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Roccella in vetrina

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Terza puntata del dattiloscritto di Don Simone Molinero. ROCCELLA UN VIAGGIO NELLA STORIA: DAL MEDIOEVO AI GIORNI NOSTRI.

ROCCELLA NEL MEDIOEVO



Il castello di Roccella, come la maggior parte dei castelli medioevali, è stato costruito, non soltanto come palazzo padronale dei Principi Carafa o dei feudatari che li precedettero, ma come centro della vita cittadina e come fortezza di difesa, poiché erano frequenti le scorrerie dei pirati. 

La città ed il castello erano cinti di una forte muraglia e di molti baluardi, muniti di grossi cannoni, che rendevano la fortezza inespugnabile.      

Si accedeva per una porta, con ponte levatoio, che ad una data ora della sera si tirava su, di modo che nessuno potesse più entrare od uscire. I cittadini facevano a turno la guardia  per segnalare eventuali sbarchi od assalti dei pirati.

Oggi, di tutti questi fortilizi non esiste più che qualche traccia. Anche i limiti dell' antica città sono sensibilmente diminuiti per le numerose frane che ne hanno corroso i lembi. 

Le vaste campagne e colline attorno alla città erano coperte da selve rigogliose di quercia, faggi, noci, ecc. I prodotti principali delle campagne erano: vino, olio, frumento, ghiande e castagne per l allevamento dei maiali.            

Ora, disboscate in parte le colline, si sono moltiplicati gli agrumeti e gli uliveti.            L' attività dei roccellesi attraverso i secoli passati è sempre stata assorbita dall' agricoltura e dalla pesca. 

Era pure assai coltivato il baco di seta, prima dell' evento delle fibre sintetiche. Così pure si può dire che non ci fosse alcuna casa che non disponesse di un telaio, con cui le donne tessevano le loro meravigliose tele di seta o di lino. 

La pastorizia era pure una sorgente di ricchezza non indifferente, poiché il clima ed i terreni si prestano per numerosi greggi di pecore e di capre, che danno al contadino grande possibilità di ricchezza con i pregiati formaggi.            

Sebbene durante il periodo del Medioevo ed ancora fino ad un secolo addietro, incursioni piratesche infestassero il litorale jonico e si spingessero sovente verso l' interno della regione, per cui la maggior parte dei calabresi si dovevano sistemare e vivere in agglomerati di case arroccati sulle alture, Roccella fu tra i primi centri di abitanti che si sistemò a vivere sulla costa, poiché era protetta dal munitissimo castello, che incuteva timore ai male intenzionati che avessero l' ardire di avvicinarsi alla spiaggia. 

Questo spiega anche come Roccella sia il solo centro del litorale jonico ad avere già anche sulla costa da parecchi secoli, mentre gli altri paesi del litorale hanno un centro nel retroterra di epoca medioevale, ed un centro alla marina in continuo sviluppo.        

L' unione della regione calabrese con le regioni del Nord, sopra tutto con l' impianto e l' ampliamento della rete ferroviaria ha portato profonde e radicali modificazioni alle secolari abitudini dei roccellesi, dando luogo ad una massiccia emigrazione verso i più lontani paesi europei ed extraeuropei, che, se pure rappresentano per le famiglie delle periodiche rimesse di denaro da parte degli emigrati, costituiscono un serio pericolo di frattura dei vincoli affettivi verso la famiglia stessa, per il proprio paese e per la propria patria.


Link della seconda puntata. https://roccellasiamonoi.blogspot.com/p/seconda-puntata-roccella-jonica-un.html?m=1

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