Mentre si celebrano riconoscimenti e successi, continuano ad arrivare segnalazioni e fotografie che raccontano un'altra Roccella: criticità irrisolte, famiglie e attività commerciali in difficoltà e una situazione finanziaria che preoccupa sempre di più. È tempo di guardare la realtà senza filtri.
Proprio nel giorno in cui si celebra la Bandiera Blu con convegni, interventi e momenti di autocelebrazione, continuano ad arrivarmi decine di fotografie e segnalazioni che raccontano una realtà ben diversa da quella rappresentata nelle occasioni ufficiali.
Fotografie che, almeno per il momento e per rispetto del mio paese, scelgo di non pubblicare. Non perché non siano significative, ma perché Roccella merita di essere difesa e valorizzata. Tuttavia, il rispetto per il paese non può trasformarsi nel silenzio sui problemi che lo riguardano.
Si continua a parlare di condizioni del mare che destano perplessità, di buche, sottopassi degradati, perdite d'acqua, manutenzioni carenti e di cittadini che, tornando a Roccella dopo mesi di assenza, la trovano peggiorata rispetto a come la ricordavano.
A volte tutto questo sembra davvero assurdo. È difficile comprendere come si possa continuare a raccontare una realtà così distante da quella che molte persone vivono quotidianamente. È difficile capire come si possa andare avanti con celebrazioni e passerelle mentre tante famiglie fanno i conti con difficoltà economiche crescenti e numerose attività commerciali affrontano una stagione di grande incertezza.
Come se non bastasse, è arrivato anche il bilancio consuntivo 2025 che attesta il pre-dissesto finanziario.
Due milioni e 100 Mila euro di disavanzo!!!
Una situazione che dovrebbe imporre prudenza, responsabilità e trasparenza. Perché al di là delle definizioni tecniche, ciò che preoccupa è il rischio concreto che a pagare il prezzo di questa situazione siano ancora una volta i cittadini, attraverso sacrifici, aumenti e limitazioni ai servizi, nonostante già stiamo pagando i tributi più alti possibili!
Ci attendono mesi delicati e probabilmente decisioni difficili. Per questo sarebbe necessario abbandonare la propaganda e tornare a confrontarsi con la realtà, ascoltando chi vive il paese ogni giorno e raccogliendo le segnalazioni che arrivano dai quartieri, dalle famiglie e dalle attività economiche.
La Bandiera Blu è un riconoscimento importante e rappresenta un motivo di orgoglio per tutta la comunità. Ma non può diventare un alibi per ignorare ciò che non funziona.
Oggi più che mai servono meno celebrazioni e più capacità di affrontare i problemi. Perché le bandiere possono essere esposte nelle piazze, ma la qualità di una comunità si misura nella vita quotidiana dei suoi cittadini.
E quella realtà, piaccia o no, non può essere nascosta dietro un convegno o una fotografia di circostanza.
Oggi in concomitanza con la cerimonia per la bandiera blu, c'è il Corpus Domini, la processione più importante per la comunità cristiana, perché l'eucarestia viene portata nelle strade per benedire il popolo.
RispondiEliminaStesso giorno, stesso orario.
Avessero avuto la delicatezza di farla prima o dopo.
Una classe politica disattenta a cui probabilmente questi valori non appartengono
Ho letto con interesse l'articolo apparso sun un quotidiano che celebra Roccella Jonica come "regina della costa ionica" grazie ai prestigiosi riconoscimenti ottenuti. Nessuno mette in discussione l'eccellente qualità delle acque di balneazione né il valore delle Bandiere Blu e delle 4 Vele, che rappresentano senza dubbio un motivo di orgoglio per la comunità.
RispondiEliminaTuttavia, ritengo che per descrivere realmente lo stato del paese sia necessario andare oltre le immagini da cartolina e osservare anche ciò che accade fuori dalle aree di rappresentanza.
Basta infatti allontanarsi dal lungomare e da Largo Colonne e percorrere le strade interne del centro abitato per imbattersi in una situazione ben diversa da quella raccontata nell'articolo. In molte vie le erbacce invadono marciapiedi e bordi stradali, trasmettendo una sensazione di abbandono e scarsa manutenzione. Le condizioni di numerose strade sono altrettanto critiche, l'asfalto, consumato da anni di mancati interventi strutturali, è ormai ridotto a una successione di rappezzi, avvallamenti e buche. In alcuni tratti sembra addirittura essere scomparso.
Anche il lungomare, che dovrebbe rappresentare il principale biglietto da visita turistico della città, è ancora interessato da lavori che si protraggono da circa due anni. Un'opera così importante avrebbe dovuto essere completata da tempo e consegnata ai cittadini in condizioni definitive e decorose. Invece continua a presentare aspetti incompleti e discutibili sotto il profilo estetico.
Emblematico è il caso delle ringhiere installate lungo il percorso. Osservandole si notano forme, elementi e soluzioni differenti che restituiscono un effetto complessivo disomogeneo, quasi un "abito di Arlecchino", lontano dall'idea di armonia e uniformità che dovrebbe caratterizzare un'opera pubblica di pregio in una località che ambisce a essere un punto di riferimento turistico della Calabria.
I riconoscimenti ottenuti premiano determinati parametri ambientali e turistici, ma non possono e non devono far passare in secondo piano le criticità che residenti e visitatori incontrano quotidianamente. La qualità di una città non si misura soltanto dai premi ricevuti, ma anche dalla cura delle strade, dei marciapiedi, del verde urbano, dal decoro complessivo e dall'efficienza delle opere pubbliche.
Per questo motivo, più che celebrare continuamente i riconoscimenti ottenuti, sarebbe auspicabile che si affrontassero con la stessa determinazione i problemi ancora irrisolti che sono sotto gli occhi di tutti. Solo allora Roccella potrà davvero aspirare a essere non soltanto la "regina" delle classifiche, ma anche un modello di qualità urbana e vivibilità per i suoi cittadini.
Sorprende, tuttavia, che in un articolo firmato da chi vive quotidianamente questa realtà si riesca a descrivere così bene il mare, il lungomare e i riconoscimenti ottenuti, dedicando invece poca attenzione alle condizioni delle strade e dei quartieri che i cittadini percorrono ogni giorno.
Ma quale bandiera blu, ma quale regina della costa jonica. Per la carità cristiana, ma potrà mai essere bandiera blu o perfino regina una località dove l'estate turistica inizia il 30 di luglio e finisce il 17 di agosto? Ma fatemi il piacere va. Loro se la cantano e loro se la suonano e poi hanno anche il coraggio di andare al BIT ed altre fiere sul turismo. Imparassero da altre località, prendessero appunti da Tropea tanto per fare un esempio nella stessa regione. Il turismo a Roccella è fatto per l' 80% da oriundi, il 10% da gente di passaggio e solo il 10% di veri turisti che vengono una volta e non tornano poi la seconda. Eppure potenzialmente il buon Dio ha dato tanto a Roccella, Sole, mare, cibo e luoghi ma nessuno riesce a farli sviluppare. Oggi l'estate roccellese dura 20 giorni, sforziamoci a farla durare un mese con l'obiettivo di portarla a 3 mesi in pochi anni. Questo dovrebbe essere lo scopo di un bravo amministratore e non quello di vantare titoli a vanvera. Quella bandiera blu (consegnata SOLO sulla base di autocertificazioni) oramai viene accordata sulla fiducia e per vecchie conoscenze. E la stessa cosa avviene a Siderno o Caulonia. Poi la realtà ci dice che ad agosto il mare di Roccella nelle ore di punta appare spesso sporco con rifiuti di ogni genere ma sopratutto con quell'immancabile schiumetta dalle mille supposizioni che oramai ci accompagna da oltre un ventennio. Morale, meno chiacchiere e più fatti. Forza Roccella
RispondiEliminaCome mai a Roccella si pagano parcheggi ,si paga Imu,si paga spazzatura, si paga posto barca, si paga suolo comunale nei mercati ,nelle fiere e in prossimita' di attività commerciali, il popolo paga i tributi più che negli altri paesi,tributi e costi per servizio più alti,a Roccella arrivano più finanziamenti che in altri paesi..dovremmo essere come in Svizzera invece manteniamo posti fissi votanti ,consulenze di professionisti e cattedrali nel deserto .
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