Pagine

Pagine

Pagine

Roccella in vetrina

mercoledì 15 aprile 2026

Borgo Carafa: la valorizzazione che esiste solo sulla carta


Cartellonistica, annunci e accordi: ma nei fatti il centro storico resta chiuso, abbandonato e inaccessibile.




Da qualche anno, in diverse zone del paese, sono stati installati cartelli turistici che indicano percorsi e luoghi del cosiddetto Borgo Carafa. 

Una narrazione costruita con cura, rafforzata negli ultimi tempi anche da annunci e accordi, per promuovere l’immagine del nostro centro storico.

Peccato che questa “valorizzazione” resti confinata sulla carta, nei comunicati e nei computer.

La realtà è ben diversa.

La maggior parte dei luoghi indicati nella cartellonistica è chiusa, privata, abbandonata o in condizioni di degrado. 

Non esiste un percorso realmente fruibile. Non esiste un sistema organizzato di accesso. Non esiste una vera esperienza turistica.

Ad oggi, oltre la Chiesa del Borgo e la Chiesa di San Giuseppe, non c’è praticamente nulla di visitabile.

E allora la domanda è semplice:

che senso ha promuovere itinerari che, nei fatti, non esistono?

Che figura fa il nostro paese se un turista arriva a Roccella con l’idea di visitare questi luoghi e li trova chiusi o pericolanti?

Non c’è occasione, in Consiglio comunale, in cui io non ribadisca un concetto semplice ma fondamentale:

valorizzare il centro storico non significa riempirlo di cartelli o inserirlo in qualche sito internet.

Significa altro.

Significa restaurare davvero gli immobili, aprire concretamente al pubblico i luoghi indicati, rendere accessibili chiese, palazzi e spazi storici.

Significa creare vita.

Vuol dire attivare botteghe artigiane, organizzare esposizioni e mostre permanenti, costruire itinerari reali e fruibili, capaci di offrire al visitatore un’esperienza autentica.

Perché un turista non viene per leggere un cartello.

Viene per vedere, entrare, scoprire, vivere un luogo.

E oggi, purtroppo, tutto questo a Roccella non esiste.

L’unico intervento concreto che si sta realizzando, peraltro con fondi PNRR, è  il rifacimento delle stradine attorno a Via Garibaldi, con un fondo in simil marmo che appare dubbio e del tutto inadeguato per un centro storico.

Un errore che purtroppo non sorprende.

Perché ormai siamo abituati a scelte discutibili: l’intonaco esterno del castello, lo scempio della scalinata di San Giuseppe, i marciapiedi di via XXV Aprile, fino al nuovo lungomare con le balaustre pericolose e un asfalto già dissestato per errori nelle pendenze verso le grate di scolo.

È sempre lo stesso schema: propaganda, annunci, inaugurazioni… ma pochi risultati concreti e duraturi.

Nel frattempo, basta guardare cosa accade altrove. A Tropea, ogni giorno, fiumi di turisti scendono dal treno per visitare un centro storico vivo, aperto, valorizzato davvero.

E allora la rabbia cresce.

Perché a Roccella, nonostante le risorse disponibili e i finanziamenti ottenuti, si continua a investire in opere scollegate da una visione reale di sviluppo.

Si continua a raccontare una valorizzazione che non esiste.

E quella che dovrebbe essere un’opportunità si trasforma nell’ennesima occasione persa.

Nessun commento:

Posta un commento