorse pubbliche,

destinato a garantire risparmio energetico, pensato per ridurre i costi delle bollette elettriche comunali e orientato alla sostenibilità ambientale e alla riduzione delle emissioni.

Ad oggi, però, nessun intervento di manutenzione risulta effettuato, nessuna verifica tecnica risulta avviata, nessuna comunicazione ufficiale è stata fornita sullo stato dell’impianto.

Il mancato funzionamento dell’impianto comporta: spreco di denaro pubblico investito per la sua realizzazione; mancato risparmio energetico, con bollette più elevate a carico del Comune; perdita di benefici ambientali, in termini di energia pulita e CO₂ evitata; assenza di manutenzione ordinaria, che avrebbe richiesto costi contenuti rispetto ai benefici ottenibili.

Una gestione attenta e responsabile avrebbe potuto evitare il mancato funzionamento, garantendo continuità di esercizio e ritorni economici per l’ente.

Ci troviamo di fronte all’ennesimo esempio di scarsa attenzione alla manutenzione dei beni pubblici. Non basta realizzare opere e impianti se poi vengono abbandonati a sé stessi, senza controlli, verifiche e interventi correttivi.

Un’amministrazione efficiente dovrebbe monitorare costantemente i suoi impianti, intervenire tempestivamente in caso di guasti, garantire trasparenza sullo stato delle infrastrutture pubbliche, massimizzare i benefici economici e ambientali per la collettività.

Alla luce di tutto ciò, si chiede formalmente al Comune di Roccella Jonica:

1. di chiarire lo stato reale dell’impianto fotovoltaico della scuola media di via Trastevere;

2. di indicare se e quando sono stati effettuati controlli o interventi di manutenzione;

3. di programmare con urgenza il ripristino del corretto funzionamento dell’impianto;

4. di rendere noti i costi sostenuti e i mancati risparmi energetici dovuti al fermo prolungato.

Perché la transizione energetica e l’uso responsabile delle risorse pubbliche non possono restare solo slogan: devono tradursi in azioni concrete, manutenzione costante e rispetto del denaro dei cittadini.

venerdì 12 dicembre 2025

La Befana dell’U.N.I.T.A.L.S.I. torna a Gioiosa Ionica!

Il 6 gennaio 2026 in Piazza Plebiscito si rinnova l’appuntamento con la Befana organizzato dall’U.N.I.T.A.L.S.I. di Locri, in collaborazione con il Comune, la Parrocchia Santa Caterina e l’UNLA.

Dopo la celebrazione eucaristica delle ore 10.00, la Befana arriverà in piazza accompagnata dai Vigili del Fuoco, portando doni e sorrisi ai bambini. A seguire, spazio al divertimento con Pompieropoli, percorsi e attività per diventare “pompieri per un giorno”, e tanti giochi curati dalle associazioni locali.

Un evento dedicato ai più piccoli, all’inclusione e alla gioia dell’Epifania.