Ho letto con attenzione il lungo comunicato dell'assessore Chiefari, che richiama gli atti e le riprese del Consiglio Comunale nel tentativo di smentire quanto da noi affermato.
Peccato che siano proprio gli atti a confermare la fondatezza delle nostre osservazioni.
Il gruppo Roccella in Comune non è mai stato contrario alla videosorveglianza né agli strumenti che garantiscono maggiore sicurezza ai cittadini. Lo abbiamo detto in Commissione, lo abbiamo ribadito in Consiglio Comunale e continuiamo a sostenerlo oggi.
Il vero problema era un altro.
Nel regolamento della videosorveglianza, all'articolo 3, lettera f), era previsto che il sistema potesse essere utilizzato anche per l'accertamento delle violazioni relative alla mancanza della copertura assicurativa e della revisione dei veicoli.
Proprio su questo punto, durante i lavori della Commissione consiliare, il consigliere Claudio Belcastro ha richiamato il recente comunicato del Garante per la Protezione dei Dati Personali del 19 giugno 2026, che chiarisce come gli impianti di videosorveglianza installati per finalità di sicurezza urbana non possano essere utilizzati per accertare e contestare violazioni al Codice della Strada se non nei casi espressamente previsti dalla legge.
Non era una nostra interpretazione.
Era un richiamo ad un provvedimento ufficiale dell'Autorità Garante.
Successivamente lo stesso richiamo è stato consegnato anche al Comandante della Polizia Locale, che ci aveva rassicurato sul fatto che la questione sarebbe stata approfondita dagli uffici.
Ed è proprio questo il punto che l'assessore omette.
Gli uffici comunali avevano ritenuto corretta la nostra segnalazione.
Infatti, nella stesura successiva del regolamento era stata inserita una precisazione che subordinava tali controlli ai soli casi previsti dalla normativa vigente, recependo proprio il principio richiamato dal Garante della Privacy.
Quella modifica rispondeva perfettamente alle osservazioni formulate dal nostro gruppo.
Era una correzione tecnica.
Era un adeguamento normativo.
Era la dimostrazione che le nostre osservazioni erano fondate.
Ed è qui che nasce la vera contraddizione.
Se gli uffici avevano già ritenuto opportuno integrare il regolamento recependo le osservazioni formulate da Roccella in Comune, perché il Sindaco e l'assessore Chiefari hanno espresso parere contrario agli emendamenti che andavano esattamente nella stessa direzione?
L'unica motivazione fornita è stata quella della loro presunta "superfluità".
Una spiegazione che non convince.
Perché se una modifica viene ritenuta utile dagli stessi uffici che hanno predisposto il regolamento, è difficile comprendere come possa diventare improvvisamente superflua soltanto perché viene ricondotta ad una proposta dell'opposizione.
I cittadini sapranno trarre le proprie conclusioni.
L'assessore tenta poi di far credere che noi saremmo contrari all'impianto di rilevazione delle infrazioni semaforiche.
È una ricostruzione falsa.
Nessuno del gruppo Roccella in Comune ha mai difeso chi passa con il semaforo rosso. Chi viola il Codice della Strada deve essere sanzionato. Su questo non ci sono dubbi.
Quello che contestiamo è ben altro.
Noi continuiamo a ritenere profondamente sbagliata la scelta politica dell'Amministrazione di destinare circa 100 mila euro all'installazione del dispositivo di rilevazione automatica presso l'incrocio di Palazzo Frangipane.
Prima ancora di questo intervento, quelle risorse avrebbero dovuto essere investite nella manutenzione della rete viaria comunale.
Ogni giorno i cittadini percorrono strade ridotte a un colabrodo.
Nel centro abitato, nelle periferie e soprattutto nelle contrade troviamo buche, avvallamenti, cunette completamente abbandonate, vegetazione che invade la carreggiata e condizioni di degrado che rappresentano un concreto pericolo per automobilisti, motociclisti, ciclisti e pedoni.
Anche questa è sicurezza stradale.
Anzi, è la prima forma di sicurezza che un'Amministrazione seria dovrebbe garantire.
Per questo riteniamo che spendere 100 mila euro per un impianto di rilevazione automatica, mentre si continuano a rinviare gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria delle strade comunali, rappresenti una scelta profondamente sbagliata nelle priorità.
Pochi giorni fa il Consiglio Comunale ha approvato un rendiconto che certifica una situazione di gravissimo dissesto finanziario, frutto di anni di cattiva gestione amministrativa che abbiamo puntualmente denunciato.
Alla luce delle condizioni delle casse comunali e della scelta di destinare una somma così consistente a questo intervento anziché alla manutenzione delle strade, è inevitabile chiederci se questo impianto sia destinato soprattutto ad incrementare le entrate dell'Ente.
È una domanda legittima, che nasce dalla realtà dei fatti e alla quale l'Amministrazione dovrebbe rispondere con trasparenza, invece di tentare di strumentalizzare le posizioni dell'opposizione.
A rendere ancora più discutibile questa scelta vi è un particolare che non può passare inosservato.
La normativa impone che gli automobilisti siano preventivamente informati della presenza del sistema di rilevazione elettronica delle infrazioni semaforiche.
Eppure il cartello installato qualche metro prima dell'incrocio di Palazzo Frangipane appare di dimensioni estremamente ridotte e poco visibile rispetto all'importanza dell'informazione che dovrebbe fornire agli utenti della strada.
Se l'obiettivo principale fosse esclusivamente quello della prevenzione e della sicurezza, ci saremmo aspettati una segnalazione ben più evidente, chiara e immediatamente percepibile da chi transita lungo quell'arteria.
Anche questo particolare alimenta interrogativi che riteniamo legittimi.
Ci rivolgiamo quindi direttamente ai cittadini e a tutti gli automobilisti che ogni giorno percorrono l'incrocio di Palazzo Frangipane.
Quando il nuovo impianto entrerà definitivamente in funzione, prestate la massima attenzione alla segnaletica e rispettate rigorosamente il semaforo.
Fatelo, prima di tutto, per la vostra sicurezza, per quella dei vostri familiari e di tutti gli utenti della strada. Il rispetto del Codice della Strada è un dovere civico e rappresenta il primo strumento di prevenzione degli incidenti.
Ma fatelo anche per un'altra ragione.
Non date a questa Amministrazione la soddisfazione di trasformare le vostre distrazioni in nuove entrate per le casse comunali.
Noi continueremo a vigilare affinché il nuovo impianto venga utilizzato esclusivamente nel rispetto della legge e delle indicazioni del Garante per la Protezione dei Dati Personali, ma continueremo anche a denunciare quelle scelte politiche che, a nostro avviso, antepongono interventi costosi a esigenze molto più urgenti e sentite dalla cittadinanza.
La differenza tra noi e questa Amministrazione sta anche qui.
Noi continueremo a mettere al primo posto la sicurezza delle persone, la manutenzione del territorio e il corretto utilizzo delle risorse pubbliche.
Gli altri, invece, sembrano mettere al primo posto esigenze diverse.

Leggendo gli ultimi interventi sul nuovo impianto di rilevazione delle infrazioni semaforiche, devo dire che condivido molte delle osservazioni formulate da Iervasi, soprattutto quando richiama il tema delle priorità amministrative.
RispondiEliminaSia chiaro, chi passa con il semaforo rosso deve essere sanzionato. Su questo non esiste alcun dubbio. La sicurezza stradale è un valore che va tutelato.
Ma la sicurezza non si garantisce soltanto installando dispositivi elettronici.
Qualche giorno fa è stato denunciato pubblicamente lo stato di degrado del marciapiede di Via Giardini, occupato da sacconi di rifiuti, materiali di cantiere e materiale edile, con pavimentazione dissestata e perfino ferri sporgenti che rappresentano un concreto pericolo per pedoni, bambini e anziani. Una situazione che si trascina da mesi senza che nessuno intervenga per ripristinare condizioni minime di sicurezza e decoro.
Anche nella via A. Diaz, da oltre un anno è presente un cantiere privato che costeggia la strada comunale anch'essa in condizioni pietose e pericolose. Anche qui tutto tace. Eppure, non dovrebbe essere difficile individuare i responsabili e pretendere il rispetto delle prescrizioni previste per la sicurezza del cantiere e della viabilità.
Osservando poi il nuovo impianto semaforico, colpisce un altro particolare, il palo della segnaletica che avvisa della presenza del rilevatore è stato installato direttamente sul marciapiede, restringendo ulteriormente lo spazio destinato ai pedoni. Una scelta che lascia perplessi, soprattutto quando si parla continuamente di sicurezza.
E c'è un'altra domanda che mi pongo.
All'ingresso di Roccella esiste da anni un display luminoso che segnala agli automobilisti la velocità con cui stanno procedendo. Era uno strumento semplice ma efficace, chi vedeva sul display una velocità elevata rallentava spontaneamente. Da anni, però, quel dispositivo è spento e inutilizzabile. Nessuno ha trovato le risorse per ripararlo e rimetterlo in funzione.
Per la manutenzione ordinaria di uno strumento di prevenzione non ci sono fondi.
Per sistemare marciapiedi e strade dissestate non ci sono fondi... o almeno così sembrerebbe. Perché i soldi per rifare i marciapiedi di Via XXV Aprile sono stati trovati eccome, nonostante fossero già in ottimo stato e di recente realizzazione. Nel frattempo, quelli di Via Giardini e di Via Roma, dissestati, usurati e ormai degni di un reperto archeologico, continuano a essere ignorati. Evidentemente, per questa Amministrazione le priorità non si misurano dallo stato di degrado delle opere, ma da altri criteri che i cittadini fanno fatica a comprendere.
Per pretendere che i cantieri privati ripristinino tempestivamente luoghi pubblici e condizioni di sicurezza, evidentemente, non c'è la stessa solerzia.
Per un nuovo impianto di rilevazione automatica, invece, le risorse si trovano e i lavori vengono eseguiti in tempi rapidissimi.
È inevitabile, quindi, che molti cittadini si chiedano se le priorità dell'Amministrazione siano davvero quelle giuste.
La sicurezza non è fatta solo di sanzioni. È fatta di strade sicure, marciapiedi percorribili, segnaletica efficiente, controlli puntuali sui cantieri e manutenzione costante del territorio.
Infine, una riflessione politica.
Se questa è la visione amministrativa del futuro candidato sindaco, allora il messaggio sembra essere chiaro, per la manutenzione ordinaria bisogna aspettare anni, mentre quando c'è da installare strumenti sanzionatori i tempi diventano improvvisamente rapidissimi.
I cittadini sapranno certamente valutare quali siano le vere priorità di chi oggi amministra e di chi domani ambisce a guidare il nostro paese
Secondo me la cosa va ben oltre al sistema di videosorveglianza, prima di tutto bisognerebbe capire una cosa, che è semplicemente la fiducia di un sindaco di un assessore o chiunque sia che faccia parte dell'amministrazione comunale. detto in poche parole se i primi ad avere dubbi su i propri cittadini è la stessa amministrazione comunale , ragazzi siamo rovinati. La maggior parte di macchine che passano e passeranno da quel semaforo sono roccellesi, perchè il Milanese se vogliamo essere mal pensanti ( babbu si ma cazzuni no) no si fa 1100 km per venire a Roccella senza assicurazione e senza revisione, quindi a mio parere quel sistema è stato installato perchè non si ha fiducia sui propri cittadini di Roccella.
RispondiEliminaUn'altro punto o domanda, ma quei soldi non potevano essere spesi per migliorare le strade del paese e la sua illuminazione?
Altra cosa e non meno importante, non è che si monta un semaforo con videosorveglianza per cercare di recuperare un pò di liquidità per poter sopperire alle varie spese provenienti dai concerti? che per carità, ben accetti sono ma se si auto pagano con le entrate dei biglietti.
Grazie
Le telecamere fatele mettere sul lungomare! Corse di motorini e moto a go-go, finché non ci scapperà il morto. Così come successo a Torre Faro (Messina). Pensateci bene prima che avvenga, siamo solo all'inizio dell'estate.
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