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martedì 6 ottobre 2026

Un libro a settimana dalla piccola libreria di Piazza Dogana: “L’urlo e il furore” di William Faulkner

 Un libro a settimana della biblioteca del novecento proposto dalla piccola libera gratuita libreria ecologista di piazza Dogana in Roccella Ionica. 

William Faulkner

L' urlo e il furore

Tre monologhi di tre diversi io narranti, costruiti secondo una tecnica schiettamente sperimentale che non nasconde i debiti contratti con Joyce e con la più avanzata cultura letteraria europea, seguiti da una quarta e conclusiva parte che inopinatamente ripristina i modi tradizionali del raccontare: questa struttura certamente inusuale, calata in una veste linguistica lussureggiante di immagini, al limite di un neo-barocco sempre al massimo della tensione espressiva, sostanzialmente l' indiscusso capolavoro di William Faulkner, il suo libro più sofferto ed autentico. 

Uscito nel 1929, il romanzo racconta, attraverso il gioco di specchi creato dai tre fratelli e dalla serva nera - unico personaggio positivo del libro -, che si susseguono come narratori, la decadenza di una grande famiglia del Sud degli Stati Uniti, alle soglie della grande crisi che avrebbe sconvolto e ridotto in pezzi l' american Dream. 

Alla perdita dei privilegi di un tempo si accompagna una sorta di disfacimento psichico, che lascia emergere come rottami spezzoni di una verità torbida e tortuosa: nient'altro che frammenti irrelati  può ottenere l' esplorazione puntigliosa e inesausta dei recessi più riposti e intangibili di tre anime sofferenti e irrisolte, di tre destini già segnati dalla storia e tuttavia del tutto inconsapevoli di se stessi. 

La sorella Caddy, vera protagonista silenziosa dl romanzo, e' insieme l' oggetto del desiderio, la pietra di paragone, la suscitatrice di invidia e la vittima sacrificale di un rito familiare ormai scaduto, inghiottito da un turbine storico di cui lo stesso Faulkner è addolorato testimone. 

E quel dolore ci balza addosso ad ogni pagina, quasi a chiedere un impossibile riscatto, e insieme a imporre in chiunque vi si imbatta un timoroso , tacito rispetto.

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