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Roccella in vetrina

mercoledì 18 novembre 2020

UNA MAGGIORANZA SENZA SCRUPOLI APPROVA I TRIBUTI SEMPRE ALLE MASSIME ALIQUOTE.

 

Ecco i miei appunti in merito all’ultimo Consiglio Comunale dove si è portato in discussione il bilancio di previsione 2020/2022 con il documento unico di programmazione, le tariffe della nuova IMU e della Tari 2020, provvedimenti votati solo dalla maggioranza. 

 

E’ da Marzo che si soffre per una pandemia mondiale che ha toccato proprio tutti e la  maggioranza amministrativa di Roccella Jonica ha avuto il coraggio di portare in Consiglio Comunale le stesse “carte” dell’anno scorso, le stesse rigide decisioni che prendono da dieci anni a questa parte in tema di tributi con le aliquote innalzate al massimo, come se niente fosse successo, come se nessuna sofferenza abbiano vissuto le famiglie e le attività commerciali con la pandemia ancora in atto purtroppo. 

 

Hanno presentato atti con il solito copia e incolla o, proprio, addirittura, documenti del 2019, come se nulla fosse, giustificandosi, nel caso della TARI, che la legge gli consente di fare riferimento e approvare il piano finanziario e le tariffe 2019; lo hanno fatto senza far sapere le scadenze, il numero delle rate e soprattutto le agevolazioni e riduzioni a causa del covid19. 

Già perché sensibilità di riduzioni da parte di questo Comune non ce ne sono mai state e non ce ne sono neanche quest’anno. Se riduzioni ci saranno, saranno solo quelle decise dal Governo centrale. 

 

Per quanto riguarda la nuova IMU il Governo nell’ultimo DPCM entrato in vigore il 28 Ottobre, con il Decreto Ristori, ha sancito la cancellazione della seconda rata IMU prevista per gli immobili in cui si svolgono le attività che hanno subito conseguenze economiche a causa degli interventi restrittivi. 

 

Purtroppo però la crisi sanitaria trasformatosi in crisi economica ha riguardato si i titolari di attività commerciali, ma ha causato sofferenze e difficoltà economiche anche in molte famiglie; penso a chi non ha un lavoro con i benefici contributivi, il cosiddetto lavoro nero, che sappiamo tutti le dimensioni che ha dalle nostre parti, ed anche a coloro andati in cassa integrazione e che se anche l’hanno percepita non è mai eguagliata al normale stipendio di lavoro.  


L’opposizione negli anni scorsi ha sempre sottolineato e ammonito questo Consiglio Comunale per quanto sia ingiusto praticare le massime aliquote relative ad Imu e Tasi, a fronte di servizi efficienti in determinate zone di Roccella ma molto deficitarie in altre zone periferiche del paese.  

Quest’anno con la grave situazione che abbiamo vissuto e che purtroppo stiamo ancora vivendo, crediamo sia come affondare il coltello nella piaga ribadendo e confermando le massime aliquote per questo tributo. 


Significa proprio non avere senso del disagio sociale che si sta vivendo, fregandosene della categorie in difficoltà nonostante si è visto bene quante famiglie per poter andare avanti nei mesi scorsi hanno fatto richiesta dei sussidi alimentari.  

 

E’ davvero paradossale che un Comune che, come dicono loro, è virtuoso nei suoi conti ma poi spreme i cittadini come limoni adottando le massime tariffe. Delle due l’una: o è una bugia vantarsi di avere i conti a posto, o non hanno un senso di quanto sia difficile per molte famiglie portare i pasti a casa. 

 

E questa trattasi della prima parte del problema, la seconda parte sta poi nel fatto che le tante famiglie che non ce la fanno a pagare effettivamente non pagano, entrando cosi in un circolo di giro di residui per il Comune, e notifiche di accertamento infinito per i cittadini, che non fa bene ne all’uno e ne all’altro 

 

Ma dico, visto l’andamento dell’aumento sproporzionato dei residui attivi in questi ultimi 6 anni , si sono mai chiesti se fosse stato meglio far pagare di meno ai cittadini con l’aliquota base facendo cosi incassare maggiore denaro liquido e non denaro virtuale difficilmente esigibile per il nostro Comune? 

Purtroppo l’esito di quello che avrebbe dovuto essere il metodo del buon senso, non lo sapremo mai!!! 


Un appunto: nell’ultima campagna elettorale del sindaco Falcomatà a Reggio dal palco ha chiesto scusa ai suoi cittadini se negli ultimi due anni è stato costretto ad alzare le aliquote dei tributi a causa dei debiti causati dalle passate amministrazioni... Roccella le aliquote massime sui tributi ce li ha dal lontano 2012, e li ha sempre mantenuti al massimo per la grossa mole di indebitamento che hanno caricato sulle spalle dei nostri figli... Ma non hanno mai avuto l’umiltà di chiedere scusa!!! 

 

Per quanto riguarda la Tassa dei rifiuti hanno facilmente optato di approvare le tariffe del 2020 equiparandole a quelle del 2019 sulla base del piano finanziario del 2019. Hanno voluto far credere che questa fosse l’unica strada percorribile. Falso!!!  

Questa è una delle strade possibili, ma non la sola. 


L’alternativa alla scelta più facile da loro adottata era quella di elaborare il piano finanziario TARI 2020 con la nuova metodologia del metodo tariffario approvato con deliberazione n.443/2019 dall’ARERA (Autorità di Regolamentazione per Energia Reti e Ambiente.  

Il piano finanziario 2020 cosi poteva essere assolutamente ridotto considerata la minore quantità dei rifiuti prodotta dagli esercizi pubblici e commerciali che hanno dovuto chiudere completamente la loro attività durante il lockdown ed anche in considerazione del ridimensionato servizio di raccolta dal Comune effettuato nel periodo da Marzo a Giugno. 

 

Un piano finanziario di cui l’opposizione ha votato sempre contraria negli anni scorsi  per via di aspetti molto discutibili relativa ai costi di gestione molto alti che si sono ripercorsi sul calcolo del tributo finale sulle famiglie e soprattutto sulle attività commerciali. 


Attenzione non stiamo qui a parlare delle tariffe, ma stiamo parlando della misura dei costi fissi e variabili del piano finanziario che ammontano a 950 mila euro. 


Una gestione più oculata del personale, un diverso smaltimento della parte organica con compostiere comunali o domestiche, un migliore stoccaggio della plastica, carta, vetro e alluminio, grazie anche a una maggiore sensibilizzazione verso i cittadini, avrebbe portato maggiore economia sui costi. 

 

Non oso affatto immaginare a quanto sarebbero lievitati i costi se non ci fossero i tanti operatori ex lpu pagati, da 22 anni, con fondi statali e che solo il Comune di Roccella ancora non è riuscito a stabilizzare. 


Comunque, scegliendo la facoltà data per quest’anno, di approvare le tariffe del 2020 in misura pari al 2019, ciò non può esimere dal dover adottare le riduzioni e le agevolazioni obbligatorie previste dall’ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) che i Comuni devono applicare in base alla delibera n.158/2020.  

In particolare è previsto l’obbligo di ridurre il coefficiente Kd (coefficiente potenziale di produzione rifiuti in kg/m) nella quota variabile delle utenze non domestiche obbligate alla sospensione dell’attività durante il periodo di emergenza sanitaria per effetto di provvedimenti governativi o locali, proporzionati al numero di giorni di sospensione. 

 

Accanto a queste misure obbligatorie, la delibera Arera ne prevedeva due facoltative, una a favore di quelle attività che, pur non essendo obbligate alla chiusura, hanno spontaneamente sospeso l’attività, e l’altra a favore delle utenze domestiche disagiate che il Comune conosce in virtù delle famiglie che hanno i requisiti per il bonus energia elettrica/gas e acqua o anche in funzione alle centinaia di domande che hanno accolto in merito alla distribuzione dei buoni spesa. 

 

Ma naturalmente queste agevolazioni alternative i cittadini se li sognano!!! 


L’augurio è quello che si possa iniziare a mettere al primo posto i cittadini e il buon senso, smettendo di percorrere quella strada che sta causando un buco incredibile causato dalla mole di tributi di chi non ce la fa a pagare per la tassa troppo alta, alimentando e facendo aumentare sempre più l’evasione fiscale che crea frustrazione e problemi alle famiglie e crea un vortice di crediti per il Comune difficilmente esigibili.  

Meglio pochi, ma benedetti e subito dice un famoso detto che sta ad indicare che se la cifra da corrispondere è giusta ed equa, tutti la pagano… senza  notifiche di accertamenti che da anni sono il regalo di Natale del Comune alle famiglie roccellesi. 

 

Nonostante le diverse raccomandazioni rivolte, si apprende del parere favorevole espresso dal revisore dei conti sul bilancio di previsione 2020/2022 e rispettiamo il lavoro svolto dai tecnici del Comune, ma non è possibile esimersi dall’esprimere delle perplessità politiche. 

 

Destano forte preoccupazione due operazioni finanziarie effettuate in questi ultimi mesi, ossia la rinegoziazione di oltre 5 milioni di euro di debiti con cassa depositi e prestiti con un piano di ammortamento che vede protrarsi le rate semestrali fino al 2045; Contemporaneamente con la stessa Cassa depositi e prestiti viene richiesto una anticipazione di liquidità per quasi 1 milione e mezzo di euro per debiti accumulati fino al 31 dicembre 2019 con un piano di ammortamento di trent’anni, scadenza addirittura nel 2049.  


E sappiamo che purtroppo non sono solo queste le operazioni di mutui e finanziamenti che gravano e graveranno sulla testa dei roccellesi per i prossimi decenni. Ci sono rateizzazioni di cifre non indifferenti con la Regione Calabria, la Sorical ed addirittura con Equitalia.  


Ci auguriamo che questa politica di regime possa farsi un'esame di coscienza oppure che presto qualcuno ponga freno prima del crack: non si può continuare ancora a lungo con questa grossa mole di indebitamento che aumenta di anno in anno, davanti ai tanti cittadini che non riescono a pagare le tasse innalzate alle massime aliquote, davanti alla mancanza di liquidità anche davanti a piccole somme di denaro verso tanti fornitori.

 

Purtroppo reali sono queste situazioni quanto reali sono tante inefficienze che si riscontrano all’interno del paese.  

Ad iniziare dal Porto con le tariffe sempre alte nonostante il grande bluff che si sono inventati con la riduzione dell’iva dal 22 al 10% per effetto dell’aver  equiparato il Porto come “resort, ossia a struttura ricettiva all’aperto, condizione che non avete mai riferito o promosso nei vostri tanti comunicati, perchè a beneficiarne sono state solo le casse della società del Porto e non i diportisti, neanche i residenti

 

Sullo stesso Porto, privo di ogni collegamento con navetta con il centro del paese, si vorrebbe vederci chiaro anche in merito ai pagamenti dei canoni da parte dei privati che offrono o hanno offerto dei servizi. 

E il travel recentemente impiantato, chi lo dovrà pagare? Quando entrerà in funzione??? 


E poi non sentiamo nulla più in merito al progetto della creazione di energia dal moto ondoso? Si è perso per strada come il progetto della produzione del compost dalla parte organica dei rifiuti??? 



E’ da 22 anni che state prendendo in giro i tanti lavoratori ex lsu/lpu che sono diventati parte integrante ed essenziali delle attività amministrative e sul territorio, che ancor oggi non hanno nessuna certezza del loro futuro. 

Vi vantate primati in tante cose futili, ma nelle cose pratiche siete proprio da retrocessione. 


Credo che non si possa prescindere dal dover valorizzare meglio le tante infrastrutture realizzate attraverso finanziamenti pubblici ed investimenti dell’Ente. A parte questo periodo del Covid in cui sappiamo non è possibile fare programmazione, crediamo invece che sia importante e doveroso pianificare una maggiore valorizzazione di queste strutture, affidando progetti teatrali, concertistiche a direttori artistici che presentino progetti culturali di breve e medio termine e convegnistica a società o cooperative che organizzano e promuovono questo tipo di attività. 

 

 

E’ caduto nel dimenticatoio il piano regolatore, altro annoso problema della nostra cittadina  associata al Comune montano di Nardodipace e l’edilizia è in coma profondo... 


E potrei continuare su tante e tante altre criticità riferite in tante altre occasioni e che, purtroppo, ci ritorneremo in futuro. 

 

Ultima considerazione su come si è sviluppato questo Consiglio Comunale. 

 

Ha parlato il sindaco che ha fatto “la lista della spesa”, dopodichè ha parlato il dr. Alvaro ed ha risposto il sindaco, ha parlato la consigliera Teresa Nesci ed ha risposto il sindaco, ha parlato Giuseppe Ursino ed ha risposto il sindaco, ha parlato il dr. Bruzzese ed ha risposto il sindaco. E tutti a casa!!! 

Visto il Covid facevano prima a fare il Consiglio comunale con il sindaco e l’opposizione... seppur senza Covid le cose non sono mai andate diversamente!!! 

 

A chi ha visto e a chi mi ha letto....l’ardua sentenza!!! 

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