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Roccella in vetrina

domenica 31 maggio 2026

Criticare Roccella significa non amarla?

Un concittadino mi accusa di trasmettere un'immagine troppo negativa del paese. Pubblico integralmente il suo commento e la mia risposta, perché il vero tema non è la polemica politica, ma una domanda fondamentale: denunciare i problemi di Roccella significa danneggiarla o cercare di migliorarla?


Nicola, non ti scrivo per difendere questa o quella amministrazione. 

Ti scrivo da roccellese.Tu sai bene che Roccella sta vivendo una fase di grandi trasformazioni, con milioni di euro di lavori pubblici in corso. 

I disagi ci sono e nessuno li nega. Ma una cosa è segnalare ciò che non funziona, un’altra è trasmettere continuamente l’idea di un paese degradato, fallito, quasi irriconoscibile. 

Quello che mi colpisce è che spesso, leggendo i tuoi contenuti, sembra che Roccella sia diventata il peggior posto possibile in cui vivere. Eppure noi sappiamo che non è così. La critica è necessaria. L’opposizione è necessaria. Ma anche l’amore per il proprio paese dovrebbe esserlo. 

Chi vive qui conosce la realtà. Chi legge da fuori, invece, conosce soltanto il racconto che ne viene fatto. E quando quel racconto diventa sistematicamente più nero della realtà, il danno non lo subisce il sindaco, né la maggioranza, né l’opposizione. Lo subisce Roccella. 

È questo il punto che vorrei lasciarti. Le amministrazioni passano. Le campagne elettorali passano. Le polemiche passano. L’immagine di un paese, invece, resta. 

E ho la sensazione che, nel tentativo legittimo di colpire chi governa, tu stia finendo, senza volerlo, per colpire soprattutto il paese che dici di amare. Ed è un peccato. Perché Roccella merita di essere raccontata con verità: nei suoi problemi, ma anche nella sua dignità.

Un roccellese.


La mia risposta:

Caro concittadino,

la ringrazio per il suo intervento perché mi dà l'opportunità di chiarire un punto fondamentale.

Lei sostiene che io finisca per danneggiare l'immagine di Roccella raccontandone i problemi. Io credo, invece, che il danno più grande lo faccia chi quei problemi li minimizza, li giustifica o, peggio ancora, fa finta che non esistano.

L'amore per il proprio paese non consiste nel raccontare che va tutto bene quando non è così. Consiste nell'avere il coraggio di denunciare ciò che non funziona affinché possa essere migliorato.

Lei mi accusa di descrivere una realtà più nera di quella che è. Bene, allora entriamo nel merito dei fatti.

È vero o non è vero che molte strade cittadine sono dissestate e che numerosi marciapiedi versano in condizioni precarie?

È vero o non è vero che esistono problemi di decoro urbano, erbacce e perdite idriche segnalate ripetutamente dai cittadini?

È vero o non è vero che il Parco Collina versa da tempo in condizioni tali da destare preoccupazione sotto il profilo della sicurezza e della prevenzione degli incendi?

È vero o non è vero che il Borgo Carafa viene presentato come una grande attrazione culturale e turistica ma che, nella realtà quotidiana, gran parte di ciò che viene raccontato non trova riscontro concreto?

È vero o non è vero che numerose attività commerciali hanno chiuso negli ultimi anni e che molte altre sopravvivono con enormi difficoltà?

È vero o non è vero che per undici mesi all'anno il paese soffre di una cronica carenza di presenze e di vitalità economica?

È vero o non è vero che sul Castello sono stati investiti ingenti finanziamenti pubblici e che troppo spesso cittadini e visitatori lo trovano chiuso?

È vero o non è vero che sul lungomare sono stati effettuati interventi costosi che hanno suscitato numerose perplessità tra cittadini e operatori?

Ed è vero o non è vero che la Corte dei Conti ha evidenziato criticità e irregolarità nella gestione contabile dell'ente?

Io non invento nulla. Non racconto una realtà alternativa. Mi limito a porre questioni concrete e a chiedere conto di come vengono spesi i soldi pubblici e di quali risultati producano le scelte amministrative.

Lei parla dei milioni di euro investiti. Ma il punto non è quanti soldi si spendono. Il punto è come si spendono e quali risultati producono. Perché un'opera pubblica non si giudica dal comunicato stampa che la annuncia, ma dalla sua utilità, dalla sua fruibilità e dalla sua capacità di migliorare la vita delle persone.

Io amo Roccella proprio perché ne vedo le enormi potenzialità. E proprio perché la amo non riesco ad accontentarmi della propaganda, delle inaugurazioni, delle fotografie e dei racconti autocelebrativi.

Chi arriva a Roccella merita di trovare ciò che gli viene promesso. Merita un paese curato, efficiente, vivo e valorizzato. Non una cartolina costruita per la comunicazione politica.

Lei sostiene che evidenziare i problemi finisca per danneggiare il paese. Io la penso diversamente. Credo che rimanere in silenzio di fronte ai problemi, soprattutto per chi svolge un ruolo di opposizione o di controllo civico, significhi diventare complici delle inefficienze e degli errori di chi governa.

Mi pongo una domanda molto semplice: quando un cittadino subisce un'ingiustizia, deve denunciarla o deve tacere per non creare disagio? Quando assiste a qualcosa che non funziona, deve segnalarlo o fare finta di niente per salvaguardare le apparenze?

Io credo che il silenzio non abbia mai risolto alcun problema. Al contrario, è spesso il terreno sul quale i problemi crescono e si aggravano. Per questo ritengo che denunciare ciò che non va non sia un atto contro il paese, ma un atto d'amore verso il paese.

L'omertà protegge i problemi. La denuncia, invece, crea almeno la possibilità di risolverli.

Per questo continuerò a segnalare ciò che non funziona, non perché voglia danneggiare Roccella, ma perché vorrei vederla migliore di come è oggi. Chi ama davvero una comunità non si limita ad applaudire ciò che va bene: ha anche il coraggio di denunciare ciò che va male.

La differenza tra noi, forse, sta tutta qui: lei teme che la denuncia dei problemi possa danneggiare l'immagine del paese. Io temo che la mancata soluzione dei problemi possa danneggiarne il futuro.

E tra l'immagine e la realtà, continuerò sempre a scegliere la realtà.

9 commenti:

  1. Buongiorno a tutti, secondo me il problema sta proprio" nell'immagine " .Si costruisce,si cementifica, si trovano finanziamenti per poi in concreto far cosa? Tutti amiamo Roccella finché ne ricaviamo qualcosa per il nostro rendiconto.......almeno su questo la politica locale insegna.

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  2. Nicola hai pienamente ragione! Siamo in tanti a pensarla come Te. Le magnificenze e i servizi che vengono descritti, quando poi non trovano riscontro nella realtà fanno fuggire i turisti i quali diventano la peggiore pubblicità negativa di Roccella. Chi viene una volta, l'anno dopo va altrove e si sente preso in giro. È inutile che si cerchi di attribuire a Te il malgoverno di Roccella. Rimani sempre come sei, una persona onesta e perbene, che pensa ESCLUSIVAMENTE AL BENE DI ROCCELLA, e non ai propri interessi, presenti e futuri, ai propri amici, alla propria parte politica, deridendo e sbeffeggiando chi vuole un futuro diverso per sé stesso e per i propri figli. Al lettore precedente, che mi auguro sia stato animato da sentimenti sinceri e non teleguidati, quando dice che le amministrazioni passano ricordo che questa "dinastia immarcescibile" è da ben 25 anni che non molla la poltrona. Reggio ha resistito per 12 anni e ora finalmente li ha seppelliti: quanta pazienza dovrà avere ancora Roccella? E diamoci una mossa!!!

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  3. Certo carissimo Nicola, vorrebbero che tu occupassi solo la sedia......pensa che affronto gli hai fatto quando hai presentato la tua lista! Non erano abituati alla sana critica costruttiva. Sappi che siamo in tanti con te e che ogni giorno che passa diventiamo sempre più.

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  4. È inutile nascondere la polvere sotto il tappeto. Denunciare la realtà delle cose, come farli tu, Nicola, non è denigrare il proprio paese ma invitare a migliorare affinché i problemi si risolvono. Se poi vogliamo solo apparenza, dobbiamo fare come dice il nostro concittadino, badare all'immagine e non al concreto

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  5. Bisogna denunciare cio che non funziona perché è giusto, la critica per chi la vuole accettare è costruttiva, i lavori nel lungomare sono stati fatti, come sono stati fatti lasciamo stare che è meglio, perché vedere il fallimento di

    come sono stati messi le mattonelle viene da piangere, ma la colpa non è di chi ha fatto il lavoro ma È DI CHI HA CONTROLLATO E HA DATO ESITO POSITIVO, a Roccella i marciapiedi sono oltre che indecorosi sono molto pericolosi, solo chi la mattina deve arrivare in piazza con un passeggino sa che significa xke non esistono le rampe nei marciapiedi per farli salire e vedi mamme disperate ha camminano con i passeggini sulla strada mettendo in pericolo mamma e figlio e potrei continuare ancora ma non ho voglia perché non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire

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    1. Caro amico che scrivi, non voglio riprenderti ma sostenere ciò che scrivi. A mio parere la colpa è anche di chi ha fatto i lavori perché si sono piegati alle volontà di chi gli ha concesso la possibilità di lavorare (ricordiamo affidamenti diretti al limite della capienza legislativa). Una mano lava l'altra si dice, ma è vero che conosco molte imprese e altrettanti professionisti o commercianti, che non si sono plagiati a determinate richieste che ormai non lavorano più, eppure pagano le tasse come gli altri (forse pure di più). Anche questo sistema, di discutibile natura, ha contribuito ad avere opere e lavori che "devono" andare bene una volta terminati, perché c'è stato qualcuno che ti ha avvantaggiato e non puoi mettertelo contro, per cui come scritto sopra, l'esito positivo ci sarà sempre. In definitiva il risultato è quello che tutti discutiamo, un paese poco curato sia nell’esistente che per quanto riguarda il nuovo realizzato. Un sistema consolidato, uguale a quello che era il modello medievale composto da Re, vassalli, valvassori, valvassini e servi della gleba. Se qualcuno mi dimostra il contrario sono pronto ad ascoltarlo. Cordiali saluti.

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  6. Il commento lo fatto io, Franco Candido ma visto che non sono molto tecnologico non sono riuscito a farlo, ora ho pensato di autorispondermi ahahah

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  7. Finalmente a Roccella si comincia a parlare chiaro! Non credo che di questo passo la popolazione riuscirà a sopportare questo schifo! E allora questi amministratori si facciano un pò di domande! Cosa aspettano che il popolo gli si rivolti contro? A volte l'esasperazione sfocia anche in comportamenti al limite del civile! Non continuate a provocare perché non abbiamo l'anello al naso! E la pazienza non è infinita!

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  8. Hai ragione caro lettore, non ne possiamo veramente più! Nicola, tu che sei una persona perbene, fallo presente, per l'ennesima volta, anche in sede di consiglio comunale. Noi ti sosterremo sempre con fiducia e stima.

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