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Roccella in vetrina

mercoledì 25 febbraio 2026

Una doverosa precisazione sulle “rote” di Carnevale roccellesi

È necessario fare una doverosa e giusta precisazione in merito a quanto scritto nell’articolo precedente sulle rote di Carnevale roccellesi.

La tradizione delle farse carnevalesche di Roccella Ionica non si è fermata ai grandi cantastorie del passato come Giuseppe Mazzaferro detto “u Cimbalu”, Michelucciu e Giuseppe Carlino.

Negli anni successivi, e in tempi più recenti, altre figure hanno contribuito in maniera significativa a scrivere e mettere in scena nuove rote, mantenendo viva questa preziosa forma di teatro popolare.

Tra questi è giusto ricordare Sina Scali, Giuseppe Ierino' detto “Scialè” e Antonio Candido, che non si sono limitati alla scrittura dei testi, ma hanno portato le rote nei quartieri del paese, trasformandole in autentico teatro di strada per la gioia di grandi e piccini.

I testi di molte di queste rote sono oggi raccolti in un volume pubblicato dall’associazione Roccella com'era, a testimonianza del valore culturale e storico di questa tradizione.

Associazione "Roccella Com'era" che ha rappresentato diverse rote, tra cui "Marlotta", "'I latri", "Suicidio d'amore", "Sonnambula".

Gli "attori" della rota "Marlotta" scritta da
Giuseppe Mazzaferro (U Cimbalu) e
Rappresentata nel 2013 dall'associazione 
Culturale "Roccella com'era"


Negli anni ’90, inoltre, la rappresentazione delle rote ha conosciuto un momento di grande rilancio grazie al talento di Pino Carella e al lavoro dell’associazione ATRJ.

Con la rota “Fisofia”, diretta da Carella, si raggiunse uno dei più alti momenti di partecipazione e consenso popolare. Le sue incursioni nel recitato, brillanti ed esilaranti, restano ancora oggi un ricordo vivido per chi ebbe la fortuna di assistervi.

Questa precisazione è doverosa per rendere il giusto riconoscimento a tutti coloro che, nel tempo, hanno scritto, interpretato e tramandato le rote, contribuendo a mantenerle vive nel cuore della nostra comunità.

La memoria collettiva si costruisce anche così: ricordando tutti (anche se non è facile, ma il libro dell'associazione "Roccella com'era" è molto esaustivo), senza dimenticare nessuno.

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